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Bestemmia e picchia i bambini, arrestata una maestra d’asilo

Feb09
da admin il 9 Febbraio 2016 alle 9:45
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Circa un paio di settimane fa, una notizia scioccante ha fatto il giro del Web: nel modenese, una maestra d’asilo è stata sottoposta agli arresti domiciliari, accusata dalle autorità di maltrattamento aggravato.

La maestra 52enne, abusando del proprio ruolo, avrebbe maltrattato i piccoli allievi, con spinte, ceffoni e insulti, fra cui – pare – anche bestemmie. Ad accorgersene, sono stati i genitori delle piccole vittime, terrorizzate dal solo pensiero di andare a scuola.

Tale sconvolgente episodio lede l’immagine della nostra scuola dell’infanzia, considerata dai maggiori studiosi mondiali di didattica come una delle migliori al mondo, specialmente in Emilia Romagna, dove peraltro si è svolto il fatto.

Le istituzioni dovrebbero vigilare meglio sulla condotta degli insegnanti, soprattutto di coloro che sono a contatto con i più piccoli e che rivestono dunque un ruolo educativo di particolare delicatezza.

Le maestre della scuola dell’infanzia svolgono un ruolo centrale: preparare le nuove generazioni a tutti i contenuti della nostra civiltà. Cerchiamo di tutelarle maggiormente, controllando che nessuna “scheggia impazzita” possa infangare il loro prezioso lavoro. 

Per i bambini le parole hanno un potere magico: evocano la meraviglia del mondo. Avvezziamoli alla poesia, raccontiamo loro le fiabe, tieniamo il loro animo sensibile il più lontano possibile dalla volgarità linguistica. S. B.
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Veramente l’alcol è un rimedio contro il freddo?

Gen28
da admin il 28 Gennaio 2016 alle 10:12
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Quante volte capita di bere un goccino per scaldarsi, specie nelle giornate invernali più gelide?

In realtà, che l’alcol riscaldi è vero solo a metà. 

L’alcol infatti è un vasodilatatore e scatena una reazione endotermica: per essere metabolizzato richiede calore. Il calore liberato dalla vasodilatazione provoca una sensazione di calore; ma in realtà, quel calore non viene acquistato, ma ceduto dal corpo durante la reazione. 

Quando la vasodilatazione diminuisce, la sensazione di calore finisce; anzi, poiché il corpo ha ceduto una parte del proprio calore, si ha una sensazione di freddo. Ecco perché, dopo una colossale sbornia, si avverte un freddo intenso e si ha bisogno di scaldarsi. 

Bere alcolici durante una prolungata esposizione al freddo è dunque la cosa più sbagliata che si possa fare, perché espone al rischio d’ipotermia.

Bere responsabilmente significa conoscere perfettamente tutti gli effetti dell’alcol e non soltanto la marca del liquore alla moda o la cantina più rinomata del vino che stai tracannando. 

Sfatiamo le false credenze ed educhiamo con saggezza i nostri ragazzi. La birra, il vino, gli amari, etc. sono bevande squisite, ottime per un momento di meditazione o di convivialità; ma il loro consumo va limitato per due motivi:

1) perché si gusta solo ciò che di cui si gode con parsimonia;

2) perché ne va della loro salute e, spesso ahimè, della loro vita. 

S. B.

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Il presepe violato

Gen12
da admin il 12 Gennaio 2016 alle 12:27
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Aiello del Friuli. La mattina del 10 gennaio i volontari che avevano allestito il presepe nel piccolo paese della provincia di Udine, si sono trovati di fronte ad una scena agghiacciante.

Alcuni vandali hanno violato il presepe: hanno spaccato il Bambin Gesù, un bambolotto di plastica cui hanno anche cavato un occhio, e hanno distrutto la capanna che ospita tradizionalmente la Sacra Famiglia. Come se tutto ciò non fosse già abbastanza brutale, hanno riempito il muro con scritte blasfeme: bestemmie e simboli satanici.

Si è trattato di un orrendo scempio, che ha lasciato la comunità esterrefatta, sia per la violenza, sia per la più assoluta mancanza di ogni forma di rispetto. Il problema, infatti, non riguarda la scelta di credere o non credere, ma l’educazione, il rispetto verso gli altri. Il presepe non è soltanto un simbolo religioso, ma uno dei simboli della nostra identità europea.

