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Alcolismo giovani

Lug01
da admin il 1 Luglio 2024 alle 13:50
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Pandemia delle dipendenze tra i giovani, Maira: «Alcol responsabile del 15% dei tumori al seno, ragazze fate attenzione»

«Importante fare una corretta informazione»

«L’abuso di droghe e alcol negli ultimi anni è diventato una vera e propria pandemia sociale». Giulio Maira, Professore di Neurochirurgia e Presidente Fondazione Atena, mette in guardia sull’uso delle droghe in giovane età. «Il cervello nell’adolescenza deve maturare – spiega – e raggiunge la sua maturità intorno ai 21 anni. Le droghe impediscono alle reti neurali di funzionare e di svilupparsi bene».

Il 19% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di sostanze mentre si abbassa anche l’età del primo approccio alla cannabis, già verso i 9-10 anni secondo i dati dell’Ordine dei Medici di Roma. Da non sottovalutare l’alcol. «La più pericolosa delle droghe – aggiunge Maira – È responsabile del 10-15% dei tumori al seno».

Sempre più importante dunque una comunicazione adeguata che unisca i linguaggi dei giovani alla necessità di una corretta prevenzione. Online in queste settimane la campagna Rai “Fermati. Pensaci un minuto”, proprio sui rischi legati alle dipendenze. «Importante fare divulgazione. Lotta alla droga significa tutela dei giovani, il futuro del nostro Paese». 

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Alcolismo giovani

Giu10
da admin il 10 Giugno 2024 alle 9:29
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“Alcol e droga. Cresce l’abuso tra i ragazzini”

L’allarme della primaria del pronto soccorso Curto “Si abbassa l’età del consumo: danni molto gravi”.

Abuso di alcol tra i giovani: “è chiaro che siamo davanti, e ormai da qualche anno, a un trend in aumento e il problema dell’etilismo acuto interessa anche molti minorenni”. Rita Curto, primario del dipartimento dell’emergenza all’ospedale di Civitanova, dal suo osservatorio in prima linea non nasconde la preoccupazione. Una decina di giorni fa le ambulanze hanno trasportato giovani, anche adolescenti, in coma etilico nel suo reparto, soccorsi sul lungomare davanti ai locali del divertimento.

“C’è una tendenza in aumento e si abbassa sempre più l’età dei soggetti coinvolti – aggiunge la dottoressa Curto – e questo dovrebbe allarmare tutti perché i danni che l’alcol può fare a questa età sono molto molto seri. Noto la stessa tendenza riguardo alle droghe leggere e spesso i due fenomeni sono associati. Quello che, inoltre, emerge è che l’abuso di queste sostanze non dipende da disagi sociali o familiari, ma è strettamente legato alle dinamiche della movida”.

Dal fronte degli operatori sanitari parte dunque l’allarme che già venerdì scorso il dottor Mario De Rosa, responsabile a Civitanova del dipartimento per la lotta alle dipendenze, ha portato sul tavolo del prefetto di Macerata Isabella Fusiello, durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato per affrontare il caso Civitanova, con le notti dei fine settimana accompagnate dall’abuso di droghe e di alcol in una città che si vuole sempre più caratterizzare come divertimentificio della costa adriatica, ma che deve fare i conti con il problema di adolescenti privi di coscienza, sfatti per la qualità e quantità di alcol bevuta, trasportati in coma etilico all’ospedale.

Che Civitanova sia diventata, anche, una piazza dove il fine settimana fa rima con lo sballo di droga e alcol non è un mistero per nessuno. Alle soglie della stagione estiva i segnali sono già chiari e il prefetto Isabella Fusiello ha riunito tutte le componenti – sindaco e associazioni – per chiarire che questi fenomeni vanno combattuti con la collaborazione di tutti e con tutti i mezzi, a partire da un efficace controllo del territorio, dal confronto con i titolari delle discoteche, che convocherà, e da stringenti controlli per evitare che nei locali venga servito alcol ai minorenni. Un vertice durante il quale non sono mancate richieste al sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica a impegnare più risorse finanziarie e più vigili urbani per garantire la vigilanza notturna.

