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ALCOL AI GIOVANI

Nov06
da admin il 6 Novembre 2018 alle 10:25
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Alcol ai giovani
Festa studentesca
Blitz in disco

CALDOGNO. Una festa studentesca con troppi alcolici. A seguito della segnalazione dell’assessore comunale Pesavento e del consigliere Toniello, gli agenti della polizia locale hanno disposto degli accertamenti all’esterno di una nota discoteca del paese dove era in corso una festa destinata ai ragazzi delle scuole superiori. Il sospetto è che fra i giovani circolassero alcolici. Un sospetto che è stato suffragato dalle verifiche. I vigili hanno sequestrato circa una quarantina di bottiglie e hanno poi emesso 7 verbali per divieto di consumo di bevande alcoliche in luogo pubblico, così come prevede un’ordinanza comunale. Parole di elogio per il servizio portato a termine dagli agenti, allo scopo di evitare l’abuso di alcol fra i giovani, sono state espresse dai rappresentanti dell’amministrazione comunale.

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ANCORA UNA SQUALIFICA PER ESPRESSIONE BLASFEMA

Ott29
da admin il 29 Ottobre 2018 alle 10:31
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Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 23 ottobre 2018, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
ROMEO Andrea (Milan): per avere, al 29° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, proferito espressione blasfema; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura Federale.

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L’ALCOL UCCIDE

Ott22
da admin il 22 Ottobre 2018 alle 14:32
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Alcol, in Italia 435mila morti in 10 anni/ Allarme tra i giovani:

si inizia a bere a 11 anni In Italia sono morte per alcol 435mila persone tra il 2008 e il 2017, più di quelli per le sigarette e la droga. L’alcolismo crea maggiore dipendenza ed è estremamente sottovalutato.

Scoppia l’allarme legato all’alcol in Italia anche in correlazione al comportamento dei giovani. Tra questi il drink è di fatto un vero e proprio rito iniziatorio che inizia addirittura a 11 anni. Spesso il bere diventa un modo anche per farsi accettare da gruppi di ragazzi e per provare a sentirsi più grandi. I dati riportati dalla recente ricerca Eurispes evidenzia come addirittura il 52.8% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni abbiano iniziato a bere entro i 14. Rispetto al passato poi è radicalmente calato il numero degli astemi che sono oggi appena 2 su 10. Il problema centrale rimane quello della scarsa informazioni, con l’alcol che non mostra subito i gravi danni che può portare al fisico e al cervello. Iniziare a bere diventa quindi per un ragazzo giovane come una sorta di rivalsa sociale nei confronti magari di ragazzi più grandi a cui è più facile accedere al mondo degli adulti. Rimane poi incredibile riuscire a capire come quello che è poco più di un bambino riesca ad accedere a bevande che non dovrebbero essergli accessibili. (agg. di Matteo Fantozzi)

Alla guida dopo aver “alzato il gomito”
L’alcol fa più morti delle sigarette e della droga se si considerano anche le persone decedute per guida in stato d’ebrezza oltre a omicidi e suicidi collegati all’atto del bere. Dalle recenti ricerche emergono dei dati molto preoccupanti, come quello che ci dice che il 40% degli intervistati che hanno superato la maggiore età ammettono di essersi messi alla guida anche dopo aver “alzato il gomito”. Non solo a questi si aggiunge un decimo dei più giovani che non ancora in età da patente guidano però motorini fin dai quattordici anni. Gli italiani però puntano il dito contro lo Stato, visto che sono ben otto su dieci quelli che sottolineano come questo abbia fatto fino a questo momento poco per contrastare il fenomeno dell’alcolismo. Ciò che c’è di positivo è legato alla mentalità degli italiani che sta rapidamente cambiando con il 60% degli intervistati favorevoli a un cambiamento anche per quanto riguarda la regolamentazione del consumo delle bevande alcoliche, con dei limiti e dei controlli ben più severi degli attuali. (agg. di Matteo Fantozzi)

