• Blog
  • DONA IL 5 X MILLE
  • Aziende Sostenitrici
  • Società supporter
  • Contatti
RSS
              

Bestemmia calcio

Gen23
da admin il 23 Gennaio 2023 alle 11:32
Postato in: Blog

La bestemmia e le polemiche. E’ psico-Zaniolo

Il problema attuale di Nicolò è principalmente nella sua testa.

Nicolò Zaniolo ha i nervi a fior di pelle. E non fa nulla per nasconderlo, scrive Marco Juric su La Repubblica. La bestemmia in diretta nazionale, pronunciata nel sottopassaggio di Roma-Genoa, non avrà però conseguenze disciplinari. Niente prova tv e niente squalifica per il 22 gialloros80 poiché l’arbitro Feliciani, pur avendola sentita, non l’ha ritenuta passibile di sanzione. L’espressione blasfema di Zaniolo ha certificato, ancora una volta, il nervosismo crescente del giocatore. Uno stato d’animo sempre più evidente anche negli atteggiamenti in campo. Contro il Genoa si ricordano i faccia a faccia con gli avversari, le proteste con l’arbitro, la maglia strappata a fine primo tempo e i fischi dell’Olimpico al momento del cambio. Nel mezzo un tiro in Curva e tanta frustrazione. Il problema attuale di Zaniolo è principalmente nella sua testa. Inghiottito da mille pensieri: il rinnovo, il ruolo, i gol che non arrivano e un futuro ancora indefinito. Grovigli mentali che si ripercuotono in campo, con prestazioni anonime e sempre più nervose.

 Comment 

Alcolismo giovani

Gen18
da admin il 18 Gennaio 2023 alle 17:39
Postato in: Blog

L’alcolismo giovanile: esordio, prevenzione e cura

Nel suo percorso evolutivo, il giovane può avvicinarsi a sostanze che se abusate creano problematiche, facendone uso non responsabile. Una di queste è l’alcool. Per questo, è necessario parlare di alcolismo giovanile, esordio, prevenzione e cura. Diventa dipendenza quando non se ne può fare a meno. L’alcolismo è, allora, una sindrome patologica determinata dall’assunzione di grandi quantità di alcool. Lo è anche l’alcolismo giovanile.

L’adolescenza e i giovani

Nel suo percorso evolutivo, il giovane può avvicinarsi a sostanze che se abusate creano problematiche, facendone uso non responsabile. Una di queste è l’alcool. Per questo, è necessario parlare di alcolismo giovanile, esordio, prevenzione e cura.

Diventa dipendenza quando non se ne può fare a meno. L’alcolismo è, allora, una sindrome patologica determinata dall’assunzione di grandi quantità di alcool. Lo è anche l’alcolismo giovanile.

L’adolescenza, che dura dai dodici ai venticinque anni circa, è la fase della vita che segna il passaggio dall’età infantile a quella adulta. I giovani, cronologicamente compresi tra i quindici e i ventinove anni, sono anch’essi adolescenti soggetti a cambiamenti fisici, psicologici, affettivi, relazionali, sociali e cognitivi.

Durante quest’età, l’individuo impiega le energie per conquistare indipendenza, autonomia. Definisce la propria identità matura e responsabile.

L’età giovanile è quella dei conflitti, dei disequilibri e della ribellione verso le figure adulte come espressione della voglia di crescere e scegliere autonomamente: qui si può generare una vera e propria crisi, dalla quale la persona esce con una propria identità separata da quella dei genitori.

Giovani e alcool

Consideriamo che l’adolescenza e la gioventù sono età critiche: l’individuo ha un atteggiamento provocatorio e attua comportamenti a rischio per ribellione. E in questo particolare e delicato momento di crescita, il processo di dipendenza può portare fino all’autodistruzione.  

Una di queste è l’alcool. Sostanza storicamente nutritiva, era assunta anticamente dagli schiavi che costruivano le piramidi egizie. Mentre non mancava mai nei banchetti dei Greci, fino all’attuale produzione di alcool in birra, vino, liquori più o meno graduati, cioè alcolici.