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Alcolismo giovani

Mag30
da admin il 30 Maggio 2024 alle 10:54
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Alcol. Iss, consumo a rischio per 1 italiano su 6.Torna il binge drinking dopo la pandemia

Uomo, giovane e giovanissimo, non in difficoltà economica e con un alto livello di istruzione, perlopiù residente nel Nord Italia: è questo l’identikit del consumatore adulto a maggior rischio, anche se non mancano elementi di allarme per il consumo tra le giovani donne. Preoccupa il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali solo poco meno della metà, il 49%, dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Quattro adulti italiani su 10 dichiarano di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 (il 18%) ne fa un consumo definito a maggior rischio per la salute, per quantità o modalità di assunzione: il 9,6% degli adulti per binge drinking (consumi episodici eccessivi, corrispondenti a 5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente o prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e 2 o più per le donne). Tra gli over 65 coloro che dichiarano di non consumare alcol abitualmente sono 6 su 10, ma 2 su 10 riferiscono un consumo moderato e una percentuale lievemente inferiore, il 17%, a rischio. Sono questi alcuni dei principali dati pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità che emergono dal nuovo dataset delle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento, relative alla popolazione adulta (18-69 anni) e a quella anziana (over 65 anni).

Nel biennio 2022-23 sono state intervistate rispettivamente 63mila e 30mila persone. Uomo, giovane e giovanissimo, non in difficoltà economica e con un alto livello di istruzione, perlopiù residente nel Nord Italia: è questo l’identikit del consumatore adulto a maggior rischio, anche se non mancano elementi di allarme per il consumo tra le giovani donne. Dal 2010, si osserva fra gli uomini un progressivo aumento del consumo amaggior rischio e una tendenziale e lenta riduzione del binge drinking; fra le donne invece il consumo di alcol a maggior rischio sembra stabile, ma va aumentando la componente del consumo di tipo binge e sebbene in ambito femminile resti significativamente inferiore a quello degli uomini, le differenze di genere vanno riducendosi. Tra gli over 65 si registra un trend di consumo a rischio più frequente tra gli uomini, che si riduce all’avanzare dell’età e rimane prerogativa delle classi socialmente più avvantaggiate. L’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol appare ancora troppo bassa: appena il 7% dei consumatori a “maggior rischio” riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno.

Il consumo a maggior rischio è più frequente fra i giovani e in particolar modo i giovanissimi (tra i 18-24enni la quota sfiora il 36%), rivelandosi sempre circa 3 volte maggiore di quanto si osserva fra le generazioni più mature dei 50-69enni. Fra gli ultra 35enni aumenta grazie alla crescita della componente del binge drinking, che dopo un calo legato all’emergenza pandemica ha ripreso ad essere praticato. Il binge drinking così come il consumo di alcol fuori pasto sono prerogative dei più giovani e socialmente più avvantaggiati, mentre il consumo abituale elevato è caratteristica di persone meno giovani e socialmente più svantaggiate.

Il consumo di alcol a maggior rischio resta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia (con un trend in aumento) in particolare in Valle d’Aosta e PA di Bolzano, seguite, tra le Regioni settentrionali, dalla PA di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tra le Regioni del Sud, il Molise ha la percentuale di consumatori di alcol a maggior rischio più alta della media nazionale e paragonabile a quella della PA di Bolzano.

Anche il consumo di tipo binge è una prerogativa dell’Italia settentrionale (dove si registra anche un aumento significativo dal 2010) e in particolare del Nord Est, ma Molise e Sardegna si distinguono negativamente fra le Regioni meridionali (il Molise fa registrare una delle quote più alte del Paese).


Preoccupa gli esperti il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali solo poco meno della metà, il 49%, dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Il 10% delle donne in gravidanza riferisce di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista e fra le donne che allattano al seno la quota aumenta al 27%.

