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ALCOL E ALCOLISMO

Dic05
da admin il 5 Dicembre 2018 alle 13:30
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“Alcol e alcolismo: tra piacere e dipendenza” alla Biblioteca nazionale

La Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli ospita “Alcol e alcolismo: tra piacere e dipendenza”, il nuovo appuntamento delle “Scuole territoriali della salute emotiva e comportamentale”, gli appuntamenti divulgativi per condividere con i cittadini le idee e le buone prassi del benessere psichico, in programma giovedì 29 novembre alle 16.

«Si parla sempre più spesso dell’abitudine dei più giovani di consumare alcol e del rapporto che i ragazzi hanno con le bevande alcoliche e con le bevande energetiche, i cosiddetti “energy drink”, e pare che tra essi il “bere responsabilmente” non sia quasi per nulla contemplato – afferma il dottor Barretta –. Quasi 4 giovani su 10 non hanno idea dei danni che comporta l’assunzione di un mix di alcol ed energy drink. Mentre, negli Stati Uniti, l’abuso di alcolici non solo è la terza causa prevenibile di morte, ma è anche uno dei motivi più comuni di morti premature, con circa 88mila decessi l’anno stimati tra il 2006 e il 2010».

Le “Scuole territoriali della salute emotiva e comportamentale” sono promosse da “Health Point”, il progetto ideato dal direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, lo psichiatra Vincenzo Barretta, col sostegno del Rotary Club Napoli “Castel dell’Ovo”. L’iniziativa si avvale anche del supporto della Fondazione Istituto Antoniano, del Centro Studi “AdAstra”, della Fondazione Pellegrini e di Asso.Gio.Ca.

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ABUSO DI ALCOL: UNA PIAGA SOCIALE

Nov26
da admin il 26 Novembre 2018 alle 12:34
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Abuso d’alcol, una piaga sociale

Qualche bevuta il venerdì sera con gli amici, un goccetto in più a tavola per festeggiare un evento importante o, magari, un calice di vino la sera per rilassarsi dopo una giornata stressante. Abitudini legate alla nostra cultura, piccoli vizi che, se vissuti con responsabilità e moderazione, sembrano essere quasi innocui. Ma in alcuni casi, e purtroppo se ne contano tanti, può diventare una vera e propria dipendenza. Uno dei tanti modi per sfuggire alle preoccupazioni di una società in crisi, unica via per far svanire, almeno per qualche ora, la sofferenza, i sintomi della depressione o anche una semplice timidezza.

Dopo la ‘puntata’ dedicata all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti, il viaggio di Lucca in Diretta nel fenomeno delle dipendenze continua con un’altra grande problematica che, purtroppo, da tempo non riesce a scollarsi dalla nostra civiltà: l’alcol.
E i dati, anche se non sono allarmanti quanto le dipendenze da droghe, meritano senza dubbio di essere presi in considerazione. Sempre grazie alla guida della dottoressa Ellena Pioli, responsabile dell’unità funzionale sulle dipendenze della zona distretto della Piana di Lucca, i numeri saltano subito all’occhio: ben 183 i casi presi in carico dall’Asl, di cui – almeno fino al 30 settembre scorso – 136 uomini e 47 donne. Una disparità molto marcata, quella che si legge nelle tabelle, che segnalano anche una piccola ‘sorpresa’: abituati forse ai pregiudizi e alle pagine di cronaca, sfogliando il dossier ci si aspetterebbe di trovare un numero elevato di casi tra i giovani, ma non è così. Sono ‘solo’ 15, infatti, i soggetti tra i 20 e i 29 anni presi in carico dal servizio sanitario nazionale, mentre sotto i venti anni – almeno per adesso – non sono mai stati segnalati casi (anche se questo non esclude il fenomeno diffuso del binge drinking anche nei giovanissimi, ovvero l’assunzione in unbreve periodo di tempo di una grande quantità di alcol).

La dipendenza da alcol risulta infatti più marcata nelle fasce di età comprese tra i 40 e i 49 anni (ben 58 casi), seguiti dalla fascia 50-59 (47 casi) e da quella 30-39 che conta oggi 32 casi. Sono 31, invece, i casi tra gli over 60, di cui 4 sono addirittura ultrasettantenni. Come mai? Lo spiega la dottoressa Pioli: “I giovani arrivano qui da noi solo se segnalati dalle forze dell’ordine, nel maggiore dei casi quando devono recuperare la patente e frequentare obbligatoriamente un corso di recupero. Nei soggetti più anziani invece oltre al problema della dipendenza sorgono anche problemi di salute: oltre alla cosìddetta ‘demenza alcolica’ che tra i casi ha senza dubbio una percentuale minore, sono i danni epatici gli effetti dell’alcol più preoccupanti. Nella maggior parte dei casi i soggetti dipendenti da questa sostanza sono accompagnati qui dalla famiglia, l’unica a rendersi davvero conto della gravità della situazione. Molti dei casi arrivano qui quasi inconsapevoli di avere un problema”.

