• Blog
  • DONA IL 5 X MILLE
  • Aziende Sostenitrici
  • Società supporter
  • Contatti
RSS
              

ALCOLISMO GIOVANI

Set07
da admin il 7 Settembre 2022 alle 17:03
Postato in: Blog

Abuso di alcol: “Nei giovani le sostanze tossiche si accumulano più facilmente”

Il rischio nei giovanissimi è elevatissimo e può risultare fatale. Come spiega la dottoressa Imma Florio, si può andare in coma anche assumendo birra. Ecco perché

Per molti giovani assumere alcol fuori dai pasti è diventata un’abitudine consolidata. Non solo aperitivi e birra, ma anche amari e superalcolici sono alla portata di ragazzi e adolescenti. Le conseguenze possono essere pericolosissime, come dimostra il caso del 13enne che è finito in ospedale in coma etilico dopo aver ingerito della vodka. Ma quali conseguenze può comportare l’assunzione di alcolici sugli adolescenti? Lo abbiamo chiesto alla pediatra Imma Florio.

Dottoressa Florio, come mai i bambini e gli adolescenti sono più soggetti ad andare in coma etilico?

“L’alcol supera la barriera ematoencefalica molto facilmente nei bambini, perché è più‘ immatura’. In loro non sono presenti quegli enzimi epatici che rendono l’alcol digeribile: maturano con l’età e riducono l’accumulo se funzionano al meglio. Fermo restando che possono andare in coma anche gli adulti se superano un certo limite di assunzione, nei bambini e negli adolescenti i meccanismi metabolici, essendo meno maturi, fanno sì che le sostanze tossiche si accumulino più facilmente e rendono più probabile un coma anche con piccole quantità”.

I bimbi e gli adolescenti posso andare in coma anche assumendo birra?

“Ci sono diversi fattori scatenanti: dipende se lo stomaco è pieno di cibo o meno, dalla gradazione e dalla quantità della birra ingerita. Comunque non si può generalizzare, dipende sempre da come un determinato individuo risponde a quella determinata sostanza. Un ragazzo di 16 anni può rispondere a un bicchiere di birra, leggera o forte in un certo modo, mentre un bambino sotto i 10 anni in un altro modo. Dipende anche dalle condizioni fisiche del soggetto che assume quella quantità di alcol, anche se minima”.

Fino a che età non si deve bere alcol?

“Secondo me fino a 16-17 anni”

Di coma etilico, se non preso in tempo, si può morire?

“Anche subito purtroppo. Determinate conseguenze possono dipendere anche dal mix di droga e sostanze stupefacenti”.

Come mai i ragazzi abusano di alcol così presto?

“Per molte ragioni, dalla noia alla solitudine, dallo sballo al bullismo. I ragazzi sono vittime di un circuito anche poco comprensibile nel mondo di oggi, si sentono soli”.

Le conseguenze e gli effetti sulla crescita dei giovanissimi?

“Le conseguenze possono essere epatiche, come un’epatopatia cronica che porta nel tempo, dopo anni, alla cirrosi e alla morte; e cerebrali, dipende dall’inizio dell’età di assunzione delle sostanze, vedi la sindrome feto-alcolica, e il tempo di esposizione all’alcol. Per i giovanissimi che abusano di alcol le conseguenze sono rimediabili, a patto che non ci sia un’assunzione cronica”.

 Comment 

ALCOLISMO GIOVANI

Ago31
da admin il 31 Agosto 2022 alle 18:17
Postato in: Blog

Il consumo di alcol per i giovani comporta solo rischi per la salute e nessun beneficio

La discussione sugli effetti dell’alcol sulla salute non è mai giunta a conclusioni condivise: se da una parte infatti l’Oms, attraverso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione, ha affermato da tempo che è cancerogeno e che non esistono quantitativi sicuri, dall’altra negli ultimi anni alcuni studi hanno suggerito qualche possibile, sia pur modesto, effetto benefico. A complicare il quadro si aggiungono poi le indagini che associano il consumo alle conseguenze di tipo sociale come gli incidenti stradali, gli episodi di violenza e i reati.

