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Alcolismo giovani

Lug18
da admin il 18 Luglio 2024 alle 17:50
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Perché gli adolescenti fanno abuso di alcol?

L’analisi dei dati evidenzia una tendenza allarmante tra gli studenti degli ultimi anni di scuola superiore: il 45% ha dichiarato di essersi ubriacato più di tre volte. Questo dato suggerisce che l’ubriacatura frequente sia percepita da molti giovani come una fase inevitabile del proprio sviluppo sociale, influenzata pesantemente dal contesto amicale. Circa il 20% degli adolescenti ammette di essere fortemente condizionato dalle abitudini e dalle pressioni del gruppo di amici, il che contribuisce a perpetuare il fenomeno del binge drinking, caratterizzati da episodi di consumo massiccio di alcol concentrati in breve tempo.

Ancora più preoccupante è la percezione distorta dei rischi connessi al consumo di alcol tra i giovani. Solo il 30% degli adolescenti intervistati è “molto d’accordo” sul fatto che bere possa provocare problemi di salute significativi, mentre un altro 40% si limita a essere “abbastanza d’accordo”. Questa scarsa consapevolezza dei rischi a lungo termine dell’abuso di alcol riflette una carenza critica nelle informazioni e nella educazione sui pericoli associati a questo comportamento.

Testimonianze dai pronto soccorso

L’emergenza legata all’abuso di alcol è un fenomeno ricorrente ogni fine settimana nei pronto soccorso italiani. Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia, ha fornito uno sguardo approfondito sulla situazione al Policlinico San Matteo di Pavia, dove si osserva regolarmente l’afflusso di adolescenti con sintomi severi derivanti dall’abuso di alcol.

I casi trattati spaziano da malessere generale a stati confusionali gravi, fino ai casi più estremi di coma etilico. Questi sintomi rappresentano solo la punta dell’iceberg di una problematica più ampia e profonda che coinvolge giovani che ignorano o sottovalutano i rischi associati al consumo eccessivo di alcol. La frequenza con cui tali casi si presentano evidenzia una grave mancanza di consapevolezza tra i giovani riguardo alle conseguenze immediate e a lungo termine di questa pratica.

La disinformazione sull’alcol tra i giovani

Un aspetto critico emerso dall’indagine riguarda la percezione del rischio associato all’alcol, confrontato con altre sostanze. Mentre l’86% dei giovani intervistati ritiene le droghe sintetiche altamente pericolose per la salute, solo il 33,9% attribuisce lo stesso grado di rischio all’alcol. Questo divario nella percezione del rischio è profondamente allarmante e riflette una grave disinformazione diffusa tra gli adolescenti.

Secondo Giada Giglio Moro, psicologa e psicoterapeuta, l’alcol è classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come droga, nonostante il suo status comune come bevanda sociale. Questo fatto evidenzia una discrepanza significativa tra la percezione popolare e la realtà scientifica riguardo agli effetti nocivi dell’alcol sulla salute.

La mancanza di consapevolezza riguardo ai pericoli dell’alcol può avere conseguenze gravi. Prima di tutto, gli adolescenti potrebbero non essere sufficientemente motivati a limitare o evitare il consumo eccessivo di alcol, pensando erroneamente che sia meno dannoso rispetto ad altre sostanze. Ciò potrebbe portare a comportamenti rischiosi come il binge drinking, con conseguenze immediate come incidenti stradali, violenze, e intossicazioni acute. Inoltre, la percezione distorta del rischio può influenzare le decisioni dei giovani riguardo alla prevenzione di problemi di salute a lungo termine, come danni al fegato, dipendenza dall’alcol, e problemi mentali e comportamentali associati.

Progetti di prevenzione: il caso di Trastevere

Un esempio significativo di iniziativa volta alla prevenzione dell’abuso di alcol tra i giovani è rappresentato dal progetto ideato da Trastevere Attiva Odv nel cuore di Roma. Questa Associazione ha lanciato un programma innovativo e psicoeducativo denominato “Bevo? Anche no!“, che si rivolge agli studenti delle scuole medie della capitale.

Ciò che rende questo progetto particolarmente efficace è il suo approccio interattivo e partecipativo. Gli studenti non sono semplicemente destinatari passivi di informazioni, ma sono coinvolti attivamente nella creazione di contenuti educativi. In collaborazione con psicologi, videomaker e coordinatori del progetto, gli adolescenti partecipano alla creazione di videoclip educativi che affrontano i rischi dell’abuso di alcol e promuovono comportamenti responsabili.

