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RIGORE CONCESSO PER BESTEMMIA: ERRORE TECNICO?

Nov12
da admin il 12 Novembre 2018 alle 14:11
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ERRORE TECNICO? – Rigore concesso per bestemmia. Ma il regolamento….

Un nuovo caso nel calcio piemontese: un rigore concesso al Bacigalupo in Prima girone D a seguito di una bestemmia pronunciata, che è costata una giornata di squalifica al giocatore.

Dove sta il problema, al di là della bestemmia pronunciata o meno, dello “zio” che diventa “Dio” e di situazioni che si ripetono ogni domenica? Lo ricorda il regolamento Figc alla regola numero 12 del capitolo “falli e comportamento antisportivo”, comma 4.

“Se il giuoco viene interrotto perchè un giocatore viene espulso per le infrazioni “o” (“Usa un linguaggio offensivo, ingiurioso o minaccioso”) o “p” senza che siano state commesse ulteriori infrazioni alle Regole del Giuoco, il giuoco viene ripreso con un calcio di punizione indiretto, assegnato alla squadra avversaria, dal punto in cui è stata commessa l’infrazione”. Aggiungiamo: nel caso di episodio all’interno dell’area di rigore la punizione a due andrà battuta dal limite dell’area.

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GIOVANI SEMPRE PIU A RISCHIO DIPENDENZE

Nov12
da admin il 12 Novembre 2018 alle 13:57
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Giovani sempre più a rischio dipendenze: non solo alcol e droghe, anche web e sport

A dirlo è lo studio condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e coordinato da Marco Di Nicola e Luigi Janiri
Chiariamolo subito: no, non si tratta del solito articolo volto a mostrare come le nuove generazioni siano sempre più dipendenti dall’uso (eccessivo) di alcool e droghe. Questo articolo vuole invece far emergere altri tipi di dipendenze, maggiormente in penombra rispetto a quelle già citate ma comunque dannose per la salute dei giovani, i quali spesso non si rendono nemmeno conto di averle.

Uno studio pubblicato dalla rivista “Frontiers in Psychiatry” e condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – Università Cattolica ha infatti portato alla luce alcuni dati molto interessanti. Basandosi su un campione di 996 ragazzi (240 maschi e 756 femmine con un’età media di 16 anni) è emerso che il 22.1% di loro è soggetto ad un uso problematico di Internet e che il 6,2% pratica attività fisica con modalità disfunzionali.

“Non possono fare a meno di allenarsi – spiega lo psichiatra Marco Di Nicola, coordinatore dello studio assieme a Luigi Janiri – e hanno un grado di coinvolgimento nelle attività sportive che diventa quasi ossessivo. Ciò comporta ripercussioni negative sulla vita quotidiana e sulle relazioni interpersonali, oltre che sull’umore, quando i giovani non possono allenarsi come vorrebbero”.

A questa valutazione finale si è giunti mediante la compilazione di questionari volti a raccogliere informazioni sui vari comportamenti che possono condurre ad una dipendenza: erano sì presenti abitudine al fumo, uso di alcolici e di altre sostanze, ma anche rendimento scolastico e sia rapporto con Internet sia con l’esercizio fisico.

Ciò che è emerso, come anticipato in precedenza mediante i dati statistici, è quanto sia sbagliato e riduttivo circoscrivere le dipendenze dei giovani ad alcool e droghe – che rimangono comunque le più frequenti – poiché gli adolescenti sono troppo “legati” anche all’uso di Internet e alla partica di attività sportiva.

Sembra quasi che tra i giovani ci sia una norma generale che impone lo “strafare”, l’eccedere, il fare più del necessario: ti piace praticare un determinato sport? Bene, allora fallo sette giorni su sette dedicando le tue giornate solo a quello. L’invenzione e l’utilizzo di Internet hanno reso più comoda la vita quotidiana? E allora tu usalo tutto il tempo, in qualsiasi situazione, in qualsiasi modo, su qualsiasi strumento e piattaforma.

Lo scrittore francese Georges Bataille diceva che “nella natura dell’uomo vi è e continua a sussistere una tendenza perenne all’eccesso”. Siamo sicuri che sia però corretto?

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ALCOL AI GIOVANI

Nov06
da admin il 6 Novembre 2018 alle 10:25
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Alcol ai giovani
Festa studentesca
Blitz in disco

CALDOGNO. Una festa studentesca con troppi alcolici. A seguito della segnalazione dell’assessore comunale Pesavento e del consigliere Toniello, gli agenti della polizia locale hanno disposto degli accertamenti all’esterno di una nota discoteca del paese dove era in corso una festa destinata ai ragazzi delle scuole superiori. Il sospetto è che fra i giovani circolassero alcolici. Un sospetto che è stato suffragato dalle verifiche. I vigili hanno sequestrato circa una quarantina di bottiglie e hanno poi emesso 7 verbali per divieto di consumo di bevande alcoliche in luogo pubblico, così come prevede un’ordinanza comunale. Parole di elogio per il servizio portato a termine dagli agenti, allo scopo di evitare l’abuso di alcol fra i giovani, sono state espresse dai rappresentanti dell’amministrazione comunale.

