• Blog
  • DONA IL 5 X MILLE
  • Aziende Sostenitrici
  • Società supporter
  • Contatti
RSS
              

bestemmia calcio

Mar07
da admin il 7 Marzo 2023 alle 10:32
Postato in: Blog

Le bestemmie sono reato?
Come sono punite le imprecazioni blasfeme? In quali casi si può punire una bestemmia? Cosa sono le offese a una confessione religiosa mediante vilipendio?

L’Italia è un Paese laico; ciò però non significa che la legge non debba tutelare il sentimento religioso delle persone, a prescindere dalla confessione che professano. Questo vuol dire che possono essere punite tutte quelle condotte che, in qualche modo, rischiano di offendere la fede di una persona o, per meglio dire, il suo rapporto con il sacro. È in questo preciso contesto che si inserisce il seguente quesito: le bestemmie sono reato?
La bestemmia consiste in un’imprecazione rivolta verso la divinità. A prescindere dalla fede, si tratta in ogni caso di un comportamento incivile che crea ripugnanza in chi ha la sfortuna di ascoltare l’espressione blasfema. La gravità delle bestemmie è confermata anche in settori diversi da quello giuridico: ad esempio, il regolamento della serie A di calcio italiana prevede la squalifica per il giocatore colto nell’atto di bestemmiare.
Chiarito che la condotta è sicuramente riprovevole, bisogna ora capire quali sono le conseguenze legali previste dall’ordinamento giuridico. Cosa rischia chi bestemmia? Può scattare il reato? Scopriamolo insieme.

Bestemmiare è reato?

In Italia bestemmiare è illegale ma non è una condotta che costituisce reato. In altre parole, chi impreca la divinità non rischia di finire sotto processo per un crimine (salvo il ricorrere delle ipotesi che vedremo nel prosieguo).

La norma di riferimento è l’art. 724 del Codice penale, secondo cui è punito con la sanzione amministrativa da 51 a 309 euro chi pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità.

La bestemmia costituisce quindi un illecito amministrativo ma non penale, punito con una sanzione pecuniaria contro la quale si può fare opposizione al prefetto oppure al giudice di pace.

Quando si può punire la bestemmia?
Condizione fondamentale perché scatti l’illecito è che la bestemmia avvenga pubblicamente, e cioè:

in un luogo pubblico (strada, via, piazza, ecc.) o aperto al pubblico (bar, pub, ristorante, cinema, ecc.);
in presenza di almeno altre due persone.
Ad esempio, rischia di incorrere in questo illecito chi bestemmia ad alta voce mentre segue una partita di calcio alla tv del bar, oppure chi, ubriaco, cominci a imprecare in pubblica piazza, davanti a tutti.

Ma non solo: può essere sanzionato anche l’automobilista che, in preda alla rabbia per essere stato fermato e multato dalla polizia stradale, bestemmi davanti agli agenti.

L’illecito amministrativo scatta a prescindere dalle intenzioni di chi ha pronunciato la bestemmia: la sanzione è pertanto prevista anche per l’incivile che, non sapendo di offendere il sentimento religioso degli altri, bestemmia “per abitudine”, senza l’intenzione di prendersela realmente con la divinità che ha insultato.

In quali casi bestemmiare diventa reato?
Bestemmiare non è reato. Possono tuttavia ricorrere delle circostanze in grado di trasformare l’imprecazione blasfema in un crimine a tutti gli effetti.

Il Codice penale, infatti, punisce con la multa da 1.000 a 5mila euro chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa mediante vilipendio di chi la professa; la multa è maggiore (da 2mila a 6mila euro) se il vilipendio riguarda un ministro del culto.

Il vilipendio consiste in una manifestazione di profondo disprezzo avente ad oggetto valori ritenuti particolarmente degni di rispetto (in questo caso, il sentimento religioso).

La condotta penalmente rilevante deve consistere nell’offesa di coloro che credono in una religione oppure che ne sono formali rappresentanti.

Ad esempio, commette reato chi, pubblicamente, a gran voce bestemmia e insulta il parroco oppure i fedeli che si recano in chiesa o che sfilano in processione, e ciò per il solo fatto di essere credenti.

