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Alcolismo giovani

Ott29
da admin il 29 Ottobre 2024 alle 14:34
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Digiuno e alcol a volontà, il “trend” per non ingrassare e avere effetti immediati: cos’è la drunkoressia. Allarme tra i giovani

«Nell’immaginario collettivo l’alcol, essendo una sostanza legale, non viene percepito come altre sostanze d’abuso e il suo consumo nei contesti ricreativi sembra una pratica normale»

Una delle ultime tendenze, che ha preso piede in USA e che ormai è molto presente anche nel nostro paese è la drunkoressia. Una cattiva e pericolosa abitudine che prende in causa l’alcolismo e l’anoressia e che riguarda i giovani. Il “trend” consiste nell’assumere grandi quantità di alcol in poco tempo senza, però, aver mangiato precedentemente. Ma cosa spinge i giovani verso questo comportamento?

Drunkoressia: effetti e cause

Gli adolescenti, soprattutto le ragazze, sentono l’esigenza di assumere poche calorie e questo spiega il digiuno. Mentre è risaputo che assumere dell’alcol senza mangiare velocizza notevolmente l’arrivo degli effetti: tra cui euforia, entusiasmo e perdita dei freni inibitori. Insomma, sono sempre di più i ragazzi che scelgono questa strada, quella dell’abbuffata alcolica. Come riportato dal Corriere della Sera, il fenomeno è in aumento come dimostrano gli accessi nel Ser.D., il Servizio per le Dipendenze di Bari. 

Feste e alcol a vent’anni? Bere “per dimenticare” può avere effetti duraturi sul cervello: tutti i rischi

I dati

In base agli accessi registrati al Servizio per le Dipendenze è emerso che nel 2023 sono stati registrati 125 accessi di under 25 per consumo di alcol. Da gennaio 2024, il dato è più che raddoppiato e si contano 304 under 25, di cui 54 ragazzi sotto i 19 anni che hanno manifestato sintomi di un abuso di alcol da occasionale a problematico. Come spiegato da Guido Di Sciascio, direttore ad interim del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl barese, il problema della dipendenza da alcol è dovuto dalla differente percezione del rischio: «Nell’immaginario collettivo l’alcol, essendo una sostanza legale, non viene percepito come altre sostanze d’abuso e il suo consumo nei contesti ricreativi, anche in età adolescenziale, sembra una pratica normale». 

Il direttore del Dipartimento prosegue spiegando quali sono le dipendenze dei casi che vengono accolti quotidianamente: «Diversi accessi al Ser.D., spesso, sono per dipendenza da cannabinoidi o cocaina, salvo, poi, in fase di anamnesi emerge che alla base c’è un abuso uso di alcol che precede il consumo di sostanze illegali abbassando la percezione dei rischi e, dunque, favorendo l’uso di droghe. C’è poi una grossa parte di questo mondo giovanile che fa uso di alcol con binge drinking nel weekend, ma che non giunge mai all’osservazione clinica.

Questo comporta altre implicazioni non sanitarie, ma un costo indiretto per il Paese come interruzione degli studi, problematiche giudiziarie e di altro genere». 

Alcol e minori

Il Dipartimento ha anche attivato il Centro di Diagnosi Precoce a causa della forte presenza di pazienti giovani, sotto i 25 anni, in molti casi minorenni. «Abbiamo così la possibilità di avviare un programma terapeutico precoce nei confronti del minore, che viene seguito in spazi dedicati nel rispetto della privacy dello stesso, e anche interventi di sostegno nei confronti dei genitori o degli accompagnatori» ha detto Angela Lacalamita, dirigente psicologa del Dipartimento Dipendenze Patologiche Asl Bari. Inoltre la prevenzione viene fatta anche direttamente nelle scuole del territorio. 

