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Italia: dilaga a macchia d’olio con numeri sconcertanti | Colpisce soprattutto gli adolescenti

Mag19
da admin il 19 Maggio 2022 alle 17:59
Postato in: Blog

C’è un terribile allarme che si aggira nascosto nel nostro Paese che in molti tendono purtroppo a sottovalutare, nonostante i dati parlino di una vera e propria distruzione collettiva che purtroppo interessa anche i più giovani. 

Atteggiamenti e abitudini devastanti che fin dalla più giovane età condizionano in maniera pesante la vita di molte persone.

Si tratta della piaga dell’alcolismo, purtroppo sempre più diffusa in Italia. I dati del ministero della Salute parlano di 36 milioni di persone che in Italia fanno uso di alcol. Di questi, 20 milioni sono uomini e 16 milioni donne. Purtroppo però non è questo il numero più drammatico di tutti. Perché molto più preoccupante è quanto emerge sul numero di persone che sono a rischi di alcolismo, ben 8 milioni di italiani.

Un dramma che cresce ogni giorno

In sostanza la dipendenza da alcool è una di quelle più diffuse nel nostro Paese. Nonostante ciò, se ne dibatte in maniera sempre molto limitata tanto sui media quanto nell’opinione pubblica, quasi come se si dovesse convivere in maniera silenziosa con questa piaga, che uccide continuamente. Tecnicamente, si parla di individuo a rischio nel momento in cui si va oltre il consumo alcolico giornaliero stimato in un bicchiere di vino. Per le donne si considera circa la metà del consumo degli uomini, prima di eccedere il limite.

Un dato estremamente doloroso riguarda il fatto che tra coloro che sono in prima fila ttra i consumatori forti e compulsivi ci sono addirittura gli adolescenti, in particolare a causa della loro abitudine di consumare anche sei o più bevande alcoliche insieme, in un unica occasione, facendone una vera e propria abbuffata. Addirittura oltre 3,8 milioni di consumatori è abituato a fare dell’alcool questo tipo di abuso. Tra questi, uno su cinque hanno tra gli 11 e i 25 anni, un totale di 830mila adolescenti che consumano bevande alcoliche fino a giungere all’intossicazione.

La pandemia ha incrementato questo male

Si tratta perciò di un grave problema di salute collettiva che colpisce in maniera drammatica il nostro Paese con effetti devastanti per il futuro. Tanto nei giovani, il cui modo di intendere la vita e la stessa salute mentale e fisica pesantemente segnata da questo tipo di comportamenti. Oppure negli adulti, sempre più esposti al pericolo di cirrosi epatica, disturbi mentali e dipendenza.

Sono tre le categorie più segnati da questo dramma, spiega il quotidiano online Interris: minori, adolescenti e donne. Un numero pari a 750 mila minorenni, prevalentemente 16-17enni, sarebbe già ad oggi gravemente in pericolo. Senza contare che la pandemia avrebbe incrementare in maniera terrificante questo tipo situazione problematica.

L’isolamento dovuto ai vari lockdown ha infatti portato a un aumento incontrollato, con bevande ordinate online e utilizzate come “rimedio” alla frustrazione di dovere restare in casa, a volte in isolamento, oppure alla preoccupazione per avere perso il lavoro oppure per avere vissuto momenti di crisi relazionali.

“Preghiamo affinché tutte le persone sotto l’influenza delle dipendenze possano essere ben aiutate e accompagnate”, è stato uno degli inviti di Papa Francesco riferendosi alle dipendenze, e non possiamo che unirci alle sua parole di fronte a questo terribile male che aumenta ogni giorno di più.

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Alcolismo giovani

Mag19
da admin il 19 Maggio 2022 alle 8:52
Postato in: Blog

Italia: dilaga a macchia d’olio con numeri sconcertanti | Colpisce soprattutto gli adolescenti

C’è un terribile allarme che si aggira nascosto nel nostro Paese che in molti tendono purtroppo a sottovalutare, nonostante i dati parlino di una vera e propria distruzione collettiva che purtroppo interessa anche i più giovani. 

Atteggiamenti e abitudini devastanti che fin dalla più giovane età condizionano in maniera pesante la vita di molte persone.

