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GIOVANI INCIVILI “ALCOLICI”

Set17
da admin il 17 Settembre 2018 alle 11:31
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Giovani incivili “alcolici” scatenati anche a Quartu: bottiglie rotte ed escrementi al Poetto

Giovani incivili “alcolici” scatenati anche a Quartu: bottiglie ed escrementi al Poetto, nella zona di S’Arena. Una vergogna, secondo i tanti frequentatori del litorale che ieri mattina si sono trovati di fronte a uno spettacolo indecoroso: “Nessun rispetto neanche per i bambini”, dicono in coro tantissimi nostri lettori. Lo scenario è stato praticamente identico a quello trovato a Cagliari al terrapieno, dopo un sabato notte di bagordi: una distesa enorme di bottiglie di birra, cartacce, resti di pizza e cartoni di hamburger. ” E poi multano i proprietari dei cani, 200 euro per un quattrozampe senza guinzaglio”, commentano alcuni sulla pagina Fb del nostro giornale. “Ma è questa la gioventù adesso?”.

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PROVA TV INSUFFICIENTE PER BENASSI

Set10
da admin il 10 Settembre 2018 alle 11:11
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Benassi, niente prova tv per bestemmia: immagini insufficienti

Niente prova tv per bestemmia per Marco Benassi. Contro il centrocampista della Fiorentina non è stato aperto alcun procedimento disciplinare nonostante le proteste dell’Udinese. Secondo quanto riportato da FirenzeViola il giudice sportivo ha ricevuto le immagine dell’episodio, ma non ha aperto alcun procedimento perchè le immagini fornite non bastavano a garantire con certezza il fatto che Benassi abbia o meno bestemmiato.

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I DANNI DELL’ALCOL E DEL FUMO

Set10
da admin il 10 Settembre 2018 alle 11:05
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Alcol e fumo danneggiano le arterie già nell’adolescenza

Alcol e fumo iniziano a produrre i loro danni a livello cardiovascolare anche se si è molto giovani. Le arterie di chi beve e fuma, anche a basse quantità, iniziano a indurirsi già durante l’adolescenza, come ha dimostrato uno studio dell’università di Bristol condotto su adolescenti di 17 anni e pubblicato sullo European Heart Journal. Le arterie che si induriscono sono uno dei fattori che aumenta il rischio di avere problemi al cuore e ai vasi sanguigni, come ictus e infarto, in età adulta. Il dato positivo è che se i ragazzi smettono di fumare o bere, le loro arterie tornano normali. La ricerca è stata condotta sui dati raccolti tra il 2004 e 2008 di 1266 ragazzi, di cui sono state analizzate le abitudini al bere e fumo in diverse età – 13, 15 e 17 anni – cioè la quantità di sigarette fumate e l’età in cui avevano iniziato a bere alcol. Si è così osservato un aumento dell’indurimento delle arterie in chi fumava, anche in basse quantità, e in chi beveva alcol.

Ovviamente chi nella sua vita aveva fumato più di 100 sigarette o fatto ‘abbuffate di alcol’ (il cosiddetto binge driking) aveva una maggiore incidenza di arterie indurite, rispetto a chi aveva fumato meno di 20 sigarette o bevuto meno di due alcolici al giorno. “Abbiamo visto che l’abitudine di bere e fumare durante l’adolescenza, anche a bassi livelli rispetto a quelli dell’età adulta – commenta John Deanfield, coordinatore dello studio – é associata ad un indurimento delle arterie e una progressione dell’arteriosclerosi. Se però i ragazzi smettono di fumare e bere durante l’adolescenza, le loro arterie tornano normali. Ciò ci dice che c’è la possibilità di proteggere le arterie già in giovane età”.

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LA CATTIVA ABITUDINE DEI GIOVANI CHE SVILUPPA DIPENDENZA

Set03
da admin il 3 Settembre 2018 alle 12:28
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Abbuffate alcoliche: la cattiva abitudine dei giovani che sviluppa dipendenza

Le abbuffate alcoliche o “binge drinking”, il bere tanto tutto in una sera, è un’abitudine sempre più diffusa tra i giovani.

Una pratica molto dannosa, tuttavia, perché potrebbe portare allo sviluppo di alcol-dipendenza.

A dimostrarlo è uno studio della Fondazione policlinico universitario Gemelli Irccs – Università Cattolica di Roma, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” e curato da Giovanni Addolorato, direttore dell’Unità operativa semplice di area (Uosa), e da Antonio Gasbarrini, direttore Area gastroenterologia e oncologia medica.

Lo studio ha coinvolto 2.704 giovani tra i 13 e i 20 anni d’età, che frequentavano le scuole superiori della Capitale e di altre città del Lazio.

L’analisi ha dimostrato che “il ‘binge drinking’ spesso ritenuto – sottostimandone la reale pericolosità – un ‘normale passaggio adolescenziale’ è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcol-dipendenza”.