Ora però un gruppo internazionale cerca di dire una parola più definitiva, partendo dal Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors Study dell’anno 2020, la rilevazione considerata una delle più affidabili a livello mondiale per quanto riguarda appunto lo stato di salute e le abitudini della popolazione. I ricercatori hanno esaminato i dati di ben 204 paesi, suddividendo i cittadini in gruppi di età da cinque anni, e hanno studiato gli effetti del consumo di alcol su 22 tra malattie e condizioni patologiche. Il risultato è uno studio imponente e ricchissimo di dati e tabelle, pubblicato su Lancet, il cui messaggio più forte è questo: per i giovani non esiste una dose di alcol che possa avere effetti positivi sulla salute, mentre per le persone con più di 40 anni potrebbe esserci un piccolo beneficio associato a un moderato consumo.

L’indagine parte dalle stime di consumo, rivelando che più di 1,3 miliardi di persone ne assumono quantità pericolose per la salute (circa un miliardo sono uomini, le altre donne). Poco meno del 60% di coloro che bevono troppo sono giovani con meno di 40 anni, cioè ricadono proprio in quella fascia d’età (compresa tra 15 e 39 anni) per la quale non esiste alcun beneficio, anche per quantità moderate. E nel 77% dei casi si tratta di maschi.

Per chi ha più di 40 anni, poi, il rischio dipende dall’età, dalle condizioni di salute e anche dalla geografia, perché le tradizioni dei diversi paesi, per esempio in merito al tipo di alcolico preferito, hanno una grande influenza, così come ce l’hanno lo stato generale di salute degli abitanti di quel paese e l’efficienza del suo sistema sanitario. In condizioni generali buone, bere per esempio 1-2 bicchieri di vino al giorno può avere qualche effetto positivo sul rischio di malattie cardiovascolari, ictus e diabete.

Il messaggio principale è dunque quello rivolto ai giovani: le linee guida sul consumo di bevande alcoliche rivolte alle persone tra i 15 e i 39 anni, secondo gli autori, dovrebbero essere irrigidite, perché troppi giovani con meno di 40 anni, soprattutto maschi, consumano abitualmente quantità di alcol che li mettono a rischio (anche per l’aumento, tra i bevitori, di incidenti stradali, suicidi, omicidi e altre situazioni violente). Le stesse linee guida dovrebbero essere formulate in modo diverso, e cioè soprattutto per fasce di età, e tenendo conto del singolo paese.

Scendendo poi nel dettaglio, gli autori forniscono molti dati quantitativi e definiscono il livello minimo teorico di esposizione al rischio (Tmrel) e il livello di equivalenza con gli astemi, cioè la quantità di alcol sotto la quale il rischio corrisponde a quello di chi non beve. Per esempio, la dose di alcol raccomandata perché sicura per i giovani maschi di età compresa tra i 15 e i 39 anni è di 0,136 unità alcoliche al giorno, dove con un’unità alcolica è pari 10 grammi di alcol, cioè quello contenuto in 100 ml di vino rosso al 13%, una lattina di birra da 375 ml al 3,5% o 30 ml di superalcolici al 50% di alcol. Per le femmine, sorprendentemente, questo valore è più alto ed è pari a 0,273 unità alcoliche al giorno.

Per le persone con 40 anni o più le quantità sono comprese da mezzo a due unità alcoliche a seconda appunto del paese, e con le donne che possono sempre assumere più alcol degli uomini, mentre dopo i 65 anni le unità alcoliche concesse al giorno sono ben tre. Il tutto, naturalmente, in assenza di malattie che potrebbero aggravarsi a causa dell’alcol, o che prevedano terapie per le quali ci potrebbe essere un’interferenza negativa.

Volendo generalizzare, la dose ‘sicura’, a prescindere dal sesso, dall’età e dalla localizzazione è compresa tra 0 e 1,87 unità alcoliche al giorno. Infine, le mappe del consumo, presenti nella pubblicazione, mostrano che le zone del mondo nelle quali si beve di più sono quelle dell’Australia, Nuova Zelanda e isole vicine, e dell’Europa occidentale e centrale.