Anche nei casi presi in carico per età si nota una forte disparità tra uomini e donne (nella fascia 20-29 troviamo solo una giovane donna, mentre gli uomini sono ben 14). I casi presi in carico dal Sert sono tutti individui che bevono almeno un litro di alcol al giorno, compresi superalcolici. E’ il vino la bevanda più utilizzata: sono infatti ben 125 su 183 i soggetti che abusano di questa sostanza (di cui 92 uomini e 33 donne). La ragione è molto semplice: in questi tempi di crisi, sia economica che sociale, il vino è senza dubbio l’alcolico più economico messo in commercio. A farne uso, purtroppo, sia per riscaldarsi nei mesi invernali che per alleviare le pene della solitudine, anche i senzatetto e le persone in gravi situazioni di povertà, spesso prese in carico dai volontari dell’unità di strada della Croce Rossa di Lucca che all’interno del suo comitato ha organizzato anche diversi corsi di sensibilizzazione al problema della dipendenza da alcol. A seguire, tra le sostanze alcoliche più ‘gettonate’, senza dubbio la birra (con 40 casi), superalcolici (12 casi) e cocktail vari (6 casi). Ma, come ha sostenuto anche la dottoressa Pioli, i soggetti affetti da dipendenza da alcol fanno abuso di più di una di queste sostanze. Le statistiche, infatti, rilevano solo il ‘male’ peggiore dei casi. Chi beve superalcolici, ad esempio, durante la giornata abusa anche di vino o di birra. L’alcol, molto spesso, diventa anche un modo per ‘rimpiazzare’ altre dipendenze: come noto, molti dipendenti da eroina consumano questa droga mixandola con alcolici o, come spesso accade, l’alcol diviene proprio una nuova dipendenza in periodi di recupero, in assenza di sostanze stupefacenti.

Uno sguardo va anche alla nazionalità dei casi presi in carico dall’Asl: tra i 183 casi 146 sono italiani (di cui 109 uomini e 37 donne), mentre gli stranieri sono 37 (27 uomini e 10 donne). Tra gli stranieri la nazionalità prevalente è quella marocchina, che conta 9 casi, a seguire quella polacca (4 casi) e quella rumena (4 casi). Sono 22, invece, le nazionalità che presentano meno incidenza: tra i più giovani si notano soggetti provenienti dai paesi dell’est Europa e dal centro Africa, ma non mancano all’appello anche il sud America e i paesi del nord Europa.

È molto raro che i casi presi in carico dall’Asl debbano frequentare una comunità di recupero. Solitamente, come ha spiegato la dottoressa Pioli, queste persone entrano a far parte di gruppi seguiti da educatori, una vera e propria equipe specializzata per questo tipo di dipendenze che aiuta a far comprendere quanto l’alcol possa creare non solo problemi sociali ma anche di salute. I danni al fegato, come molte altre patologie, tendono a emergere circa dieci anni dopo l’inizio dell’abuso. Non da sottovalutare il fatto che molti alcolisti spesso fanno anche uso di nicotina. Un mix micidiale che, a lungo andare, può portare conseguenze anche molto gravi e altamente disabilitanti. L’abuso a lungo termine di alcol può infatti causare cirrosi epatica, pancreatite cronica, epilessia, polineuropatia, ma anche malattie cardiache, carenze nutrizionali e persino disfunzioni sessuali. Talvolta queste complicanze possono portare ad un esito fatale. Nei gruppi di ascolto e in quelli organizzati dal personale sanitario, esistono soprattutto programmi indirizzati alla riduzione del rischio di recidive. Questi gruppi di ‘supporto’, se così si vogliono definire, spesso vengono organizzati anche per i familiari dei soggetti dipendenti, spesso le uniche vere grandi ‘vittime’ di questo abuso. Nella Piana, oltre al gruppo di alcolisti anonimi e al Cat, il club alcolisti in trattamento, esistono anche numerosi punti di ascolto: per citarne alcuni, il centro del distretto di Marlia, quello del Campo di Marte e il centro al Piaggione, tutti con la presenza di operatori dell’Acat (Associazione dei club alcologici territoriali).

