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SESSO, FUMO, ALCOL E GUIDA SPERICOLATA

Ott15
da admin il 15 Ottobre 2018 alle 12:57
Postato in: Blog

Sesso, fumo, alcol e guida spericolata:
giovani leccesi sempre più trasgressivi

Il 40 % non reputa rischioso il consumo di marijuana, il 35% il sesso non protetto

LECCE – Il 26,85 degli adolescenti leccesi fa uso occasionale di marijuana. Il 5,36% abusa di alcolici ed il 45,15% lo fa occasionalmente. Il 22% fuma regolarmente sigarette, ed il 14% assume abitualmente comportamenti sessuali non protetti, il 20,82% lo fa occasionalmente.
Emerge un quadro veramente poco rassicurante dei giovani leccesi, tra i 15 e 17 anni, dallo studio effettuato dai ricercatori Claudia Venuleo e Piergiorgio Mossi, dell’università del Salento (lo studio sarà pubblicato integralmente su Rapporto sul Salento, ed è curato dal professore Fabio Pollice).

L’approfondimento valuta i comportamenti a rischio tra i giovani leccesi, in particolare per quanto concerne i profili sociali e culturali. Gli studiosi hanno considerato un campione di 391 giovani, iscritti al terzo e quarto anno in 5 scuole superiori della città. In particolare è stato analizzato il rapporto che intercorre tra valutazione del rischio, per come è percepito dai ragazzi esaminati, e varie dimensioni psicosociali: supporto sociale; modelli culturali di interpretazione dell’ambiente sociale; approvazione del rischio da parte dei pari, (cioè si è chiesto ai ragazzi quanto i loro amici approverebbero un particolare comportamento a rischio del ragazzo esaminato come campione); pratiche familiari (trasparenza nella comunicazione genitori figli, norme, supervisione parentale).

Il 52,96% dei ragazzi considerano basso il rischio legato all’alcol, il 52,55% considera basso il rischio legato alla guida pericolosa, il 34,69% non considera rischioso avere rapporti sessuali non protetti, il 37,95% non considera un rischio la marijuana ed il 44,22% non considera rischioso il fumo. La bassa valutazione del rischio risulta in rapporto con un profondo senso di sfiducia nei confronti del Paese Italia in generale, così come nei confronti delle strutture sociali e sanitarie. In sostanza, alimentare nei ragazzi il senso di affidabilità, di fiducia nelle istituzioni, nella scuola, nel Paese consente loro di sviluppare una maggiore consapevolezza dei comportamenti pericolosi, sostenendo condotte più responsabili.
Lo studio ha classificato un gruppo di studenti a basso rischio, che dichiarano di non aver mai assunto comportamenti target pericolosi ed un gruppo di studenti ad alto rischio, che hanno ammesso di averne assunti, occasionalmente o spesso. I ragazzi ad alto rischio oltre a non considerare pericolosi determinati eccessi, sono caratterizzati dunque da un profondo senso di sfiducia nei confronti dell’ambiente macro-sociale in cui vivono e si sentono legittimati dall’approvazione che ritengono di trovare nel proprio gruppo di amici.

Considerano scarsa la qualità della comunicazione con i genitori, percepiscono come carente la supervisione parentale e manifestano l’assenza o la carenza di regole familiari rigide. Un contesto poco supportivo o disattento li destabilizza.
Il sentimento di sfiducia sociale indurrebbe una minore identificazione con i valori suggeriti da quella società delegittimata dalla scarsa considerazione. La sfiducia nelle autorità, nelle istituzioni, così come nella scuola, nella sanità, nelle forze dell’ordine rappresenterebbe quel terreno fertile di crescita di quei comportamenti che mettono a serio rischio la salute. Non avendo fiducia nella società non credono nei valori, nelle norme, nello stile di vita che la stessa società propone ed assumono con maggiore probabilità comportamenti rischiosi (Siegrist, Gutscher, & Earle, 2005, riportati dallo studio). «Al contrario – si legge sempre nello studio di Venuleo e Mossi – la fiducia per l’ambiente macro-sociale sembra agire in termini di fattore protettivo rispetto all’assunzione del rischio, tendenzialmente non assunto. È plausibile che l’identificazione con il proprio ambiente di riferimento porti a rifiutare comportamenti poco compatibili con le valutazioni istituzionali di ciò che è giusto o sbagliato (Manton, Pennay & Savic, 2014), e sostenga la committenza sulle indicazioni e raccomandazioni sulla salute fornite da professionisti e istituzioni».

