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Continua a far discutere il cartellino azzurro, il provvedimento perdona-bestemmia

Mag23
da admin il 23 Maggio 2016 alle 9:47
Postato in: Blog
Continua a far discutere il cartellino azzurro, l’espulsione temporanea per i giocatori che bestemmiano in campo.

Per alcuni si tratta di un provvedimento troppo duro, per altri troppo blando. Il punto è che una delle prime società ad adottarlo è stata il Csi Torino, fondata nel 1944 dall’Azione cattolica (sic!). I più intransigenti fanno notare che se la blasfemia costituisce un reato nell’ordinamento dello Stato – che è laico -, non dovrebbe essere minimamente tollerata dagli enti e associazioni di ispirazione religiosa.

I dirigenti del Csi Torino e di altri club fanno però notare che l’imprecazione a sfondo religioso è così frequente nel calcio che, se durante le partite si espellessero tutti i giocatori che bestemmiano, nessuna partita arriverebbe alla fine. Consapevoli di ciò, sono gli stessi arbitri che chiudono a volte un occhio, per evitare di espellere troppi giocatori.

Il problema è grave, perché la volgarità del linguaggio, l’imprecazione, la violenza verbale non dovrebbe esistere nello sport, eppure c’è. Ferma restando l’espulsione per i casi più gravi di blasfemia, il cartellino azzurro può costituire un modo – ancora imperfetto – per punire tutti coloro che bestemmiano in campo.

Forse occorre spostare il focus della discussione: non partiamo dalla fine, dalla punizione, ma partiamo dalla fonte, cioè l’educazione.   

Pretendiamo un linguaggio corretto da parte dei giocatori in ogni situazione e facciamo in modo che i dirigenti comincino a dare tutti, ma proprio tutti, il buon esempio. S. B.

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Arriva nel calcio il cartellino azzurro, il primo provvedimento anti-blasfemia

Mag12
da admin il 12 Maggio 2016 alle 11:24
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Inutile nascondersi dietro ad un dito: nel calcio si bestemmia molto e la blasfemia è una delle maggiori cause di espulsione durante il campionato. Solo nel veronese, quest’anno il Comitato Sportivo Italiano (CSI) ha contato 90 espulsioni per blasfemia.

Le bestemmie sono così frequenti che spesso gli stessi arbitri sono costretti a chiudere un occhio nei casi meno eclatanti, per evitare d’interrompere il match e deciderlo a tavolino.

Il tema è così scottante che il CSI di Roma ha esaminato attentamente la questione e ha proposto una soluzione: il cartellino azzurro. La blasfemia è punita con un’espulsione temporanea di 8 minuti.

Alcune sezioni, come ad esempio Torino, hanno adottato il sistema, non senza dare vita ad un acceso dibattito: alcuni ritengono il cartellino azzurro un’esagerazione, altri una punizione troppo blanda.

Sicuramente è un primo intelligente metodo per cominciare a combattere un malcostume troppo radicato nel mondo nel calcio e speriamo che in futuro saranno adottati provvedimenti sempre più efficaci. S. B.

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Alcol, droga e smartphone: i giovani alla guida

Mag11
da admin il 11 Maggio 2016 alle 11:22
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Un’indagine condotta dall’Università Niccolò Cusano di Roma in collaborazione con Skuola.net, su un campione di 1600 studenti d’età compresa fra i 14 e i 21 anni, ha messo in evidenza le abitudini dei giovani italiani alla guida.
I dati emersi non sono incoraggianti: non si può parlare di buone abitudini dei nostri ragazzi. Quando sono al volante, 1 ragazzo su 5 parla al telefono (senza auricolari), 1 su 3 controlla le notifiche e 1 su 4 addirittura risponde alle notifiche mentre è alla guida. C’è addirittura chi si scatta un selfie (1 su 10).

A preoccupare è anche il rapporto con alcol e sostanze stupefacenti. Il 13% degli intervistati ha ammesso di essersi messo alla guida dopo aver alzato un po’ il gomito. Fra questi, 1 su 3 era completamente ubriaco! C’è poi un 6% di giovani che guida regolarmente in stato d’ebbrezza.

Un ragazzo su 20 ha ammesso di aver guidato dopo aver assunto sostanze stupefacenti; dato ancora più inquietante: nel 45% dei casi si è trattato di droghe pesanti.

I giovani non percepiscono sufficientemente il pericolo di guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, o semplicemente di distrarsi per controllare il telefono.

