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Alcol e droga, a Piacenza 3mila ricoveri ogni anno: 300 sono di giovani sotto i 24 anni

Ott14
da admin il 14 Ottobre 2019 alle 15:17
Postato in: Blog

Ogni anno a Piacenza sono quasi 3mila gli accessi in pronto soccorso per intossicazioni da alcol e droga. Una buona parte, circa 300, riguarda giovani sotto i 24 anni.

E’ il bilancio presentato da Antonio Agosti, referente di Tossicologia dell’ospedale di Piacenza, che racconta la situazione davanti alla quale si trovano giornalmente medici ed operatori dell’ospedale cittadino. Numeri che si mantengono costanti da 5-6 anni – spiega Agosti – e che riguardano principalmente l’abuso di alcol”.

Il quadro si complica quando si deve avere a che fare con droghe e sostanze stupefacenti, spesso mischiate con alcolici. “Nel periodo primaverile-estivo abbiamo registrato un incremento anomalo di ingressi, annualmente sono 5-6, per intossicazione con sostanze psicoattive. Parliamo di 4 casi di persone tra i 20 e i 30 anni: uno in particolare è stato quello di un ragazzo che inconsapevolmente aveva assunto un oppiaceo”. “Non credo comunque che negli ultimi tempi girino più sostanze rispetto a prima – aggiunge -; piuttosto oggi c’è una maggiore attenzione verso questo tipo di situazioni”.

Conferme in questo senso arrivano anche da Antonio Mosti, direttore del Ser.dp Piacenza (Salute Mentale e Dipendenze Patologiche): “Negli ultimi anni le persone che si rivolgono a noi sono più o meno lo stesso numero, una percentuale sempre piuttosto alta. L’eroina la fa sempre da padrone, ma va detto che abbiamo notato un aumento per quanto riguarda le dipendenze da cocaina e cannabis. Per i ragazzi che vanno dai 15 ai 25 anni abbiamo percorsi specifici di riabilitazione”.

Nel vasto mondo degli stupefacenti, oggi gli occhi sono puntati sul fentanyl. “Un oppioide – spiega Mosti – che in Usa ha fatto 400mila morti in 10 anni, particolarmente diffuso anche in Europa dell’Est e che si teme possa arrivare anche in Italia. Questo farmaco – rileva -, che nasce come analgesico, viene spesso “tagliato” con l’eroina o altre droghe, avendo un costo inferiore: il problema è che è molto più potente ed anche una dose può risultare letale”.

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Giovani e alcol, la lettera: «Se non ti stordivi uscivi dal gruppo, le bottiglie comprate dai genitori»

Ott10
da admin il 10 Ottobre 2019 alle 16:44
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L’intervento di una lettrice in merito all’inchiesta del Corriere Bergamo su giovani e alcol. «In compagnia shottini e cocktail. Io non li volevo, una mia amica mi suggerì di fingere di bere»

Gentile direttore,
seguendo la vostra inchiesta sull’alcol e i giovani, apprendo amaramente che le cose non sono per nulla cambiate rispetto ai tempi della mia adolescenza (una quindicina di anni fa), anzi, la situazione mi sembra persino peggiorata. A tal proposito vorrei raccontare la mia esperienza di ragazzina che si è sempre rifiutata di stordirsi con cocktail e shottini come molti miei coetanei. Allora mi sentivo una sfigata, oggi ci vedo qualcosa di eroico, perché scegliere di non bere ha significato uscire dalla compagnia, perdere la mia migliore amica e passare molti sabati sera chiusa in casa. È iniziato tutto nell’estate della terza media, il periodo delle prime volte: primo giro in scooter, primo assaggio di vodka, primo tiro di sigaretta. Si sperimenta, come penso sia giusto a quell’età, ma poi non si ha la possibilità di scegliere: se vuoi continuare a farlo sei nei gruppo, altrimenti fuori. «Fai finta di bere», mi ha suggerito un’amica a cui avevo confidato la mia contrarietà alle abitudini della compagnia. L’ho fatto una volta, due, ma il bicchiere non si svuotava da solo, mentre cresceva il malessere di sentirsi diversa, talvolta giudicata, sempre fuori posto. Avevo due strade: adattarmi o lasciare. Ho scelto di andarmene. Se uscivo, cercavo di non passare davanti al bar o al parco dove si ritrovava il gruppo perché temevo di essere presa in giro. Al liceo mi sono fatta nuovi amici: quasi tutti apprezzavano un drink in discoteca, nessuno però aveva l’abitudine di ubriacarsi, anche se per qualcuno, diventato maggiorenne, era normale accompagnare in discoteca il fratello quindicenne che nascondeva nel baule superalcolici da bere nel parcheggio del locale. «Ma tu non gli dici niente?», ho chiesto una volta a una mia amica. Ha fatto spallucce. Dopotutto, alcuni genitori portavano borse di alcolici alle feste di capodanno. Tutto normale. Io continuavo a non amare rum o vodka, ma l’equazione «alcol uguale figo» non mi abbandonava, era dentro di me: se ordinavo un tè freddo ero a disagio, se giravo per il locale sorseggiando qualcosa di alcolico mi sentivo più attraente. «Che assurdità», dico oggi che sono una donna con un’identità ben formata. «Ho corso un pericolo», rifletto pensando a quando ero adolescente e volevo l’approvazione del gruppo. Con un carattere più fragile e una famiglia diversa non so come sarebbe andata a finire.