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ALCOLISMO GIOVANI

Apr30
da admin il 30 Aprile 2024 alle 13:31
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Allarme alcol e sigarette elettroniche tra i giovani in Europa

In calo l’uso di cannabis. Il 9% degli adolescenti ha sperimentato almeno un “significativo stato di ubriachezza”. L’Oms: “Situazione da non sottovalutare”

Preoccupa il consumo di alcol, sigarette elettroniche e cannabis (che però è in calo) tra i giovani in Europa, con un quadro definito “allarmante”. L’ultimo allerta è contenuto in un rapporto Oms/Europa, su un campione di 280 mila ragazzi intervistati, che evidenzia “un quadro preoccupante del consumo di sostanze da parte degli adolescenti”, con oltre la metà dei quindicenni intervistati che hanno sperimentato l’alcol e 1 su 5 che ha recentemente utilizzato le e-cig. Emerge anche una riduzione del divario di genere nell’uso di sostanze e l’Oms sottolinea la necessità di strategie di prevenzione mirate. Le conseguenze a lungo termine di queste tendenze, avverte, “sono significative e i politici non possono permettersi di ignorare questi risultati allarmanti”.

Alcol, allarme tra i quindicenni

L’alcol è la sostanza consumata più frequentemente, con il 57% dei quindicenni che la hanno provata almeno una volta e quasi 4 su 10 (37%) indicano di aver consumato alcol negli ultimi 30 giorni. Circa 1 adolescente su 10 (9%) di tutte le fasce d’età ha sperimentato un significativo stato di ubriachezza – essendo stato ubriaco almeno due volte – nel corso della sua vita, un tasso che sale in modo allarmante dal 5% all’età di 13 anni al 20% all’età di 15 anni, dimostrando una tendenza in aumento nell’abuso di alcol tra i giovani. Questi risultati, si legge nel rapporto, “evidenziano quanto l’alcol sia disponibile e normalizzato, mostrando l’urgente necessità di migliori misure politiche per proteggere i bambini e i giovani dai danni causati dalla sostanza”. Le sigarette elettroniche, invece, hanno superato quelle convenzionali in popolarità, con il 32% dei quindicenni che hanno riferito di averle utilizzate e il 20% negli ultimi 30 giorni (contro il 25% dei quindicenni che hanno fumato una sigaretta convenzionale nella loro vita). Questa transizione verso le e-cig come scelta più popolare rispetto alle sigarette convenzionali, è la posizione dell’Oms, “richiede interventi mirati per affrontare tale preoccupazione emergente per la salute pubblica, comprese azioni contro l’inserimento di prodotti dannosi nei videogiochi, programmi di intrattenimento e altri contenuti rivolti ai giovani tramite piattaforme multimediali”.

In calo l’uso della cannabis

Quanto al consumo di cannabis, si evidenzia un leggero calo, con la percentuale di quindicenni che ne hanno fatto uso che passa dal 14% nel 2018 al 12% nel 2022. Il consumo precoce di cannabis, sottolinea l’Oms, “può portare alla dipendenza e a modelli di consumo problematici più avanti nella vita”. Gli sforzi di prevenzione mirati agli adolescenti sono fondamentali per mitigare questi rischi e promuovere scelte sane”. La disparità nell’uso di sostanze tra i sessi, rileva inoltre l’indagine, “si sta rapidamente riducendo, con le ragazze che eguagliano o superano i ragazzi nei tassi di fumo, consumo di alcol e uso di sigarette elettroniche entro i 15 anni”.

L’Oms propone quindi una serie di misure per ridurre il consumo di sostanze tra i giovani: aumento delle accise; limitare la disponibilità di prodotti a base di nicotina, tabacco e alcol, ad esempio riducendo orari o luoghi di vendita, e l’applicazione di età minime legali per l’acquisto di tali prodotti; vietare tutti gli agenti aromatizzanti nei prodotti a base di nicotina e tabacco; imporre un divieto totale di pubblicità e sponsorizzazione su canali di comunicazione e sui social media. “L’uso diffuso di sostanze nocive tra i bambini in molti paesi della regione europea, e oltre, rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica – afferma Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa -. Considerando che il cervello continua a svilupparsi anche dopo i 25 anni, gli adolescenti devono essere protetti dagli effetti di prodotti tossici e pericolosi. Sfortunatamente, i bambini oggi sono costantemente esposti al marketing online mirato di prodotti dannosi, mentre la cultura popolare, come i videogiochi, li normalizza”. L’Oms/Europa, conclude, “sta lavorando con i paesi per garantire a tutti i giovani il miglior inizio possibile nella vita. Ciò significa proteggerli da prodotti tossici e che creano dipendenza, che potrebbero compromettere la loro qualità di vita negli anni a venire”.

