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Contro la bestemmia, un esercizio di misercordia

Giu15
da admin il 15 Giugno 2016 alle 11:14
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Per i cristiani il 2016 è un anno santo. Fino al 20 novembre, infatti, si terrà il Giubileo straordinario della misercordia, fortemente voluto da Papa Francesco a 50 anni dal Secondo concilio ecumenico Vaticano II.

Al di là delle differenti opinioni religiose che ciascuno può avere, è bello il fatto che il Pontefice abbia voluto dedicare un intero Anno Santo alla misericordia: una virtù, un sentimento, un modo d’essere, di sentire l’altro e soprattutto di agire. Il misericordioso riconosce negli altri la povertà di Cristo e agisce attivamente per soccorrerli e dare aiuto.

Possiamo ispirarci alla misericordia per inventare un esercizio spirituale da compiere contro la blasfemia. Anziché bestemmiare nei momenti più banali e nei momenti d’ira, pensiamo a come agire nel bene e nel rispetto degli altri.

Non occorre essere religiosi per farlo, perché la misericordia è uno dei sentimenti umani per eccellenza: è affine alla com-passione, il riconoscimento di sé nell’altro. La compassione ci porta a vedere negli altri noi stessi; prima di bestemmiare, allora, proviamo a metterci nei panni di chi ci sta di fronte e viene assalito dai nostri improperi. Fatto questo, lasciamo da parte la violenza delle parole e imbocchiamo la via della dolcezza delle azioni.

Il discorso vale in modo particolare nello sport, che è un’attività sociale, cui partecipano persone di ogni sesso ed età. Pensate sia bello per un bambino udire il proprio genitore che bestemmia contro l’arbitro dalle tribune? Pensate che sia bello essere immortalati da una ripresa video mentre si bestemmia per il fallo subito? Pensate che sia bello bestemmiare contro un avversario o un compagno di squadra?

Ecco, impariamo a sostituire la bestemmia con la misericordia, la cosa più umana di tutte. S. B.

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Spaghetti, mandolino e … bestemmie. La nostra fama vola all’estero

Giu08
da admin il 8 Giugno 2016 alle 10:39
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Il calcio continua a dare il cattivo esempio. Stavolta è toccato all'”ingenuo” neo-portiere della Roma, Alisson Becker, di nazionalità brasiliana.

Becker, prima di partire per la Capitale, ha concesso un’intervista nel suo paese. L’intervistatore gli ha chiesto se conosceva qualche parolaccia in italiano e lui ha esordito con un bel “Vaffa …”. Poi ha spiegato anche l’esistenza delle bestemmie, che a lui per fortuna non piacciono. – Vaffa… è buono – dice – poi c’è anche quest’altra cosa che offende santi e Dio: porco ….

Speriamo che a Roma qualcuno spieghi a Becker che la bestemmia è la peggiore imprecazione della nostra lingua.

In realtà, non è stato il giovane portiere brasiliano a fare una pessima figura, ma noi italiani! Dovremmo vergognarci della popolarità che il nostro costume di bestemmiare riscontra anche all’estero.

Finché ci associano agli spaghetti, al mandolino e a “Oh sole mio” va bene, ma che comincino ad associarci anche alle nostre colorite bestemmie è davvero sconfortante.

Sforziamoci di usare la nostra meravigliosa lingua im modo elegante e pulito. Basta bestemmie! S. B.

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Il binge drinking continua a dilagare fra i giovani

Mag30
da admin il 30 Maggio 2016 alle 14:20
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Non cessa di preoccupare la diffusione del binge drinking fra i giovani e giovanissimi.

Giovani e adolescenti trascorrono il fine settimana, consumando grandi quantità di alcol. Associazioni e psicoterapeuti stanno esplorando e analizzando il fenomeno.
Dietro al binge drinking si nascondono il bisogno di conformismo e la presenza di difficili situazioni familiari.

