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CONSUMO DI ALCOL IN ITALIA: TROPPI I GIOVANI A ‘MAGGIOR RISCHIO’ ANCHE NEL BIENNIO 2020/2021

Lug18
da admin il 18 Luglio 2022 alle 18:09
Postato in: Blog

Sono ancora soprattutto giovani, uomini, socialmente avvantaggiati e residenti nel nord Italia i consumatori di alcol ‘a maggior rischio’ nel nostro Paese. È questo ciò che emerge dall’ultima rilevazione sull’alcol del sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), realizzata dalle Asl e coordinata dal Iss (Istituto superiore di sanità) con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute della popolazione adulta italiana. L’indagine, invece di proporre il tradizionale focus quadriennale, considera il biennio 2020-2021 per meglio distinguere i dati relativi al periodo di massimo impatto della pandemia sui comportamenti e gli stili di vita. Le tendenze che emergono dal biennio considerato, sembrano comunque sostanzialmente in linea con il quadriennio precedente.

Risulta quindi dai dati resi noti che solo il 44% degli adulti di età compresa tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato di non aver consumato bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni. In compenso una persona su sette (15%) ne ha fatto un consumo definito a ‘maggior rischio‘ per la salute, per quantità o modalità di assunzione. I comportamenti di consumo considerati a ‘maggior rischio’ sono di diverso tipo, tra questi spicca il cosiddetto binge drinking, cioè il consumo di un alto numero di unità alcoliche* in un’unica occasione (cinque o più per gli uomini e quattro o più per le donne), che riguardano l’8% degli intervistati. Un altro esempio è rappresentato dal consumo esclusivamente/prevalentemente fuori pasto, che coinvolge il 7% della popolazione considerata. Il 2% del panel, inoltre, è a maggior rischio per un consumo abituale elevato, corrispondente a tre o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e due o più per le donne.

Ma chi sono questi consumatori ‘a maggior rischio’? Come accennavamo all’inizio, sono soprattutto giovani, visto che il 30% ha fra i 18-24 anni. La presenza di consumatori ‘a maggior rischio’ tra gli uomini è poi maggiore di quanto non sia nella popolazione generale (19% vs 15%) e, per la maggior parte, si tratta di persone senza difficoltà economiche o con un alto livello di istruzione. È inoltre particolarmente preoccupante il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali oltre la metà dichiara di aver consumato alcol durante il mese precedente l’intervista. Anche il 12% delle donne in gravidanza riferisce di aver bevuto alcol nei 30 giorni precedenti mentre, fra coloro che allattano al seno, la quota sale al 30%.

Dal punto di vista geografico, resta ancora una distinzione legata alle tradizioni locali. Il consumo di alcol a ‘maggior rischio’ è infatti storicamente più diffuso nel Nord Italia, come pure il consumo di tipo binge. Le regioni che registrano il peggior valore nazionale per entrambi gli aspetti sono Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Molise, Piemonte, Provincia di Bolzano e Trento e Veneto, mentre le regioni che, sugli stessi aspetti, hanno i migliori valori nazionali sono Lazio, Basilicata, Campania e Puglia. Segnaliamo però che nelle rilevazioni non è compresa la Lombardia. Questa regione ha infatti partecipato al sistema Passi con alcune Asl fino al 2017, ma poi ha abbandonato malgrado il Dpcm di istituzione della sorveglianza la definisca un’attività a rilevanza nazionale a cui tutte le regioni ‘progressivamente’ dovrebbero aderire.

Prendendo poi in considerazione i dati storici, dal 2010 si osserva un lento ma progressivo aumento del consumo a ‘maggior rischio’, determinato dall’aumento del binge drinking e dell’abitudine di bere fuori dai pasti. Nonostante questo, l’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol appare tuttora inadeguata: appena il 6% dei consumatori a ‘maggior rischio’ riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno. Se l’attenzione si sposta sulla popolazione con più di 65 anni sia riscontra che, sempre nel biennio 2020-2021, il 60% delle persone ha dichiarato di non consumare abitualmente bevande alcoliche, mentre ne riferisce un consumo moderato il 21% e un consumo definito ‘a rischio’ per la salute, pari mediamente a più di una unità alcolica (Ua) al giorno, il restante 19%. È preoccupante il numero di questa fascia di età che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come il 28% delle persone affette da malattie del fegato.