Attraverso questi videoclip, che vengono successivamente condivisi sui social media, gli studenti non solo esplorano e comprendono i rischi legati all’alcol, ma diventano anche ambasciatori della prevenzione all’interno delle loro comunità, responsabilizzandoli nel diffondere messaggi positivi e informativi tra i loro coetanei e oltre.

L’iniziativa ha già avuto successo, con videoclip che hanno raggiunto un ampio pubblico online e hanno suscitato un interesse significativo tra gli adolescenti. L’approccio di Trastevere Attiva Odv dimostra che la prevenzione dell’abuso di alcol può essere efficace quando si combinano educazione, coinvolgimento attivo degli studenti e supporto della comunità.

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Alcolismo giovani

Lug08
da admin il 8 Luglio 2024 alle 16:54
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Aumentano il consumo di droghe, alcol e il fenomeno hikikomori tra i giovani italiani

Tra i giovani sotto i 20 anni il consumo di droga e alcol è in aumento, così come il fenomeno degli hikikomori, cioè quei giovani che si isolano, smettendo di uscire di casa, andare a scuola e frequentare amici e conoscenti.

È quanto emerso dalla Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia, presentata martedì scorso a cui hanno partecipato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche Antidroga, Alfredo Mantovano, i Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e la Sottosegretaria di Stato all’Interno, Wanda Ferro.

Consumo di stupefacenti e alcol in aumento

La relazione raccoglie i dati relativi al 2023 e presenta un quadro preoccupante. L’anno scorso gli studenti tra i 15 e 19 anni che hanno dichiarato di aver usato almeno una volta la cocaina sono il 2,2%, stimolanti il 2,9%, allucinogeni il 2% e Nuove sostanze psicoattive sono il 6,4%. Tutte percentuali in crescita rispetto al 2022.

L’unica sostanza il cui uso è in calo è la cannabis, lo stupefacente ancora più usato tra i giovani. L’uso è diminuito dal 23,7% nel 2022 al 22,2% nel 2023.

A destare ulteriore preoccupazione è la diffusione del fentanyl illecito, un pericolosissimo oppioide sintetico con una potenza oltre 80 volte superiore a quella della morfina, e della xilazina, un potente sedativo solitamente impiegato in veterinaria, usata nel mercato illegale come adulterante.

Dati che il Ministro Valditara ha giudicato “impressionanti”: “Il 39% di chi fa uso di si è avvicinato a questa droga prima dei 15 anni, 140mila studenti hanno consumato alcol almeno 20 volte negli ultimi 30 giorni; più del 30% degli studenti riferisce una prima ubriacatura prima dei 15 anni, 280 mila studenti hanno utilizzato psicofarmaci senza prescrizione medica nel 2023, con prevalenze doppie tra le ragazze rispetto ai ragazzi”.

Fenomeno degli hikikomori in crescita

Particolare focus è stato dato anche al fenomeno degli hikikomori che, purtroppo, è in crescita.

Nel 2023, infatti, gli studenti che hanno deciso di isolarsi per un periodo oltre i 6 mesi, senza andare a scuola e frequentare amici e conoscenti sono stati all’incirca 49mila, il 2% del totale. A cui si aggiunge un ulteriore 2,2% di ragazzi che sono in una fase cosiddetta “pre-hikikomori”, che si sono cioè reclusi per un periodo tra i 3 e 6 mesi.

Le motivazioni principali che hanno spinto all’isolamento sono problemi psicologici (48%), non avere voglia di vedere nessuno (41%), problemi di tipo relazionale con amici o partner (34%), con i familiari (24%) e con i docenti (14%).

Il ruolo della scuola

Alla luce dei dati emersi dalla Relazione, il Ministro Valditara ha sottolineato l’importanza del ruolo della scuola non solo nell’ambito della sensibilizzazione sull’assunzione delle sostanze stupefacenti e di alcol, ma anche nel ridare entusiasmo ai giovani e nel riscoprire i loro talenti.

“La scuola deve svolgere un altro ruolo: ridare entusiasmo ai giovani, ridare la voglia di credere in sé stessi, un percorso di vita. Molti studi rilevano che l’abuso di alcol e la dipendenza da social sia aumentato durante il Covid.