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Alcol: per l’OMS giovani bevono troppo anche se meno dei genitori

Ott07
da admin il 7 Ottobre 2019 alle 18:28
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GINEVRA, 2 OTTOBRE – Non sono rassicuranti i dati sul consumo di alcol nel mondo forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, soprattutto per quanto riguarda i giovani. se infatti in alcuni paesi si nota una decrescita del fenomeno, in altri il consumo resta alto.

Per l’organizzazione delle Nazioni Unite più di un quarto dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni consumano alcol regolarmente, e tra questi circa 22 milioni vivono in Europa, 22 milioni in Africa, 37,9 milioni nel Sud-Est asiatico, 29,9 milioni nelle Americhe e ben 41,9 milioni nell’area del Pacifico occidentale. Cifre che riflettono più o meno il consumo generale dell’alcool in queste macro regioni. Tuttavia se è vero che secondo i dati rivelati dall’OMS, nel rapporto fra alcol e giovani diminuisce l’abuso di alcolici, i giovani comunque continuano a bere molto.

Più in particolare: i giovani europei tendono a bere di meno rispetto agli adulti, mentre in Australia i giovani bevono di più degli adulti. Per quanto riguarda il discorso dell’abuso di alcol fra i giovani, è più alto nei paesi ad alto reddito, quindi Europa, Stati Uniti, Canada e Australia. Le percentuali sono sopra al 20%, ma nonostante questo la media è più bassa fra i giovani rispetto agli adulti: siamo a 13,6% nei giovani e 18,2% negli adulti.

Tuttavia, nonostante questi dati, la tendenza nell’abuso di alcolici sembra che stia diminuendo: In Europa si è scesi dal 46% al 33,9% nel corso degli ultimi 15 anni. Tale diminuzione si è registrata anche nei giovani fra i 15 e i 19 anni, anche se in maniera meno marcata: si è passati dal 35,1% al 24,1%.

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Multare chi bestemmia

Set30
da admin il 30 Settembre 2019 alle 11:11
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Genova, la proposta del consigliere comunale: “Multare chi bestemmia”
“Non solo multe per divieto di sosta ma anche per chi bestemmia”. Parte da Palazzo Tursi la crociata di Francesco De Benedictis, consigliere di Direzione Italia che al prossimo consiglio comunale presenterà un’interpellanza sul “Piano di Contrasto alla Bestemmia”.
“Una provocazione per lanciare un messaggio soprattutto ai giovani – spiega – Sono allenatore di calcio da più di quarant’anni, ormai le imprecazioni sono sdoganate anche tra i giovanissimi e spesso gli arbitri fanno finta di nulla”.
Così il consigliere presenterà giovedì la richiesta per sapere se esiste “Un piano di contrasto a questa pessima ed incivile abitudine- spiega – A Saonara, in provincia di Padova, è stato modificato il regolamento della polizia locale e chi viene sorpreso a bestemmiare contro le divinità di qualsiasi credo rischia una sanzione fino a 400 euro. Qui a Genova esiste un regolamento in merito? E se esiste viene applicato? “.
Dal 1999 la bestemmia non più reato ma è considerato un illecito amministrativo con una sanzione che varia da 51 a 309 euro ma solo se l’imprecazione è rivolta nei confronti di Dio .

“Valuterò la risposta dell’assessore competente e deciderò se presentare una mozione per chiedere modifiche al regolamento – conclude De Benedictis- E’ una questione di etica e di rispetto del prossimo”.

vietato

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Campionato regionale 2° Categoria

Set26
da admin il 26 Settembre 2019 alle 12:05
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