(*) Un’unità alcolica equivale 12 grammi di alcol puro, che corrispondono alla quantità di alcol contenuta in: un bicchiere (125 ml) di vino di media gradazione (12°), 330 ml di birra, 30 di superalcolico

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ALCOLISMO GIOVANI

Lug04
da admin il 4 Luglio 2022 alle 18:08
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Binge drinking, l’abbuffata alcolica

Binge drinking significa bere per ubriacarsi per ricercare sensazioni forti, atteggiamento definito “sensation seeking”. Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità è l’assunzione smodata di alcol in un intervallo di tempo ristretto, indicativamente da 30 minuti sino a 2-3 ore. Secondo la definizione di Wechsler e Isaac (1992) il binge drinking è l’assunzione di cinque o più drink alcolici in una stessa serata da parte degli uomini e quattro o più per le donne. È un modo di bere compulsivo (e tutto d’un fiato), finalizzato ad un rapido raggiungimento dell’ubriachezza, praticata in occasione di feste o durante il fine settimana. È una abbuffata alcolica, lontano dai pasti, a stomaco vuoto: si ingeriscono volutamente quantità ripetute di alcol in misura maggiore alle proprie capacità psicologiche e fisiologiche.

Cos’è il binge drinking

Il CDC lo definisce un serio problema di salute pubblica, il modello più comune, costoso e mortale di consumo eccessivo di alcol negli Stati Uniti dove oltre il 90% degli adulti che bevono eccessivamente segnalano binge drinking. È un comportamento a rischio dannoso associato a lesioni gravi e malattie multiple.

Il binge drinking nasce dalle ansie sociali, dal bisogno di approvazione, dal sentirsi fuori luogo. È l’espressione di una moda giovanile che nasce nei campus americani e sta oggi spopolando nel Nord Europa. Il fenomeno sta dilagando anche in Italia, dove sussiste ancora una forte cultura alcolista nella popolazione generale.

Secondo alcuni studi gli adolescenti bevono meno spesso, ma in quantità più elevate rispetto agli adulti. Lo scopo patologico, ben consapevole, è quello di provare ebbrezza fino ad arrivare ad una ubriacatura immediata e completa con perdita del controllo ed intossicazione. La convinzione diffusa tra i giovani è: se mi ubriaco solo una volta a settimana cosa vuoi che succeda? Essi sono soliti alternare questi eccessi con periodi di astinenza pensando così di contenere il danno che si procurano e ridurre le complicazioni fisiche e psicologiche che ne derivano.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte sottolineato come l’alcol sia la prima causa di morte tra i giovani dai 15 ai 29 anni, ma nonostante tutto esso si diffonde sempre di più e rimangono ancora sconosciuti e forse sottovalutati i suoi effetti negativi sulla società e sulla salute dell’uomo. Secondo i dati Oms l’alcol fa più vittime delle droghe illegali eppure è ancora considerato come un semplice vizio. Ha costi sociali enormi in termini di morte per patologie secondarie, incidenti stradali, ricoveri ospedalieri e persino licenziamenti. Tuttavia le bevande alcoliche sono oggi ancora più facilmente alla portata di tutti.

Il binge drinking è un comportamento sociale associato a episodi di coma etilico risultanti da intossicazione acuta, fisica e mentale, da alcol. Si associa spesso all’uso simultaneo di altre sostanze come la marijuana e la cocaina. Si accompagna a problemi a scuola e al lavoro ed è causa di incidenti ed infortuni fatali.

Questa modalità di assumere alcolici può associarsi inoltre a reati, comportamenti violenti e tentativi di suicidio. È una pratica diffusa tra i giovani dai 18 ai 24 anni che comporta gravi rischi per la salute e la sicurezza. È pertanto un’abitudine che è considerata attualmente uno dei maggiori problemi di salute pubblica sia per l’abbassamento della percezione del rischio sia per leesotossicosi alcolica che ne deriva.

Come si comportano i binge drinker

Non si tratta soltanto di ubriacarsi per l’esagerazione nel consumo di sostanze alcoliche una volta ogni tanto per fare festa. Emerge come un fenomeno nuovo che sta coinvolgendo le giovani generazioni di adolescenti e preadolescenti che non associano l’alcol ad un piacere, ma ad una necessità.

Binge drinking non è alcolismo, definito propriamente come dipendenza da alcol, ma i giovani che hanno comportamenti orientati all’assunzione massiva di alcolici potrebbero poi trasformarsi con gli anni in alcolisti. Certamente alla base di questo modo per intossicarsi c’è qualche forma di fragilità e di frivolezza di pensiero che impedisce ai ragazzi coinvolti e agli adulti che li vigilano di identificare e riconoscere un preoccupante problema con l’alcol.