L’alcool è la droga più diffusa. Accettata nella società, si trova facilmente e se ne può fare uso quotidiano. Diventa dipendenza quando non se ne può fare a meno.

L’alcolismo giovanile

L’alcolismo è, allora, una sindrome patologica determinata dall’assunzione di grandi quantità di alcool.

Il fenomeno che relaziona quest’uso ai giovani è preoccupante. L’Organizzazione Mondiale della Sanità vieta il consumo di alcol ai minori di sedici anni, come pure l’acquisto. Ciò per prevenire problematiche gravi a livello sanitario, come pure in ambito psicologico e sociale. Infatti, poiché l’alcooldipendenza si ripercuote negativamente sulla persona e sul suo sviluppo.

Effetti dell’abuso di alcol sul cervello e sul corpo umano

Il cervello termina il processo di maturazione individuale, iniziato alla nascita, verso i venti anni. Questo può essere alterato dai forti stimoli provenienti dall’uso dell’alcol.

Da qui è comprensibile che il corpo umano a venti anni non possiede ancora gli enzimi destinati alla metabolizzazione dell’alcool, per cui le bevande alcoliche risultano molto più nocive al giovane che all’adulto.

Il giovane che è dipendente dall’alcool matura numerose assenze e insuccessi scolastici. Come pure comportamenti aggressivi e violenti. I rischi sono cognitivi e sociali. E di sviluppare problemi familiari.

A livello fisico, possono subentrare gravi malattie, quali epatiti e cirrosi; a livello affettivo e cognitivo si annoverano depressione, suicidio, demenza; a livello sociale c’è l’assenza dal lavoro per gli individui che non studiano, le ospedalizzazioni frequenti, gli incidenti stradali e domestici.

Questa grave forma di tossicodipendenza porta la persona a non riuscire a controllare il desiderio di assumere l’alcol. Infatti, crea dipendenza fisica e mentale. Le tossine si accumulano nei tessuti dell’organismo umano restando intrappolate, provocando un’intossicazione.

Quali sono le cause per cui un giovane si avvicina all’alcool divenendo dipendente?

Una è dimenticare situazioni di disagio psichico, di sofferenza affettiva, di dolore fisico, i problemi quotidiani.

I ragazzi non risolvono, comunque, la difficoltà che li ha portati a non potersi privare dell’alcool. Non hanno consapevolezza che, in seguito, essa si presenta aggravata dalle conseguenze della dipendenza dalla stessa sostanza.

Se da un lato c’è una certa problematica che affligge e preoccupa, dall’altro preme la natura esplorativa del giovane. Vuole scoprire e fare nuove esperienze. Allo stesso modo, ci si può ubriacare per divertirsi. Si va diffondendo, così, la moda del ‘binge drinking’, cioè bere molta quantità di alcool fino ad ubriacarsi e ad intossicarsi, a stordirsi.

L’ubriachezza, cioè l’agire dell’alcool sulle cellule cerebrali, comportano euforia, disinibizione a livello comportamentale. Fino a perdere il controllo nei casi di forte assunzione. Farlo per ubriacarsi e lasciarsi andare è una delle cause di assunzione.

Un’altra causa che spinge il giovane a bere sembra essere motivata dal voler entrare più velocemente nel mondo degli adulti e sentirsi tali. Anche per essere accettati dal gruppo di amici.

Ancora, c’è l’assenza di obiettivi e il disinteresse, che portano alla noia e a sentirsi inutili.

Modalità comportamentali dell’alcolista

L’antropologo e psicologo Gregory Bateson ha riferito che nello stato di ebbrezza, lo stato mentale è quello della lotta contro il bere e contemporaneamente vuole bere ancora un po’.

L’autocontrollo è ridotto. Gli altri non sono presi in considerazione. La paura di non farcela a riprendere in mano la propria vita può essere occasione di cambiamento, attraverso il sostegno di amici e parenti.

A livello comportamentale, l’alcolista non comunica con gli altri. Dunque è difficile fargli ammettere di avere un problema.

Effetti delle assunzioni di alcool sulla personalità

Gli effetti sulla personalità ne provocano un cambiamento, includendo modificazioni del carattere dell’individuo. Coesistono sbalzi d’umore, difficoltà comunicativa, diminuzione del senso di responsabilità. Come pure trascuratezza fisica, incapacità di concentrarsi, ansia, aggressività, isolamento, depressione, senso di colpa.