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Alcolismo giovani

Ott16
da admin il 16 Ottobre 2024 alle 11:34
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Alcol e tumori: un legame (poco noto) che potrebbe spiegare i casi di cancro in crescita fra i giovani

Il nuovo report dell’Associazione sul Cancro americana lancia un allarme. Sono almeno sei i tipi di cancro collegati all’eccesso di alcolici e 6mila in casi ogni anno in Italia

Oncologi ed esperti hanno sollevato il problema più volte negli ultimi anni e questa volta a dare l’allarme, nel suo ultimo report pubblicato pochi giorni fa, è l’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR):  il consumo di bevande alcoliche è responsabile di un numero crescente di casi di tumore e potrebbe spiegare anche l’aumento di neoplasie al seno e al colon che si è registrato in persone giovani, prima dei 50 anni. «Ancora moltissime persone non sono consapevoli del legame tra cancro e alcol, nonostante sia stato ormai ampiamente dimostrato proprio come quello fra cancro e fumo – scrivono gli autori della pubblicazione statunitense -. Servono campagne di sensibilizzazione insieme a strategie di ampio impatto, come ad esempio le etichette di avvertenza specifiche per il cancro applicate sulle bevande alcoliche, perché più persone siano informate che tutte le bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) fanno crescere il pericolo d’insorgenza di diversi tipi tumore e che la probabilità di sviluppare una neoplasia aumenta con l’aumentare della quantità di alcol consumata». 

Il nuovo report americano

Secondo quanto riportato nel Cancer Progress Report 2024 dell’AACR, negli Stati Uniti, il 40% dei casi di cancro è associato a fattori di rischio modificabili, tra cui il consumo eccessivo di alcol al quale è stato attribuito il il 5,4% del totale dei casi diagnosticati negli Usa nel 2019 (l’anno più recente per il quale sono disponibili dati). Un crescente numero di ricerche, riassunte nel volume, ha chiarito l’impatto di questo legame in particolare con sei tipi di neoplasie: testa e collo (in particolare bocca, faringe e laringe), esofago, seno, stomaco,  colon retto e fegato. 
Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato un’associazione tra la quantità (moderata ed elevata) di alcol consumata durante la gravidanza e la probabilità che il bambino sviluppi la leucemia dopo la nascita.
E ancora: sono state raccolte anche le prove che l’assunzione di alcol da giovani e giovanissimi fa lievitare il rischio di cancro più avanti nella vita.

6mila casi di cancro ogni anno in Italia dovuti all’alcol

«Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale di sanità (Oms) in Italia sono attribuibili all’alcol tra 5 e 10 casi per 100mila abitanti ogni anno —dice  Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) —. Questo vuol dire, grosso modo, tra i 3mila e i 6 mila nuovi casi dei 365 mila diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. Può sembrare un numero relativamente piccolo, ma in realtà un’adeguata campagna di prevenzione e di informazione sui rischi dell’alcol contribuirebbe a salvare molte vite, tenendo anche conto del fatto che l’alcol non aumenta solo il rischio di tumore, ma è responsabile anche di migliaia di decessi che si registrano anche per cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e incidenti stradali per guida in stato d’ebbrezza».  Sono stati descritti diversi meccanismi attraverso i quali gli alcolici favoriscono lo sviluppo di diverse neoplasie, ma quello che è certo è che i danni per la salute aumentano notevolmente al crescere delle quantità consumate: bere una birra una volta a settimana non implica gli stessi rischi di bere una bottiglia di vino oppure super-alcolici ogni giorno.

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Alcolismo giovani

Set24
da admin il 24 Settembre 2024 alle 12:29
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Giovani & alcool: campanelli d’allarme da non sottovalutare

Coma etilico. Il Ministero della Salute lo spiega così: si tratta di una “intossicazione acuta da alcol, si verifica quando si raggiungono livelli eccessivi di alcool etilico nel sangue. Questa condizione non deve mai essere sottovalutata, potendo il coma provocare danni irreversibili al sistema nervoso o la morte del soggetto”.
Questa è la condizione in cui si è trovata una ragazzina di 14 anni a scuola, il primo giorno dell’anno scolastico.