Ci auguriamo che chi ha commesso un gesto tanto vile abbia modo di meditare sulle proprie azioni. S. B.

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Un sms blasfemo sfugge ai controlli RAI. Ed è subito bufera

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2016 alle 9:20
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Giovedì scorso, allo scoccare della mezzanotte, tutti gli italiani hanno salutato il nuovo anno scambiandosi gli auguri con amici e parenti. Alcuni hanno deciso di farlo inviando un sms alla trasmissione RAI di Capodanno, in diretta da Matera. Gli sms ricevuti sono stati trasmessi in sovrimpressione durante i festeggiamenti.

Ora, per una svista del tecnico addetto al filtraggio e alla trasmissione degli sms, è andato in un onda un messaggio d’auguri condito con una lunghissima bestemmia, che ha messo in serio imbarazzo i vertici RAI e che ha provocato una scontata pioggia di critiche e sceneggiate buoniste, specialmente da chi ha scarsa simpatia per l’azienda di viale Mazzini.

Volendo prendere le distanze dall’ipocrisia, vorremmo riportare l’attenzione su due momenti essenziali della questione: per prima cosa, per quale motivo condire con una bestemmia un sms di auguri; per secondo perché scandalizzarsi di fronte a un fenomeno ben evidente nel nostro paese, che ha bisogno di uno sforzo intellettuale di tutti per essere rimossi.

L’autore del messaggio è stato un ragazzo tarantino di 21 anni: prima gli amici lo scaricano ed è costretto a restare a casa l’ultimo dell’anno (tragedia …), poi il suo amato cane è spaventato a morte dai botti. Due buone ragioni per bestemmiare in faccia a tutto il mondo, no?

I critici e i moralisti, da canto loro, fanno piovere sul bagnato. La TV, pubblica e privata, non è nuova a gravissimi episodi del genere e non è punendo un tecnico che si risolve il problema.

Occorre riflettere sul fatto che la bestemmia è qualcosa d’insulso, di privo di senso, un puro nulla. E allora perché pronunciare quelle parole? Perché intercalare nel discorso tanta gratuita violenza?

Se dobbiamo imprecare o inveire contro qualcosa o qualcuno, lasciamo da parte la volgarità! Impariamo ad usare le tante espressioni alternative, che la nostra straordinaria lingua ci mette a disposizione.

Un buon inizio d’anno a tutti voi! S. B.

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Il liceo bolognese che ha scelto di non perdersi in un bicchiere

Dic23
da admin il 23 Dicembre 2015 alle 9:35
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Bologna, 14 dicembre. Gli studenti del liceo Malpighi hanno partecipato ad un incontro con Emanule Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol del Cneps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute). L’incontro si è svolto all’interno della campagna “Non perderti un un bicchiere”, promosso dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità, per sensibilizzare i giovani sul tema dell’abuso di alcol.

Il Dott. Scafato ha descritto in modo efficace tutti i rischi legati ad un consumo sconsiderato di bevande alcoliche, con particolare riguardo all’adolescenza.

Non tutti sanno che la capacità di metabolizzare l’alcol raggiunge la piena maturità non prima dei 20 anni e che bere alcol provoca sul medio-lungo periodo danni irreparabili al cervello. L’alco altera la percezione della realtà e rallenta i riflessi: per questo motivo, è la prima causa di morte fra i giovani. Senza considerarne poi le caratteristiche nutrizionali: bere un bicchiere di vino o birra è come mangiare in un mese 184 pacchetti di patatine o ingurgitare in un sol boccone 9 zollette di zucchero. Di certo, non è il più salutare dei cibi.

Il Dott. Scafato è riuscito a tenere desta l’attenzione dei ragazzi e coinvolgerli su questo tema delicato, difficile, importante. Dovrebbe essere un esempio per tutti noi che abbiamo a che fare con i ragazzi nei contesti più disparati. Mettiamoli al centro e facciamo capire loro l’importanza di non bere.

Ubriachiamoci di vita, non di alcol!

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