Gli effetti sociali dell’assunzione continua di questa sostanza sono: aumento delle gravidanze involontarie, le violenze sessuali e le malattie sessualmente trasmissibili; infatti l’alcool esorcizza le paure, abbassando le difese.

I giovani che abusano di alcool hanno scarse prestazioni scolastiche e comportamenti problematici. E’ lampante la necessità di controllare questi ultimi per contrastare una tendenza ad accettare atteggiamenti socialmente inaccettabili e a dare importanza ad una autonomia non ancora matura.

A tal proposito è necessario stabilire atti preventivi del disagio per allontanare queste forme caratteriali e di personalità.

Il ruolo dei genitori per la risoluzione del problema dell’alcolismo giovanile

Il rapporto genitori – figli deve essere instaurato in un clima protettivo educativo fin dalla tenera età. Madre e padre osservano i figli e consentono a questi ultimi l’esplorazione del mondo circostante e lo sviluppo dell’autonomia. Verificandosi questa condizione, i problemi giovanili si presentano più facili da risolvere.

In ogni caso, i genitori sono tenuti a riconoscere i motivi dei figli ad assumere alcol: piacere del rischio per rendersi indipendenti, per sentirsi grandi; facilitare le relazioni interpersonali; sembrare più emancipati e diventare leader tra i pari.

Se non c’è una guida l’alcool è un rischio, dati anche gli effetti piacevoli di sentirsi parte di un gruppo, come su sottolineato. Inoltre, trasgredire i valori e le regole degli adulti per scoprire con i pari ciò che è vietato, produce curiosità!

Da qui, l’importanza di dialogare con i ragazzi, soddisfare le curiosità rispondendo sinceramente a domande, per quanto possano mettere in difficoltà gli adulti che sperimentano sentimenti di vergogna o imbarazzo.

Il dialogo genitori/figli

Parlare di alcool ai figli adolescenti è un compito non facile per i genitori che devono farne comprendere la pericolosità: è importante il buon esempio, crescere i giovani in un contesto familiare dove se ne fa un moderato uso.

I giovani vanno informati che l’organismo si abitua all’alcool e quindi ne richiede ancora, per cui è facile diventare dipendenti.

Il dialogo con figure esperte

Vietare è controproducente per via dell’aspetto provocatorio che contraddistingue l’età giovanile, per cui il malessere grave provocato dalla dipendenza dall’alcool va spiegato attraverso un sano dialogo.

Questo può avvenire con esperti del settori, professionisti della salute. Essi devono spiegare ai giovani che non ci si deve astenere dal bere, ma è necessario scegliere di farlo in maniera consapevole.

Infatti, il consumo non è nocivo, ma superato il limite c’è abuso, e si può parlare di alcolismo giovanile.   

Professionisti esperti possono far comprendere che conformarsi al gruppo dei pari attraverso l’alcolismo non porta alla leadership. Bensì a debolezza e incapacità di affermazione del sé, ad una malattia da cui è difficile uscire.

I giovani devono diventare maturi e capaci di gestire i propri comportamenti controllandoli.

Ciò è possibile se sostenuti da spiegazioni e informazioni di operatori esperti disponibili all’ascolto.

Prevenzione dei problemi legati al consumo di alcol dei giovani

La prevenzione primaria per l’alcolismo giovanile è quella che inizia in famiglia. Questa è considerata come base sicura e solida. L’individuo deve sentirsi desiderato e accettato dai genitori che sono una guida attenta nelle difficoltà della crescita.

Cure possibili per l’alcolismo giovanile

Madri e padri possono stimolare i giovani a intraprendere attività sportive e al buon rendimento scolastico in prospettiva futura, e renderli partecipi dei loro progetti.

La scarsa autostima non permette ai giovani di affrontare i disagi, per cui essi vanno incoraggiati e rassicurati, mentre critiche e iperprotezione non sono strumenti utili.