Questa forma iniziale di dipendenza da alcol non è solo individuale, ma diventa collettiva. Tutto il gruppo ha bisogno di bere per uscire dalle ansie sociali. Nel gruppo si ha bisogno di sentirsi fuori per riuscire ad ottenere approvazione dagli amici e per non risultare fuori luogo.

I binge drinker, come sono definiti i forti consumatori di alcolici e superalcolici, solitamente si abbuffano di cocktail, birra e vino e scarsamente di liquori. Sono di moda gli shot o short drink. Vanno alla ricerca dello sballo, soprattutto del sabato sera, ma non sono bevitori solitari. Prediligono situazioni sociali ed eventi e sono attenti alla moda dell’happy hour nei locali.

Secondo l’istituto Superiore di Sanità l’identikit del binge drinker è maschio, giovane e vive al Nord. Secondo i dati epidemiologici, le prime abbuffate iniziano attorno ai 13 anni, si intensificano nell’adolescenza ed hanno il picco attorno ai 20 anni. La massima diffusione del binge drinking è tra gli universitari. La tendenza riguarda indistintamente maschi e femmine.

Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) – promosso nel 2006 dal ministero della Salute e realizzato dal Centro Nazionale di epidemiologia dell’ISS per tenere sotto osservazione l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute della popolazione italiana – il 42% dei 18-34 enni che praticano binge drinking consuma bevande alcoliche fuori pasto.

E il 60% dei giovani che ha fatto uso smodato di alcol negli ultimi 30 giorni concentra nel fine settimana tale consumo. Il fenomeno tuttavia non risparmia gli anziani. I dati delle Asl di 19 Regioni indicano che più del 5% delle persone tra 65 e 69 anni ha consumato 6 o più bicchieri in un’unica occasione.

Diagnosi di binge drinking

Gli episodi di binge drinking sono ripetuti nell’arco di sei mesi e i criteri per diagnosticarlo sono quattro:

  1. Eccessivo consumo di alcol
  2. Assunzione di alcol rapidamente in un breve arco di tempo
  3. Bere fino ad ubriacarsi e a sentirsi male
  4. Bere in compagnia in particolari eventi

Queste eccessive bevute raramente sono occasionali, tendono a diventare un atteggiamento frequente sino a trasformarsi in patologia fisica e psichica per dipendenza da alcol con conseguenti sintomi da astinenza: depressione, disturbi del sonno, disturbi sessuali, irritabilità, problemi di performance cognitive, problemi di concentrazione e di apprendimento, perdita di memoria a breve e a lungo termine, sbandamenti dell’attenzione.

Secondo Hudolin (2015) bere grandi quantità di alcol, in forte concentrazione e molto velocemente, deprime fortemente il sistema nervoso provocando abbattimento o comportamenti aggressivi e alterazioni delle percezioni visive, uditive e motorie, fino ad arrivare a forme di perdita del controllo e della coscienza di sé.

Segni e sintomi di binge drinking

Il binge drinking determina quindi una depressione dell’attività del sistema nervoso centrale: diminuiscono l’ansia, la tensione e le inibizioni comportamentali. Calano l’attenzione e la capacità di giudizio e di concentrazione. Provoca disturbi della memoria e incoordinazione motoria. Compaiono vertigini e nistagmo. L’umore è alterato e le percezioni sono fortemente rallentate.

L’andatura si fa incerta e l’eloquio impacciato. I segni e sintomi più comuni sono l’aggressività, l’astenia, il cardiopalmo, conati e vomito, disidratazione. Vi può essere disorientamento temporale e spaziale, sonnolenza, sudorazione, tremori. Seguono ipotensione, ipoglicemia e perdita di coscienza. Se grave, l’intossicazione evolve in coma etilico e può portare alla morte per arresto respiratorio.

Se l’abitudine a bere in questo modo diventa cronica il binge drinking ha effetti negativi a livello neurologico, cardiaco, gastrointestinale. Sono danneggiati anche il sistema ematico, endocrino e muscolo scheletrico. Sono frequenti danni a lungo termine, perché si instaurano squilibri cognitivi. Si associa ad un aumentato rischio di ischemie ed emorragie cerebrali. Secondo il Journal of the American Heart Association, cuore e cervello sono maggiormente a rischio se da giovani si esagera con l’alcol. Più alcol si beve più batte forte il cuore e non è un bene.