Ne hanno parlato i media, raccontando di come la vicenda sia accaduta in provincia di Lecce: la ragazzina si è sentita male nel bagno della scuola poco prima della fine delle lezioni, è stata soccorsa e ricoverata d’urgenza in ospedale. Ha rischiato la pelle.
Naturalmente sull’accaduto è scattata un’indagine per accertare le modalità ed eventuali responsabilità. Dai primi racconti pare che la quattordicenne abbia bevuto vodka, portata in classe in una borraccia. Non sarebbe stata sola, lo avrebbe fatto con alcune compagne, le stesse che hanno dato l’allarme nel momento in cui la studentessa ha cominciato a sentirsi male.
Perché parlarne? Anzitutto perché il consumo di alcol è un problema molto serio per gli adolescenti. Secondo i dati riferiti da fonti sanitarie in Europa si stima che l’80% degli adolescenti tra i 15 e i 16 anni faccia un uso abituale di alcol; in Italia la percentuale è addirittura più alta, arrivando all’84% e risulta che spesso si comincia ad abusare dell’alcol già a partire dai 13 anni.

Siamo dunque di fronte a un fenomeno importante, di fronte al quale anche la scuola non può far finta di niente. Il tema di fondo è quello delle dipendenze e a questo proposito si ricorderà come da anni l’istituzione scolastica si sia interrogata su come intervenire, anche con percorsi specifici.
Il fatto del leccese, inoltre, colpisce perché avvenuto proprio tra le aule scolastiche e al primo giorno di lezione: come se il momento del ritrovarsi – a scuola in questo caso – sia stato un detonatore per un comportamento al limite e rischioso. Legato tra l’altro – subito è stato avanzato il sospetto – a una “sfida social”, cioè a uno di quei comportamenti amplificati dagli strumenti digitali e tesi a mettere alla prova se stessi spesso in situazioni difficili o pericolose. “Save the children”, ad esempio, mette in guardia da tempo su queste sfide che – spiega – “sono sempre più diffuse sul web e suscitano l’interesse di un gran numero di persone, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti”.  Alcune di queste sfide possono avere esiti anche drammatici, come talvolta le cronache hanno riferito.

Parliamo dei più giovani e in questo caso l’attività di prevenzione diventa fondamentale. L’attenzione degli adulti va moltiplicata, così come l’educazione all’uso responsabile degli strumenti digitali a disposizione, a cominciare dagli smartphone, vera porta spalancata verso il web e tutto quanto contiene.
Di nuovo torna il tema della scuola, che è un luogo importante nel quale si gioca la vita dei più giovani. Qui passano tanto tempo e qui possono avere a disposizione adulti attenti al loro sviluppo, accedere a conoscenze e abilità che ne fanno, piano piano, persone responsabili.
Ecco allora che il fatto di Lecce può suonare come un campanello di allarme e di richiamo all’attenzione educativa. Assume un significato simbolico che va ben oltre l’accaduto (su cui non tocca qui giudicare). Ricorda preoccupazioni e prospettive, compiti e responsabilità, costringe a ridire e rinnovare l’impegno di chi si occupa di educazione (anche ben oltre la scuola, naturalmente).

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Alcolismo giovani

Ago28
da admin il 28 Agosto 2024 alle 8:29
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Rita Tulelli: “La piaga dell’alcol tra i minori: un’emergenza sociale sottovalutata”

Negli ultimi anni, l’abuso di alcol tra i minori è diventato una vera e propria emergenza sociale in molti paesi, inclusa l’Italia. Questo fenomeno, spesso sottovalutato dalle istituzioni e dai genitori, sta assumendo dimensioni preoccupanti e ha ripercussioni profonde sulla salute fisica e mentale dei giovani, oltre che sulla loro vita sociale e familiare. È quindi essenziale comprendere le cause di questa piaga e individuare soluzioni efficaci per contrastarla.

