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ALCOL IN STRADA

Dic11
da admin il 11 Dicembre 2018 alle 10:57
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Trastevere, bevono alcol in strada: cinque giovani multati per 750 euro

Bevono alcol in strada a Trastevere e vengono multati per l’ordinanza antialcol. Ad essere sanzionati, cinque giovani: bevevano alcolici e superalcolici in contenitori di vetro e dovranno pagare 750 euro. Anche un pub è stato sanzionato dai militari perché sorpreso a servire bevande alcoliche ai propri clienti dopo le 2 di notte, oltre l’orario consentito dall’ordinanza sindacale, per un importo di 280 euro. I carabinieri hanno ispezionato anche cinque attività commerciali, identificato oltre 200 e controllato oltre 50 mezzi. Solo due le contravvenzioni elevate per infrazioni al Codice della strada.
Durante i controlli del fine settimana, i Carabinieri di Trastevere, coadiuvati dai Carabinieri dall’8° Reggimento Lazio, hanno anche arrestato due ladri, un italiano e un polacco, di 37 anni, entrambi disoccupati e senza fissa dimora, sorpresi a rubare uno scoter. Dopo l’arresto i due sono stati accompagnati in caserma e trattenuti, in attesa del rito direttissimo mentre, lo scooter è stato riconsegnato al legittimo proprietario. Sempre nel corso dei controlli, i militari hanno segnalato alla competente Autorità, quale assuntore, un giovane studente di 15 anni, incensurato, che a seguito della perquisizione personale è stato trovato in possesso di 1 grammo di hashish, ad uso personale.

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SQUALIFICA PER BLASFEMIA

Dic11
da admin il 11 Dicembre 2018 alle 10:38
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Bologna Fc, la BESTEMMIA di Poli non sfugge alla prova tv. Un turno di stop

L’espressione blasfema pronunciata nella gara di Coppa Italia contro il Crotone: Poli salterà il match del 13 gennaio contro la Juve. Intanto Inzaghi avrà tutta la rosa a disposizione per l’Empoli
Bologna, 7 dicembre 2018 – Iniziano ad arrivare le prime decisioni del Giudice Sportivo dopo il quarto turno di Coppa Italia, conclusosi ieri sera con la partita tra Torino e Sudtirol. E riguardano anche Andrea Poli, centrocampista del Bologna che, durante la sfida contro il Crotone – vinta agilmente dai rossoblù per 3 a 0 – è stato “chiaramente inquadrato dalle riprese televisive mentre proferiva un’espressione blasfema, individuabile senza margini di ragionevole dubbio”.

Il numero 16 dei felsinei, di conseguenza, dovrà scontare la giornata di squalifica, che gli impedirà di scendere in campo contro la Juventus il 13 gennaio per la partita che vale l’accesso ai quarti di finale. Decisiva la prova tv, che ha inchiodato Poli e che costringerà Inzaghi a pensare ad un sostituto per la gara contro i bianconeri.

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ALCOL E ALCOLISMO

Dic05
da admin il 5 Dicembre 2018 alle 13:30
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“Alcol e alcolismo: tra piacere e dipendenza” alla Biblioteca nazionale

La Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli ospita “Alcol e alcolismo: tra piacere e dipendenza”, il nuovo appuntamento delle “Scuole territoriali della salute emotiva e comportamentale”, gli appuntamenti divulgativi per condividere con i cittadini le idee e le buone prassi del benessere psichico, in programma giovedì 29 novembre alle 16.

«Si parla sempre più spesso dell’abitudine dei più giovani di consumare alcol e del rapporto che i ragazzi hanno con le bevande alcoliche e con le bevande energetiche, i cosiddetti “energy drink”, e pare che tra essi il “bere responsabilmente” non sia quasi per nulla contemplato – afferma il dottor Barretta –. Quasi 4 giovani su 10 non hanno idea dei danni che comporta l’assunzione di un mix di alcol ed energy drink. Mentre, negli Stati Uniti, l’abuso di alcolici non solo è la terza causa prevenibile di morte, ma è anche uno dei motivi più comuni di morti premature, con circa 88mila decessi l’anno stimati tra il 2006 e il 2010».

