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Alcol, droga e smartphone: i giovani alla guida

Mag11
da admin il 11 Maggio 2016 alle 11:22
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Un’indagine condotta dall’Università Niccolò Cusano di Roma in collaborazione con Skuola.net, su un campione di 1600 studenti d’età compresa fra i 14 e i 21 anni, ha messo in evidenza le abitudini dei giovani italiani alla guida.
I dati emersi non sono incoraggianti: non si può parlare di buone abitudini dei nostri ragazzi. Quando sono al volante, 1 ragazzo su 5 parla al telefono (senza auricolari), 1 su 3 controlla le notifiche e 1 su 4 addirittura risponde alle notifiche mentre è alla guida. C’è addirittura chi si scatta un selfie (1 su 10).

A preoccupare è anche il rapporto con alcol e sostanze stupefacenti. Il 13% degli intervistati ha ammesso di essersi messo alla guida dopo aver alzato un po’ il gomito. Fra questi, 1 su 3 era completamente ubriaco! C’è poi un 6% di giovani che guida regolarmente in stato d’ebbrezza.

Un ragazzo su 20 ha ammesso di aver guidato dopo aver assunto sostanze stupefacenti; dato ancora più inquietante: nel 45% dei casi si è trattato di droghe pesanti.

I giovani non percepiscono sufficientemente il pericolo di guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, o semplicemente di distrarsi per controllare il telefono.

Gli incidenti stradali sono una delle principali cause di mortalità giovanile, cui si potrebbe ovviare attraverso un’efficace attività educativa. Una guida responsabile salverebbe la vita a migliaia di ragazzi ogni anno

. Sarebbe utile portare l’educazione alla guida sicura anche all’interno dell’esame di scuola guida. Saper guidare bene non basta; occorre anche saper guidare responsabilmente. S. B.

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D-Arianna, l’app che riduce il consumo di alcol

Mag05
da admin il 5 Maggio 2016 alle 10:44
Postato in: Blog
Si chiama D-Arianna ed è un’app che aiuta i giovani nella prevenzione del binge drinking, pratica che consiste nel consumare consecutivamente più di 5 bevande alcoliche per i maschi e più di 4 per le femmine.
L’applicazione è stata sviluppata da Giuseppe Carrà e Massimo Clerici (rispettivamente ricercatore e professore ordinario di psichiatria all’Università Bicocca di Milano) in collaborazione con Paul E. Bebbington, professore emerito dello University College di Londra.
L’applicazione presenta una serie di domande preparate ad hoc dai ricercatori, come ad esempio il rapporto con l’alcol e con le droghe, l’età in cui si è iniziato io consumo di alcol e stupefacenti, il lavoro svolto, la situazione familiare, l’opinione personale su tali sostanze. In base alle risposte, attraverso un’equazione matematica, l’app permette di individuare il livello di rischio: basso, medio o alto.
La sperimentazione di D-Arianna ha dato risultati incoraggianti. Durante la ricerca, i giovani dei locali notturni della movida milanese sono stati avvicinati da 12 formatori d’età analoga. I formatori hanno intervistato i ragazzi ponendo i quesiti forniti dall’app. Il test è stato ripetuto a distanza di due settimane ed ha rivelato che grazie all’intervento il fenomeno del binge drinking è diminito, passando dal 37% al 18%.

D-Arianna rappresenta un modo esemplare di come la tecnologia possa essere applicata con successo in campo sociale, per lavorare sulla sensibilizzazione dei giovani. I digital native, infatti, possono trovare più stimolante e immediato l’uso di un’app, scaricabile in pochi secondi sul proprio smartphone.

Se volete più informazioni su D-Arianna, collegatevi al seguente link: darianna.org. S. B.

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Un Primo maggio … blasfemo!

Mag03
da admin il 3 Maggio 2016 alle 9:55
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Ieri pomeriggio, assieme a mia moglie, abbiamo deciso di fermarci in un bar per un aperitivo. Nonostante fosse il Primo maggio, la pioggia ci ha costretti a cercare rifugio in un posto al chiuso.

Siamo così entrati in un locale molto carino e ben tenuto. C’era persino un bel tavolo da biliardo, la cui presenza mi ha subito riportato alla giovinezza, quando trascorrevo interi pomeriggi in locali fumosi, sigaretta in bocca e stecca in mano, cercando di svelare le esoteriche geometrie di questo gioco affascinante.