L’offesa penalmente rilevante, quindi, non è quella diretta alla persona in sé per sé, bensì alla persona in qualità di fedele oppure di ministro di culto. Il vilipendio mediante bestemmia deve quindi essere strumentale all’offesa della religione.

Ma c’è ancora un’altra ipotesi di reato. La legge punisce con la multa da 1.000 a 5mila euro chi, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che sono oggetto di culto, sono consacrate al culto o destinate necessariamente ad esso.

In questa ipotesi la grave offesa alla religione deve essere commessa mediante vilipendio non di persone ma di oggetti di culto (cioè di cose oggetto di venerazione da parte dei fedeli, come le reliquie) oppure di cose destinate alle funzioni religiose (paramenti, ecc.), quando l’offesa sia fatta in luogo pubblico o aperto al pubblico, o addirittura in un luogo di culto (come una chiesa, ad esempio).

Ugualmente rilevante è il vilipendio commesso durante una funzione religiosa: si pensi a chi offenda apertamente il rito che si sta svolgendo in una chiesa pronunciando ad alta voce imprecazioni blasfeme.

Insomma: le bestemmie possono diventare reato se sono rivolte contro i fedeli, i ministri di culto oppure le cose destinate al culto religioso.

Poiché la bestemmia è un’imprecazione diretta contro la divinità, il reato scatta se, oltre alla bestemmia, si pronuncino parole ingiuriose, irriguardose o blasfeme contro tali soggetti od oggetti.

 Comment 

alcolismo giovani

Feb15
da admin il 15 Febbraio 2023 alle 11:46
Postato in: Blog

E’ positiva qualunque iniziativa aiuti i giovani ad acquisire la consapevolezza dei rischi dell’alcol.

L’Irlanda a seguito delle indicazioni della Commissione Europea, ha deciso di inserire sulle etichette degli alcolici “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
È un atto di civiltà a favore della libera informazione dei cittadini e dei consumatori. Ci rammarichiamo che non sia stata l’Italia a fare da apripista.
D’altra parte la Commissione Europea nel Marzo 2022 aveva proposto a tutti i Paesi membri di adottare questo provvedimento. Purtroppo il Parlamento Europeo, sottoposto a numerosi condizionamenti, bocciò la proposta.
Dopo l’annuncio della scelta Irlandese la politica e i gli stessi produttori hanno reagito in modo scomposto affermando che bisogna distinguere il bere moderato dall’alcolismo.

È bene quindi fare un po’ di chiarezza:

– Le bevande alcoliche di tutti i tipi sono inserite nel gruppo 1 IARC (International Agency for Research on Cancer– OMS) come sicuramente cancerogene per l’uomo con un rapporto causale certo con il cancro (cavità orale, faringe, laringe, intestino, fegato e soprattutto mammella femminile). Sebbene, come ovvio che sia, il rischio sia dose-dipendente, esso aumenta già a bassissimi consumi. Per tale ragione il consumo di alcolici è la seconda causa di morte oncologica. Per esempio, con meno di 12 grammi al giorno di etanolo (contenuto in media in una qualsiasi unità di bevanda alcolica) il rischio di cancro della mammella aumenta del 7%. Tale percentuale può salire notevolmente se la donna ha un determinato assetto genetico. Questo è un dato acquisito dalla comunità scientifica da anni.

– Nel 2020 l’OMS-IARC ha stimato in Europa dell’Ovest 53000 nuovi casi di cancro correlati al consumo di bevande alcoliche al netto dei fattori confondenti (fumo, alimentazione scorretta, ecc). In Italia i nuovi casi sono stati 10.000 così suddivisi: 2000 per bassi consumi (20 grammi/die), 4600 per consumi moderati/rischiosi (20-60 grammi/die) e 4600 per consumo dannoso/alcol-dipendenza (60 grammi/die).

– Secondo l’OMS la metà dei casi di cancro correlabili all’alcol sono dovuti a quello che viene comunemente definito “consumo moderato”.