Un problema, quello dell’abuso di alcol, che necessita ancora di molta sensibilizzazione. Gli alcolisti più anziani iniziano a bere in modo inadeguato in risposta per lo più a fattori di stress psicosociale e a situazioni di generico disagio esistenziale. La perdita di un ruolo forte nella società con l’arrivo della pensione, la solitudine, rimpianti ma anche rimorsi. Tra i più giovani invece, oltre allo sballo, tra alcune cause dell’alcolismo senza dubbio la perdita del posto di lavoro o un lavoro precario e i traumi legati alle separazioni. Leggendo gli ultimi dati della Caritas in merito al problema dell’emarginazione sociale e della povertà, purtroppo l’alcolismo sembra essere ancora un mostro quasi impossibile da sconfiggere, legato profondamente alla crisi economica e sociale dei nostri tempi. Nessuna ordinanza contro il degrado o provocazione politica, di fatti, è ancora riuscita a alleviare il problema.

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UN QUINDICENNE SU 4 SI DROGA

Nov19
da admin il 19 Novembre 2018 alle 11:49
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Un quindicenne su 4 si droga
Il 10% fuma tabacco, il 25% beve

A 15 anni il 10% dei ragazzi trentini fuma abitualmente (il 43% ha sperimentato il fumo di sigaretta). Già un giovane su quattro (il 25%) assume alcol settimanalmente. «Magari in piccole dosi, ma sappiamo già che questi dati presuppongono un consumo cronico di alcolici. Parecchio diffusa in Trentino anche la moda di “assumere smodatamente diversi bicchieri di alcolici in una sola volta” (binge drinking)», precisa Silva Franchini del Dipartimento di prevenzione dell’Apss.

Ancora, il 39% dei nostri 15enni afferma di essersi ubriacato almeno una volta nella sua vita. Mentre il 40% dei tredicenni ed il 12% degli undicenni dichiarano di aver «provato» l’alcol.

Il quadro tracciato ieri in occasione del convegno «Ricostruiamo una comunità educante – La prevenzione del disagio nei giovani» delinea uno stato di allerta (non di emergenza). All’interno del quale non manca una marcata attenzione al problema delle droghe. «Almeno un quindicenne su quattro – aggiunge Franchini – fa uso di droga. E questo consumo non è solo sporadico, ma ripetuto nel tempo. Non solo è aumentata la quota dei “curiosi”, ma anche di chi riferisce di averla consumata per più di due volte (si tratta del 9%)».

Dall’indagine Hbsc 2014 sui comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare a cura dell’Osservatorio provinciale per la salute emergono anche alcuni dati sul bullismo inteso nella sua accezione più ampia (qualsiasi atto che crea disagio, anche momento di esclusione): il 25% dei giovani a 11 anni lo ha subìto, mentre a 13 anni un ragazzo su quattro ha partecipato ad un episodio di bullismo. E, a quindici anni, sempre il 25% dei giovani dichiara di aver partecipato ad una rissa o ad un contrasto fisico.

Ecco, quindi, che il Comune di Trento insieme a vari soggetti pubblici, privati e del terzo settore ha sottoscritto ieri l’accordo preliminare per la realizzazione del progetto #Daimuoviamoci. Il quale ha come obiettivo principale quello di «prevenire le dipendenze ed il disagio giovanile attraverso una serie di azioni mirate in grado di promuovere stili di vita sani e «alternative positive» a tutto ciò che crea dipendenza (alcol, droga, bullismo, fumo, ritiro sociale, autolesionismo, dipendenza da internet o da relazioni virtuali)».

In particolare, ad apporre la firma sul documento insieme all’amministrazione comunale sono stati: l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) e l’Associazione auto mutuo aiuto (Ama), il Punto famiglie e il Centro servizi volontariato Trentino (Csv), l’associazione Uisp del Trentino e il Comitato provinciale del Coni, il Forum delle associazioni familiari del Trentino.

Da sottolineare che durante il convegno è stato presentato il modello islandese «Planet Youth». «Grazie a cui in soli vent’anni – dice la presidente dell’Ama Cecilia Dalrì – il dilagare delle problematiche adolescenziali di alcol, fumo e droga è stato notevolmente ridotto, arrivando a percentuali più basse che nel resto di Europa. E questo anche con metodi «duri, quali l’introduzione del coprifuoco dai 13 ai 16 anni e la collaborazione stretta tra mondo scolastico e genitori, l’introduzione di divieti e la creazione di attività extrascolastiche che coinvolgono appieno i ragazzi».