Si tratta della piaga dell’alcolismo, purtroppo sempre più diffusa in Italia. I dati del ministero della Salute parlano di 36 milioni di persone che in Italia fanno uso di alcol. Di questi, 20 milioni sono uomini e 16 milioni donne. Purtroppo però non è questo il numero più drammatico di tutti. Perché molto più preoccupante è quanto emerge sul numero di persone che sono a rischi di alcolismo, ben 8 milioni di italiani.

Un dramma che cresce ogni giorno

In sostanza la dipendenza da alcool è una di quelle più diffuse nel nostro Paese. Nonostante ciò, se ne dibatte in maniera sempre molto limitata tanto sui media quanto nell’opinione pubblica, quasi come se si dovesse convivere in maniera silenziosa con questa piaga, che uccide continuamente. Tecnicamente, si parla di individuo a rischio nel momento in cui si va oltre il consumo alcolico giornaliero stimato in un bicchiere di vino. Per le donne si considera circa la metà del consumo degli uomini, prima di eccedere il limite.

Un dato estremamente doloroso riguarda il fatto che tra coloro che sono in prima fila ttra i consumatori forti e compulsivi ci sono addirittura gli adolescenti, in particolare a causa della loro abitudine di consumare anche sei o più bevande alcoliche insieme, in un unica occasione, facendone una vera e propria abbuffata. Addirittura oltre 3,8 milioni di consumatori è abituato a fare dell’alcool questo tipo di abuso. Tra questi, uno su cinque hanno tra gli 11 e i 25 anni, un totale di 830mila adolescenti che consumano bevande alcoliche fino a giungere all’intossicazione.

La pandemia ha incrementato questo male

Si tratta perciò di un grave problema di salute collettiva che colpisce in maniera drammatica il nostro Paese con effetti devastanti per il futuro. Tanto nei giovani, il cui modo di intendere la vita e la stessa salute mentale e fisica pesantemente segnata da questo tipo di comportamenti. Oppure negli adulti, sempre più esposti al pericolo di cirrosi epatica, disturbi mentali e dipendenza.

Sono tre le categorie più segnati da questo dramma, spiega il quotidiano online Interris: minori, adolescenti e donne. Un numero pari a 750 mila minorenni, prevalentemente 16-17enni, sarebbe già ad oggi gravemente in pericolo. Senza contare che la pandemia avrebbe incrementare in maniera terrificante questo tipo situazione problematica.

L’isolamento dovuto ai vari lockdown ha infatti portato a un aumento incontrollato, con bevande ordinate online e utilizzate come “rimedio” alla frustrazione di dovere restare in casa, a volte in isolamento, oppure alla preoccupazione per avere perso il lavoro oppure per avere vissuto momenti di crisi relazionali.

“Preghiamo affinché tutte le persone sotto l’influenza delle dipendenze possano essere ben aiutate e accompagnate”, è stato uno degli inviti di Papa Francesco riferendosi alle dipendenze, e non possiamo che unirci alle sua parole di fronte a questo terribile male che aumenta ogni giorno di più.

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Alcolismo giovani

Apr20
da admin il 20 Aprile 2022 alle 9:00
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Giovani in cura
per alcol e droghe
«Solo se costretti»

L’analisiIl centro di Asst fotografa la situazione

«Si mischiano eroina e cocaina, costano sempre di meno

E a noi sfuggono i consumatori di hascisc e marijuana»

Non è facile neppure per gli addetti ai lavori prevedere un aumento degli accessi al servizio per le tossicodipendenze di Asst Valtellina e Alto Lario, nella fase post emergenza pandemica, anche se l’allentamento delle misure restrittive e il venir meno del timore del contagio, sicuramente, andrà a favorire anche un ritorno di utenza nei centri di recupero sul territorio.

Tenuto conto che, il mercato illegale della droga è rimasto quanto più fiorente anche durante l’emergenza, con grande disponibilità di sostanze, eroina e cocaina in primis, e facilità di accesso alle medesime.

Tipologia

«La maggior parte dei nostri utenti sono per il 30% alcolisti e per un altro 30% dipendenti da eroina e cocaina – assicura Massimo Tarantola, direttore del Dipartimento Territorio e dipendenze di Asst Valtellina e Alto Lario -, si parla di circa 300 persone appartenenti alla prima categoria e altrettante alla seconda. Di tutte le età e di tutte condizioni sociali, perché ormai, la droga in particolare, dilaga sul mercato a prezzi molto accessibili».Si parla di 10 euro per una dose quotidiana di eroina, che possono arrivare fino a 30-40 euro per la cocaina anche se, attualmente va molto il mix, cioè un’assunzione mista di entrambe le sostanze.