Drunkoressia

Al binge drinking si associa la drunkoressia, ossia la restrizione alimentare a cui si sottopongono i giovani prima di consumare alcolici, sia per limitare l’introito calorico ed evitare di prendere peso sia per potenziare gli effetti euforizzanti e disinibenti del’alcol. Questa associazione comporta un rischio aumentato di sviluppare in età adulta dipendenze patologiche e disturbi psichici.

Per contrastare questo fenomeno dilagante tra i giovani è fondamentale la prevenzione attraverso una comunicazione efficace nell’opinione pubblica per informare sui rischi potenziali di questa abitudine nociva. Sono quindi necessari interventi preventivi come controlli periodici, riabilitazione psicosociale, tutor coetanei che possono ridurre il livello di consumo critico.

Si dovrebbero realizzare programmi educativi e di assistenza specialistica, rivolta agli adolescenti e ai loro genitori. Purtroppo l’uso di alcol è frequente sin dagli 11-15 anni di età anche se è raccomandato il divieto almeno sino ai 18 anni, perché prima l’organismo non è in grado di metabolizzarlo correttamente.

Negli Stati Uniti è stata istituita una task force per la prevenzione del binge drinking. Le strategie consigliate includono l’utilizzo di strategie di prezzo, incluso l’aumento delle tasse sull’alcol; limitare il numero di punti vendita al dettaglio di alcolici in una determinata area; ritenere i rivenditori di alcolici responsabili dei danni causati dalla vendita illegale di alcol ai minori o clienti intossicati; limitare l’accesso all’alcol mantenendo i limiti di giorni ed orari di vendita al dettaglio di alcolici; applicare costantemente le leggi contro il consumo di alcolici da parte dei minorenni e la guida in stato di alterazione alcolica; mantenere i controlli governativi sulle vendite di alcolici evitando la privatizzazione. La task force sui servizi preventivi degli Stati Uniti raccomanda inoltre lo screening e la consulenza per l’abuso di alcol nelle strutture di assistenza primaria.

Da un rapporto dell’ISS emerge che le politiche di prevenzione adottate per fronteggiare il fenomeno in Italia sono l’aumento dei prezzi, la limitazione della disponibilità fisica ed economica delle bevande alcoliche sul mercato e il divieto di pubblicità degli alcolici. La crescente diffusione dell’abuso di alcol tra i giovani di tutti gli strati socio culturali impone la necessità di nuove politiche di intervento e di prevenzione. La precoce acquisizione di comportamenti non corretti, che possono essere inizialmente solo occasionali, favorisce la possibilità che diventino abitudini aumentando così la probabilità di mantenerli anche nelle età successive trasformandosi in alcolismo ossia intossicazione cronica da alcol etilico.

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ALCOL E DROGA: UN PROBLEMA LEGATO AI GIOVANI

Giu20
da admin il 20 Giugno 2022 alle 18:06
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Curiosità, voglia di sperimentare e via di fuga dai problemi: in che modo i giovani si avvicinano ad alcol e sostanze stupefacenti?

Le dipendenze da alcol e droghe sono un tema che tocca in modo particolare i giovani adolescenti, dato che le prime esperienze vengono fatte in età molto giovane. La maggior parte delle volte, i giovani si avvicinano all’alcol e alla droga a causa delle compagnie e delle persone che frequentano.

Probabilmente i ragazzi si sentono spinti a provare certe sostanze per arrivare a sentirsi accettati all’interno di un gruppo. Parlando di droga, la prima sostanza in assoluto che viene abusata dai giovani ragazzi e ragazze è sicuramente la cannabis, più grave invece e meno diffusa è la cocaina. Queste sostanze, come ben sappiamo, sono illegali nel nostro paese e molto spesso i giovani sono spinti a provarle anche per la curiosità e la consapevolezza di non poterlo fare. Il periodo dell’adolescenza è sicuramente una fase della vita complicata per i ragazzi: molto spesso entrano in una fase in cui si sentono confusi e smarriti a causa della crescita, e purtroppo si rifugiano nelle droghe e nell’alcol per estraniarsi dalla realtà in cui vivono.

Qualsiasi tipo di dipendenza è sbagliata, perché porta gli individui ad entrare in un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire. Una volta che vengono provate alcune sostanze, soprattutto le droghe, il desiderio di averla diventa sempre più forte e non si riesce a smettere perché per un momento si riesce a scappare dalla vita quotidiana e da quella realtà che molte volte viene considerata opprimente dalle persone.

