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Alcolismo giovani

Ago07
da admin il 7 Agosto 2025 alle 9:49
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La Gen Z dice no ad alcol e iperconnesione: si diffonde una nuova consapevolezza dei giovani

Come già avvenuto per l’alcol, anche lo smartphone sta perdendo appeal tra gli adolescenti europei. Secondo una recente indagine del Guardian su oltre 20.000 ragazzi in 18 Paesi, quattro adolescenti su dieci tra i 12 e i 15 anni hanno scelto di ridurre volontariamente l’uso del telefono, con un balzo dal 22% al 40% in soli due anni. Una tendenza che mostra una nuova maturità nell’approccio al benessere psicologico.

Meno alcol, più benessere: mocktail e socialità sana

L’analogia con il consumo di alcol è evidente. La Gen Z, secondo una ricerca AstraRicerche per Heineken Italia, beve meno rispetto ai Millennial, scegliendo spesso cocktail analcolici (mocktail). Il motivo è chiaro: i giovani sono sempre più consapevoli dei danni del binge drinking e cercano forme di socialità che non dipendano da sostanze esterne.

Alla base di questa scelta, come per il detox digitale, c’è la volontà di costruire relazioni più autentiche e un’idea di socialità legata soprattutto allo svago (62,6%), alla condivisione di passioni (45,4%) e di esperienze (44,1%). Oltre un terzo dei giovani associa la socialità anche al proprio benessere psicologico (37,9%), spiegando così l’attenzione crescente verso ciò che consumano.

Smartphone: la generazione “offline” cambia le regole

In parallelo, crescono le prove dell’impatto negativo dell’iperconnessione. Uno studio di Sapien Labs su oltre 100.000 giovani tra i 18 e i 24 anni mostra che chi ha avuto uno smartphone prima dei 13 anni è più incline a disturbi dell’umore, problemi di autostima e perfino ideazioni suicidarie. Tra le ragazze, i disturbi psicologici aumentano del 9,5%.

L’Olanda è diventata laboratorio di un grande esperimento sociale: dal gennaio 2024, ha vietato smartphone e dispositivi digitali nelle scuole. I risultati? Dopo 18 mesi, il 75% delle scuole segnala una migliore concentrazione, il 59% relazioni sociali più sane, il 28% migliori risultati scolastici. Una rivoluzione che parte dalle aule, ma si estende ai cortili, riducendo cyberbullismo e isolamento.

I divieti si estendono in Europa

Sulla scia olandese, molti Paesi europei hanno introdotto restrizioni all’uso degli smartphone a scuola, tra cui Francia, Portogallo, Italia, Regno Unito, Scozia, Finlandia, Lussemburgo, Germania e Spagna. L’Irlanda raccomanda il divieto fino a 12 anni per i telefoni e fino a 15 anni per i social media. In Norvegia, il 60% delle visite specialistiche per problemi mentali tra ragazze è diminuito grazie alle restrizioni.

La sfida dell’educazione digitale

Ma non basta vietare: servono strategie educative. “I ragazzi vanno aiutati a riflettere su come usare lo smartphone anche fuori dalla scuola”, spiega la psicologa Antonella Elena Rossi. È necessario insegnare a riconoscere fake news, comprendere le dinamiche dei social e usare consapevolmente la tecnologia, proprio come si educa al consumo responsabile di alcol.

Una generazione che riscrive le regole

La “generazione offline” non rinnega la tecnologia, ma ne vuole fare un uso più maturo. Dopo l’entusiasmo iniziale per il digitale, emerge una nuova fase: quella della selezione, dei confini, della priorità ai rapporti reali. In un mondo dove l’intelligenza artificiale e la dipendenza da schermi minacciano la salute mentale, i giovani stanno tracciando una rotta nuova.

Che si tratti di social media o alcol, la Gen Z manda un segnale forte: meno e meglio, per una vita più sana, consapevole e centrata sul benessere.

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Alcolismo giovani

Lug17
da admin il 17 Luglio 2025 alle 9:11
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Alcol, un ragazzo su cinque è a rischio
I numeri da brivido nel Fermano contenuti nel rapporto ministeriale. Tra i ventenni la percentuale si dilata fino al 36%
Il consumo di alcol è considerato una vera e proprio piaga della società, e anche il Fermano non esula da questo fenomeno che, secondo i dati del ministero della Salute, è in continua crescita anche tra i giovani.