Una possibile chiave di lettura del tacito grido di dolore, rivelato ancora una volta dal disagio degli adolescenti leccesi, sono dunque forse la mancanza di regole, di rigore, di troppa ed ancora non gestibile libertà, la carente qualità delle relazioni, la mancanza di guide efficaci.

Emerge nuovamente quanto incida negativamente nel tessuto sociale la mancanza di fiducia nei confronti dell’autorità, siano forze dell’ordine, politici, professori, medici. La delegittimazione diffusa sembra contribuire a non far distinguere più il bene dal male, il buono dal cattivo. Facendo di tutta un’erba un fascio si alimenterebbe quel senso di insicurezza che provoca la non adesione valoriale condivisa, causando profonde lacerazioni del tessuto sociale.

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CONTROLLI ANTI DROGA E ALCOL NELLE SCUOLE

Ott09
da admin il 9 Ottobre 2018 alle 11:31
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Carabinieri, controlli antidroga e alcol tra i giovani a Intra

Controlli antidroga con cani fuori dalle scuole di Verbania, e analoghi controlli estesi in serata anche alla vendita di alcolici a minorenni nei luoghi della movida intrese. A effettuarli i carabinieri della Compagnia di Verbania che si sono avvalsi del’unità cinofila di Volpiano.

In particolare durante i controlli serali dal porto di Intra sino a piazza San Rocco sono stati controllati 120 giovani. Elevate sanzioni per vendita di alcol a minori, infrazioni al codice della strada e segnalazioni per possesso di sostanze stupefacenti.

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ALCOL TRA I GIOVANI

Ott01
da admin il 1 Ottobre 2018 alle 11:40
Postato in: Blog

«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»
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«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»
Lo chiedono i consiglieri di minoranza dei gruppi “Alseno con Benzi Cambia” e “Noi per Alseno” che nei giorni scorsi hanno presentato un’interpellanza

«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»
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«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema». Lo chiedono i consiglieri di minoranza dei gruppi “Alseno con Benzi Cambia” e “Noi per Alseno”. «C’è un maggiore abuso di alcol tra i giovanissimi – scrivono i consiglieri in un’interpellanza -. Certamente un fatto inquietante e quanto mai grave, dato che i ragazzi incorrono in pericoli che sottovalutano o non valutano affatto. Il personale del Ponto Soccorso, infatti, che si trova sempre più spesso a fronteggiare malori dovuti a eccessive quantità di alcol ingerite, conferma che negli ultimi anni è costantemente cresciuto il numero di accessi di minori affetti da intossicazione alcolica, con gravità crescenti fino al coma etilico».

«Le situazioni si ripetono e la più incresciosa è accaduta recentemente a fine agosto in località La Biraga. Ad una festa inclusiva di open bar – proseguono – priva di autorizzazione hanno partecipato decine e decine di giovani ragazzi che avevano a loro disposizione alcolici in quantità. E ciò ha portato a deprecabili conseguenze. E’ ben vero che i genitori sono i primi responsabili dei propri figli, ma in tale situazione di emergenza riteniamo che non debbano essere lasciati soli ad affrontare il problema. Il fenomeno è troppo complesso perché essi, soli, possano arginarlo. E’, infatti, un’espressione di degrado socio-culturale che richiede un’azione comune e congiunta da parte di tutti coloro che operano con i giovani. Le famiglie, quindi, ma anche le parrocchie, le scuole, le associazioni sportive e culturali. E’ compito primario della società tutelare i giovani e in tal senso anche Alseno non si può sottrarre».