– Non è solo la quantità, ma l’interazione con la predisposizione individuale (che non
possiamo conoscere) a determinare l’insorgenza di un cancro alcol-correlato. Non deve sorprendere, quindi, che il numero sia maggiore nella fascia moderata rispetto a quella dell’alcol-dipendenza.

– L’etanolo è tossico e cancerogeno indipendentemente dal tipo di bevanda in cui è contenuto.
Sebbene sia una fonte rilevante di energia (7kcal/g), le bevande che lo contengono non apportano quantità significative di altri nutrienti oltre agli zuccheri. Per queste ragioni le calorie da bevande alcoliche sono inserite nella categoria delle “calorie vuote”.

– L’etanolo è un neurotossico capace, a livello del sistema nervoso centrale, di alterare sia le funzioni sia le strutture cerebrali.

– È stato da tempo smentito che vi sia un rapporto benefico tra alcol e cuore. E comunque le medesime quantità che avrebbero dovuto promuovere la protezione cardiovascolare favoriscono l’insorgenza di cancro e altre patologie.

A differenza degli alimenti che possono essere consumati tutti in modo equilibrato e definito dalle diverse raccomandazioni (Linee Guida) le sostanze tossiche e cancerogene non possono rientrare in
un “consumo responsabile”!

È bene che i cittadini e i consumatori siano a conoscenza di tali informazioni in modo che possano scegliere consapevolmente e in libertà.

Le etichette non sono tese a vietare la vendita di bevande alcoliche, ma ad una più corretta e completa informazione del consumatore il quale potrà scegliere di bere con maggiore consapevolezza dei rischi che corre e che, quindi, presumibilmente presterà maggiore attenzione alle quantità.

Sarebbe bene che tutti i soggetti che si occupano di salute, lasciassero da parte le loro opinioni personali e seguissero la posizione della Comunità Scientifica al fine di utilizzare un linguaggio comune e aderente all’evidenza scientifica.

 Comment 

IL PERCORSO DELL’ASPIRANTE CALCIATORE

Feb15
da admin il 15 Febbraio 2023 alle 10:30
Postato in: Blog

IL PERCORSO DELL’ASPIRANTE CALCIATORE

  1. La prima cosa che un bambino fa subito dopo aver imparato a camminare è quella di prendere a calci un pallone;
  2. Appena compie 5/6 anni i genitori, giustamente, lo iscrivono alla scuola calcio;
  3. L’istruttore di turno, invece di preoccuparsi del percorso di crescita e integrazione del bambino/ragazzo all’interno del gruppo, pensa bene di trasmettere le proprie conoscenze per trovare la strada più corta che porta alla “vittoria”.
  1. Ne consegue che il bambino/ragazzo, invece di pensare a divertirsi, si ingegni, coadiuvato anche dal genitore che pensa di avere in casa “Maradona”, per arrivare alla tanto desiderata “vittoria” della “Coppa del Nonno” percorrendo le strade della:
  • Simulazione;
  • Protesta; 7) Imprecazione; 8) Bestemmia.
  • Tutto ciò accompagna il giovane “talento” fino all’età adulta quando, in campi polverosi di periferia (la tanto desiderata carriera calcistica è andata a farsi benedire), grazie anche all’accondiscendenza di arbitri “sordo/ciechi”, continuano a simulare, protestare e soprattutto a bestemmiare. Ne scaturiscono partite come quella di sabato 11 febbraio tra Offida e Montottone Grottese che, “grazie” al comportamento della squadra locale, doveva essere sospesa per BLASFEMIA!!!!! (Art.12 Noif: cartellino rosso per ingiurie)

Portereste i vostri figli piccoli ad assistere ad una partita di calcio dilettantistico o di settore giovanile?

Se la risposta è no, capite benissimo che il calcio, così com’è oggi, è finito. 

Per salvarlo occorre iniziare dalle piccole cose; espellere con il rosso diretto (così come da regolamento) chi è reo di bestemmia. 

