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Alcolismo giovani

Set24
da admin il 24 Settembre 2024 alle 12:29
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Giovani & alcool: campanelli d’allarme da non sottovalutare

Coma etilico. Il Ministero della Salute lo spiega così: si tratta di una “intossicazione acuta da alcol, si verifica quando si raggiungono livelli eccessivi di alcool etilico nel sangue. Questa condizione non deve mai essere sottovalutata, potendo il coma provocare danni irreversibili al sistema nervoso o la morte del soggetto”.
Questa è la condizione in cui si è trovata una ragazzina di 14 anni a scuola, il primo giorno dell’anno scolastico.

Ne hanno parlato i media, raccontando di come la vicenda sia accaduta in provincia di Lecce: la ragazzina si è sentita male nel bagno della scuola poco prima della fine delle lezioni, è stata soccorsa e ricoverata d’urgenza in ospedale. Ha rischiato la pelle.
Naturalmente sull’accaduto è scattata un’indagine per accertare le modalità ed eventuali responsabilità. Dai primi racconti pare che la quattordicenne abbia bevuto vodka, portata in classe in una borraccia. Non sarebbe stata sola, lo avrebbe fatto con alcune compagne, le stesse che hanno dato l’allarme nel momento in cui la studentessa ha cominciato a sentirsi male.
Perché parlarne? Anzitutto perché il consumo di alcol è un problema molto serio per gli adolescenti. Secondo i dati riferiti da fonti sanitarie in Europa si stima che l’80% degli adolescenti tra i 15 e i 16 anni faccia un uso abituale di alcol; in Italia la percentuale è addirittura più alta, arrivando all’84% e risulta che spesso si comincia ad abusare dell’alcol già a partire dai 13 anni.

Siamo dunque di fronte a un fenomeno importante, di fronte al quale anche la scuola non può far finta di niente. Il tema di fondo è quello delle dipendenze e a questo proposito si ricorderà come da anni l’istituzione scolastica si sia interrogata su come intervenire, anche con percorsi specifici.
Il fatto del leccese, inoltre, colpisce perché avvenuto proprio tra le aule scolastiche e al primo giorno di lezione: come se il momento del ritrovarsi – a scuola in questo caso – sia stato un detonatore per un comportamento al limite e rischioso. Legato tra l’altro – subito è stato avanzato il sospetto – a una “sfida social”, cioè a uno di quei comportamenti amplificati dagli strumenti digitali e tesi a mettere alla prova se stessi spesso in situazioni difficili o pericolose. “Save the children”, ad esempio, mette in guardia da tempo su queste sfide che – spiega – “sono sempre più diffuse sul web e suscitano l’interesse di un gran numero di persone, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti”.  Alcune di queste sfide possono avere esiti anche drammatici, come talvolta le cronache hanno riferito.

Parliamo dei più giovani e in questo caso l’attività di prevenzione diventa fondamentale. L’attenzione degli adulti va moltiplicata, così come l’educazione all’uso responsabile degli strumenti digitali a disposizione, a cominciare dagli smartphone, vera porta spalancata verso il web e tutto quanto contiene.
Di nuovo torna il tema della scuola, che è un luogo importante nel quale si gioca la vita dei più giovani. Qui passano tanto tempo e qui possono avere a disposizione adulti attenti al loro sviluppo, accedere a conoscenze e abilità che ne fanno, piano piano, persone responsabili.
Ecco allora che il fatto di Lecce può suonare come un campanello di allarme e di richiamo all’attenzione educativa. Assume un significato simbolico che va ben oltre l’accaduto (su cui non tocca qui giudicare). Ricorda preoccupazioni e prospettive, compiti e responsabilità, costringe a ridire e rinnovare l’impegno di chi si occupa di educazione (anche ben oltre la scuola, naturalmente).

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Alcolismo giovani

Ago28
da admin il 28 Agosto 2024 alle 8:29
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Rita Tulelli: “La piaga dell’alcol tra i minori: un’emergenza sociale sottovalutata”

Negli ultimi anni, l’abuso di alcol tra i minori è diventato una vera e propria emergenza sociale in molti paesi, inclusa l’Italia. Questo fenomeno, spesso sottovalutato dalle istituzioni e dai genitori, sta assumendo dimensioni preoccupanti e ha ripercussioni profonde sulla salute fisica e mentale dei giovani, oltre che sulla loro vita sociale e familiare. È quindi essenziale comprendere le cause di questa piaga e individuare soluzioni efficaci per contrastarla.

