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Drunkoressia, quando le ragazze smettono di mangiare ma non di bere

Lug27
da admin il 27 Luglio 2016 alle 10:56
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Negli ultimo 6-7, si è diffusa un nuovo disturbo psicosomatico: la drunkoressia. Questo neologismo è nato negli USA unendo il participio passato inglese del verbo bere e il termine anorexia.

Non ancora riconosciuto a livello ufficiale, la drunkoressia consiste in nell’associazione dell’anoressia con l’abuso di alcol. Come l’anoressia, colpisce in maggioranza le ragazze, le quali per vincere i morsi della fame e perdere peso, consumano alcol durante il giorno a stomaco vuoto.

La drunkoressia è presente anche in Italia, anche se ne parla poco. Inutile dire che sia devastante.

Le nostre ragazze sono particolarmenti esposte al rischio di disturbi alimentari, per la pressione esercitata dai modelli sociali e, conseguentemente, dai media.

Battiamoci per un ideale estetico più rispettoso del corpo femminile, che non faccia mai sentire grasse le nostre ragazze di fronte allo specchio. S. B.

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Quando alzi il volume, io alzo il bicchiere

Lug22
da admin il 22 Luglio 2016 alle 9:42
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Uno studio, intitolato Alcoholism: Clinical & Experimental Research e pubblicato su WebMd, ha dimostrato che i ragazzi fra 18 e 35 anni bevono di più se nei locali la musica è ad alto volume.

C’è una precisa corrispondenza fra durata della bevuta e volume della musica: spostando il volume da 72 a 87 decibels, diminuisce di ben tre minuti il tempo medio con cui si finisce di bere una birra (circa 14 minuti). D’estate il fenomeno desta molta preoccupazione, perché i ragazzi escono di più, sia per la bella stagione, sia per le vacanze scolastiche che permettono orari molto più liberi. Di conseguenza bevono di più.

Il volume troppo alto impedisce anche la conversazione. Se non si riesce a parlare, cosa si fa? Si beve!

Una piccola nota positiva viene dai social network: pare che alle feste costituiscano un deterrente per chi è avvezzo ad alzare il gomito. Per timore di finire fotografati e taggati su Facebook ubriachi persi, alcuni ragazzi cercano di controllarsi e non eccedere con i drink.

Forse è ora di cominciare ad usare i social network per incitare ai comportamenti virtuosi. I locali potrebbero postare foto delle serate, mostrando ragazzi che si divertono senza bere o bevendo il giusto. Forse sarebbe anche il caso di regolare il volume della musica ed alzarlo solo in determinati orari, per lasciare più spazio alla conversazione. Insegniamo ai ragazzi che conoscersi è il primo capitolo di un romanzo che può durare una vita. S. B.

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L’Islanda agli Europei: un sogno nato sulle macerie dell’alcolismo

Lug12
da admin il 12 Luglio 2016 alle 10:30
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Normalmente, essere una delle prime otto classificate dell’Europeo è un grande risultato. Per l’Islanda, capace di dare filo da torcere al Portogallo e di battere l’Inghilterra, è stato un vero miracolo e non solo sportivo!

Fino a 20 anni fa, nel paese nordico, il calcio era un perfetto sconosciuto: le rigide temperature e lo scarso numero di campi da gioco non avevano permesso lo sviluppo di un’attività sportiva professionale.

Poi il governo decise all’improvviso di investire importanti risorse nello sport. Il motivo? L’Islanda contava un alto tasso di alcolismo giovanile. Si decise pertanto di utilizzare il calcio come strumento di lotta all’alcol. In poco tempo furono costruiti sei campi regolamentari indoor e circa 2000 campi più piccoli, tutti coperti e riscaldati grazie all’energia geotermica.

Il calcio divenne in breve tempo uno sport popolarissimo fra i ragazzi e i risultato di questa politica li abbiamo visti tutti: chi avrebbe mai pensato che una squadra tanto giovane fosse capace di mandare a casa la tenace Inghilterra?