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ANCORA UNA SQUALIFICA PER ESPRESSIONE BLASFEMA

Ott29
da admin il 29 Ottobre 2018 alle 10:31
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Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 23 ottobre 2018, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
ROMEO Andrea (Milan): per avere, al 29° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, proferito espressione blasfema; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura Federale.

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L’ALCOL UCCIDE

Ott22
da admin il 22 Ottobre 2018 alle 14:32
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Alcol, in Italia 435mila morti in 10 anni/ Allarme tra i giovani:

si inizia a bere a 11 anni In Italia sono morte per alcol 435mila persone tra il 2008 e il 2017, più di quelli per le sigarette e la droga. L’alcolismo crea maggiore dipendenza ed è estremamente sottovalutato.

Scoppia l’allarme legato all’alcol in Italia anche in correlazione al comportamento dei giovani. Tra questi il drink è di fatto un vero e proprio rito iniziatorio che inizia addirittura a 11 anni. Spesso il bere diventa un modo anche per farsi accettare da gruppi di ragazzi e per provare a sentirsi più grandi. I dati riportati dalla recente ricerca Eurispes evidenzia come addirittura il 52.8% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni abbiano iniziato a bere entro i 14. Rispetto al passato poi è radicalmente calato il numero degli astemi che sono oggi appena 2 su 10. Il problema centrale rimane quello della scarsa informazioni, con l’alcol che non mostra subito i gravi danni che può portare al fisico e al cervello. Iniziare a bere diventa quindi per un ragazzo giovane come una sorta di rivalsa sociale nei confronti magari di ragazzi più grandi a cui è più facile accedere al mondo degli adulti. Rimane poi incredibile riuscire a capire come quello che è poco più di un bambino riesca ad accedere a bevande che non dovrebbero essergli accessibili. (agg. di Matteo Fantozzi)

Alla guida dopo aver “alzato il gomito”
L’alcol fa più morti delle sigarette e della droga se si considerano anche le persone decedute per guida in stato d’ebrezza oltre a omicidi e suicidi collegati all’atto del bere. Dalle recenti ricerche emergono dei dati molto preoccupanti, come quello che ci dice che il 40% degli intervistati che hanno superato la maggiore età ammettono di essersi messi alla guida anche dopo aver “alzato il gomito”. Non solo a questi si aggiunge un decimo dei più giovani che non ancora in età da patente guidano però motorini fin dai quattordici anni. Gli italiani però puntano il dito contro lo Stato, visto che sono ben otto su dieci quelli che sottolineano come questo abbia fatto fino a questo momento poco per contrastare il fenomeno dell’alcolismo. Ciò che c’è di positivo è legato alla mentalità degli italiani che sta rapidamente cambiando con il 60% degli intervistati favorevoli a un cambiamento anche per quanto riguarda la regolamentazione del consumo delle bevande alcoliche, con dei limiti e dei controlli ben più severi degli attuali. (agg. di Matteo Fantozzi)

435mila persone ucciste in 10 anni
L’alcol in Italia ha ucciso ben 435mila persone tra il 2008 e il 2017, superando addirittura le sigarette e la droga. L’alcolismo è una patologia molto sottovalutata e in grado di creare una dipendenza ancor maggiore delle altre sostanze. L’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam ha pubblicato uno studio dal titolo “Indagine sull’alcolismo in Italia. Tre percorsi di ricerca” che ha raccolto le morti degli ultimi dieci anni per incidenti, suicidi, omicidi e malattie legate appunto all’alcol. Sono ben sei su dieci gli italiani che associano il bere al relax e a momenti spensierati, mentre solo un quarto lo avvicina a un mondo negativo fatto di fuga dai problemi e di perdita del controllo. Anche medici e studiosi sono divisi su questo particolare mondo con 4 specialisti su 10 che ritengono come gli alcolisti non possano essere messi in delle categorie. Secondo 3 su 10 invece si tratta di soggetti depressi o comunque in difficoltà. Il 23.5% parla di persone socialmente inserite e solo il 5.3% ci persone sbadate.

Allarme tra i giovani
Sono sempre più anche i giovani che bevono e tra questi si è abbassata anche l’età media del primo bicchiere. L’alcolismo è dunque un problema che prescinde dall’età e dal sesso, anche se ovviamente sono diverse le proporzioni tra una categoria e l’altra. Oltre la metà dei soggetti tra gli 11 e i 19 anni hanno bevuto il loro primo bicchiere di alcol tra gli 11 e i 14 anni. Il 51.6% beve “qualche volta”, mentre l’8.2% addirittura “spesso”. Tra i ragazzi la bevanda alcolica più consumata è la birra, dopo troviamo in seconda battuta il vino, gli shot e i superalcolici. La maggior parte di questi beve fuori casa tra pub e discoteche, mentre sono il 20% quelli che si concedono anche un bicchiere a tavola. Iniziare presto non può che essere un’aggravante in grado di portare in maniera più rapida a cadere in una vera e propria patologia.

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