l problema dell’alcol negli adulti e degli schermi nei giovani: la Spagna da’ l’esempio su come gestirli
In breve: l’alcol domina tra gli adulti e gli schermi superano le sostanze tra i giovani
Il consumo di alcol si conferma come la principale causa di dipendenza negli adulti, mentre tra i giovani di età inferiore ai 24 anni si osserva l’uso problematico di nuove tecnologie e schermi, che ha superato il consumo di cannabis.
I dati dei Centri di Attenzione alle Dipendenze di Madrid evidenziano un aumento generale delle richieste di aiuto, con 11.895 persone assistite nel 2025 e un trend in crescita nel primo semestre del 2026.
Le autorità sottolineano l’importanza di monitorare questi nuovi modelli e di adattare le risposte municipali, inclusa la gestione della patologia duale, attraverso piani specifici e risorse per il reinserimento lavorativo.
In sintesi:
- Alcol negli adulti: rimane la sostanza principale per interventi totali e nuovi casi, seguita da cocaina, oppiacei e cannabis.
- Tecnologie nei giovani: l’uso inadeguato delle nuove tecnologie rappresenta la causa principale di intervento, superando la cannabis.
- Tendenze e dati: si registra un aumento generale delle attenzioni nei centri municipali tra il 2025 e il 2026.
- Uso problematico degli schermi: non formalmente riconosciuto come dipendenza, ma con comportamenti simili e impatto su relazioni e rendimento scolastico.
- Patologia duale: associazione tra uso problematico di tecnologie e altri disturbi mentali nei casi gravi.
- Risorse municipali: una rete di centri e servizi di prossimità per senzatetto lavora su riduzione del danno e reinserimento lavorativo.
- Il persistente primato dell’alcol tra la popolazione adultaNonostante l’emergere di nuove forme di dipendenza, l’alcol continua a detenere il triste primato come sostanza che motiva la maggior parte degli interventi terapeutici tra gli adulti nella città di Madrid. Questa realtà, spesso sottovalutata a causa della sua accettazione sociale e facilità di accesso, si riflette chiaramente nei dati forniti dai Centri di Attenzione alle Dipendenze del Comune. Nel 2025, in Spagna, l’alcol è stato il responsabile del 36,5% dei trattamenti complessivi, una percentuale che Sale al 40% se si considerano solo coloro che si rivolgono a queste risorse per la prima volta. Questi numeri sottolineano la necessità di non abbassare la guardia su questa specifica sostanza, che non solo ha un impatto diretto sulla salute fisica e mentale dell’individuo, ma genera anche significative conseguenze sociali, familiari ed economiche.La cocaina si posiziona come seconda causa di dipendenza (23,4%), seguita dagli oppiacei (14,6%) e dalla cannabis (12%). Sebbene queste sostanze rimangano preoccupanti, la prevalenza dell’alcol indica che la sua gestione richiede strategie di prevenzione e trattamento specifiche e durature, che tengano conto del suo radicato status culturale. I disturbi da uso di alcol (AUD), nomenclatura scientifica che descrive la condizione, manifestano uno spettro di gravità che va dal consumo rischioso alla dipendenza conclamata, con meccanismi biochimici che alterano i sistemi di ricompensa cerebrali, similmente ad altre droghe. La persistenza di questa tendenza negli anni evidenzia la sfida che le autorità sanitarie devono affrontare per ridurre il danno associato al consumo eccessivo e cronico.
- mentre l’alcol domina tra gli adulti, un panorama completamente diverso si delinea se si sposta l’osservazione sulla popolazione giovanile, in particolare quella di età inferiore ai 24 anni. In questo segmento demografico, si sta assistendo a un vero e proprio cambio di paradigma: la causa principale di intervento nei centri municipali non è più una sostanza psicotropa, bensì l’uso inadeguato delle nuove tecnologie. I dati del 2025 relativi alla spagna sono emblematici in tal senso: quasi la metà degli interventi effettuati con i giovani (43,5%) è stata correlata a questa problematica, superando in modo significativo il consumo di cannabis (30%), storicamente la dipendenza più comune in questa fascia d’età.
