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Alcolismo giovani

Dic16
da admin il 16 Dicembre 2025 alle 15:34
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Il boom dei trapianti di fegato tra i giovani riaccende l’allarme sull’alcol

Il consumo problematico di alcol sta colpendo fasce d’età sempre più giovani, con conseguenze devastanti sulla salute epatica. I giovani e i giovanissimi che mostrano gli effetti dell’abuso di alcol sono sempre di più – l’aumento più significativo si registra nella fascia di età che va dai 20 ai 30 anni – e stanno crescendo vertiginosamente i ricoveri e i trapianti di fegato correlati all’abuso alcolico. È l’allarme che hanno lanciato gli specialisti dell’Ospedale San Camillo Forlanini durante il recente convegno nazionale “Target Fegato – Innovazione terapeutica e approccio integrato alle malattie del fegato” che si è tenuto a Roma, nelle scorse settimane.

L’alcol: una droga socialmente accettata

Parte del problema risiede in una percezione distorta che la nostra società ha dell’alcol. A differenza di altre sostanze psicotrope, l’alcol gode di un’accettazione sociale pressoché totale, nonostante sia a tutti gli effetti una sostanza che agisce sul sistema nervoso centrale modificando percezione, umore e comportamento.

Nella cultura collettiva, bere alcolici viene associato a momenti di convivialità, celebrazioni e socializzazione. Per i più giovani, il consumo di alcol rappresenta spesso un rito di passaggio, una prova di coraggio o uno strumento per sentirsi parte del gruppo. Questa normalizzazione impedisce di riconoscere i reali pericoli legati al suo abuso e ritarda la consapevolezza del problema, sia a livello individuale che sociale.

Il fenomeno del binge drinking

Particolarmente allarmante è l’aumento del cosiddetto binge drinking tra i giovani. Questa pratica, che consiste nel consumare grandi quantità di alcol in un breve lasso di tempo, viene spesso percepita come un comportamento innocuo o addirittura divertente. In realtà, le conseguenze possono essere drammatiche.

Come ha sottolineato il Professor Adriano Pellicelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa Malattie del Fegato del San Camillo: “Vediamo ragazzi che arrivano con epatiti acute severe alcoliche. Il binge drinking, spesso percepito come un comportamento innocuo, può portare in tempi brevissimi a quadri clinici gravissimi”.

I numeri parlano chiaro: oltre il 40% dei ricoveri nel reparto di Malattie del Fegato è oggi correlato all’abuso di alcol. Ma è l’abbassamento dell’età media dei pazienti a destare maggiore preoccupazione, come conferma anche il Professor Giuseppe Ettorre, direttore dell’Unità Operativa Complessa Chirurgia Generale e dei Trapianti: “Il nostro Centro Trapianti ha già superato i 100 interventi dall’inizio dell’anno. Sempre più spesso riguardano pazienti giovani,e per questo la prevenzione deve tornare centrale, soprattutto nelle scuole”.

Sempre più giovani in ospedale

I dati raccolti tra il 2022 e il 2025 mostrano che l’età media dei ricoverati per patologie epatiche alcol-correlate si è attestata sotto i 60 anni. Gli under 50 rappresentano oltre il 14% dei ricoveri nel quadriennio, con un picco allarmante del 22,4% nel 2025.

Ancora più preoccupante è l’aumento dei ricoveri nella fascia 20-30 anni per epatite acuta alcolica, un fenomeno che era praticamente assente prima della pandemia. Sebbene gli under 40 rappresentino circa il 3% del totale, il trend è in netta crescita e riguarda patologie che fino a pochi anni fa si manifestavano in età molto più avanzata. Inutile ricordare che, quando arrivano in ospedale, queste persone hanno già abusato per anni dell’alcol e probabilmente hanno sviluppato una vera e propria dipendenza.

L’impatto sui trapianti di fegato

Lo stesso trend riguarda i trapianti, i pazienti che hanno bisogno di un simile intervento sono sempre più giovani e sempre più spesso presentano problematiche legate a comportamenti a rischio o difficoltà sociali. La cirrosi alcolica, un tempo considerata una malattia dell’età matura, sta colpendo persone nel pieno della loro vita.