“La scuola deve riscoprire i talenti, mettere al centro la persona, deve orientare e motivare. Molti ragazzi vivono nella nebbia, non sanno che scelte faranno. L’orientamento è fondamentale. Una nuova didattica, attrattiva, coinvolgente, partecipativa, fa entusiasmare, fa abbandonare ai ragazzi quello stato pre-depressivo”, ha dichiarato il Ministro.

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Alcolismo giovani

Lug01
da admin il 1 Luglio 2024 alle 13:50
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Pandemia delle dipendenze tra i giovani, Maira: «Alcol responsabile del 15% dei tumori al seno, ragazze fate attenzione»

«Importante fare una corretta informazione»

«L’abuso di droghe e alcol negli ultimi anni è diventato una vera e propria pandemia sociale». Giulio Maira, Professore di Neurochirurgia e Presidente Fondazione Atena, mette in guardia sull’uso delle droghe in giovane età. «Il cervello nell’adolescenza deve maturare – spiega – e raggiunge la sua maturità intorno ai 21 anni. Le droghe impediscono alle reti neurali di funzionare e di svilupparsi bene».

Il 19% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di sostanze mentre si abbassa anche l’età del primo approccio alla cannabis, già verso i 9-10 anni secondo i dati dell’Ordine dei Medici di Roma. Da non sottovalutare l’alcol. «La più pericolosa delle droghe – aggiunge Maira – È responsabile del 10-15% dei tumori al seno».

Sempre più importante dunque una comunicazione adeguata che unisca i linguaggi dei giovani alla necessità di una corretta prevenzione. Online in queste settimane la campagna Rai “Fermati. Pensaci un minuto”, proprio sui rischi legati alle dipendenze. «Importante fare divulgazione. Lotta alla droga significa tutela dei giovani, il futuro del nostro Paese». 

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Alcolismo giovani

Giu10
da admin il 10 Giugno 2024 alle 9:29
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“Alcol e droga. Cresce l’abuso tra i ragazzini”

L’allarme della primaria del pronto soccorso Curto “Si abbassa l’età del consumo: danni molto gravi”.

Abuso di alcol tra i giovani: “è chiaro che siamo davanti, e ormai da qualche anno, a un trend in aumento e il problema dell’etilismo acuto interessa anche molti minorenni”. Rita Curto, primario del dipartimento dell’emergenza all’ospedale di Civitanova, dal suo osservatorio in prima linea non nasconde la preoccupazione. Una decina di giorni fa le ambulanze hanno trasportato giovani, anche adolescenti, in coma etilico nel suo reparto, soccorsi sul lungomare davanti ai locali del divertimento.

“C’è una tendenza in aumento e si abbassa sempre più l’età dei soggetti coinvolti – aggiunge la dottoressa Curto – e questo dovrebbe allarmare tutti perché i danni che l’alcol può fare a questa età sono molto molto seri. Noto la stessa tendenza riguardo alle droghe leggere e spesso i due fenomeni sono associati. Quello che, inoltre, emerge è che l’abuso di queste sostanze non dipende da disagi sociali o familiari, ma è strettamente legato alle dinamiche della movida”.

Dal fronte degli operatori sanitari parte dunque l’allarme che già venerdì scorso il dottor Mario De Rosa, responsabile a Civitanova del dipartimento per la lotta alle dipendenze, ha portato sul tavolo del prefetto di Macerata Isabella Fusiello, durante la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato per affrontare il caso Civitanova, con le notti dei fine settimana accompagnate dall’abuso di droghe e di alcol in una città che si vuole sempre più caratterizzare come divertimentificio della costa adriatica, ma che deve fare i conti con il problema di adolescenti privi di coscienza, sfatti per la qualità e quantità di alcol bevuta, trasportati in coma etilico all’ospedale.

Che Civitanova sia diventata, anche, una piazza dove il fine settimana fa rima con lo sballo di droga e alcol non è un mistero per nessuno. Alle soglie della stagione estiva i segnali sono già chiari e il prefetto Isabella Fusiello ha riunito tutte le componenti – sindaco e associazioni – per chiarire che questi fenomeni vanno combattuti con la collaborazione di tutti e con tutti i mezzi, a partire da un efficace controllo del territorio, dal confronto con i titolari delle discoteche, che convocherà, e da stringenti controlli per evitare che nei locali venga servito alcol ai minorenni. Un vertice durante il quale non sono mancate richieste al sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica a impegnare più risorse finanziarie e più vigili urbani per garantire la vigilanza notturna.