Le “Scuole territoriali della salute emotiva e comportamentale” sono promosse da “Health Point”, il progetto ideato dal direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, lo psichiatra Vincenzo Barretta, col sostegno del Rotary Club Napoli “Castel dell’Ovo”. L’iniziativa si avvale anche del supporto della Fondazione Istituto Antoniano, del Centro Studi “AdAstra”, della Fondazione Pellegrini e di Asso.Gio.Ca.

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ABUSO DI ALCOL: UNA PIAGA SOCIALE

Nov26
da admin il 26 Novembre 2018 alle 12:34
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Abuso d’alcol, una piaga sociale

Qualche bevuta il venerdì sera con gli amici, un goccetto in più a tavola per festeggiare un evento importante o, magari, un calice di vino la sera per rilassarsi dopo una giornata stressante. Abitudini legate alla nostra cultura, piccoli vizi che, se vissuti con responsabilità e moderazione, sembrano essere quasi innocui. Ma in alcuni casi, e purtroppo se ne contano tanti, può diventare una vera e propria dipendenza. Uno dei tanti modi per sfuggire alle preoccupazioni di una società in crisi, unica via per far svanire, almeno per qualche ora, la sofferenza, i sintomi della depressione o anche una semplice timidezza.

Dopo la ‘puntata’ dedicata all’uso e all’abuso di sostanze stupefacenti, il viaggio di Lucca in Diretta nel fenomeno delle dipendenze continua con un’altra grande problematica che, purtroppo, da tempo non riesce a scollarsi dalla nostra civiltà: l’alcol.
E i dati, anche se non sono allarmanti quanto le dipendenze da droghe, meritano senza dubbio di essere presi in considerazione. Sempre grazie alla guida della dottoressa Ellena Pioli, responsabile dell’unità funzionale sulle dipendenze della zona distretto della Piana di Lucca, i numeri saltano subito all’occhio: ben 183 i casi presi in carico dall’Asl, di cui – almeno fino al 30 settembre scorso – 136 uomini e 47 donne. Una disparità molto marcata, quella che si legge nelle tabelle, che segnalano anche una piccola ‘sorpresa’: abituati forse ai pregiudizi e alle pagine di cronaca, sfogliando il dossier ci si aspetterebbe di trovare un numero elevato di casi tra i giovani, ma non è così. Sono ‘solo’ 15, infatti, i soggetti tra i 20 e i 29 anni presi in carico dal servizio sanitario nazionale, mentre sotto i venti anni – almeno per adesso – non sono mai stati segnalati casi (anche se questo non esclude il fenomeno diffuso del binge drinking anche nei giovanissimi, ovvero l’assunzione in unbreve periodo di tempo di una grande quantità di alcol).

La dipendenza da alcol risulta infatti più marcata nelle fasce di età comprese tra i 40 e i 49 anni (ben 58 casi), seguiti dalla fascia 50-59 (47 casi) e da quella 30-39 che conta oggi 32 casi. Sono 31, invece, i casi tra gli over 60, di cui 4 sono addirittura ultrasettantenni. Come mai? Lo spiega la dottoressa Pioli: “I giovani arrivano qui da noi solo se segnalati dalle forze dell’ordine, nel maggiore dei casi quando devono recuperare la patente e frequentare obbligatoriamente un corso di recupero. Nei soggetti più anziani invece oltre al problema della dipendenza sorgono anche problemi di salute: oltre alla cosìddetta ‘demenza alcolica’ che tra i casi ha senza dubbio una percentuale minore, sono i danni epatici gli effetti dell’alcol più preoccupanti. Nella maggior parte dei casi i soggetti dipendenti da questa sostanza sono accompagnati qui dalla famiglia, l’unica a rendersi davvero conto della gravità della situazione. Molti dei casi arrivano qui quasi inconsapevoli di avere un problema”.