Qui arriva la richiesta alla Giunta da parte dei consiglieri Marisa Benzi, Marina Sogni, Danilo Terzoni e Luigi Molina. «L’Amministrazione deve assumere un ruolo di regia tra i vari soggetti coinvolti, dando luogo ad azioni miranti a sensibilizzare tutti gli operatori circa questa emergenza sociale. Occorrerebbe inoltre intraprendere un maggior controllo, da parte della polizia urbana, delle zone più a rischio del nostro territorio, quelle in cui ragazzi si appartano indisturbati, in particolare il campo giochi “Rossana Wade” e le zone limitrofe del capoluogo. Infine sarebbe opportuno controllare maggiormente gli operatori economici che vendono prodotti alcolici, spesso a disposizione anche dei minori».

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ALCOL, REPORT OMS CONTRO L’ABUSO DI ALCOLICI NEI GIOVANI

Set24
da admin il 24 Settembre 2018 alle 12:55
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Alcol, report Oms contro l’abuso di alcolici nei giovani

Incidenti stradali, aggressioni, ictus e infarto sono quattro inconvenienti che possono avere un comune denominatore, l’abuso di alcolici.

Incidenti stradali, aggressioni, ictus e infarto sono quattro inconvenienti che possono avere un comune denominatore, l’abuso di alcolici. Arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il nuovo appello a ridurre i consumi di alcol, alla luce dei dati dell’ultimo report.

Tra tutti i decessi attribuibili all’alcol, tre quarti riguardano gli uomini e il 28% è dovuto a infortuni e sinistri mentre il 21% è legato a disturbi dell’apparato intestinale, come la cirrosi epatica, il 19% a malattie cardiovascolari; il resto a tumori, disturbi mentali o altre condizioni di salute. È del 5%, descrive il rapporto, l’impatto del bere su malattie, come ipertensione, obesità, diabete, sindrome alcolica del feto.

Secondo una revisione pubblicata su Lancet, sono i giovani a destare preoccupazione: se nel mondo, più di un quarto (27%) di tutti i ragazzi di 15-19 anni sono bevitori, nel vecchio continente questa percentuale arriva al 44%. Cosa si beve? Nel complesso, il 45% sono superalcolici (distillati e liquori), la birra è al secondo posto con il 34% dei consumi, e al terzo il vino (12%).

Per limitare il consumo incontrollato l’Oms ripropone azioni come l’aumento delle tasse sulle bevande alcoliche, restrizioni sulla pubblicità, ulteriore limitazione nell’accesso ai punti vendita.

Secondo analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia ha fatto un passo indietro il modello mediterraneo, alcolici a tavola mentre si mangia, con moderazione. Si afferma il modello anglosassone, bere fuori dagli orari dei pasti, come dimostrato dalla tendenza, trainata dai giovani, al binge drinking, bere per ubriacarsi, che in Italia si traduce in oltre 40mila accessi annuali al pronto soccorso per intossicazione acuta.

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LA PROVA TV INCASTRA GASPERINI

Set24
da admin il 24 Settembre 2018 alle 12:52
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Atalanta, Gasperini squalificato per un turno per bestemmia

L’allenatore dell’Atalanta è stato fermato per un turno dal Giudice Sportivo per aver proferito un’espressione blasfema nel corso della gara persa contro la Spal. Non sarà in panchina a San Siro contro il Milan

Non è un momento positivo per l’Atalanta, reduce dall’eliminazione dall’Europa League e da ben due sconfitte consecutive in campionato contro Cagliari e Spal. A Ferrara, lunedì sera, i nerazzurri hanno perso 2-0, colpiti da una doppietta dell’ex Andrea Petagna. Una sconfitta che certamente non è piaciuta a Gian Piero Gasperini, che ora dovrà trovare la ricetta giusta per tirare fuori l’Atalanta da questo momento negativo dopo aver portato i nerazzurri per due anni consecutivi in Europa. L’allenatore, però, non potrà essere in panchina nella prossima sfida a San Siro contro il Milan. Il motivo? Gasperini è stato squalificato per una giornata dal Giudice Sportiva per aver utilizzato “un’espressione blasfema”. Una bestemmia pagata cara dall’allenatore nerazzurro, beccato dalle riprese televisive. E contro il Milan sarà costretto a soffrire dalla tribuna di San Siro.

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