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Alcolismo giovani

Mag30
da admin il 30 Maggio 2024 alle 10:54
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Alcol. Iss, consumo a rischio per 1 italiano su 6.Torna il binge drinking dopo la pandemia

Uomo, giovane e giovanissimo, non in difficoltà economica e con un alto livello di istruzione, perlopiù residente nel Nord Italia: è questo l’identikit del consumatore adulto a maggior rischio, anche se non mancano elementi di allarme per il consumo tra le giovani donne. Preoccupa il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali solo poco meno della metà, il 49%, dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Quattro adulti italiani su 10 dichiarano di non consumare bevande alcoliche, ma 1 persona su 6 (il 18%) ne fa un consumo definito a maggior rischio per la salute, per quantità o modalità di assunzione: il 9,6% degli adulti per binge drinking (consumi episodici eccessivi, corrispondenti a 5 o più unità alcoliche in una unica occasione per gli uomini e 4 o più per le donne), il 10% per consumo alcolico esclusivamente o prevalentemente fuori pasto e il 2% per un consumo abituale elevato (3 o più unità alcoliche giornaliere per gli uomini e 2 o più per le donne). Tra gli over 65 coloro che dichiarano di non consumare alcol abitualmente sono 6 su 10, ma 2 su 10 riferiscono un consumo moderato e una percentuale lievemente inferiore, il 17%, a rischio. Sono questi alcuni dei principali dati pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità che emergono dal nuovo dataset delle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento, relative alla popolazione adulta (18-69 anni) e a quella anziana (over 65 anni).

Nel biennio 2022-23 sono state intervistate rispettivamente 63mila e 30mila persone. Uomo, giovane e giovanissimo, non in difficoltà economica e con un alto livello di istruzione, perlopiù residente nel Nord Italia: è questo l’identikit del consumatore adulto a maggior rischio, anche se non mancano elementi di allarme per il consumo tra le giovani donne. Dal 2010, si osserva fra gli uomini un progressivo aumento del consumo amaggior rischio e una tendenziale e lenta riduzione del binge drinking; fra le donne invece il consumo di alcol a maggior rischio sembra stabile, ma va aumentando la componente del consumo di tipo binge e sebbene in ambito femminile resti significativamente inferiore a quello degli uomini, le differenze di genere vanno riducendosi. Tra gli over 65 si registra un trend di consumo a rischio più frequente tra gli uomini, che si riduce all’avanzare dell’età e rimane prerogativa delle classi socialmente più avvantaggiate. L’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol appare ancora troppo bassa: appena il 7% dei consumatori a “maggior rischio” riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno.

Il consumo a maggior rischio è più frequente fra i giovani e in particolar modo i giovanissimi (tra i 18-24enni la quota sfiora il 36%), rivelandosi sempre circa 3 volte maggiore di quanto si osserva fra le generazioni più mature dei 50-69enni. Fra gli ultra 35enni aumenta grazie alla crescita della componente del binge drinking, che dopo un calo legato all’emergenza pandemica ha ripreso ad essere praticato. Il binge drinking così come il consumo di alcol fuori pasto sono prerogative dei più giovani e socialmente più avvantaggiati, mentre il consumo abituale elevato è caratteristica di persone meno giovani e socialmente più svantaggiate.

Il consumo di alcol a maggior rischio resta una prerogativa dei residenti nel Nord Italia (con un trend in aumento) in particolare in Valle d’Aosta e PA di Bolzano, seguite, tra le Regioni settentrionali, dalla PA di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tra le Regioni del Sud, il Molise ha la percentuale di consumatori di alcol a maggior rischio più alta della media nazionale e paragonabile a quella della PA di Bolzano.

Anche il consumo di tipo binge è una prerogativa dell’Italia settentrionale (dove si registra anche un aumento significativo dal 2010) e in particolare del Nord Est, ma Molise e Sardegna si distinguono negativamente fra le Regioni meridionali (il Molise fa registrare una delle quote più alte del Paese).


Preoccupa gli esperti il numero di persone che assume alcol pur avendo una controindicazione assoluta, come i pazienti con malattie del fegato, fra i quali solo poco meno della metà, il 49%, dichiara di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Il 10% delle donne in gravidanza riferisce di aver consumato alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista e fra le donne che allattano al seno la quota aumenta al 27%.

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