L’alcol è la sostanza psicoattiva più utilizzata tra i giovani. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia, circa il 50% degli adolescenti ha consumato alcol almeno una volta nel corso dell’anno, e una percentuale significativa di questi ha sperimentato episodi di “binge drinking”, ovvero l’assunzione di grandi quantità di alcol in un breve arco di tempo. Questo comportamento, purtroppo, viene spesso considerato come un rito di passaggio verso l’età adulta o un modo per divertirsi e socializzare. Tuttavia, gli effetti dell’alcol sul cervello in fase di sviluppo degli adolescenti possono essere devastanti.

L’abuso di alcol tra i minori può portare a gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Tra i danni immediati si segnalano incidenti stradali, comportamenti violenti, autolesionismo e rapporti sessuali non protetti. A lungo termine, invece, l’assunzione di alcol in giovane età è associata a un aumento del rischio di sviluppare dipendenze in età adulta, disturbi mentali come la depressione e l’ansia, e patologie croniche come malattie epatiche e cardiovascolari.

Inoltre, è stato dimostrato che l’esposizione precoce all’alcol può interferire con lo sviluppo del cervello degli adolescenti, compromettendo le capacità cognitive, la memoria e il rendimento scolastico. L’abuso di alcol può anche compromettere le relazioni sociali e familiari, portando a conflitti e isolamento.

Le cause dell’abuso di alcol tra i minori sono molteplici e complesse. Tra i fattori principali si annoverano la pressione sociale e il desiderio di conformarsi ai coetanei, spesso alimentati da una cultura che glorifica il consumo di alcol come simbolo di divertimento e disinibizione. Anche la mancanza di consapevolezza sui rischi associati al consumo di alcol e la facile accessibilità agli alcolici giocano un ruolo significativo.
Un altro fattore cruciale è l’influenza del contesto familiare. Genitori che consumano alcol in modo irresponsabile o che non pongono limiti chiari ai propri figli possono involontariamente promuovere l’idea che bere sia normale e accettabile. Inoltre, il marketing aggressivo delle aziende produttrici di alcolici, che spesso mira ai giovani attraverso campagne pubblicitarie accattivanti e la sponsorizzazione di eventi e attività, contribuisce a normalizzare il consumo di alcol tra i minori.

Prevenzione e intervento: una responsabilità collettiva

Per affrontare efficacemente il problema dell’abuso di alcol tra i minori, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare che coinvolga famiglie, scuole, comunità, istituzioni e il settore privato. In primo luogo, è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dell’alcol per i giovani, attraverso campagne educative che mirino a sfatare i miti associati al bere e a promuovere stili di vita sani.
Le scuole, in particolare, possono svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione, offrendo programmi educativi che insegnino ai ragazzi a riconoscere i rischi del consumo di alcol e a sviluppare competenze sociali e personali per resistere alla pressione dei pari. Anche le famiglie devono essere coinvolte, ricevendo supporto e formazione per adottare stili di educazione più consapevoli e responsabili.

Le autorità locali e nazionali, invece, possono intervenire attraverso politiche di regolamentazione più severe sulla vendita di alcol ai minori, aumentandone i controlli e applicando sanzioni più rigide per chi trasgredisce. Inoltre, limitare la pubblicità degli alcolici rivolta ai giovani e promuovere attività alternative che non coinvolgano il consumo di alcol possono contribuire a ridurre la diffusione di questa piaga.
La lotta contro l’abuso di alcol tra i minori è una battaglia che riguarda tutta la società. È fondamentale agire con determinazione per proteggere i giovani da una cultura del bere che rischia di compromettere il loro futuro e la loro salute. Solo attraverso un impegno collettivo, una maggiore consapevolezza e un’azione coordinata potremo arginare questa emergenza e garantire ai nostri ragazzi un futuro più sicuro e sano.