Gli incidenti stradali sono una delle principali cause di mortalità giovanile, cui si potrebbe ovviare attraverso un’efficace attività educativa. Una guida responsabile salverebbe la vita a migliaia di ragazzi ogni anno

. Sarebbe utile portare l’educazione alla guida sicura anche all’interno dell’esame di scuola guida. Saper guidare bene non basta; occorre anche saper guidare responsabilmente. S. B.

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D-Arianna, l’app che riduce il consumo di alcol

Mag05
da admin il 5 Maggio 2016 alle 10:44
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Si chiama D-Arianna ed è un’app che aiuta i giovani nella prevenzione del binge drinking, pratica che consiste nel consumare consecutivamente più di 5 bevande alcoliche per i maschi e più di 4 per le femmine.
L’applicazione è stata sviluppata da Giuseppe Carrà e Massimo Clerici (rispettivamente ricercatore e professore ordinario di psichiatria all’Università Bicocca di Milano) in collaborazione con Paul E. Bebbington, professore emerito dello University College di Londra.
L’applicazione presenta una serie di domande preparate ad hoc dai ricercatori, come ad esempio il rapporto con l’alcol e con le droghe, l’età in cui si è iniziato io consumo di alcol e stupefacenti, il lavoro svolto, la situazione familiare, l’opinione personale su tali sostanze. In base alle risposte, attraverso un’equazione matematica, l’app permette di individuare il livello di rischio: basso, medio o alto.
La sperimentazione di D-Arianna ha dato risultati incoraggianti. Durante la ricerca, i giovani dei locali notturni della movida milanese sono stati avvicinati da 12 formatori d’età analoga. I formatori hanno intervistato i ragazzi ponendo i quesiti forniti dall’app. Il test è stato ripetuto a distanza di due settimane ed ha rivelato che grazie all’intervento il fenomeno del binge drinking è diminito, passando dal 37% al 18%.

D-Arianna rappresenta un modo esemplare di come la tecnologia possa essere applicata con successo in campo sociale, per lavorare sulla sensibilizzazione dei giovani. I digital native, infatti, possono trovare più stimolante e immediato l’uso di un’app, scaricabile in pochi secondi sul proprio smartphone.

Se volete più informazioni su D-Arianna, collegatevi al seguente link: darianna.org. S. B.

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Un Primo maggio … blasfemo!

Mag03
da admin il 3 Maggio 2016 alle 9:55
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Ieri pomeriggio, assieme a mia moglie, abbiamo deciso di fermarci in un bar per un aperitivo. Nonostante fosse il Primo maggio, la pioggia ci ha costretti a cercare rifugio in un posto al chiuso.

Siamo così entrati in un locale molto carino e ben tenuto. C’era persino un bel tavolo da biliardo, la cui presenza mi ha subito riportato alla giovinezza, quando trascorrevo interi pomeriggi in locali fumosi, sigaretta in bocca e stecca in mano, cercando di svelare le esoteriche geometrie di questo gioco affascinante.

Oggi non fumo più e non gioco più a biliardo, ma mi sono piacevolmente sorpreso quando due giovani si sono avvicinati al tavolo ed hanno cominciato a sistemare le palle per iniziare una partita. Ho detto a mia moglie: ” Lo vedi che ci sono ragazzi che cercano alternative lodevoli all’alcol e alla droga …”. 

Non ho fatto in tempo – ahimè – a terminare la frase che la prima buca mancata è stata sottolineata da un’imprecazione blasfema e così anche le successive.

I due giocatori non si davano minimamente pena del fatto che nel bar ci fossero altre persone e che non fosse per niente educato bestemmiare, tanto più in un locale pubblico.

Quel che mi ha colpito di più è stata l’indifferenza assoluta della titolare del locale, che cinque minuti prima ci aveva serviti con squisita cortesia. Forse erano clienti abituali o forse era un episodio così frequente da non disturbare più la sua attenzione. Se ciò fosse accaduto nel mio bar di fiducia, sarei prontamente intervenuto, ma lì ho preferito lasciar stare. 

Per fortuna la partita è stata breve e i due se ne sono andati.

Lascio a voi lettori la libertà d’esprimere il vostro giudizio. Vi chiedo di partire dal “senso”: il comportamento dei due giovani ha avuto “senso”? Vale la pena trasformare una frustrazione in un’imprecazione? La bestemmia ci migliora come giocatori e come uomini? S. B. 

 

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