La gravità della situazione emerge chiaramente analizzando i dati. Dal 2018 al 2024, la percentuale di interventi per cause alcoliche è più che raddoppiata, passando dal 15-20% a quasi il 40%. L’anno di svolta è stato il 2021, e nel solo 2024 ben 48 trapianti (quasi la metà dei 106 effettuati dall’Ospedale) erano correlati al consumo eccessivo di alcol.

Non solo danni fisici: il problema della dipendenza

Oltre ai devastanti effetti sulla salute fisica e in particolare sul fegato, non bisogna dimenticare che l’abuso di alcol porta allo sviluppo di una vera e propria dipendenza. L’alcol crea dipendenza sia fisica che psicologica, con meccanismi simili a quelli di altre sostanze d’abuso.

La dipendenza alcolica compromette la vita lavorativa, le relazioni affettive, la stabilità economica e il benessere psicologico della persona. Chi sviluppa una dipendenza da alcol si trova intrappolato in un circolo vizioso dal quale è estremamente difficile uscire senza un adeguato supporto specialistico.

L’alcol non è una sostanza innocua e il suo abuso può avere conseguenze irreversibili, specialmente quando inizia in giovane età. Di fronte a un simile scenario, è fondamentale lavorare sulla prevenzione, attivando delle campagne di informazione nelle scuole e sensibilizzando le famiglie. Per chi ha già sviluppato un rapporto problematico con l’alcol, è essenziale sapere che esistono percorsi di cura specializzati. Il recupero dalla dipendenza alcolica è possibile, ma richiede un approccio multidisciplinare che affronti sia gli aspetti medici che quelli psicologici e sociali.

Bestemmia calcio

Dic10
da admin il 10 Dicembre 2025 alle 8:57
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“Basta bestemmie in campo”

Un gruppo di tifosi de La Vittoriosa ha inviato una mail alla federazione per segnalare l’episodio

“Basta bestemmie sui campi da calcio”. Da Occhiobello, i tifosi della società locale, La Vittoriosa, evidentemente stanco di partecipare alle partite, dagli spalti dei campi di categoria, intrappolato in un concerto di bestemmie e frasi blasfeme che fanno riflettere.

Al punto da sottoporre alla Federazione, attraverso una mail, richieste di provvedimenti severi proprio in relazione a questo tipo di comportamento: “Mi permetto di scrivere alla vostra attenzione in qualità di cittadino e appassionato di calcio dilettantistico – scrive un tifoso a nome di tanti appassionati – per segnalare gravi problemi di comportamento in campo e gestione arbitrale nel campionato di Seconda categoria. In particolare, durante la partita Grignano – La Vittoriosa del 30 novembre scorso, diversi giocatori, hanno pronunciato ripetutamente bestemmie e protestato per tutta la durata dell’incontro senza che l’arbitro intervenisse in maniera adeguata. Episodi simili, purtroppo, si verificano regolarmente in molte partite, creando un ambiente inaccettabile, soprattutto in presenza di bambini”.

“Sto inviando contestualmente una mail di segnalazione alla delegazione di Rovigo e agli arbitri coinvolti e ritengo necessario che anche il ministero dello sport prenda atto della situazione e valuti interventi concreti per garantire il rispetto delle regole e la tutela dei partecipanti. Chiedo pertanto che la segnalazione venga presa in considerazione e che vengano adottati provvedimenti urgenti e adeguati, affinché episodi del genere non si ripetano. La questione non si limiterà a una semplice segnalazione, è indispensabile un controllo serio e interventi concreti da parte degli organi competenti”.

Il senso della segnalazione è chiaro, così come le motivazioni che hanno spinto questi tifosi ad agire concretamente per evitare che questo tipo di comportamenti continuino. Staremo a vedere, difficile pensare che gli organi competenti possano glissare rispetto a un problema che, effettivamente, in alcune situazioni è davvero sconcertante. Vedere sventolare qualche cartellino rosso in più potrebbe funzionare da deterrente. Nel frattempo complimenti a questi tifosi che, a quanto pare, hanno raggiunto il limite della sopportazione.

Alcolismo giovani

Dic10
da admin il 10 Dicembre 2025 alle 8:53
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Giovani, nel rapporto Ocse situazione preoccupante per fumo, alcol, droghe e sedentarietà.