Anche nei casi presi in carico per età si nota una forte disparità tra uomini e donne (nella fascia 20-29 troviamo solo una giovane donna, mentre gli uomini sono ben 14). I casi presi in carico dal Sert sono tutti individui che bevono almeno un litro di alcol al giorno, compresi superalcolici. E’ il vino la bevanda più utilizzata: sono infatti ben 125 su 183 i soggetti che abusano di questa sostanza (di cui 92 uomini e 33 donne). La ragione è molto semplice: in questi tempi di crisi, sia economica che sociale, il vino è senza dubbio l’alcolico più economico messo in commercio. A farne uso, purtroppo, sia per riscaldarsi nei mesi invernali che per alleviare le pene della solitudine, anche i senzatetto e le persone in gravi situazioni di povertà, spesso prese in carico dai volontari dell’unità di strada della Croce Rossa di Lucca che all’interno del suo comitato ha organizzato anche diversi corsi di sensibilizzazione al problema della dipendenza da alcol. A seguire, tra le sostanze alcoliche più ‘gettonate’, senza dubbio la birra (con 40 casi), superalcolici (12 casi) e cocktail vari (6 casi). Ma, come ha sostenuto anche la dottoressa Pioli, i soggetti affetti da dipendenza da alcol fanno abuso di più di una di queste sostanze. Le statistiche, infatti, rilevano solo il ‘male’ peggiore dei casi. Chi beve superalcolici, ad esempio, durante la giornata abusa anche di vino o di birra. L’alcol, molto spesso, diventa anche un modo per ‘rimpiazzare’ altre dipendenze: come noto, molti dipendenti da eroina consumano questa droga mixandola con alcolici o, come spesso accade, l’alcol diviene proprio una nuova dipendenza in periodi di recupero, in assenza di sostanze stupefacenti.

Uno sguardo va anche alla nazionalità dei casi presi in carico dall’Asl: tra i 183 casi 146 sono italiani (di cui 109 uomini e 37 donne), mentre gli stranieri sono 37 (27 uomini e 10 donne). Tra gli stranieri la nazionalità prevalente è quella marocchina, che conta 9 casi, a seguire quella polacca (4 casi) e quella rumena (4 casi). Sono 22, invece, le nazionalità che presentano meno incidenza: tra i più giovani si notano soggetti provenienti dai paesi dell’est Europa e dal centro Africa, ma non mancano all’appello anche il sud America e i paesi del nord Europa.

È molto raro che i casi presi in carico dall’Asl debbano frequentare una comunità di recupero. Solitamente, come ha spiegato la dottoressa Pioli, queste persone entrano a far parte di gruppi seguiti da educatori, una vera e propria equipe specializzata per questo tipo di dipendenze che aiuta a far comprendere quanto l’alcol possa creare non solo problemi sociali ma anche di salute. I danni al fegato, come molte altre patologie, tendono a emergere circa dieci anni dopo l’inizio dell’abuso. Non da sottovalutare il fatto che molti alcolisti spesso fanno anche uso di nicotina. Un mix micidiale che, a lungo andare, può portare conseguenze anche molto gravi e altamente disabilitanti. L’abuso a lungo termine di alcol può infatti causare cirrosi epatica, pancreatite cronica, epilessia, polineuropatia, ma anche malattie cardiache, carenze nutrizionali e persino disfunzioni sessuali. Talvolta queste complicanze possono portare ad un esito fatale. Nei gruppi di ascolto e in quelli organizzati dal personale sanitario, esistono soprattutto programmi indirizzati alla riduzione del rischio di recidive. Questi gruppi di ‘supporto’, se così si vogliono definire, spesso vengono organizzati anche per i familiari dei soggetti dipendenti, spesso le uniche vere grandi ‘vittime’ di questo abuso. Nella Piana, oltre al gruppo di alcolisti anonimi e al Cat, il club alcolisti in trattamento, esistono anche numerosi punti di ascolto: per citarne alcuni, il centro del distretto di Marlia, quello del Campo di Marte e il centro al Piaggione, tutti con la presenza di operatori dell’Acat (Associazione dei club alcologici territoriali).

Un problema, quello dell’abuso di alcol, che necessita ancora di molta sensibilizzazione. Gli alcolisti più anziani iniziano a bere in modo inadeguato in risposta per lo più a fattori di stress psicosociale e a situazioni di generico disagio esistenziale. La perdita di un ruolo forte nella società con l’arrivo della pensione, la solitudine, rimpianti ma anche rimorsi. Tra i più giovani invece, oltre allo sballo, tra alcune cause dell’alcolismo senza dubbio la perdita del posto di lavoro o un lavoro precario e i traumi legati alle separazioni. Leggendo gli ultimi dati della Caritas in merito al problema dell’emarginazione sociale e della povertà, purtroppo l’alcolismo sembra essere ancora un mostro quasi impossibile da sconfiggere, legato profondamente alla crisi economica e sociale dei nostri tempi. Nessuna ordinanza contro il degrado o provocazione politica, di fatti, è ancora riuscita a alleviare il problema.

