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Dietro l’alcolismo giovanile…

Dic12
da admin il 12 Dicembre 2013 alle 10:46
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Ecco alcuni passi tratti dalle dichiarazioni di Roberta Agabio, responsabile del Centro di Studio dell’Abuso Alcolico dell’Università di Cagliari, e Clara Cicalò, managing editor della rivista «Medicina delle Dipendenze» ed autrici dello studio pubblicato nel volume “Io e l’alcolismo”…

«L’alcolismo non è un vizio ma una malattia cronica, influenzata da fattori genetici, psicosociali e ambientali. In altre parole il figlio di un alcolista non nasce tale ma è “predisposto” all’alcolismo, con una probabilità quattro volte più alta rispetto al figlio di genitori non alcolisti. In generale l’assunzione di alcol è più diffusa tra gli uomini che tra le donne. In Italia è stato valutato che il consumo a rischio è più frequente per gli uomini nelle classi medio-basse, mentre per le donne nelle classi medio-alte».

Una patologia che è anche una piaga sociale che coinvolge sopratutto i più giovani. «In genere, la prima bevanda alcolica viene assunta tra i 12 e i 14 anni e il primo episodio di intossicazione da alcol si verifica tra i 14 e i 18. I primi problemi correlati al bere si manifestano tra i 18 e i 25 anni, l’alcolismo si instaura tra i 23 e i 33 anni. Verso i 40 anni si ricerca un trattamento presso una struttura sanitaria».

Ed infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’alcol “il killer numero uno per i giovani”: «in Europa – aggiungono le autrici – il 25% delle morti di giovani di sesso maschile, sotto i 30 anni di età, è dovuto all’alcol. A causa dell’inesperienza nella guida, gli incidenti stradali legati al consumo di questa sostanza costituiscono la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni».

Incidenti stradali ma non solo. «Qualsiasi quantità di alcol, assunta sia in un tempo breve (in acuto) che ripetutamente nel tempo (cronicamente) comporta dei rischi per la salute, direttamente correlati all’entità della dose. In acuto, l’alcol riduce l’attenzione, la vigilanza, il senso di giudizio e la capacità di prendere una decisione, con una gravità correlata alla quantità assunta. Le principali conseguenze del consumo di alcol in acuto sono rappresentate dall’aumentato rischio di incidenti sia stradali sia in ambito lavorativo, o di situazioni pericolose quali, ad esempio, rapporti sessuali non protetti, risse, aggressioni, utilizzo di sostanze psicoattive illegali o crimini. In particolare, è stato calcolato che oltre la metà di tutti gli omicidi viene effettuata sotto l’effetto dell’alcol (assunto dagli assassini o dalle vittime), come pure il 60% delle violenze sessuali e circa il 40% delle aggressioni».

Tanti però sono i rimedi a disposizione. «I migliori risultati si ottengono sfruttando tutti gli strumenti disponibili, ovvero la terapia farmacologica, le terapie di supporto psicosociale e i gruppi di auto-aiuto. Globalmente, i risultati dei trattamenti dell’alcolismo sono incoraggianti. È stato calcolato che, nei dodici mesi successivi a un trattamento, un quarto dei pazienti si astiene completamente e gli altri comunque riducono il proprio consumo di alcol»

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Troppe bestemmie: cinque espulsi e sconfitta a tavolino

Dic09
da admin il 9 Dicembre 2013 alle 9:36
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Non si può certamente non essere d’accordo con questo direttore di gara, molte più partite dovrebbero avere lo stesso esito finale…

Incredibile ma vero, è successo nella provincia di Trento. La partita tra Vermiglio e Ozolo Maddalene, gara di recupero dell’ultima giornata del girone D del torneo di Seconda Categoria, è durata poco meno di 70 minuti. Poi il direttore di gara (il cui nome è sconosciuto: nessuna delle due società ricordava il nome dell’arbitro e sul sito dell’Aia non è presente la designazione della gara in oggetto) ha dovuto sospendere il match. Campo impraticabile? Assolutamente no. Un grave infortunio che impediva ai calciatori di proseguire la partita con la giusta serenità? Nemmeno. Problemi legati alla sicurezza personale con l’arbitro che si sentiva minacciato da giocatori o spettatori (ogni tanto, purtroppo, capita)? Acqua acqua. Il motivo è molto più semplice: l’Ozolo Maddalene, che in quel momento conduceva la gara per 1 a 0, era rimasto con sei giocatori sul terreno di gioco. La rosa corta e gli infortuni non c’entrano proprio nulla in questo caso: la squadra nonesa ha infatti subito cinque espulsioni (più quella del tecnico e del direttore sportivo dalla panchina) nell’arco di trequarti di gara. E tutte (tranne quelle dei due “panchinari”) per la medesima motivazione: linguaggio blasfemo. E a quel punto arriva anche il triplice fischio.

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SOS GIOVANI: il consumo di alcool cresce tra gli adolescenti

Dic09
da admin il 9 Dicembre 2013 alle 9:27
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L’Italia è sempre più simile all’Inghilterra e ai paesi nordici, almeno per quanto riguarda le abitudini connesse all’assunzione di bevande alcoliche. Il consumo di queste ultime aumenta drammaticamente tra i giovanissimi del nostro paese (anche tra i pre-adolescenti), senza distinzione di genere.