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Alcolismo giovani

Lug30
da admin il 30 Luglio 2024 alle 10:15
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Alcol, più donne consumatrici. Il 15% dei giovani ama il binge drinking

Relazione al Parlamento. Schillaci: “Il fenomeno nei ragazzi resta una criticità”

Cambia l’identikit dei consumatori di alcol in Italia: rispetto al passato, aumentano i consumatori occasionali e fuori pasto mentre calano quelli giornalieri ed a fronte di un leggero aumento del consumo generale di alcol nell’anno, a fare registrare la crescita maggiore sono soprattutto le donne.

Nei giovani preoccupa l’abitudine del binge drinking 

 E’ il quadro che emerge dalla “Relazione del ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 n. 125 in materia di alcol e problemi alcol correlati – anno 2023”.

Nel 2021 il fenomeno del binge drinking – il consumo smodato di alcol in un arco temporale ristretto – riguardava il 14,8% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età. Nel 2022 il fenomeno ha riguardato il 15% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età (18,9% maschi e il 10,8% femmine). “A tutt’oggi – commenta il ministro Orazio Schillaci nel documento – il consumo dannoso di alcol resta una criticità, tanto da indurre molti Paesi ad adottare raccomandazioni sul consumo di bevande alcoliche, suggerendo la prudenza, come esprime con chiarezza il concetto condiviso dalla Comunità Scientifica Internazionale che si sintetizza con la frase Less is better”. 

Alcol, “Fermati, pensaci un minuto”

La campagna di comunicazione: Rai e Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri scendono in campo per sensibilizzare i più giovani sui rischi e pericoli connessi all’uso di droghe.

I numeri del fenomeno

Secondo i dati Istat, evidenzia la Relazione, nel corso del 2022 il 67,1% della popolazione italiana di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica (pari a 35 milioni e 918 mila persone), con una prevalenza maggiore tra i maschi (77,4%) rispetto alle femmine (57,5%). Il 19,3% dei consumatori (10 milioni 310 mila persone) beve quotidianamente (28,4% tra i maschi e 10,7% tra le femmine). Nel 2022 è in lieve aumento, rispetto all’anno precedente, il consumo di alcol nell’anno (66,3% nel 2021 e 67,1% nel 2022), ma tale aumento “si osserva esclusivamente tra le donne (passate dal 56,1% al 57,5%)”. Inoltre, si sottolinea, nel decennio la quota di donne consumatrici per il consumo occasionale passa dal 39,3% al 46,9%, mentre le donne che consumano alcol fuori pasto passano dal 15,6% al 23,2%. In generale, è stabile il consumo giornaliero (19,4% nel 2021 e 19,3% nel 2022), mentre in aumento il consumo fuori pasto (30,7% nel 2021 e 31,7% nel 2022) e il consumo occasionale (46,9% nel 2021 e 47,9% nel 2022).

Il tipo di alcolici consumati

Quanto al tipo di alcolici, nel 2022 beve vino il 54,9% della popolazione di 11 anni e più, di cui 65,1% maschi e 45,2% femmine. Nella stessa popolazione considerata, beve birra il 51,3%, con una prevalenza dei consumatori di sesso maschile pari al 63,7% rispetto al 39,6% di quella femminile. Gli aperitivi alcolici, amari e superalcolici sono consumati dal 48% della popolazione di 11 anni e più (58,5% degli uomini e il 38,0% delle donne). 

Il consumo è più forte nel Centro-Nord

In generale, il consumo è più forte nel Centro-Nord (il 69,3%) e preoccupano i giovani: nel 2022, il 47,6% dei ragazzi e il 42,1% delle ragazze di età compresa tra 11 e 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno. Tra i comportamenti a rischio tra i giovani il binge drinking rappresenta l’abitudine più diffusa.

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Alcolismo giovani

Lug18
da admin il 18 Luglio 2024 alle 17:50
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Perché gli adolescenti fanno abuso di alcol?

L’analisi dei dati evidenzia una tendenza allarmante tra gli studenti degli ultimi anni di scuola superiore: il 45% ha dichiarato di essersi ubriacato più di tre volte. Questo dato suggerisce che l’ubriacatura frequente sia percepita da molti giovani come una fase inevitabile del proprio sviluppo sociale, influenzata pesantemente dal contesto amicale. Circa il 20% degli adolescenti ammette di essere fortemente condizionato dalle abitudini e dalle pressioni del gruppo di amici, il che contribuisce a perpetuare il fenomeno del binge drinking, caratterizzati da episodi di consumo massiccio di alcol concentrati in breve tempo.