Il Rapporto Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) rivela una allarmante situazione italiana. I giovani sono ai primi posti in Europa per consumo di fumo, alcol e droghe e registra record negativi negli under 20, con il terzo posto per fumatori quindicenni e il secondo per consumo di alcol tra gli adolescenti. Sono preoccupanti anche la diminuzione della attività fisica e il peggioramento della qualità dell’aria. Una situazione che segnala rischi crescenti per la salute pubblica e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Il nuovo capitolo del Rapporto “Health at a Glance Europe” dell’Ocse, fornisce indicatori aggiornati sulla salute delle popolazioni e sulle prestazioni dei sistemi sanitari nei 38 Paesi membri. Dedicato ai determinanti non sanitari della salute, mostra un quadro preoccupante per il nostro Paese, che in diversi indicatori si colloca nelle posizioni peggiori tra i Paesi industrializzati, segnalando rischi crescenti per la salute collettiva. I record negativi negli stili di vita degli adolescenti, dal fumo all’alcol, dalla sedentarietà alle droghe, rappresentano un allarme che non può essere ignorato.

Senza interventi urgenti e mirati di prevenzione e promozione della salute, il nostro Paese rischia di vedere crescere esponenzialmente il proprio carico di malattie croniche nei prossimi anni con conseguenze gravi, non solo per il benessere dei cittadini, ma anche per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Le cause principali dei decessi prematuri sotto i 75 anni, sono le malattie dell’apparato circolatorio e il cancro, rappresentando quasi la metà di tutti i decessi nei Paesi Ocse.

Fumo: Italia sopra la media Ocse. Record di fumatori tra i 15enni

Nel 2023, il 14,8% della popolazione sopra i 15 anni nei Paesi Ocse, fuma quotidianamente. L’Italia si colloca ancora più sotto di questa percentuale, sfiorando il 20% e collocandosi tra i Paesi europei con tassi superiori alla media. Come nel resto di Europa, anche in Italia, i fumatori uomini sono più numerosi delle donne.

Seppure in calo negli ultimi anni, l’Italia è ancora il terzo Paese dell’area Ocse per numero di 15enni con il vizio del fumo.

Sotto la media Ocse, invece, la percentuale di italiani che usa prodotti “svapo”. In questo caso, il trend è comune a tutti i Paesi Ocse, con un consumo crescente negli anni per questi prodotti.

Consumo di sostanze illecite: l’uso di droghe è una delle principali cause di mortalità prevenibile.

L’uso di droghe è una delle principali cause di mortalità prevenibile ed è associato a numerose patologie acute e croniche, oltre ad un rischio maggiore di overdose. Nel 2021, l’uso di droga è stato responsabile del 5,1% dei decessi causati da malattie non trasmissibili prima dei 70 anni, nei Paesi Ocse. Cannabis, oppiacei e cocaina sono tra le droghe più utilizzate. Nell’ultimo decennio, si sono osservati notevoli aumenti nell’uso di cocaina, trainati principalmente dai trend in Nord America, Sud America ed Europa. Nel 2023, circa il 9% delle persone in età compresa tra 15 e 64 anni, aveva fatto uso di una droga illecita nell’ultimo anno, principalmente cannabis. I tassi più elevati sono stati riscontrati in Australia, dove quasi il 18% delle persone tra i 15 e i 64 anni aveva consumato una droga illecita nell’ultimo anno, e negli Stati Uniti, dove la percentuale era del 25%.

L’Italia risulta essere il sesto Paese tra quelli Ocse per uso di sostanze illecite in quella fascia di età e supera la media Ocse, sia nel consumo di cocaina che di oppioidi. Inoltre, un dato in evidenza, siamo il quarto peggior Paese dell’area Ocse nel consumo di cannabis tra i 15enni, che risulta in crescita negli ultimi anni.

Alcol: consumo italiano moderato, ma è allarme tra gli adolescenti L’Italia si conferma tra i Paesi con consumo di alcol moderato, ma anche per quanto riguarda il consumo episodico eccessivo di alcol tra gli over 15. Preoccupante il consumo di alcol tra gli adolescenti. Un campanello di allarme rimarcato anche dal tasso di stato di ebbrezza ripetuta tra gli adolescenti che risulta il quarto peggiore risultato dell’intera area Ocse.

Attività fisica: troppa sedentarietà Il nostro Paese ha il sesto peggior risultato per insufficiente attività fisica quotidiana tra gli adulti. Anche la percentuale di quindicenni che riferiscono di svolgere almeno un’ora di attività fisica da moderata a intensa ogni giorno è la più bassa dell’area Ocse ed il dato è peggiorato tra il 2014 ed il 2022.