Va detto che nel maggio del 2012 l’amministrazione comunale ha sottoscritto un’«alleanza» che ha consentito di promuovere azioni e buone prassi nell’ottica di prevenzione delle dipendenze dal gioco d’azzardo.

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RIGORE CONCESSO PER BESTEMMIA: ERRORE TECNICO?

Nov12
da admin il 12 Novembre 2018 alle 14:11
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ERRORE TECNICO? – Rigore concesso per bestemmia. Ma il regolamento….

Un nuovo caso nel calcio piemontese: un rigore concesso al Bacigalupo in Prima girone D a seguito di una bestemmia pronunciata, che è costata una giornata di squalifica al giocatore.

Dove sta il problema, al di là della bestemmia pronunciata o meno, dello “zio” che diventa “Dio” e di situazioni che si ripetono ogni domenica? Lo ricorda il regolamento Figc alla regola numero 12 del capitolo “falli e comportamento antisportivo”, comma 4.

“Se il giuoco viene interrotto perchè un giocatore viene espulso per le infrazioni “o” (“Usa un linguaggio offensivo, ingiurioso o minaccioso”) o “p” senza che siano state commesse ulteriori infrazioni alle Regole del Giuoco, il giuoco viene ripreso con un calcio di punizione indiretto, assegnato alla squadra avversaria, dal punto in cui è stata commessa l’infrazione”. Aggiungiamo: nel caso di episodio all’interno dell’area di rigore la punizione a due andrà battuta dal limite dell’area.

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GIOVANI SEMPRE PIU A RISCHIO DIPENDENZE

Nov12
da admin il 12 Novembre 2018 alle 13:57
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Giovani sempre più a rischio dipendenze: non solo alcol e droghe, anche web e sport

A dirlo è lo studio condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e coordinato da Marco Di Nicola e Luigi Janiri
Chiariamolo subito: no, non si tratta del solito articolo volto a mostrare come le nuove generazioni siano sempre più dipendenti dall’uso (eccessivo) di alcool e droghe. Questo articolo vuole invece far emergere altri tipi di dipendenze, maggiormente in penombra rispetto a quelle già citate ma comunque dannose per la salute dei giovani, i quali spesso non si rendono nemmeno conto di averle.

Uno studio pubblicato dalla rivista “Frontiers in Psychiatry” e condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – Università Cattolica ha infatti portato alla luce alcuni dati molto interessanti. Basandosi su un campione di 996 ragazzi (240 maschi e 756 femmine con un’età media di 16 anni) è emerso che il 22.1% di loro è soggetto ad un uso problematico di Internet e che il 6,2% pratica attività fisica con modalità disfunzionali.

“Non possono fare a meno di allenarsi – spiega lo psichiatra Marco Di Nicola, coordinatore dello studio assieme a Luigi Janiri – e hanno un grado di coinvolgimento nelle attività sportive che diventa quasi ossessivo. Ciò comporta ripercussioni negative sulla vita quotidiana e sulle relazioni interpersonali, oltre che sull’umore, quando i giovani non possono allenarsi come vorrebbero”.

A questa valutazione finale si è giunti mediante la compilazione di questionari volti a raccogliere informazioni sui vari comportamenti che possono condurre ad una dipendenza: erano sì presenti abitudine al fumo, uso di alcolici e di altre sostanze, ma anche rendimento scolastico e sia rapporto con Internet sia con l’esercizio fisico.

Ciò che è emerso, come anticipato in precedenza mediante i dati statistici, è quanto sia sbagliato e riduttivo circoscrivere le dipendenze dei giovani ad alcool e droghe – che rimangono comunque le più frequenti – poiché gli adolescenti sono troppo “legati” anche all’uso di Internet e alla partica di attività sportiva.

Sembra quasi che tra i giovani ci sia una norma generale che impone lo “strafare”, l’eccedere, il fare più del necessario: ti piace praticare un determinato sport? Bene, allora fallo sette giorni su sette dedicando le tue giornate solo a quello. L’invenzione e l’utilizzo di Internet hanno reso più comoda la vita quotidiana? E allora tu usalo tutto il tempo, in qualsiasi situazione, in qualsiasi modo, su qualsiasi strumento e piattaforma.

Lo scrittore francese Georges Bataille diceva che “nella natura dell’uomo vi è e continua a sussistere una tendenza perenne all’eccesso”. Siamo sicuri che sia però corretto?

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