Magari cerchiamo di far concentrare gli arbitri su questi aspetti invece di  soffermarsi su cose insignificanti come, ad esempio, il rispetto dell’ordine in panchina o  dell’area tecnica………..

                                                             Polisportiva Grottese calcio ASD

 Comment 

Bestemmia calcio

Feb14
da admin il 14 Febbraio 2023 alle 19:18
Postato in: Blog

Preservativi, bottiglie rotte, sporcizia e bestemmie: il parroco chiude il campetto della parrocchia

Da ora in avanti lo potranno usare solo i ragazzi o le ragazze che lasceranno una cauzione e che, quindi, ci metteranno la faccia.

Sesso, alcool, droga e … niente Rock and roll ma bestemmie, parecchie bestemmie. E allora ecco che il parroco del paese decide di chiudere il campetto da calcio della parrocchia per mettere un freno a quanto sta succedendo.

Sta facendo discutere la scelta di don Davide, prete di Biadene e Caonada, nella zona di Montebelluna, di aprire le porte del campo da calcio di Biadene solo a chi lascerà un oggetto come cauzione e quindi le proprie generalità. Di fatto quello che era un luogo aperto a tutti e che doveva servire proprio a ”togliere dalla strada” i giovani finisce per diventare un luogo chiuso proprio per colpa dei giovani.

Ma d’altronde la situazione era diventata insostenibile. Il prete trovava preservativi, resti di bottiglie di alcolici, spesso spaccate, sigarette, spinelli, sporco e poi urla e bestemmie erano all’ordine del giorno. Queste volavano anche se fedeli della parrocchia chiedevano ai giovani di smettere. Anzi, in questi casi venivano lanciate a squarciagola con fare sprezzante.

Per il don si tratta di una vera e propria emergenza educativa che ha nei genitori la prima causa del problema e solo in seconda battuta i ragazzi che, evidentemente, sono abbandonati dagli adulti per comportarsi così. E allora il prete chiede maggiore responsabilità da parte di tutta la comunità. I cancelli messi davanti al campetto servono proprio a questo. Chi vorrà usarlo potrà farlo ma solo mettendoci la faccia diventandone, di conseguenza, per quel lasso di tempo responsabile per l’uso.

 Comment 

Alcolismo giovani

Gen23
da admin il 23 Gennaio 2023 alle 11:43
Postato in: Blog

Alcol: ridurre la quantità migliora la cognizione in 18 giorni

Un recente studio dimostra che gran parte di coloro che riescono a ridurre il consumo di alcol migliorano a livello cognitivo.

La dipendenza grave da alcol (AUD) rende difficile il controllo dell’assunzione di alcol. Se si consuma alcol in modo elevato vi sono associati tanti deficit cognitivi. Fra questi la memorizzazione e il recupero di informazioni. Se ne facciamo un uso grave possono esserci anche danni cerebrali.

Diventare sobri può invertire alcuni deficit associati al disturbo grave da alcol. Un recente studio ha analizzato 32 persone con AUD grave, di cui 24 uomini. Gli studiosi hanno esaminato il comportamento dopo 8 giorni e poi dopo 18 giorni. I partecipanti sono stati aiutati con la cessazione dell’alcol da un programma di disintossicazione e trattamento orale con tiamina. Ogni partecipante poi ha fatto un test per valutare lo stato cognitivo di un alcolista. Il risultato è stato il netto miglioramento (63%) dei partecipanti AUD, fino ad arrivare a livelli normali entro 18 giorni.  

I campioni troppo piccoli presi in esame e altri fattori possono limitare lo studio. Anche altre sostanze possono influenzare la cognizione, inclusa la nicotina. In futuro si dovranno fare studi approfonditi con campioni più grandi e validi. I deficit cognitivi possono iniziare a diminuire in un tempo ancora più breve. Solo ulteriori ricerche e prossime sperimentazioni potranno davvero confermarlo definitivamente.

 Comment 
  • Page 18 of 89
  • « First
  • «
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • »
  • Last »
Tweets di @LottoBlasfemia

©2013-2026 No Bestemmia | Powered by WordPress with Easel | Subscribe: RSS | Back to Top ↑