I ragazzi accettano la terapia dietro obbligo delle famiglie: purtroppo il 35% di loro ricade quasi subito nel vortice.  Due minorenni su 10 che entrano in terapia sono di sesso femminile: dato che stupisce, poiché culturalmente i consumatori di alcol sono per lo più maschi.

Il problema è serio, perché oltre ai danni fisici – devastanti per il metabolismo del minorenni – ci sono quelli sociali. L’abuso di alcol distrugge le relazioni interpersonali, che sono estremamente delicate negli adolescenti.

La domanda che rimbomba nelle nostre teste è la seguente: perché nella nostra società, i nostri figli scelgono la via dell’autodistruzione? Più che interrogarci sui possibili rimedi, dovremmo riflettere sul nostro operato. Dove sbagliamo come genitori ed educatori? Cosa ci chiedono i nostri figli che noi non riusciamo a dargli? Perché le nuove generazioni sono attanagliate da un senso di vuoto, che spesso riempiono colmando il bicchiere? S. B.
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Continua a far discutere il cartellino azzurro, il provvedimento perdona-bestemmia

Mag23
da admin il 23 Maggio 2016 alle 9:47
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Continua a far discutere il cartellino azzurro, l’espulsione temporanea per i giocatori che bestemmiano in campo.

Per alcuni si tratta di un provvedimento troppo duro, per altri troppo blando. Il punto è che una delle prime società ad adottarlo è stata il Csi Torino, fondata nel 1944 dall’Azione cattolica (sic!). I più intransigenti fanno notare che se la blasfemia costituisce un reato nell’ordinamento dello Stato – che è laico -, non dovrebbe essere minimamente tollerata dagli enti e associazioni di ispirazione religiosa.

I dirigenti del Csi Torino e di altri club fanno però notare che l’imprecazione a sfondo religioso è così frequente nel calcio che, se durante le partite si espellessero tutti i giocatori che bestemmiano, nessuna partita arriverebbe alla fine. Consapevoli di ciò, sono gli stessi arbitri che chiudono a volte un occhio, per evitare di espellere troppi giocatori.

Il problema è grave, perché la volgarità del linguaggio, l’imprecazione, la violenza verbale non dovrebbe esistere nello sport, eppure c’è. Ferma restando l’espulsione per i casi più gravi di blasfemia, il cartellino azzurro può costituire un modo – ancora imperfetto – per punire tutti coloro che bestemmiano in campo.

Forse occorre spostare il focus della discussione: non partiamo dalla fine, dalla punizione, ma partiamo dalla fonte, cioè l’educazione.   

Pretendiamo un linguaggio corretto da parte dei giocatori in ogni situazione e facciamo in modo che i dirigenti comincino a dare tutti, ma proprio tutti, il buon esempio. S. B.

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Arriva nel calcio il cartellino azzurro, il primo provvedimento anti-blasfemia

Mag12
da admin il 12 Maggio 2016 alle 11:24
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Inutile nascondersi dietro ad un dito: nel calcio si bestemmia molto e la blasfemia è una delle maggiori cause di espulsione durante il campionato. Solo nel veronese, quest’anno il Comitato Sportivo Italiano (CSI) ha contato 90 espulsioni per blasfemia.

Le bestemmie sono così frequenti che spesso gli stessi arbitri sono costretti a chiudere un occhio nei casi meno eclatanti, per evitare d’interrompere il match e deciderlo a tavolino.

Il tema è così scottante che il CSI di Roma ha esaminato attentamente la questione e ha proposto una soluzione: il cartellino azzurro. La blasfemia è punita con un’espulsione temporanea di 8 minuti.

Alcune sezioni, come ad esempio Torino, hanno adottato il sistema, non senza dare vita ad un acceso dibattito: alcuni ritengono il cartellino azzurro un’esagerazione, altri una punizione troppo blanda.

Sicuramente è un primo intelligente metodo per cominciare a combattere un malcostume troppo radicato nel mondo nel calcio e speriamo che in futuro saranno adottati provvedimenti sempre più efficaci. S. B.

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