Obesità: Italia ancora virtuosa, ma con tendenza negativa

L’Italia rimane uno dei Paesi con minor prevalenza di obesità adulta, insieme a Corea, Francia e Svizzera. Il rapporto Ocse sottolinea come l’obesità e il sovrappeso giovanile stiano aumentando anche nel nostro Paese, una tendenza osservata anche a livello europeo.

Ambiente: qualità dell’aria, ancora una sfida per l’Italia

Il capitolo evidenzia la persistenza di esposizioni ambientali dannose, specialmente l’inquinamento atmosferico che rappresenta un determinante fondamentale della salute pubblica. L’Italia, come altri Paesi della Europa meridionale, rimane tra gli Stati Europei più colpiti per livelli di particolato fine ed impatti correlati.

Alcolismo giovani

Nov12
da admin il 12 Novembre 2025 alle 11:02
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Dipendenze, Gen Z la più colpita: 1 giovane su 4 consuma sostanze. 910 mila si sballano regolarmente

Oltre 160.000 studenti tra i 15 e i 19 anni “poli consumatori”. Nel 2024 scoperte 79 nuove sostanze psicoattive. Sipad: “emergenza silenziosa”

Sono cinque milioni gli italiani a rischio dipendenza, 1 giovane su 4 consuma sostanze e sono 910mila quelli che “si sballano” regolarmente. Solo nell’ultimo anno sono state identificate 79 nuove sostanze psicoattive. 

L’emergenza silenziosa

Quattro milioni di italiani sopra gli 11 anni bevono alcol a livelli rischiosi per la salute, mentre un milione sono consumatori dannosi. Particolarmente preoccupante è l’aumento dell’80% delle donne consumatrici negli ultimi dieci anni. Questi i numeri di “un’emergenza sanitaria silenziosa” forniti dalla Società Italiana Patologie da Dipendenza (Sipad) che affronterà il tema nel corso del suo annuale congresso in programma a Roma dal 19 al 21 novembre.

I numeri

Secondo l’Agenzia dell’Unione Europea per le Droghe (EUDA) e l’Oms, il consumo di sostanze causa 600.000 decessi evitabili all’anno nel mondo, tra overdose, malattie correlate, incidenti e suicidi.
In Italia la Gen Z paga il prezzo più alto: 910.000 giovani si sballano regolarmente, rappresentando il 25% della loro fascia d’età.

“Non possiamo più permetterci di guardare altrove. Questi numeri raccontano storie di persone, famiglie, comunità intere che hanno bisogno di risposte concrete. Il nostro congresso sarà l’occasione per condividere le migliori pratiche, le innovazioni terapeutiche e le strategie di prevenzione più efficaci”, ha dichiarato il presidente di Sipad, Claudio Leonardi.

Oltre 160.000 studenti italiani tra i 15 e i 19 anni “poli consumatori”

In particolare, oltre 160.000 studenti italiani tra i 15 e i19 anni possono essere considerati ‘poli consumatori’, avendo fatto uso di almeno due sostanze psicoattive illegali, e tra questi si registrano un maggior consumo di cannabis associata a nicotina e alcol. 

La Società Italiana Patologie da Dipendenza denuncia inoltre la situazione dei Servizi pubblici per le Dipendenze (Serd) che hanno attualmente in carico circa 135.000 persone. Di queste, il 59% sono consumatori di eroina, il 27% di cocaina e crack, il 13% di cannabinoidi, mentre l’1% presenta dipendenze comportamentali come gioco d’azzardo patologico, internet, social media e sesso.  Le comunità terapeutiche hanno registrato un’utenza di circa 24.000 unità.  C’è infine, “un sommerso preoccupante”, che non emerge nelle statistiche ufficiali, fatto di 500.000 persone, soprattutto giovani, a rischio per comportamenti fuori dal loro controllo. 

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Alcolismo giovani

Ott31
da admin il 31 Ottobre 2025 alle 14:56
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Le ragazze hanno superato i ragazzi nell’abuso di alcol

Psicofarmaci senza ricetta, gioco d’azzardo ai massimi storici, cocaina e abuso di alcol (con le ragazze che dopo la pandemia hanno superato negli eccessi i ragazzi). Uno studio Espad Italia su un campione di 20 mila studenti delle scuole superiori evidenzia le dipendenze più diffuse tra i giovanissimi e la necessità di insistere sulla prevenzione. Un convegno organizzato a Rimini dalla Comunità Papa Giovanni XXIII ha messo in luce le sfide aperte.

