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Cosa significa bere responsabilmente?

Apr26
da admin il 26 Aprile 2016 alle 10:09
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Siamo abituati a sentire raccomandazioni del tipo “Bevi responsabilmente” o “Bevi con moderazione durante i pasti”, ma nessuno ci dice con la stessa premura quanto dobbiamo bere per essere considerati responsabili.

L’OMS indica una precisa quantità massima giornaliera di alcol, che varia in relazione al sesso e all’età. Per i maschi adulti parliamo di 60 grammi al giorno, per le femmine di 40 grammi. Sopra a questi valori, il rischio è già elevato ed aumentano le probabilità di incorrere in patologie derivanti dal consumo di alcolici.

Per i minori di 18 anni il discorso è molto più restrittivo. Un adolescente è considerato a rischio anche se beve una sola bevanda alcolica all’anno. Può sembrare eccessivo, ma i minori non hanno maturato pienamente la capacità di metabolizzare l’alcol, che dunque può avere effetti immediatamente dannosi, in primis sul cervello.

Gli anziani, a causa dell’età e dell’assunzione di farmaci, debbono limitare il consumo di alcol a un bicchiere di vino al giorno.

Purtroppo manca ancora la consapevolezza diffusa del problema. La preoccupazione non riguarda soltanto i forti bevitori (720.000 persone) o gli adulti a rischio, ma soprattutto i ragazzi fra 11 e 25 anni: sono 1,5 milioni i giovani che abitualmente eccedono la quantità di alcol raccomandata. Fra questi, 720.000 adolescenti sono da considerarsi a rischio.

Non è forse ora di cominciare a fare qualcosa? S. B.
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Blasfema messa in scena: un politico dà la comunione ai suoi adepti

Apr11
da admin il 11 Aprile 2016 alle 11:07
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Il comico fondatore del movimento politico pentastellato, al termine del suo spettacolo del 9 aprile a Torino, ha compiuto un gesto che oscilla fra il disgustoso e l’esecrabile. Chiamati sul palco i principali esponenti del movimento, ha dato loro la comunione, sostituendo l’ostia con dei grilli secchi.  

Al di là della sceneggiata autocelebrativa  (gli stessi grilli sono un omaggio al suo nome ), ha colpito la blasfemia del gesto. Di sicuro è stata una scelta strategica per aumentare l’audience a far parlare di sé; però non è l’intenzione che offende, ma il modo. Mimare un gesto sacro, scimmiottare un sacramento religioso, francamente è davvero volgare.

Se anche volessimo sorvolare sugli aspetti grotteschi del personaggio, è lecito chiedersi come i suoi adepti abbiano potuto accettare una cosa del genere, arrivando a mangiare per giunta degli insetti, che non appartengono minimamente alla nostra cultura gastronomica!

Politica e religione sono due regni separati, fra i quali deve esserci rispetto assoluto. La politica non può permettersi di offendere una religione professata da milioni di cittadini; a maggior ragione un partito, che dovrebbe convincere i suoi elettori, non offenderli.

La politica dovrebbe essere fatta con intelligenza e non dovrebbe mai scadere nella volgarità più bieca e blasfema, pessimo esempio per noi e i nostri figli. S. B.
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Vuoi davvere essere originale? Non bere

Apr04
da admin il 4 Aprile 2016 alle 11:08
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Nel nostro paese continua a crescere il fenomeno giovanile del binge drinking,  che consiste nel consumo di grandi quantità di alcolici lontano dai pasti.  

I ragazzi bevono per “far decollare” la serata, per abbassare le inibizioni durante un rapporto sessuale, o per vincere la solitudine. Se fate un giro il sabato sera per strada o nei locali, è normale incontrare giovani brilli o ubriachi, che non riescono a divertirsi senza bere, bere e ancora bere. Ordinare un analcolico è diventato un motivo di discriminazione sociale, specie fra gli adolescenti, che si avvicinano per la prima volta all’alcol in modo del tutto irresponsabile.

Negli altri paesi europei il binge drinking ha già destato grande preoccupazione, soprattutto in Scandinavia e in Inghilterra, dove l’abuso alcolico, specialmente giovanile, è una vera emergenza.  Secondo un dato dell’Assembly of European Regions, soltanto in Svezia i costi sociali legati all’alcolsimo superano i 17 miliardi di euro!!!