 Comment 

RIUNIONE 1 SETTEMBRE 2022 ALLE ORE 18.30

Ago26
da admin il 26 Agosto 2022 alle 18:14
Postato in: Blog

Con l’approssimarsi dell’inizio delle attività sportive per la stagione 2022/23, la Scuola Calcio Grottese organizza, per il giorno 01 settembre 2022 alle ore 18.30, una riunione per definire e concordare, insieme alle famiglie e allo staff tecnico, le modalità, gli orari e le metodologie delle sedute di allenamento. Ricordiamo che la nostra società gestisce le seguenti categorie: PICCOLI AMICI 2016/17 PRIMI CALCI 2014/15 Vi aspettiamo a Grottazzolina, presso la sala convegni CSF Professional in Via Stazione, 72/A.

https://goo.gl/maps/EQR7HeoxbX6g8D2v9
 Comment 

ALCOLISMO GIOVANI

Ago02
da admin il 2 Agosto 2022 alle 18:12
Postato in: Blog

Alcol: solo rischi per la salute dei giovani

Una recente e prestigiosa ricerca attesta che i giovani tra i 15 e i 39 anni non dovrebbero consumare alcolici. La loro assunzione porta solo rischi alla salute.

La ricerca rivela che i giovani non dovrebbero mai assumere alcol. Porta solo rischi per la salute. Questa è la rivelazione che uno studio recente e autorevole conferma. La prima ricerca che studia rapporto tra alcol e rischi per la salute. Un’analisi che riguarda anche fattori come sesso, età e luogo geografico dei consumatori. Si parla di un team internazionale formato da esperti della Scuola di Medicina dell’Università di Washington.

Si è fatto un confronto fra tassi di consumo di alcolici e l’incidenza di malattie tra il 1990 e il 2020. Riguarda individui tra i 15 e i 95 anni, coinvolti ben 204 paesi. A coordinare lo studio la professoressa Emmanuela Gakidou, il tutto concentrato su 22 esiti di patologie diversi legati al consumo di alcool. Fra le tante malattie quelle del cuore, il cancro, il diabete, le lesioni e molte altre.

I ricercatori hanno stimato nel 2020 1,34 miliardi di persone con un consumo dannoso di alcolici. Il 59% era formato da persone tra i 15 e i 39 anni. Anche la pandemia ha misurato un aumento dell’uso di alcol. L’incrocio fra livelli di consumo e malattie fa risultare che i giovani tra i 15 e i 39 anni non dovrebbero mai assumere alcolici.

Gli studiosi hanno attestato che la quantità adatta e raccomandata di alcool da assumere sia 0,136 bevande standard al giorno. In pratica 10 gr di alcol puro giornaliero. In poche parole, i giovani possono bere poco più di 1 decimo di bicchiere di vino rosso o di una birra. Tutto per preservare la loro salute, altrimenti se si supera la dose c’è più rischio di patologie, lesioni, suicidio e omicidio.

Per chi supera i 40 anni qualcosa cambia. Sempre in uso moderato, l’alcol può offrire effetti positivi per la salute. Può ridurre rischi di diabete, ictus e cardiopatia ischemica. Tra coloro che hanno tra i 40 e i 64 anni gli studiosi considerano sicura una mezza bevanda standard, quasi due. Oltre i 65 anni si possono convalidare tre bevande standard.

Il nostro messaggio è semplice: i giovani non dovrebbero bere, ma gli anziani possono trarre beneficio dal bere piccole quantità.

 Comment 

ALCOLISMO GIOVANI

Lug26
da admin il 26 Luglio 2022 alle 18:11
Postato in: Blog

Alcol, se poco, non per tutti e mai per i giovani

Cosa ci dicono gli ultimi dati sui consumi di alcol e salute globale?

Il rapporto tra consumo moderato di alcol e salute è complesso e ha sollevato molte polemiche nella letteratura scientifica. In funzione delle finalità che le linee guida si propongono è noto e consolidato il concetto che se si vuole fare prevenzione, non bere è la scelta migliore per la salute e per la sicurezza. Nei fatti, dato che le prove disponibili suggeriscono che bassi livelli di consumo di alcol sono associati a un minor rischio di esiti di alcune malattie e un aumento del rischio di altre e che al netto di tutte le valutazioni e osservazioni disponibili risulta che l’alcol determina sempre un effetto di pregiudizio alla salute, nessuna linea guida può raccomandare l’uso di alcol ma, oggettivamente, porgere le linee guida sul consumo che ribadiscano che non esistono quantità sicure per la salute e che le quantità da non superare per non incorrere in un maggior rischio non sono generalizzabili all’universo ma dovrebbero sempre tenere conto dell’intero profilo epidemiologico che include i tassi di base della malattia all’interno delle popolazioni a cui le linee guida si riferiscono.