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UN QUINDICENNE SU 4 SI DROGA

Nov19
da admin il 19 Novembre 2018 alle 11:49
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Un quindicenne su 4 si droga
Il 10% fuma tabacco, il 25% beve

A 15 anni il 10% dei ragazzi trentini fuma abitualmente (il 43% ha sperimentato il fumo di sigaretta). Già un giovane su quattro (il 25%) assume alcol settimanalmente. «Magari in piccole dosi, ma sappiamo già che questi dati presuppongono un consumo cronico di alcolici. Parecchio diffusa in Trentino anche la moda di “assumere smodatamente diversi bicchieri di alcolici in una sola volta” (binge drinking)», precisa Silva Franchini del Dipartimento di prevenzione dell’Apss.

Ancora, il 39% dei nostri 15enni afferma di essersi ubriacato almeno una volta nella sua vita. Mentre il 40% dei tredicenni ed il 12% degli undicenni dichiarano di aver «provato» l’alcol.

Il quadro tracciato ieri in occasione del convegno «Ricostruiamo una comunità educante – La prevenzione del disagio nei giovani» delinea uno stato di allerta (non di emergenza). All’interno del quale non manca una marcata attenzione al problema delle droghe. «Almeno un quindicenne su quattro – aggiunge Franchini – fa uso di droga. E questo consumo non è solo sporadico, ma ripetuto nel tempo. Non solo è aumentata la quota dei “curiosi”, ma anche di chi riferisce di averla consumata per più di due volte (si tratta del 9%)».

Dall’indagine Hbsc 2014 sui comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare a cura dell’Osservatorio provinciale per la salute emergono anche alcuni dati sul bullismo inteso nella sua accezione più ampia (qualsiasi atto che crea disagio, anche momento di esclusione): il 25% dei giovani a 11 anni lo ha subìto, mentre a 13 anni un ragazzo su quattro ha partecipato ad un episodio di bullismo. E, a quindici anni, sempre il 25% dei giovani dichiara di aver partecipato ad una rissa o ad un contrasto fisico.

Ecco, quindi, che il Comune di Trento insieme a vari soggetti pubblici, privati e del terzo settore ha sottoscritto ieri l’accordo preliminare per la realizzazione del progetto #Daimuoviamoci. Il quale ha come obiettivo principale quello di «prevenire le dipendenze ed il disagio giovanile attraverso una serie di azioni mirate in grado di promuovere stili di vita sani e «alternative positive» a tutto ciò che crea dipendenza (alcol, droga, bullismo, fumo, ritiro sociale, autolesionismo, dipendenza da internet o da relazioni virtuali)».

In particolare, ad apporre la firma sul documento insieme all’amministrazione comunale sono stati: l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) e l’Associazione auto mutuo aiuto (Ama), il Punto famiglie e il Centro servizi volontariato Trentino (Csv), l’associazione Uisp del Trentino e il Comitato provinciale del Coni, il Forum delle associazioni familiari del Trentino.

Da sottolineare che durante il convegno è stato presentato il modello islandese «Planet Youth». «Grazie a cui in soli vent’anni – dice la presidente dell’Ama Cecilia Dalrì – il dilagare delle problematiche adolescenziali di alcol, fumo e droga è stato notevolmente ridotto, arrivando a percentuali più basse che nel resto di Europa. E questo anche con metodi «duri, quali l’introduzione del coprifuoco dai 13 ai 16 anni e la collaborazione stretta tra mondo scolastico e genitori, l’introduzione di divieti e la creazione di attività extrascolastiche che coinvolgono appieno i ragazzi».

Va detto che nel maggio del 2012 l’amministrazione comunale ha sottoscritto un’«alleanza» che ha consentito di promuovere azioni e buone prassi nell’ottica di prevenzione delle dipendenze dal gioco d’azzardo.

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