Nel 2024 i residenti nella provincia di Fermo di età superiore a undici anni – il 21,2% degli uomini e il 9,1% delle donne – hanno bevuto quantità di alcol tali da mettere in pericolo la propria salute.

I consumatori a rischio sono aumentati, in particolare gli uomini. La fascia della popolazione in cui è stata registrata la più elevata frequenza di consumatori a rischio risulta essere quella dei minori, 16enni e 17enni, di entrambi i sessi – il 38,6% dei maschi e il 36,8% delle femmine – seguita dagli anziani maschi ultra sessantacinquenni: il 32,4% dei 65-74enni e il 30,2% degli ultra settantacinquenni.

Purtroppo il bere con il preciso oobiettivo di ubriacarsi rientra nella cultura delle happy hour, contesto in cui il consumo fuori pasto è già di per sé più dannoso per la salute, in particolare per donne, minori, giovani.

La Relazione al Parlamento riporta che, nel 2024, si sono stati registrati centodue accessi al pronto soccorso. Come già per gli anni precedenti, il 10,4% di tutti i ricorsi al Pronto soccorso riguarda minorenni. Per quanto riguarda i consumatori dannosi di bevande alcoliche nel Fermano, cioè coloro che hanno consumato alcolici secondo modalità che determinano un danno all’organismo, i maschi sono quasi il doppio delle femmine. Si tratta di dati i quali, secondo gli esperti, richiederebbero la necessità urgente di intercettazione precoce e cura; tuttavia programmi del genere risultano al giorno d’oggi a dir poco carenti.

Sebbene il consumo di quantità dannose di alcolici identifichi clinicamente un cosiddetto disturbo da uso di alcol, che richeiderebbe una necessità di trattamento assimilabile all’alcoldipendenza, nel 2024 risulta che addirittura il 91,8% dei consumatori dannosi – cioè la quasi totalità – non è stato intercettato, e non ha avuto accesso ad alcuna forma, se pur urgente, di intervento.

Percentuali altissime, che evidenziano l’entità del paradosso che circonda il consumo di alcol e la cultura dell’happy hour, estremamente diffusi e alla luce del sole, eppure gravati da effetti collaterali che invece si consumano prevalentemente lontano dai riflettori.

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Alcolismo giovani

Giu10
da admin il 10 Giugno 2025 alle 17:31
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Abuso di alcol in adolescenza: difficoltà di apprendimento, calo dell’attenzione e danni alla memoria. A rischio 1,31 milioni tra gli 11 e i 24 anni

Secondo la Relazione al Parlamento sul consumo di alcol in Italia, pubblicata nel 2024, nel 2022 circa 8 milioni di italiani di età superiore a 11 anni hanno consumato alcol in quantità tali da esporre la propria salute a rischio. Nel 2022, circa 1,31 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni sono stati identificati come consumatori a rischio, di cui 650.000 minorenni. Il binge drinking ha interessato nel 2022 il 3,3% dei maschi e l’1,9% delle femmine tra gli 11 e i 17 anni. Tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, nel 2022, circa 660.000 sono stati identificati come consumatori a rischio.
Implicazioni per lo sviluppo cerebrale
Il cervello umano completa il suo sviluppo intorno ai 25 anni. L’assunzione di alcol durante l’adolescenza può interferire con questo processo, causando alterazioni nella struttura e nella funzione cerebrale.

Durante l’adolescenza, il cervello è coinvolto in processi di sviluppo che interessano, in particolare, l’area dell’ippocampo. In questa fase, si generano nuovi neuroni responsabili della memoria e dell’apprendimento. L’introduzione di alcol in questo periodo può interferire in modo significativo con tali processi.

Secondo uno studio pubblicato su Alcohol: Clinical and Experimental Research, il consumo precoce di alcol può attivare l’apoptosi neuronale, un meccanismo che determina la scomparsa di neuroni nelle aree cerebrali deputate alla gestione della memoria e delle capacità cognitive. Questo fenomeno può dare origine a diversi problemi, tra cui:

difficoltà di apprendimento;
calo dell’attenzione;
compromissione delle capacità decisionali;
danni alla memoria sia a breve che a lungo termine.
I neuroni danneggiati non possono essere rigenerati in modo completo, e questo processo non si interrompe automaticamente con la cessazione del consumo alcolico, ma può prolungarsi nel tempo.