«Ormai si parla di uso associato di eroina e cocaina, questo è lo standard attuale – spiega Tarantola – perché da una parte si assume cocaina perché dà la carica, la spinta che si cerca, mentre l’eroina dà quella tranquillità che nell’ottica del dipendente compensa l’effetto della cocaina. Un trend che discende anche da una strategia di mercato, perché, nel tempo, è stata prima eliminata l’eroina ed abbassato il prezzo della cocaina, poi, è stata reintrodotta l’eroina calmierando i prezzi, e, adesso, entrambe le sostanze, sono, per così dire, nell’ottica del dipendente, abbordabili, sul mercato, per cui vi si attinge a piene mani».

L’accesso

E il problema è dato dal fatto che molto raramente le persone dipendenti, sia da alcol sia da droghe, si rivolgono ai servizi in autonomia, spontaneamente. Niente affatto. Quando vi giungono, è perché sono obbligate da vincoli istituzionali.

«Di norma accade in seguito a ritiro o sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze o, ancora, in seguito all’adozione di provvedimenti di “messa alla prova” – dice Tarantola – in pratica si tratta di persone indotte da organismi terzi ad interrogarsi sulla sostenibilità, nel tempo, delle loro abitudini d’uso, capaci di far perdere loro in autonomia, sia dal punto di vista della mobilità sia del lavoro. Da qui la necessità di interrogarsi circa l’opportunità di autoregolamentarsi. Noi, infatti, non diamo una cura, non lavoriamo ad una guarigione, ma favoriamo nella persona dipendente il raggiungimento di una condizione di equilibrio».

Stupefacenti leggeri

Difficilmente arrivano al Sert, poi, persone dipendenti da droghe leggere, pure illegali, come cannabis e marijuana, a meno che non si tratti di assunzioni di ingenti quantitativi, casi che, in genere, approdano in Pronto soccorso o afferiscono ai servizi psichiatrici. Né c’è un collegamento diretto, naturale, fra utenti del Pronto soccorso e utenti del Sert.

«Chi arriva in Pronto soccorso in stato intossicazione etilica o da sostanze, spesso anche giovanissimi – dice Tarantola – non viene di default indirizzato al Sert, perché non c’è un obbligatorietà alla cura. Viene però invitato a rivolgersi a noi anche solo per assumere informazioni. Basti dire che solo l’1% dei nostri utenti sono minori, che giungono su segnalazione delle forze dell’ordine in quanto ritenuti frequentatori di ambienti in circolano sostanze».

Quel che è certo, però, è che la fascia degli assistiti dai Sert fra i 20 e i 25 anni è in aumento «è più frequentata che in passato – ammette Tarantola – e in questo caso anche il divario fra uomini e donne si attenua, tenuto conto che, di solito, l’utenza si divide su un 70% di uomini e un 30% di donne».

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Alcolismo giovani

Mar29
da admin il 29 Marzo 2022 alle 16:52
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“Abuso di alcol, casi in aumento tra i giovani”

La dottoressa Maura Tedici: “Con la pandemia è cresciuto il numero dei guidatori ubriachi. Stabile la dipendenza dalle droghe”

Il Covid ha cambiato le nostre abitudini e purtroppo anche aumentato certe dipendenze. Il consumo dell’alcol tra i più giovani è tra i fenomeni più preoccupanti. La dottoressa Maura Tedici, responsabile dell’unità complessa farmaco tossico dipendenze dell’ex Asl 11 di Empoli, analizza questi due anni di pandemia.

Lockdown, restrizioni, nuove regole hanno portato a un aumento delle dipendenze?

“Dobbiamo premettere che ciò che vediamo e registriamo al Sert non per forza corrisponde alla realtà. Qui arriva chi cerca un aiuto, e sono accessi volontari. Ma c’è poi tutta una platea che accede da altri canali: dalla prefettura, dalle misure alternative, o a causa del ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza. In quest’ultimo caso, dal 2019 a ora abbiamo riscontrato un aumento”.

La pandemia ha determinato un incremento di soggetti che abusano di alcol?