Un sondaggio creato per un progetto scolastico da alcuni alunni del quinto anno di una scuola superiore qui a Genova mette in luce alcuni degli aspetti principali che riguardano i giovani e il loro rapporto con le sostanze stupefacenti e l’alcol. Il sondaggio ha evidenziato che la maggior parte degli individui partecipanti hanno dai 14 ai 18 anni, quindi si trovano in piena fase adolescenziale. Il 66% di loro ha avuto a che fare con alcol e droghe almeno una volta nella loro vita, e la maggior parte aveva tra i 12 e i 18 anni. Le loro esperienze sono risultate per lo più positive, e solo un 5% ha avuto un’esperienza negativa con esse. La maggior parte dei partecipanti al sondaggio dichiara di aver provato l’alcol e le droghe in compagnia dei propri amici ed una delle motivazioni principali per cui hanno deciso di provare è perché si trovavano in periodi difficili della loro vita. Altri invece sostengono di averlo fatto solo per il gusto di provare qualcosa di nuovo e a loro sconosciuto prima di quel momento. Il dato più allarmante è quello che riguarda la frequenza con la quale vengono assunte certe sostanze: il 44% di loro ne fa uso praticamente tutti i weekend, quando si ritrovano ad uscire la sera con i propri amici.

Il tema delle dipendenze è un problema da non sottovalutare tra gli adolescenti. Può essere molto pericoloso sviluppare una dipendenza in età così giovane, perché aumenta il rischio di contrarre patologie e malattie prima del tempo e perché, con il passare del tempo, sarà molto più difficile uscirne.

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CHIUSURA STAGIONE SPORTIVA 2021/22 SCUOLA CALCIO GROTTESE

Giu20
da admin il 20 Giugno 2022 alle 18:04
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Si è conclusa ufficialmente giovedì 16 giugno la stagione sportiva 2021/22 della Scuola Calcio Grottese come meglio non si poteva. Al termine dell’ultimo allenamento ragazzi, famiglie e staff ci siamo ritrovati negli spazi antistanti gli spogliatoi del campo sportivo “Picchi” per condividere un pò di tempo insieme e al tempo stesso gustare le delizie preparate dalle mamme dei nostri ragazzi. Un momento di gioia che rimarrà a lungo impresso nella nostra memoria in quanto si è notato il coinvolgimento e il trasporto di ragazzi e famiglie.

Si è conclusa una stagione ricca di grandi soddisfazioni dal punto di vista della partecipazione e della socializzazione dei ragazzi; dopo 2 anni di Covid, che hanno costretto i ragazzi ad interrompere ogni loro attività sportiva, abbiamo potuto toccare con mano il loro entusiasmo nel venire al campo ad allenarsi, mai si sono sottratti al loro impegno, né con la pioggia né con il sole cocente. I nostri ragazzi hanno anche avuto la possibilità di misurarsi, nel corso della stagione, coi i loro pari età di altre realtà sportive; abbiamo infatti partecipato ai Tornei Primavera sia dei Piccoli Amici (2015-2016) che dei Primi Calci (2013/2014). Non nascondiamo che al momento dei saluti si è vista anche qualche lacrimuccia, segno che il rapporto instauratosi tra le varie componenti è davvero importante.

Non ci rimane che salutare i ragazzi e le loro famiglie e augurare loro una serena e felice estate, un saluto particolare ai ragazzi del 2013 che dal prossimo anno saranno tesserati con L’Invictus, a loro e alle loro famiglie il nostro più grande in bocca al lupo per un futuro ricco di soddisfazioni.Arrivederci a Settembre!!!!!!!!!!!!!!PS. Anche per la prossima stagione ci occuperemo dei Piccoli Amici e Primi Calci con lo scivolamento di un anno potremo iscrivere i ragazzi del 2014/2015 (Primi Calci) e 2016/2017 Piccoli Amici.Per Info o iscrizioni contattare Claudio Andreozzi al 3886928094

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MARIO BALOTELLI AL MUSEO DELLA GROTTESE!

Giu10
da admin il 10 Giugno 2022 alle 18:00
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Visita a sorpresa di Mario Balotelli a Grottazzolina, al Museo della Grottese appena inaugurato!
Balotelli nella serata di ieri era ospite a cena presso Home Restaurant Da Rosanna di Grottazzolina ed ha voluto visitare il Museo della Grottese, di cui è rimasto particolarmente impressionato per l’iniziativa che non riscontra eguali nella zona.

Ecco il video con l’uscita trionfale di Balotelli!

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