Gli esperti, in merito all’alcolismo giovanile, parlano di dipendenza fisica e di quella psicologica: la prima consiste nell’assunzione nel tempo dovuta ad assuefazione o tolleranza e indica un progressivo adattamento dell’organismo agli effetti della sostanza.

La dipendenza psicologica relativa all’alcolismo giovanile si riferisce al desiderio intenso e irrefrenabile di assumere la sostanza per poterne sperimentare gli effetti piacevoli o per evitare i sintomi spiacevoli legati all’astinenza, quali agitazione, irritabilità, nausea, insonnia, tremori.

Dallo stile di vita al sostegno sociale, ad un percorso che permetta al giovane di acquisire la forza e la volontà per superare i problemi psicologici provocati dalla dipendenza: su questo bisogna agire. Come pure comprendere la necessità di una terapia individuale e di gruppo, magari coinvolgendo i casi più gravi in programmi residenziali presso strutture specializzate.

 Comment 

alcolismo giovani

Gen03
da admin il 3 Gennaio 2023 alle 17:40
Postato in: Blog

Allarme incidenti stradali per alcol e droghe, al via “Non farlo”: la campagna del governo per i giovani

Gli incidenti stradali sono complessivamente la prima causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni e sono più di 6.500 quelli causati ogni anno da alcol e droghe. Parte da qui la campagna di comunicazione “Non farlo”, prodotta e coordinata dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio guidata dal sottosegretario Alberto Barachini in collaborazione con il Dipartimento Antidroga e il Ministero dell’Interno. Una campagna volta a sensibilizzare i giovani sul tema della guida sotto l’effetto di alcol e droghe, decisa in seguito alla riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si è tenuta il 7 dicembre scorso. Sulla base dei dati Istat più recenti e verificati, la campagna invita a una riflessione generale e personale, sollecitando in particolare i ragazzi a chiedersi perché si verifichino ancora tanti incidenti se tutti sanno che chi guida dopo aver assunto alcol o droghe diventa un pericolo per se stesso e gli altri e a considerare che oltre il 90% di tutti gli incidenti stradali potrebbe essere evitato adottando comportamenti prudenti prima di mettersi al volante. Lo spot, caratterizzato dal monito “Non farlo” – diffuso dal 25 dicembre al 7 gennaio sulle reti Rai (spot tv e radio), sulle radio locali, sul web e sui social media – si prefigge in particolare di informare i cittadini sull’ampiezza e su alcune caratteristiche del fenomeno degli incidenti stradali; di sensibilizzare i cittadini sul tema dei comportamenti da adottare prima di mettersi alla guida, con particolare riferimento alla necessità di astenersi dall’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti; di coinvolgere le community dei più giovani su questi temi. Ed è, quindi, rivolto sia ai giovani che alle famiglie e alle istituzioni che svolgono un ruolo attivo nell’orientamento dei ragazzi.

 Comment 

ALCOLISMO GIOVANI

Dic15
da admin il 15 Dicembre 2022 alle 12:10
Postato in: Blog

Per le ragazze l’alcol sta diventando un problema

Le donne sono più vulnerabili degli uomini agli effetti acuti e cronici dell’alcol eppure il numero delle donne che fa un uso problematico di questa sostanza è in aumento, soprattutto tra le fasce i età più giovani. Quando si utilizza il termine “alcolista” di solito lo stereotipo che la nostra società ha introiettato è quello dell’uomo di mezza età, magari di estrazione socioculturale medio bassa e, perché no, con determinate caratteristiche fisiche. Come ogni stereotipo, anche questo serve a tenere lontana la realtà e – inconsciamente – a proteggerci. Non si parla mai, infatti, di alcolismo al femminile: certo, le donne che hanno questa dipendenza sono molte meno, ma il fenomeno è in crescita.

I numeri: aumentano le criticità tra le donne, soprattutto giovanissime
A fine ottobre è stato pubblicato dal ministero della Salute il 
Libro Bianco “Informare, educare, curare: verso un modello partecipativo ed integrato dell’alcologia italiana”, dedicato agli operatori del settore, che contiene numeri e dati utili. Intanto, va ricordato che delle circa 800 persone che ogni giorno in Europa muoiono per cause attribuibili all’alcol, una percentuale relativamente alta di danni causati dal consumo di alcol si verifica in età giovanile, dove una morte su quattro dei ragazzi di età compresa tra 20 e 24 anni è causata dall’alcol. L’alcol causa circa 3 milioni di morti ogni anno nel mondo, nonché disabilità e cattive condizioni di salute di milioni di persone.