- Questa rivoluzione è confermata dai dati del primo semestre del 2026, durante il quale sono state assistite 8.879 persone nei centri di Madrid, di cui 1.721 giovani fino a 24 anni, un dato leggermente superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescente pervasività degli smartphone, dei social media, dei videogiochi online e di altre piattaforme digitali ha creato un nuovo ambiente interattivo che, se da un lato offre enormi opportunità, dall’altro presenta rischi concreti di comportamenti disfunzionali. La facilità di accesso, la costante disponibilità e il design delle piattaforme, spesso ottimizzato per mantenere l’attenzione dell’utente, contribuiscono a questa tendenza. La comprensione e la gestione di queste nuove forme di dipendenza comportamentale rappresentano una sfida prioritaria per i professionisti della salute mentale e delle dipendenze.
- Comprendere l'”uso inadeguato” e la patologia dualeÈ fondamentale precisare che l’uso problematico della tecnologia non è attualmente riconosciuto formalmente come una dipendenza a sé stante nei principali manuali diagnostici, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) abbia incluso il disturbo da gioco d’azzardo online. Ciononostante, i professionisti osservano comportamenti che mimano fedelmente quelli delle dipendenze da sostanze: perdita di controllo, craving (forte desiderio), tolleranza (bisogno di aumentare il tempo di utilizzo) e astinenza. Il problema sorge quando l’utilizzo degli schermi disloca altre sferre fondamentali della vita quotidiana.La condizione di uso inadeguato si manifesta quando l’individuo interrompe le relazioni personali e familiari, manifesta un calo del rendimento scolastico o lavorativo, e quando la tecnologia diventa l’asse centrale della sua esistenza, a scapito di hobbies, attività fisiche e riposo adeguato. Nei casi più gravi, questo comportamento disfunzionale può apparire associato ad altri problemi di salute mentale, configurando quella che in termini scientifici viene definita patologia duale. La presenza di ansia, depressione, disturbi dell’attenzione (ADHD) o disturbi della condotta può sia predisporre all’uso problematico di schermi che essere esacerbata da esso, creando un circolo vizioso complesso da spezzare. La gestione efficace richiede quindi un approccio diagnostico e terapeutico integrato che affronti entrambe le condizioni simultaneamente.Il ruolo cruciale delle risorse municipali e del reinserimentoDi fronte a questo scenario complesso, sarebbe ottimale disporre di una rete di risorse municipali dedicata alla prevenzione, al trattamento e al reinserimento delle persone con problemi di dipendenza, sia da sostanze che comportamentali. La rete dovrebbe essere composta da centri di attenzione alle dipendenze, oltre ad altri servizi specifici come quelli di prossimità per persone senza dimora. Questi ultimi operano con una filosofia di riduzione del danno, cercando non solo di facilitare l’accesso alle cure, ma anche di migliorare la convivenza nell’ambiente circostante.Un aspetto fondamentale dell’intervento terapeutico è il reinserimento lavorativo, visto come un indicatore chiave del successo del trattamento e uno strumento potente per prevenire le ricadute. L’orientamento professionale, i programmi di formazione e il sostegno continuo dovrebbero essere parte integrante dei percorsi, dimostrando l’approccio olistico dei servizi municipali che non si limitano alla disintossicazione o al controllo del comportamento, ma puntano alla ricostruzione dell’autonomia e dell’integrazione sociale dell’individuo.Piani futuri e un budget in crescita: la risposta istituzionale che ci si aspettaIn effetti, le autorità, consapevoli della dinamicità del fenomeno delle dipendenze, dovrebbero proseguire il lavoro di stesura di un adeguato piano dipendenze per il futuro, che coinvolga esperti, enti sociali, persone in trattamento e familiari, con l’obiettivo di incorporare i nuovi modelli di consumo e le condotte emergenti, come quelle legate alle tecnologie, dimostrando la volontà di rendere la pianificazione il più aderente possibile alle reali necessità della popolazione.