Per fortuna, prima di toccare il fondo, stanno nascendo delle splendide iniziative per combattere il fenomeno. A Stoccolma sta diventando di moda il “Sober Party”, il party sobrio dove i ragazzi si divertono sorseggiando esclusivamente cocktails analcolici.

Contemporaneamente, in Inghilterra, la ricetta dei 10 migliori cocktail analcolici è diventata virale e i bar di tendenza sperimentano con successo la versione senza alcol dei coktail tradizionali (l’alcol viene fatto evaporare). In questo modo, i giovani possono gustare il loro Mojto o Negroni in perfetta sobrietà.

È davvero importante distruggere l’equazione divertimento = alcol. Lo star bene scaturisce dalla qualità delle relazioni sociali e delle esperienze, che non hanno nulla a che fare con l’alterazione dei propri sensi.

Quando i vostri figli escono il sabato sera, ricordate loro che se vogliono essere veramente “fighi” e originali, non debbono bere. S. B.
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Un po’ d’etimologia

Mar16
da admin il 16 Marzo 2016 alle 9:46
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Quante volte utilizziamo le parole senza conoscere la loro origine?

Oggi voglio parlarvi dell’origine dei due termini che costituiscono il tema di questo blog: bestemmia e blasfemia.

La parola blasfemia deriva dal greco blasphemìa ed è una parola composta dal verbo blàptein, che significa ingiuriare +phéme, che significa ingiuriare. Blasfemia è la parola ingiuriosa che viene rivolta alla divinità da qualcuno scellerato e irrispettoso delle cose divine.

Bestemmia deriva dal latino volgare biastèmia e poi biastemma, “storpiature” del più nobile termine greco.

Stiamo parlando dunque di una parola che ha origini antichissime e che è sopravvissuta pressoché intatta sino ai nostri giorni. Ciò testimonia quanto il tema dell’ingiuria verso gli dèi e poi Dio sia sentito da sempre. 

In passato i bestemmiatori erano condannati con pene severissime, addirittura con la morte. Nelle città italiane del Medioevo, coloro che erano accusati di blasfemia erano rinchiusi all’interno di una gabbia (la cheba) e appesi alla torre comunale. Lì erano lasciati a morire di sete e fame, diventando facile pasto per i corvi.

Ai tempi nostri abbiamo imparato che le punizioni non cancellano i peccati bene come possono fare l’educazione e il buon senso. Insegniamo ai nostri giovani il valore insulso della bestemmia e ad usare con originalità la splendida ricchezza della nostra lingua, anche nei momenti in cui sarebbe più facile il turpiloquio. S. B.
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Il vortice che sta risucchiando i nostri giovani

Mar08
da admin il 8 Marzo 2016 alle 10:17
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In un paese che invecchia rapidamente, i giovani sono sempre meno numerosi e sempre più abbandonati a loro stessi.

Gli adolescenti stanno diventando una parte trascurabile della popolazione, specialmente in quelle zone in cui si registra decremento demografico. Famiglie monoreddito, genitori troppo assenti per impegni lavorativi, incapacità di confrontarsi con la cultura giovanile, sono le cause più frequenti dell’abbandono.

Gli adolescenti, come risucchiati da un vuoto, si rifugiano in un universo parallelo fatto di alcol, stupefacenti, social network. Il consumo di sostanze alcoliche e di marjuana è in aumento fra i giovanissimi, che non riescono a dare senso alla propria esistenza. Lo stordimento fisico e il rifugio nella realtà virtuale diventano “strategie” per lenire la sofferenza e l’incapacità di trovare una ragione di vita.

Oltre alle implicazioni sociologiche, occorre concentrarsi sui danni fisici: alcol e stupefancenti a lungo andare danneggiano il cervello e gli organi interni. Le ricadute sul comportamento, sulle capacità intellettive e sui riflessi sono assolutamente nefaste. Stiamo assistendo alla crescita di una generazione di zoombies, che dovrebbero essere in realtà il nostro futuro, coloro ai quali consegneremo la nostra eredità.

Nonostante il dramma silenzioso che si consuma fra l’indifferenza generalizzata, c’è ancora speranza: possiamo ancora riprendere le redini. Insegniamo ai nostri figli a bere responsabilmente, a tenersi alla larga dalle droghe, ad avere relazioni vere con le persone. Insegniamo loro la pienezza della vita; solo così, potremo contrastare il vuoto che li divora. S. B.

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