I ragazzi hanno compilato questionari per valutare il loro consumo di bevande alcoliche, fumo, uso di droghe e il quadro psicologico individuale.

Circa l’80% del campione ha dichiarato di “consumare bevande alcoliche”. La maggior parte dei giovani coinvolti nell’indagine non era mai stata informata né dai familiari né dal personale sanitario sui “rischi connessi al consumo di bevande alcoliche” in considerazione, soprattutto, della giovane età. Il 6,1% dei soggetti intervistati presentava un disturbo da uso di alcol, in particolare il 4,9% una diagnosi di abuso di alcol mentre il rimanente 1,2 % una di dipendenza da alcol.

“La quota dei ragazzi con diagnosi di alcol-dipendenza era esclusivamente presente nel gruppo di giovani habitué del ‘binge drinking’ – afferma Addolorato – mentre era assente in chi non era solito a questo comportamento; questo indica che il ‘binge drinking’ è un fattore di rischio molto forte per lo sviluppo di dipendenza da alcol nei ragazzi”.

“Il binge drinking – ricordano gli esperti del Gemelli – è una modalità di assunzione di alcolici che nell’ultimo decennio si è notevolmente diffusa nel nostro Paese anche fra gli adolescenti.

È caratterizzata dall’assunzione di oltre 4-5 unità alcoliche (drink) in unica occasione e in breve tempo, lontano dai pasti e per avvertire gli effetti psicotropi del cosiddetto “sballo”.

Un’unità alcolica, pari a circa 12,5 grammi di etanolo, corrisponde a circa 125 millilitri (ml) di vino a media gradazione (quindi un bicchiere) o 330 ml di birra (una lattina o una bottiglia) o 30 ml di super alcolici (un bicchierino da bar)”.

“I dati osservati – sostiene Addolorato – dimostrano che le abbuffate alcoliche rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo da uso di alcol e in particolare di dipendenza da alcol, e indicano che, verosimilmente, fra qualche anno dovremo confrontarci con un aumento di incidenza di patologie alcol-correlate nella popolazione oggi giovanile, che nel frattempo sarà diventata adulta”.

Per prevenire tutto ciò è auspicabile, secondo gli esperti, che vengano “incrementati programmi informativi adeguati a divulgare agli adolescenti i rischi connessi al consumo di bevande alcoliche e al ‘binge drinking'”.

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RISCHIO ALCOOL: GIOVANI E ADOLESCENTI A RISCHIO CELEBRALE

Lug11
da admin il 11 Luglio 2018 alle 13:42
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Uno studio condotto nella Finlandia orientale ha dimostrato che il consumo moderato-pesante tra i giovani adulti è associato a cambiamenti nel loro profilo metabolico. La ricerca ha anche dimostrato che alcune delle concentrazioni di metaboliti alterate erano correlate con riduzioni del volume di materia grigia del cervello, in particolare tra le giovani donne che bevevano molto. I risultati fanno luce sulle implicazioni biologiche del consumo di alcol durante l’adolescenza e potrebbero contribuire allo sviluppo di nuove terapie. Lo studio ha coinvolto 37 giovani adulti che vivono nella Finlandia orientale con una storia di dieci anni di consumo di alcool moderato-pesante.

L’autore dello studio Noor Heikkinen (Università della Finlandia orientale) e colleghi hanno utilizzato la spettrometria di massa con cromatografia liquida mirata per determinare i profili metabolici del siero e la risonanza magnetica (MRI) per valutare il volume di materia grigia nel cervello. Come riportato nella rivista Alcohol, i cambiamenti nel profilo degli aminoacidi e il metabolismo energetico sono stati osservati tra il gruppo di bere moderato-pesante, rispetto al gruppo di controllo. È stato riscontrato che il gruppo da moderato a pesante ha aumentato le concentrazioni sieriche di 1-metilistamina, un composto formato nel cervello dall’istamina. Inoltre, questo aumento di 1-metilistamina, così come un aumento della creatina (un composto coinvolto nella fornitura di energia) sono stati associati con una riduzione del volume di materia grigia di cervello tra le donne. Heikkinen ha speigato: “I nostri risultati suggeriscono che la produzione di istamina è aumentata nel cervello degli adolescenti che bevono alcolici. Questa osservazione può aiutare nello sviluppo di metodi che consentano di rilevare gli effetti avversi causati dall’alcol in una fase molto precoce. Forse, potrebbe anche contribuire allo sviluppo di nuovi trattamenti per mitigare questi effetti avversi “. Heikkinen sottolinea inoltre che le alterazioni nel profilo dei metaboliti sono state osservate anche tra gli adolescenti che consumavano alcolici a un livello socialmente accettabile e nessuno dei partecipanti era stato diagnosticato come dipendente dall’alcol. I risultati suggeriscono che il consumo di alcol, anche a un livello basso può avere un effetto negativo sui giovani, sia sul loro metabolismo che sul loro volume di materia grigia.

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