E in Italia? Dagli anni 70 a oggi l’Italia ha fatto enormi passi avanti nell’obiettivo di riduzione del consumo alcolico pro-capite, con varie oscillazioni negli anni e con un peggioramento della situazione con la pandemia. La fotografia del 2020 vede nel nostro Paese 8,6 milioni di consumatori a rischio (22,9% maschi, 9,4% femmine) con un incremento annuale del 6,6% e 5,3%, rispettivamente per i due sessi. Colpiti i target di popolazione più vulnerabili con minori (760.000) e anziani (2.600.000) come fasce di maggiore criticità (18).

La pandemia da SARS-CoV-2 ha reso ancor più problematico il consumo rischioso di tutte le bevande alcoliche tra quanti erano già a rischio. Sono aumentate le criticità tra le donne. Preoccupa molto l’aumento delle minorenni consumatrici: tra 16 e 17 anni la frequenza delle consumatrici a rischio (40,5%) raggiunge quella dei coetanei maschi (43,8%); tra 11 e 15 anni, 10 minori su 100 sono a rischio.

Cresce anche il binge drinking con 4.100.000 consumatori che si sono ubriacati nel 2020, 930.000 tra gli 11 e i 25 anni di età, con 120.000 minori intossicati di cui solo 3.300 hanno fatto ricorso ad un Pronto Soccorso, rappresentando comunque il 10 % circa dei 29.362 accessi per intossicazione alcolica.

Perché aumentano le adolescenti con dipendenza da alcol?
Senza dubbio dobbiamo tenere conto che la riprovazione sociale che colpisce l’alcolista donna fa sì che ci sia una forte dose di sommerso che, in parte, sta iniziando a emergere. Tuttavia, colpiscono i dati delle ragazze: ci sono giovanissime (se non bambine: cominciano a volte sotto i 10 anni), che usano l’alcol per disinibirsi emotivamente, come gran parte dei loro coetanei.

Ho visto e ascoltato ragazzine e ragazze raccontarmi di come l’alcol le aiuti a superare, ma io direi più a “dimenticare” per un po’, i travagli delle loro preadolescenze e adolescenze, fatte di inevitabili sofferenze, ipersensibilità e terrore di non piacere agli altri. Da sempre in questi temi il femminile rimane più incastrato emotivamente, e l’avere a disposizione uno strumento di illusorio alleggerimento le spinge a farne uso in modo massiccio.

Tra l’altro è enormemente aumentata la facilità con cui è possibile reperire alcolici a buon mercato: in qualsiasi angolo di città e paesi c’è il piccolo alimentari di turno che chiude un occhio e vende da bere anche ai giovanissimi.

Donne e anziane e la bottiglia-rifugio
Tutte le dipendenze nascono da difficoltà psicologiche di qualche tipo: depressione, ansia, angoscia, disturbi emotivi, che impediscono una piena realizzazione personale, che sembrano impossibili da risolvere e che, con un’abitudine automatica, si “nascondono” dietro l’ossessione per la sostanza da cui si dipende, destinata ad assumere il ruolo di protagonista assoluta di vite allo sbando. La difficoltà del contatto profondo con il proprio mondo emotivo, con un dolore o con un disagio difficile da gestire sono spesso le molle che contribuiscono allo sviluppo di una dipendenza.

Pensando all’altra fascia “fragile”, quella della terza età, sappiamo che la bottiglia diventa rifugio molto spesso in situazioni di solitudine e frustrazione, in cui il contatto con il dolore diventa insopportabile. In generale, una caratteristica che per esperienza ho visto nelle donne con un uso problematico dell’alcol è che hanno la profonda convinzione di valere poco e niente, sono divorate dal senso d’inadeguatezza e con l’idea di non poter essere all’altezza delle prove e delle sfide – sempre maggiori – a cui lo stare al mondo le sottopone.