In Italia la dipendenza più diffusa tra i giovanissimi riguarda il gioco d’azzardo che ha raggiunto nel 2024 i livelli più alti sempre, in particolare con il 57% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni che lo hanno provato nonostante sia vietato ai minori. Per quanto riguarda le sostanze, la più abusata tra i giovanissimi rimane l’alcol: il 30% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha avuto almeno una ubriacatura. I consumi di alcol, in particolare degli eccessi alcolici, continuano a crescere e aumentano gli studenti che fanno il primo uso di alcol a 14 anni. Da segnalare poi un cambiamento di genere: dopo la pandemia, le ragazze hanno superato i ragazzi negli eccessi alcolici: il 32,5% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha avuto almeno un’ubriacatura contro il 30% dei ragazzi. Si tratta di un dato nuovo rispetto allo storico». Sono alcuni dei dati elaborati da uno studio su un campione di oltre 20mila studenti delle scuole superiori, riportati da Sabrina Molinaro, ricercatrice.

In 45 anni di attività la comunità di don Oreste Benzi, sacerdote tra i pionieri delle comunità terapeutiche in Italia, ha salvato dalla schiavitù delle dipendenze patologiche 10mila persone in Italia e 1.600 all’estero nelle comunità in Argentina, Albania, Bolivia, Brasile, Cile, Croazia e Russia. Al convegno hanno portato il loro contributo medici, psichiatri e sociologi chiamati a relazionare sui fattori che portano all’uso di sostanze. I numerosi specialisti sono intervenuti sul rischio connesso al “normalizzare” i comportamenti che creano dipendenza patologica. Tra gli altri, è intervenuto anche il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano che ha richiamato l’impegno del governo italiano che si appresta ad affrontare il tema nella Conferenza Nazionale sulle dipendenze che si terrà a Roma il 7 e 8 novembre.

Allarme psicofarmaci senza prescrizione medica

Dopo l’impennata seguita alla pandemia, si è assistito a una diminuzione dei ragazzi che fanno uso di sostanze illegali, contrazione da imputare principalmente alla diminuzione nell’uso di cannabis. Quest’ultima rimane la sostanza illegale più diffusa, usata dal 21% dei ragazzi. Infatti, tra gli studenti che hanno utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso del 2024, l’84% ha usato esclusivamente cannabis. Di questi un quarto comincia ad avere comportamenti problematici a causa della frequenza dell’uso.

Un dato che desta preoccupazione riguarda l’impennata che ha avuto negli ultimi anni l’uso di psico-farmaci senza prescrizione medica. Se per le altre sostanze l’andamento è tutto sommato stabile, per quanto riguarda gli psico-farmaci senza prescrizione medica negli ultimi anni c’è un vero allarme. L’abuso tra i giovanissimi, in particolare da parte delle ragazze, di queste sostanze è pari al 12%. Queste vengono usate sia per cercare lo sballo sia per migliorare il proprio rendimento scolastico.

Il 10% degli studenti fa uso di Nps – acronimo inglese di “nuove sostanze psicoattive” – che mimano gli effetti delle sostanze stupefacenti organiche come la cannabis sintetica o la cocaina sintetica. Ogni anno in Italia se ne scoprono di nuove, i precursori arrivano da Cina e India per essere assemblati in fatiscenti laboratori dell’Est Europa per essere infine introdotte nel mercato europeo.

Riconoscere la prevenzione tra i Livelli essenziali di assistenza

«Oggi il livello di diffusione della cocaina sta raggiungendo la dimensione che aveva l’eroina negli anni ’80», ha detto nelle conclusioni Ugo Ceron, il coordinatore del convegno. «Abbiamo osservato l’esplosione del gaming e la dipendenza da videogiochi online, per questo sappiamo che è importante insistere sulla prevenzione. Quest’ultima è però sempre legata a progetti provvisori, bandi perlopiù annuali, invece noi dovremmo avere progettualità dai tre ai cinque anni per garantire un’azione efficace. Abbiamo un’ottima legge sui Lea – i livelli essenziali di assistenza –, le prestazioni sanitarie garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, ma occorre riconoscere tra i Lea anche la prevenzione».

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