“Sicuramente c’è stato un aumento di giovani trovati alla guida con tasso alcolemico molto alto. Negli ultimi due anni abbiamo registrato il 14% in più di accessi di soggetti tra i 19 e i 25 anni. I locali chiusi hanno fatto diminuire aperitivi e bevute dopo cena all’esterno, ma hanno probabilmente favorito il consumo nelle case private. I giovani si ritrovavano a casa di amici e dopo aver bevuto troppo si mettevano alla guida”.

L’aumento dell’abuso di alcol ha riguardato anche fasce d’età più alte?

“In coloro che già frequentavano il Sert è stato riscontrato un peggioramento della loro dipendenza. Molti hanno riferito di aver bevuto più del solito nel periodo di lockdown. L’accesso al servizio, in generale, è aumentato di circa il 12%. L’età media è di 45 anni. Le pubblicità e le promozioni sui social del consumo, in particolare di vino, nel periodo del lockdown, con consegne a domicilio, non sono state d’aiuto a chi già aveva la tendenza a bere”.

Sul consumo delle droghe i numeri cosa dicono?

“Che i consumatori di eroina e cannabis sono rimasti sostanzialmente stabili. La dipendenza da eroina, in particolare, non è mai decresciuta ma neppure aumentata. I soggetti dipendenti entrano ed escono dal nostro servizio. Per venirne del tutto fuori ci vogliono diversi anni. Un’attenzione maggiore va data alla dipendenza della cocaina, perché coca e alcol spesso vengono consumati insieme. Lo dimostrano i casi di violenza, di femminicidi, in cui l’aggressore quasi sempre ha entrambe le dipendenze”.

E la dipendenza dal gioco d’azzardo?

“La pandemia non l’ha fatta aumentare. Con la chiusura delle sale slot e le restrizioni negli spostamenti, gli amanti del gioco hanno avuto meno occasioni a disposizione. Nei due anni di emergenza sanitaria abbiamo riscontrato anche un altro aspetto, che per certi versi ci ha sorpreso”.

Quale?

“Tutti i nostri pazienti, cocainomani, eroinomani, alcolisti, non hanno mai manifestato insofferenza durante gli accessi al servizio, nonostante le nuove norme. Da soggetti con dipendenze importanti ci si poteva aspettare comportamenti diversi, invece hanno sempre rispettato le regole: distanziamento e uso della mascherina, attese all’esterno in tutte le condizioni atmosferiche. Solo un numero esiguo dei pazienti non si è vaccinato. Tutti coloro che hanno avuto un inserimento lavorativo si sono sottoposti al vaccino. Molti hanno anche svolto volontariato in servizi di supporto alla lotta contro il Covid, sentendosi parte della comunità”.

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Alcolismo giovani

Mar23
da admin il 23 Marzo 2022 alle 17:13
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Alcolismo, il Ministero della Salute: quasi 9 milioni gli italiani a rischio, 800mila sono minori

Sono più di 64.500 gli alcoldipendenti presi in carico da servizi nel 2020

Sono oltre 8 milioni e 600mila i consumatori a rischio di avere una dipendenza da alcol in Italia e oltre 64.500 le persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi sanitari nel 2020. In particolare “circa 800.000 minorenni e 2.500.000 di over 65 sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate e la prevalenza degli uomini è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età a eccezione dei minorenni”.

Questi i dati della Relazione sugli interventi realizzati nel ’21 su alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento e presentata alla Conferenza Nazionale Alcol 2022.

Tra i comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche il fenomeno del binge drinking, o assunzione di numerose bevande alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo, «rappresenta tra i giovani l’abitudine più diffusa e consolidata, raggiungendo i valori massimi tra i 18-24enni».

E la tendenza è in crescita. «Nel 2019 il fenomeno riguardava il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età. Nel 2020 ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età».

Questi alcuni dati della Relazione sugli interventi realizzati nel 2021 in materia di alcol, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento.

E’ vero che negli ultimi anni c’è stata una tendenziale diminuzione nel consumo di alcol ma aumentano i consumi di tipo diverso e le «sfide alcoliche». Inoltre, si contano 3mila ricoveri in Pronto soccorso per intossicazione da alcol soprattutto tra giovanissimi. Lo ha affermato il ministro per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, alla Conferenza nazionale sull’alcol.

«Il 76% degli studenti tra 15 e 19 anni fa consumo di una bevanda alcolica nella vita, il 71% ne ha fatto consumo nei 12 mesi precedenti l’indagine e il 43%nell’ultimo mese», ha sottolineato.

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