Ancora più preoccupante è la percezione distorta dei rischi connessi al consumo di alcol tra i giovani. Solo il 30% degli adolescenti intervistati è “molto d’accordo” sul fatto che bere possa provocare problemi di salute significativi, mentre un altro 40% si limita a essere “abbastanza d’accordo”. Questa scarsa consapevolezza dei rischi a lungo termine dell’abuso di alcol riflette una carenza critica nelle informazioni e nella educazione sui pericoli associati a questo comportamento.

Testimonianze dai pronto soccorso

L’emergenza legata all’abuso di alcol è un fenomeno ricorrente ogni fine settimana nei pronto soccorso italiani. Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia, ha fornito uno sguardo approfondito sulla situazione al Policlinico San Matteo di Pavia, dove si osserva regolarmente l’afflusso di adolescenti con sintomi severi derivanti dall’abuso di alcol.

I casi trattati spaziano da malessere generale a stati confusionali gravi, fino ai casi più estremi di coma etilico. Questi sintomi rappresentano solo la punta dell’iceberg di una problematica più ampia e profonda che coinvolge giovani che ignorano o sottovalutano i rischi associati al consumo eccessivo di alcol. La frequenza con cui tali casi si presentano evidenzia una grave mancanza di consapevolezza tra i giovani riguardo alle conseguenze immediate e a lungo termine di questa pratica.

La disinformazione sull’alcol tra i giovani

Un aspetto critico emerso dall’indagine riguarda la percezione del rischio associato all’alcol, confrontato con altre sostanze. Mentre l’86% dei giovani intervistati ritiene le droghe sintetiche altamente pericolose per la salute, solo il 33,9% attribuisce lo stesso grado di rischio all’alcol. Questo divario nella percezione del rischio è profondamente allarmante e riflette una grave disinformazione diffusa tra gli adolescenti.

Secondo Giada Giglio Moro, psicologa e psicoterapeuta, l’alcol è classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come droga, nonostante il suo status comune come bevanda sociale. Questo fatto evidenzia una discrepanza significativa tra la percezione popolare e la realtà scientifica riguardo agli effetti nocivi dell’alcol sulla salute.

La mancanza di consapevolezza riguardo ai pericoli dell’alcol può avere conseguenze gravi. Prima di tutto, gli adolescenti potrebbero non essere sufficientemente motivati a limitare o evitare il consumo eccessivo di alcol, pensando erroneamente che sia meno dannoso rispetto ad altre sostanze. Ciò potrebbe portare a comportamenti rischiosi come il binge drinking, con conseguenze immediate come incidenti stradali, violenze, e intossicazioni acute. Inoltre, la percezione distorta del rischio può influenzare le decisioni dei giovani riguardo alla prevenzione di problemi di salute a lungo termine, come danni al fegato, dipendenza dall’alcol, e problemi mentali e comportamentali associati.

Progetti di prevenzione: il caso di Trastevere

Un esempio significativo di iniziativa volta alla prevenzione dell’abuso di alcol tra i giovani è rappresentato dal progetto ideato da Trastevere Attiva Odv nel cuore di Roma. Questa Associazione ha lanciato un programma innovativo e psicoeducativo denominato “Bevo? Anche no!“, che si rivolge agli studenti delle scuole medie della capitale.

Ciò che rende questo progetto particolarmente efficace è il suo approccio interattivo e partecipativo. Gli studenti non sono semplicemente destinatari passivi di informazioni, ma sono coinvolti attivamente nella creazione di contenuti educativi. In collaborazione con psicologi, videomaker e coordinatori del progetto, gli adolescenti partecipano alla creazione di videoclip educativi che affrontano i rischi dell’abuso di alcol e promuovono comportamenti responsabili.

Attraverso questi videoclip, che vengono successivamente condivisi sui social media, gli studenti non solo esplorano e comprendono i rischi legati all’alcol, ma diventano anche ambasciatori della prevenzione all’interno delle loro comunità, responsabilizzandoli nel diffondere messaggi positivi e informativi tra i loro coetanei e oltre.