435mila persone ucciste in 10 anni
L’alcol in Italia ha ucciso ben 435mila persone tra il 2008 e il 2017, superando addirittura le sigarette e la droga. L’alcolismo è una patologia molto sottovalutata e in grado di creare una dipendenza ancor maggiore delle altre sostanze. L’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam ha pubblicato uno studio dal titolo “Indagine sull’alcolismo in Italia. Tre percorsi di ricerca” che ha raccolto le morti degli ultimi dieci anni per incidenti, suicidi, omicidi e malattie legate appunto all’alcol. Sono ben sei su dieci gli italiani che associano il bere al relax e a momenti spensierati, mentre solo un quarto lo avvicina a un mondo negativo fatto di fuga dai problemi e di perdita del controllo. Anche medici e studiosi sono divisi su questo particolare mondo con 4 specialisti su 10 che ritengono come gli alcolisti non possano essere messi in delle categorie. Secondo 3 su 10 invece si tratta di soggetti depressi o comunque in difficoltà. Il 23.5% parla di persone socialmente inserite e solo il 5.3% ci persone sbadate.

Allarme tra i giovani
Sono sempre più anche i giovani che bevono e tra questi si è abbassata anche l’età media del primo bicchiere. L’alcolismo è dunque un problema che prescinde dall’età e dal sesso, anche se ovviamente sono diverse le proporzioni tra una categoria e l’altra. Oltre la metà dei soggetti tra gli 11 e i 19 anni hanno bevuto il loro primo bicchiere di alcol tra gli 11 e i 14 anni. Il 51.6% beve “qualche volta”, mentre l’8.2% addirittura “spesso”. Tra i ragazzi la bevanda alcolica più consumata è la birra, dopo troviamo in seconda battuta il vino, gli shot e i superalcolici. La maggior parte di questi beve fuori casa tra pub e discoteche, mentre sono il 20% quelli che si concedono anche un bicchiere a tavola. Iniziare presto non può che essere un’aggravante in grado di portare in maniera più rapida a cadere in una vera e propria patologia.

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SESSO, FUMO, ALCOL E GUIDA SPERICOLATA

Ott15
da admin il 15 Ottobre 2018 alle 12:57
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Sesso, fumo, alcol e guida spericolata:
giovani leccesi sempre più trasgressivi

Il 40 % non reputa rischioso il consumo di marijuana, il 35% il sesso non protetto

LECCE – Il 26,85 degli adolescenti leccesi fa uso occasionale di marijuana. Il 5,36% abusa di alcolici ed il 45,15% lo fa occasionalmente. Il 22% fuma regolarmente sigarette, ed il 14% assume abitualmente comportamenti sessuali non protetti, il 20,82% lo fa occasionalmente.
Emerge un quadro veramente poco rassicurante dei giovani leccesi, tra i 15 e 17 anni, dallo studio effettuato dai ricercatori Claudia Venuleo e Piergiorgio Mossi, dell’università del Salento (lo studio sarà pubblicato integralmente su Rapporto sul Salento, ed è curato dal professore Fabio Pollice).

L’approfondimento valuta i comportamenti a rischio tra i giovani leccesi, in particolare per quanto concerne i profili sociali e culturali. Gli studiosi hanno considerato un campione di 391 giovani, iscritti al terzo e quarto anno in 5 scuole superiori della città. In particolare è stato analizzato il rapporto che intercorre tra valutazione del rischio, per come è percepito dai ragazzi esaminati, e varie dimensioni psicosociali: supporto sociale; modelli culturali di interpretazione dell’ambiente sociale; approvazione del rischio da parte dei pari, (cioè si è chiesto ai ragazzi quanto i loro amici approverebbero un particolare comportamento a rischio del ragazzo esaminato come campione); pratiche familiari (trasparenza nella comunicazione genitori figli, norme, supervisione parentale).