Oggi non fumo più e non gioco più a biliardo, ma mi sono piacevolmente sorpreso quando due giovani si sono avvicinati al tavolo ed hanno cominciato a sistemare le palle per iniziare una partita. Ho detto a mia moglie: ” Lo vedi che ci sono ragazzi che cercano alternative lodevoli all’alcol e alla droga …”. 

Non ho fatto in tempo – ahimè – a terminare la frase che la prima buca mancata è stata sottolineata da un’imprecazione blasfema e così anche le successive.

I due giocatori non si davano minimamente pena del fatto che nel bar ci fossero altre persone e che non fosse per niente educato bestemmiare, tanto più in un locale pubblico.

Quel che mi ha colpito di più è stata l’indifferenza assoluta della titolare del locale, che cinque minuti prima ci aveva serviti con squisita cortesia. Forse erano clienti abituali o forse era un episodio così frequente da non disturbare più la sua attenzione. Se ciò fosse accaduto nel mio bar di fiducia, sarei prontamente intervenuto, ma lì ho preferito lasciar stare. 

Per fortuna la partita è stata breve e i due se ne sono andati.

Lascio a voi lettori la libertà d’esprimere il vostro giudizio. Vi chiedo di partire dal “senso”: il comportamento dei due giovani ha avuto “senso”? Vale la pena trasformare una frustrazione in un’imprecazione? La bestemmia ci migliora come giocatori e come uomini? S. B. 

 

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Cosa significa bere responsabilmente?

Apr26
da admin il 26 Aprile 2016 alle 10:09
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Siamo abituati a sentire raccomandazioni del tipo “Bevi responsabilmente” o “Bevi con moderazione durante i pasti”, ma nessuno ci dice con la stessa premura quanto dobbiamo bere per essere considerati responsabili.

L’OMS indica una precisa quantità massima giornaliera di alcol, che varia in relazione al sesso e all’età. Per i maschi adulti parliamo di 60 grammi al giorno, per le femmine di 40 grammi. Sopra a questi valori, il rischio è già elevato ed aumentano le probabilità di incorrere in patologie derivanti dal consumo di alcolici.

Per i minori di 18 anni il discorso è molto più restrittivo. Un adolescente è considerato a rischio anche se beve una sola bevanda alcolica all’anno. Può sembrare eccessivo, ma i minori non hanno maturato pienamente la capacità di metabolizzare l’alcol, che dunque può avere effetti immediatamente dannosi, in primis sul cervello.

Gli anziani, a causa dell’età e dell’assunzione di farmaci, debbono limitare il consumo di alcol a un bicchiere di vino al giorno.

Purtroppo manca ancora la consapevolezza diffusa del problema. La preoccupazione non riguarda soltanto i forti bevitori (720.000 persone) o gli adulti a rischio, ma soprattutto i ragazzi fra 11 e 25 anni: sono 1,5 milioni i giovani che abitualmente eccedono la quantità di alcol raccomandata. Fra questi, 720.000 adolescenti sono da considerarsi a rischio.

Non è forse ora di cominciare a fare qualcosa? S. B.
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Blasfema messa in scena: un politico dà la comunione ai suoi adepti

Apr11
da admin il 11 Aprile 2016 alle 11:07
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Il comico fondatore del movimento politico pentastellato, al termine del suo spettacolo del 9 aprile a Torino, ha compiuto un gesto che oscilla fra il disgustoso e l’esecrabile. Chiamati sul palco i principali esponenti del movimento, ha dato loro la comunione, sostituendo l’ostia con dei grilli secchi.  

Al di là della sceneggiata autocelebrativa  (gli stessi grilli sono un omaggio al suo nome ), ha colpito la blasfemia del gesto. Di sicuro è stata una scelta strategica per aumentare l’audience a far parlare di sé; però non è l’intenzione che offende, ma il modo. Mimare un gesto sacro, scimmiottare un sacramento religioso, francamente è davvero volgare.

Se anche volessimo sorvolare sugli aspetti grotteschi del personaggio, è lecito chiedersi come i suoi adepti abbiano potuto accettare una cosa del genere, arrivando a mangiare per giunta degli insetti, che non appartengono minimamente alla nostra cultura gastronomica!

Politica e religione sono due regni separati, fra i quali deve esserci rispetto assoluto. La politica non può permettersi di offendere una religione professata da milioni di cittadini; a maggior ragione un partito, che dovrebbe convincere i suoi elettori, non offenderli.

La politica dovrebbe essere fatta con intelligenza e non dovrebbe mai scadere nella volgarità più bieca e blasfema, pessimo esempio per noi e i nostri figli. S. B.
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