Le vie d’uscita: l’importanza di chiedere aiuto
Un libro toccante e magistralmente rappresentativo di questa condizione, declinata al femminile, si chiama “Eleanor Oliphant sta benissimo”, di Gail Honeyman, vincitore nel 2020 di un National Book Award. La protagonista è una donna inglese, con una quotidianità apparentemente “normale”, che ha un lavoro e una casa, ma con una storia di vita profondamente destabilizzante e non ben elaborata, che la porta a isolarsi da tutto e tutti e a cercare continuo sollievo nella vodka, la compagna delle sue notti, fatte di pianti e di sogni in cui immagina realtà parallele da cui si sente condannata a essere eternamente esclusa. Ma, complice l’amicizia di un collega, Eleanor sceglierà di affrontare il suo dolore anziché continuare a ignorarlo, e cercherà l’aiuto di una terapeuta, che la sosterrà nella risalita e nel lento superamento dell’alcolismo.

Il libro, delicato e profondo allo stesso tempo, indica una delle vie maestre per l’uscita dalla dipendenza o dall’abuso di alcol, che è quella della psicoterapia per andare alle radici del problema. Soprattutto, va detto, se si ha a che fare con adolescenti. Ma, come per tutte le dipendenze, quella da alcol richiede interventi mirati, strutturati e in rete: fondamentale il ruolo del gruppo dei pari, come insegna l’esperienza di Alcolisti anonimi, che si basa sul sostegno reciproco nel percorso di uscita dall’alcolismo con un forte accento sulla spiritualità e la creazione di una rete, proprio quella rete di sostegno che viene a mancare in questi casi. Alcolisti Anonimi è presente in oltre 160 Paesi di tutti i continenti e ha all’attivo più di 100.000 gruppi di autoaiuto.

Uscire dalla dipendenza è possibile, una vita felice è diritto di ogni essere umano, e trovare il coraggio di chiedere aiuto è il primo e fondamentale passo verso la trasformazione.

 Comment 

Acolismo giovani

Nov22
da admin il 22 Novembre 2022 alle 17:51
Postato in: Blog

La pandemia ha accelerato il fenomeno, ora è allarme tra gli esperti

Il demone dell’alcol, sempre più donne sempre più giovani

Le storie di Annalisa e Daniela. Combattono contando i giorni di sobrietà dopo anni di schiavitù dalla bottiglia. I Club territoriali di ascolto sono un aiuto. Il libro bianco del Ministero della Salute

Bere fino ad annullarsi, costantemente, senza un domani. Il demone dell’alcol colpisce sempre più le donne e sempre più le giovani e le giovanissime. Un disagio, certo, ma soprattutto un comportamento, uno stile di vita da cui è complesso venirne fuori. E la pandemia ha accelerato il fenomeno, ora definito dagli esperti “preoccupante”. I dati relativi al 2020 (gli ultimi ufficiali disponibili) del ‘Libro bianco’ pubblicato a fine ottobre 2022 dal Ministero della Salute, in Italia i 56,2% delle donne di età superiore a 11 anni hanno consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno per un totale di oltre 15.700.000 persone e nel corso degli ultimi anni il dato è aumentato, sebbene non si riscontrino variazioni significative rispetto all’anno precedente. Il 6,4% delle donne ha inoltre consumato alcol in modalità abituale eccedentaria, il 22,4% lontano dai pasti, il 3,9% in modalità binge drinking (abbuffata di alcolici  o bere fino a ubriacarsi) e il 9,4% delle donne ha consumato alcol in modalità a rischio per la loro salute, pari a circa 2.600.000 persone. L’analisi degli indicatori relativa ai comportamenti a rischio mostra che nel corso degli ultimi dieci anni la prevalenza delle consumatrici di vino o alcolici fuori pasto è cresciuta costantemente. La prevalenza delle consumatrici a rischio è diminuita rispetto al 2010 ma nel corso del 2020 è aumentata del +5,3%.

 Comment 
  • Page 19 of 89
  • « First
  • «
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • »
  • Last »
Tweets di @LottoBlasfemia

©2013-2026 No Bestemmia | Powered by WordPress with Easel | Subscribe: RSS | Back to Top ↑