Il modello anglosassone del bere è sempre più popolare anche a latitudini mediterranee, l’assunzione di bevande alcoliche è sempre più ritualizzata (consumo nei weekend, fino all’ubriachezza), esasperata per quantità (rispetto al consumo qualitativo di un bicchiere di quello buono tipico della nostra cultura) e disgiunta dai pasti (il consumo di vino a pasto è, ma forse era, un’abitudine più squisitamente nostrana).

Dal rapporto internazionale emerge che il 47% dei ragazzi e il 30% delle ragazze italiani dichiara di consumare alcolici almeno una volta alla settimana.

Un dato che posiziona l’Italia al quinto posto in Europa, dietro soltanto a Malta, Ucraina, Inghilterra e Scozia, nazioni – Inghilterra a parte – molto meno popolose dell’Italia e la cui cultura sociale è storicamente più propensa al consumo di (super)alcolici.

E’ ora che tutti, istituzioni comprese si muovano unite verso una chiara direzione ed affrontino quello che sta diventando un problema serio, diffuso e devastante per la società e la nuova generazione italiana!

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Il discorso di Papa Francesco sullo sport – 23 Novembre 2013

Dic03
da admin il 3 Dicembre 2013 alle 11:58
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Oggi vi riportiamo il discorso di pochi giorni fa che il nostro Papa Francesco ha pronunciato di fronte ai Delegati dei Comitati Olimpici Europei, a Roma in occasione della 42ma Assemblea Generale.

“Cari membri dei Comitati Olimpici Europei, buongiorno!

sono lieto di accogliervi in occasione della vostra Assemblea. In particolare saluto il vostro Presidente e il Presidente del Comitato Internazionale, e li ringrazio per le loro parole. Attraverso di voi, vorrei esprimere il mio apprezzamento a quanti, a livello europeo, sono impegnati a favorire, attraverso lo sport, lo sviluppo delle persone e la fratellanza sociale.

Il legame tra la Chiesa e lo sport è una bella realtà che si è consolidata nel tempo, perché la Comunità ecclesiale vede nello sport un valido strumento per la crescita integrale della persona umana. La pratica sportiva, infatti, stimola a un sano superamento di sé stessi e dei propri egoismi, allena allo spirito di sacrificio e, se ben impostato, favorisce la lealtà nei rapporti interpersonali, l’amicizia, il rispetto delle regole. È importante che quanti si occupano di sport, a vari livelli, promuovano queivalori umani e religiosi che stanno alla base di una società più giusta e solidale. Questo è possibile perché quello sportivo è un linguaggio universale, che supera confini, lingue, razze, religioni e ideologie; possiede la capacità di unire le persone, favorendo il dialogo e l’accoglienza. Questa è una risorsa molto preziosa!

Desidero incoraggiare le istituzioni e le organizzazioni, come la vostra, che propongono, specialmente alle giovani generazioni, itinerari sportivi di formazione alla pace, alla condivisione e alla convivenza tra i popoli. È tipico dell’attività sportiva unire e non dividere! Fare ponti e non muri. Anche i cinque anelli intrecciati, simbolo e bandiera dei Giochi Olimpici, stanno proprio a rappresentare lo spirito di fratellanza che deve caratterizzare la manifestazione olimpica e la competizione sportiva in generale.

Quando lo sport viene considerato unicamente secondo parametri economici o di conseguimento della vittoria ad ogni costo, si corre il rischio di ridurre gli atleti a mera mercanzia da cui trarre profitto. Gli stessi atleti entrano in un meccanismo che li travolge, perdono il vero senso della loro attività, quella gioia di giocare che li ha attratti da ragazzi e che li ha spinti a tanti veri sacrifici e a diventare campioni. Lo sport è armonia, ma se prevale la ricerca smodata del denaro e del successo questa armonia si rompe.

Voi, come dirigenti olimpici, siete chiamati a favorire la funzione educativa dello sport. Tutti siamo consapevoli della grande necessità di formare sportivi animati da rettitudine, rigore morale e vivo senso di responsabilità.

Formulo a tutti voi un sincero augurio per il vostro lavoro e invoco la benedizione del Signore su di voi, sui vostri familiari e su quanti prenderanno parte ai prossimi Giochi Olimpici e alle altre vostre iniziative. Grazie.

Adesso vorrei dare a tutti voi, a tutti quelli che voi rappresentate, a tutto il mondo dello sport, a quelli che si preparano per i prossimi Giochi Olimpici, la benedizione del Signore. Per tutti noi una benedizione piena di grazia e piena d’amore. Ognuno di noi preghi il Signore chiedendo questa benedizione…”

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Bestemmi? Scatta il cartellino azzurro, l’espulsione a tempo

Nov29
da admin il 29 Novembre 2013 alle 10:06
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Una splendida novità in casa Csi Bologna che da quest’anno nel calcio ha introdotto il cartellino azzurro: una nuova sanzione che colpisce chi bestemmia in campo e che, un po’ come nella pallanuoto, causa l’espulsione a tempo per il giocatore che la subisce.

Il calcio spesso modifica i propri regolamenti, come accaduto con il fuorigioco, ed anche la FIGC per migliorare i comportamenti sul campo dovrebbe prendere spunto, soprattutto nei campionati giovanili giocati dai nostri ragazzi!

Il ‘rosso’ previsto dal regolamento odierno non viene quasi mai applicato ed è per questo che una punizione significativa e simbolica potrebbe essere un giusto espediente a quello che è uno dei peggiori atteggiamenti sul campo. NO ALLA BESTEMMIA NEL CALCIO!

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