I ragazzi bevono perché non hanno stimoli, perché non hanno mete da raggiungere, perché un vuoto inspiegabile li colma. Lo sport riesce a scacciare il vuoto e riempirli di una pienezza vera: lo stare insieme, il gioco, l’emozione per il gol, l’impegno. Speriamo che l’Islanda riesca a sconfiggere definitivamente l’abuso di alcolici e speriamo che anche altre nazioni seguano il suo esempio. S. B.

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Calcio, il solito osceno labiale

Lug04
da admin il 4 Luglio 2016 alle 10:52
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Lunedì scorso, l’Italia ha trionfato contro la Spagna agli Europei di calcio. Un risultato strepitoso, che ha riempito d’orgoglio tifoso e giocatori.

Anche stavolta, però, il calcio non è riesciuto ad essere senza macchia. Subito dopo la rete di Pellè, tutti gli Azzurri hanno giustamente esultato: la telecamera ha inquadrato prima l’attaccante del Southampton, Conte, i giocatori, lo staff, poi si è soffermata su Buffon, ma al momento sbagliato. Proprio in quell’istante, il “portierone” ha esultato con una bestemmia. E’ vero che la ripresa era priva di audio, ma il labiale è stato inequivocabile.

A parte l’attenuante del caso (parole sbagliate nel momento sbagliato), la blasfemia resta un vizio del calcio, al quale non ci abitueremo mai. Da parte della Nazionale, ci aspettiamo un comportamente molto più scrupoloso. I nostri giocatori sono dei modelli per i nostri ragazzi: dovrebbero dare sempre il buon esempio. S. B.

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Il triste primato della gaia Valtellina

Giu21
da admin il 21 Giugno 2016 alle 9:46
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Il benessere è legato al tenore di vita o al reddito? Si fa presto a rispondere di sì, ma la realtà della vita smentisce questa domanda a bruciapelo.

Una delle zone italiane in cui si vive meglio è la Valtellina, che gode di un’elevatissima qualità della vita: la provincia di Sondrio si classifica sempre ai primissimi posti in Italia. Ma la Valtellina ha un altro primato, molto meno lieto: il consumo giovanile di alcol è il più alto della Lombardia e fra i più alti d’Italia. Qui, almeno il 73% dei giovani fa binge drinking più di 4 volte al mese. Il binge drinking è l’abbuffata alcolica, che consiste nel bere grandi quantità di alcolici in poco tempo, per ubriacarsi rapidamente.

Il dito va puntato contro gli alcolici a basso prezzo e basso contenuto di alcol, che sono perfetti per istradare i ragazzi all’abuso. La birra è la bevanda alcolica più consumata, in virtù della sua facile reperibilità, del basso prezzo e della forte valenza socio-culturale. Si comincia a bere a 13-14 anni la birra, per aumentare lentamente la gradazione.

Accanto alla birra destano anche preoccupazione gli alcolpops, ovvero le bevande dolci gassate, leggermente alcoliche. Negli ultimi anni sono passate di moda, ma alcune grandi multinazionali della birra, hanno lanciato sul mercato bevande aromatizzate a bassa gradazione alcolica, per catturare i consumi dei giovani e giovanissimi. Ecco che sono comparse la birra al limone, la birra quasi analcolica, il birra & soda, etc.

Istituzioni ed associazioni debbono combattere la diffusione di questo tipo di bevande, come combattono la diffusione dei tabacchi, perché i giovani sono i consumatori ancora vergini che le multinazionali dell’alcol cercano di sedurre con tutti i mezzi. Noi non dobbiamo permettere che cadano nelle loro grinfie.

Il rimedio, tuttavia, non sta nel costruire una società più proibizionista: va bene aumentarei controlli, va bene aumentare le restrizioni, ma non basta. Non tappiamoci gli occhi, affermando che basti una maggiore severità normativa per eliminare il problema!

Noi adulti dobbiamo fare un esame di coscienza. Dobbiamo domandarci perché i ragazzi bevono. Come mai nella provincia più benestante d’Italia, così tanti giovani si rivolgono all’alcol? Quale vuoto cercano di colmare? Cos’è che il benessere economico non può dare? Dove stiamo sbagliando?

Nel nostro modo di vivere, serpeggia un male nero, di cui noi adulti non vogliamo sapere il nome e che i giovani sperano di fuggire, trasformandosi in una schiera di alienati mangiatori di loto. S. B.

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