Il 52,96% dei ragazzi considerano basso il rischio legato all’alcol, il 52,55% considera basso il rischio legato alla guida pericolosa, il 34,69% non considera rischioso avere rapporti sessuali non protetti, il 37,95% non considera un rischio la marijuana ed il 44,22% non considera rischioso il fumo. La bassa valutazione del rischio risulta in rapporto con un profondo senso di sfiducia nei confronti del Paese Italia in generale, così come nei confronti delle strutture sociali e sanitarie. In sostanza, alimentare nei ragazzi il senso di affidabilità, di fiducia nelle istituzioni, nella scuola, nel Paese consente loro di sviluppare una maggiore consapevolezza dei comportamenti pericolosi, sostenendo condotte più responsabili.
Lo studio ha classificato un gruppo di studenti a basso rischio, che dichiarano di non aver mai assunto comportamenti target pericolosi ed un gruppo di studenti ad alto rischio, che hanno ammesso di averne assunti, occasionalmente o spesso. I ragazzi ad alto rischio oltre a non considerare pericolosi determinati eccessi, sono caratterizzati dunque da un profondo senso di sfiducia nei confronti dell’ambiente macro-sociale in cui vivono e si sentono legittimati dall’approvazione che ritengono di trovare nel proprio gruppo di amici.

Considerano scarsa la qualità della comunicazione con i genitori, percepiscono come carente la supervisione parentale e manifestano l’assenza o la carenza di regole familiari rigide. Un contesto poco supportivo o disattento li destabilizza.
Il sentimento di sfiducia sociale indurrebbe una minore identificazione con i valori suggeriti da quella società delegittimata dalla scarsa considerazione. La sfiducia nelle autorità, nelle istituzioni, così come nella scuola, nella sanità, nelle forze dell’ordine rappresenterebbe quel terreno fertile di crescita di quei comportamenti che mettono a serio rischio la salute. Non avendo fiducia nella società non credono nei valori, nelle norme, nello stile di vita che la stessa società propone ed assumono con maggiore probabilità comportamenti rischiosi (Siegrist, Gutscher, & Earle, 2005, riportati dallo studio). «Al contrario – si legge sempre nello studio di Venuleo e Mossi – la fiducia per l’ambiente macro-sociale sembra agire in termini di fattore protettivo rispetto all’assunzione del rischio, tendenzialmente non assunto. È plausibile che l’identificazione con il proprio ambiente di riferimento porti a rifiutare comportamenti poco compatibili con le valutazioni istituzionali di ciò che è giusto o sbagliato (Manton, Pennay & Savic, 2014), e sostenga la committenza sulle indicazioni e raccomandazioni sulla salute fornite da professionisti e istituzioni».

Una possibile chiave di lettura del tacito grido di dolore, rivelato ancora una volta dal disagio degli adolescenti leccesi, sono dunque forse la mancanza di regole, di rigore, di troppa ed ancora non gestibile libertà, la carente qualità delle relazioni, la mancanza di guide efficaci.

Emerge nuovamente quanto incida negativamente nel tessuto sociale la mancanza di fiducia nei confronti dell’autorità, siano forze dell’ordine, politici, professori, medici. La delegittimazione diffusa sembra contribuire a non far distinguere più il bene dal male, il buono dal cattivo. Facendo di tutta un’erba un fascio si alimenterebbe quel senso di insicurezza che provoca la non adesione valoriale condivisa, causando profonde lacerazioni del tessuto sociale.

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CONTROLLI ANTI DROGA E ALCOL NELLE SCUOLE

Ott09
da admin il 9 Ottobre 2018 alle 11:31
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Carabinieri, controlli antidroga e alcol tra i giovani a Intra

Controlli antidroga con cani fuori dalle scuole di Verbania, e analoghi controlli estesi in serata anche alla vendita di alcolici a minorenni nei luoghi della movida intrese. A effettuarli i carabinieri della Compagnia di Verbania che si sono avvalsi del’unità cinofila di Volpiano.

In particolare durante i controlli serali dal porto di Intra sino a piazza San Rocco sono stati controllati 120 giovani. Elevate sanzioni per vendita di alcol a minori, infrazioni al codice della strada e segnalazioni per possesso di sostanze stupefacenti.

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