Ripercussioni nell’età adulta
L’abuso di alcol durante la fase adolescenziale è associato a effetti duraturi nel corso della vita adulta. Le ricerche indicano una relazione tra il consumo frequente di alcol e l’insorgenza anticipata di patologie neurodegenerative. Tra queste, vi sono forme precoci di demenza e casi di Alzheimer diagnosticati prima dei 65 anni, per i quali l’esposizione giovanile all’alcol rappresenta un fattore di rischio.

Studi indicano che l’abuso di alcol in età adolescenziale può rallentare la sintesi della materia bianca, fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e danneggiare l’ippocampo, area cruciale per la memoria

Ruolo della famiglia e della società
La famiglia svolge un ruolo cruciale nella prevenzione del consumo precoce di alcol. Un ambiente familiare in cui l’alcol è presente in modo discreto e il suo consumo è moderato può influenzare positivamente le scelte dei giovani . Inoltre, programmi educativi e campagne di sensibilizzazione possono contribuire a ridurre l’accesso e l’attrattiva delle bevande alcoliche tra i minori

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Alcolismo giovani

Mag27
da admin il 27 Maggio 2025 alle 11:27
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«Obesità, alcolismo e depressione: un miliardo di adolescenti a rischio. Entro il 2030 problemi per uno su due»
In un contesto in cui gli adolescenti non sono mai stati così tanto numerosi l’attenzione delle politiche sanitarie a loro rivolte continua a essere «quasi inesistente»
La salute degli adolescenti è a un punto di non ritorno. Nessuna distinzione geografica, l’allarme si estende al mondo intero. Senza interventi tempestivi, nel 2030 un miliardo di giovani, circa uno su due, vivrà in contesti rischiosi per la salute.

Sul fronte dell’alimentazione, si stima che 464 milioni di adolescenti saranno sovrappeso o obesi e che un terzo delle ragazze soffrirà di anemia. Saranno invece quasi 200 milioni ad avere problemi con l’alcol e cresceranno vertiginosamente i disturbi legati alla salute mentale, con la drammatica e prima conseguenza dell’aumento dei suicidi: circa 42 milioni di anni di vita andranno persi. Lo indica l’analisi condotta dagli esperti della ‘Lancet Commission on adolescent health and wellbeing’ pubblicata sulla rivista The Lancet.

I finanziamenti globali
Ma c’è un altro dato paradossale che emerge dallo stesso report. In un contesto in cui gli adolescenti non sono mai stati così tanto numerosi – rappresentano un quarto della popolazione mondiale, ossia due miliardi – l’attenzione delle politiche sanitarie a loro rivolte continua a essere «quasi inesistente». Solo il 2,4% dei finanziamenti degli aiuti globali è stanziato per aumentarne il benessere. Eppure l’adolescenza, come sottolineano gli esperti, è una fase fondamentale dello sviluppo, forse la più critica.

Sebbene si siano registrati dei leggeri miglioramenti sul fronte della diminuzione del consumo di alcol e tabacco e su una maggiore scolarizzazione, «il peso della cattiva salute mentale degli adolescenti a livello globale è crescente», spiega la co-presidente della Commissione Sarah Baird della George Washington University di Washington.

Le nuove sfide degli adolescenti
Ma le sfide cambiano anche seconda dei Paesi: «il sovrappeso e l’obesità sono aumentati fino a otto volte in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia». E il futuro non è roseo. Gli adolescenti di oggi vivono nel mezzo di una ‘triplice crisi planetaria’, costituita dalla convivenza di cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e inquinamento. Anche il digitale presenta nuovi rischi. La gran parte delle interazioni sociali ed emotive si stanno spostando online, aumentando potenziali casi di «cyberbullismo, disinformazione ed esposizione a contenuti violenti, anche a sfondo sessuale». Resta forte, inoltre, l’impatto dei conflitti e delle diseguaglianze sociali. «Gli investimenti fatti su questa generazione di adolescenti determineranno il nostro futuro umano e planetario, nel bene e nel male. Il momento di agire è adesso», conclude il rapporto.

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Mag12
da admin il 12 Maggio 2025 alle 16:22
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