I risultati dell’analisi del Global Burden of Disease 2020, alla luce dell’esigenza di garantire scelte informate ai consumatori di alcolici, confermano l’opportunità di sviluppo di linee guida e raccomandazioni personalizzate sul consumo di alcol per età e tra le differenti realtà culturali e territoriali, evidenziando che le attuali soglie di consumo a più basso rischio, che esplicitamente riportano che il rischio esiste anche al di sotto di tali limiti, sono già troppo alte per alcuni e sicuramente per tutti i giovani.

Il consumo di alcol non è per tutti e va concordato con il medico curante che è in grado di valutare la plausibilità dell’uso di alcol in funzione della storia clinica del singolo consumatore. Inoltre, i risultati suggeriscono che eventuali linee guida non dovrebbero incorporare raccomandazioni specifiche per sesso, data l’assenza di variazioni sostanziali registrate in base al sesso tra le differenti aree geografiche e località.

Infine, riconoscendo che la maggior parte della popolazione mondiale che consuma quantità dannose di alcol è costituita da giovani adulti e prevalentemente giovani maschi, al fine di ridurre al minimo la perdita di salute dovuta al consumo di alcol è importante dare priorità agli interventi mirati a questi gruppi demografici.

Gli obiettivi di salute e di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite richiedono la riduzione del 10% dei consumatori dannosi entro il 2025 e una sostanziale riduzione dei consumi pro-capite e della mortalità causata dall’alcol entro l’anno 2030; l’Italia, come gran parte delle Nazioni, è in forte ritardo in funzione delle forti interferenze, che secondo l’OMS, il settore della produzione determina sui livelli decisionali nel merito di politiche adeguate di salute pubblica. Tanto da sollecitare i decisori politici a non considerare l’industria come partner per l’implementazione degli obiettivi di prevenzione previsti dalle strategie nazionali. queste strategie vanno rinnovate alla luce del Piano di Azione d’implementazione della Strategia Globale sull’Alcol approvata al maggio dall’Assemblea Mondiale di Sanità, che rafforza gli strumenti da usare, le azioni dotate di efficacia, sostenute dall’evidenza scientifica e di conferma dell’esigenza di agire sui determinanti economici. Sono i cosiddetti “best buys” che mirano alla riduzione della disponibilità fisica ed economica delle bevande alcoliche, alla riduzione dell’esposizione dei minori alla pubblicità e alle pressioni al bere, ad adeguate politiche di tassazione e dei prezzi. Il tutto da affiancare alle azioni richiamate dalla Risoluzione del Parlamento Europeo adottata a febbraio di quest’anno in cui, per la lotta al cancro, si indica la necessità che la Commissione Europea predisponga le giuste azioni per giungere ad un strategia alcol zero per i minori, alla riduzione o rigorosa regolamentazione della sponsorizzazione, alle etichette con le informazioni in grado di garantire scelte informate a chi consuma alcolici, come le calorie, le avvertenze per la salute, l’elenco degli ingredienti contenuti nella singola bottiglia di alcolico evitando di far avviare e svolgere iniziative di prevenzione ambigue, come quelle del bere responsabile, prive di qualunque evidenza scientifica di efficacia e inadeguate per i minori nei contesti sensibili, come le scuole, da interlocutori con conflitti d’interesse o che non siano portatori di interessi esclusivi di salute pubblica.

Agli adulti e alle agenzie educative competenti, scuola e famiglia, spetta vigilare su chi ha accesso ai minori e chi lo consente, ricordando che la cultura del bere e il bere responsabile per i giovani, almeno sino ai 25 anni, al fine di tutelare la completa e sana maturazione cerebrale con cui l’alcol interferisce, deteriorando un sano sviluppo cognitivo in senso razionale, si riassume in una regola aurea: non bere.

 Comment 
  • Page 22 of 90
  • « First
  • «
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • »
  • Last »
Tweets di @LottoBlasfemia

©2013-2026 No Bestemmia | Powered by WordPress with Easel | Subscribe: RSS | Back to Top ↑