L’iniziativa ha già avuto successo, con videoclip che hanno raggiunto un ampio pubblico online e hanno suscitato un interesse significativo tra gli adolescenti. L’approccio di Trastevere Attiva Odv dimostra che la prevenzione dell’abuso di alcol può essere efficace quando si combinano educazione, coinvolgimento attivo degli studenti e supporto della comunità.

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Alcolismo giovani

Lug08
da admin il 8 Luglio 2024 alle 16:54
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Aumentano il consumo di droghe, alcol e il fenomeno hikikomori tra i giovani italiani

Tra i giovani sotto i 20 anni il consumo di droga e alcol è in aumento, così come il fenomeno degli hikikomori, cioè quei giovani che si isolano, smettendo di uscire di casa, andare a scuola e frequentare amici e conoscenti.

È quanto emerso dalla Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia, presentata martedì scorso a cui hanno partecipato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche Antidroga, Alfredo Mantovano, i Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e la Sottosegretaria di Stato all’Interno, Wanda Ferro.

Consumo di stupefacenti e alcol in aumento

La relazione raccoglie i dati relativi al 2023 e presenta un quadro preoccupante. L’anno scorso gli studenti tra i 15 e 19 anni che hanno dichiarato di aver usato almeno una volta la cocaina sono il 2,2%, stimolanti il 2,9%, allucinogeni il 2% e Nuove sostanze psicoattive sono il 6,4%. Tutte percentuali in crescita rispetto al 2022.

L’unica sostanza il cui uso è in calo è la cannabis, lo stupefacente ancora più usato tra i giovani. L’uso è diminuito dal 23,7% nel 2022 al 22,2% nel 2023.

A destare ulteriore preoccupazione è la diffusione del fentanyl illecito, un pericolosissimo oppioide sintetico con una potenza oltre 80 volte superiore a quella della morfina, e della xilazina, un potente sedativo solitamente impiegato in veterinaria, usata nel mercato illegale come adulterante.

Dati che il Ministro Valditara ha giudicato “impressionanti”: “Il 39% di chi fa uso di si è avvicinato a questa droga prima dei 15 anni, 140mila studenti hanno consumato alcol almeno 20 volte negli ultimi 30 giorni; più del 30% degli studenti riferisce una prima ubriacatura prima dei 15 anni, 280 mila studenti hanno utilizzato psicofarmaci senza prescrizione medica nel 2023, con prevalenze doppie tra le ragazze rispetto ai ragazzi”.

Fenomeno degli hikikomori in crescita

Particolare focus è stato dato anche al fenomeno degli hikikomori che, purtroppo, è in crescita.

Nel 2023, infatti, gli studenti che hanno deciso di isolarsi per un periodo oltre i 6 mesi, senza andare a scuola e frequentare amici e conoscenti sono stati all’incirca 49mila, il 2% del totale. A cui si aggiunge un ulteriore 2,2% di ragazzi che sono in una fase cosiddetta “pre-hikikomori”, che si sono cioè reclusi per un periodo tra i 3 e 6 mesi.

Le motivazioni principali che hanno spinto all’isolamento sono problemi psicologici (48%), non avere voglia di vedere nessuno (41%), problemi di tipo relazionale con amici o partner (34%), con i familiari (24%) e con i docenti (14%).

Il ruolo della scuola

Alla luce dei dati emersi dalla Relazione, il Ministro Valditara ha sottolineato l’importanza del ruolo della scuola non solo nell’ambito della sensibilizzazione sull’assunzione delle sostanze stupefacenti e di alcol, ma anche nel ridare entusiasmo ai giovani e nel riscoprire i loro talenti.

“La scuola deve svolgere un altro ruolo: ridare entusiasmo ai giovani, ridare la voglia di credere in sé stessi, un percorso di vita. Molti studi rilevano che l’abuso di alcol e la dipendenza da social sia aumentato durante il Covid.

“La scuola deve riscoprire i talenti, mettere al centro la persona, deve orientare e motivare. Molti ragazzi vivono nella nebbia, non sanno che scelte faranno. L’orientamento è fondamentale. Una nuova didattica, attrattiva, coinvolgente, partecipativa, fa entusiasmare, fa abbandonare ai ragazzi quello stato pre-depressivo”, ha dichiarato il Ministro.

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