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ALCOLISMO GIOVANI

Apr28
da admin il 28 Aprile 2024 alle 15:22
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Alcol, l’abuso aumenta il rischio di Alzheimer e Parkinson. Giovani e anziani i più vulnerabili

Preoccupano i consumatori occasionali, tra cui 104 mila giovani. Incrementati gli accessi al Pronto Soccorso

L’ abuso di alcol, insieme a diabete e inquinamento, costituisce anche una delle principali cause di aumento del rischio di malattia di Alzheimer e di Parkinson, secondo uno studio anglo-canadese pubblicato su ‘Nature Communications’”. Lo sottolinea il presidente della Società italiana di neurologia (Sin) Alessandro Padovani, dell’Università di Brescia, per l’Alcohol Prevention Day, la Giornata mondiale di prevenzione dell’abuso di alcol, proclamata il Collaborating Centre on Alcohol and Public Health Policy Research dell’Oms per il 18 aprile, con l’obiettivo di fornire informazioni aggiornate sugli effetti negativi dell’abuso di alcol per la salute e la società.   

I dati

Nel nostro Paese aderiscono l’Istituto superiore di sanità, la Società italiana di alcologia (Sia) e l’Associazione italiana dei Club alcologici territoriali Aicat per promuovere sul territorio la cultura della prevenzione, della consapevolezza e della responsabilità individuale e sociale, anche in funzione della piaga, in continua crescita, degli incidenti stradali per abuso di alcol soprattutto tra i neopatentati.   “Come abbiamo indicato nel “Manifesto One Brain One Health” che riassume la strategia italiana per la salute del cervello 2023-2031, oggi siamo esposti a diversi fattori di rischio cumulativi che impongono un approccio olistico che li consideri tutti – rimarca Padovani – Quindi non solo i già noti ipertensione, diabete e obesità, ma anche fattori legati allo stile di vita come l’esercizio fisico e il consumo di alcol“. 

Giovani i più vulnerabili

Particolarmente vulnerabili ai danni dell’abuso sono i giovani: negli Usa prima dei 21 anni d’età, questa è una delle principali cause di morte prevenibili per incidenti stradali, omicidi, binge drinking (overdose di alcol), cadute, ustioni, annegamenti e suicidi. La situazione non cambia molto in Italia: il Rapporto Itisan 2023 dell’Iss indica che l’alcol è il terzo fattore per rischio di malattia e morte prematura dopo fumo e ipertensione arteriosa.  Un’altra indagine Iss (Passi 21-22) indica che tra i 18 e i 21 anni, nonostante in questa fascia d’età la soglia di alcolemia consentita sia pari a zero, il 4% dei guidatori si mette al volante dopo aver bevuto. 

Eccessivo consumo di alcolici e anziani

Sul versante opposto – evidenziano ancora i neurologi – si trova l’eccessivo consumo di alcolici da parte degli anziani, segnalato fra gli altri dagli American Addiction Centers secondo cui l’alcol è la sostanza d’abuso più usata dopo i 65 anni. Per la Samhsa (Substance Abuse and Mental Health Services Administration) l’11% degli over 65 è affetto da binge drinking, beve tanto da avere una concentrazione plasmatica pari o superiore a 0.08  g/dl. Nell’anziano – avvertono gli esperti – questo può comportare disidratazione, interazioni con i vari farmaci che spesso assume per le comorbidità di cui spesso soffre, come diabete, ipertensione,  miocardiopatie, epatopatie, osteoporosi, disturbi della memoria e  dell’umore.

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