L’alcol è la sostanza psicoattiva più utilizzata tra i giovani. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia, circa il 50% degli adolescenti ha consumato alcol almeno una volta nel corso dell’anno, e una percentuale significativa di questi ha sperimentato episodi di “binge drinking”, ovvero l’assunzione di grandi quantità di alcol in un breve arco di tempo. Questo comportamento, purtroppo, viene spesso considerato come un rito di passaggio verso l’età adulta o un modo per divertirsi e socializzare. Tuttavia, gli effetti dell’alcol sul cervello in fase di sviluppo degli adolescenti possono essere devastanti.

L’abuso di alcol tra i minori può portare a gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Tra i danni immediati si segnalano incidenti stradali, comportamenti violenti, autolesionismo e rapporti sessuali non protetti. A lungo termine, invece, l’assunzione di alcol in giovane età è associata a un aumento del rischio di sviluppare dipendenze in età adulta, disturbi mentali come la depressione e l’ansia, e patologie croniche come malattie epatiche e cardiovascolari.

Inoltre, è stato dimostrato che l’esposizione precoce all’alcol può interferire con lo sviluppo del cervello degli adolescenti, compromettendo le capacità cognitive, la memoria e il rendimento scolastico. L’abuso di alcol può anche compromettere le relazioni sociali e familiari, portando a conflitti e isolamento.

Le cause dell’abuso di alcol tra i minori sono molteplici e complesse. Tra i fattori principali si annoverano la pressione sociale e il desiderio di conformarsi ai coetanei, spesso alimentati da una cultura che glorifica il consumo di alcol come simbolo di divertimento e disinibizione. Anche la mancanza di consapevolezza sui rischi associati al consumo di alcol e la facile accessibilità agli alcolici giocano un ruolo significativo.
Un altro fattore cruciale è l’influenza del contesto familiare. Genitori che consumano alcol in modo irresponsabile o che non pongono limiti chiari ai propri figli possono involontariamente promuovere l’idea che bere sia normale e accettabile. Inoltre, il marketing aggressivo delle aziende produttrici di alcolici, che spesso mira ai giovani attraverso campagne pubblicitarie accattivanti e la sponsorizzazione di eventi e attività, contribuisce a normalizzare il consumo di alcol tra i minori.

Prevenzione e intervento: una responsabilità collettiva

Per affrontare efficacemente il problema dell’abuso di alcol tra i minori, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare che coinvolga famiglie, scuole, comunità, istituzioni e il settore privato. In primo luogo, è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dell’alcol per i giovani, attraverso campagne educative che mirino a sfatare i miti associati al bere e a promuovere stili di vita sani.
Le scuole, in particolare, possono svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione, offrendo programmi educativi che insegnino ai ragazzi a riconoscere i rischi del consumo di alcol e a sviluppare competenze sociali e personali per resistere alla pressione dei pari. Anche le famiglie devono essere coinvolte, ricevendo supporto e formazione per adottare stili di educazione più consapevoli e responsabili.

Le autorità locali e nazionali, invece, possono intervenire attraverso politiche di regolamentazione più severe sulla vendita di alcol ai minori, aumentandone i controlli e applicando sanzioni più rigide per chi trasgredisce. Inoltre, limitare la pubblicità degli alcolici rivolta ai giovani e promuovere attività alternative che non coinvolgano il consumo di alcol possono contribuire a ridurre la diffusione di questa piaga.
La lotta contro l’abuso di alcol tra i minori è una battaglia che riguarda tutta la società. È fondamentale agire con determinazione per proteggere i giovani da una cultura del bere che rischia di compromettere il loro futuro e la loro salute. Solo attraverso un impegno collettivo, una maggiore consapevolezza e un’azione coordinata potremo arginare questa emergenza e garantire ai nostri ragazzi un futuro più sicuro e sano.

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Alcolismo giovani

Lug30
da admin il 30 Luglio 2024 alle 10:15
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Alcol, più donne consumatrici. Il 15% dei giovani ama il binge drinking

Relazione al Parlamento. Schillaci: “Il fenomeno nei ragazzi resta una criticità”

Cambia l’identikit dei consumatori di alcol in Italia: rispetto al passato, aumentano i consumatori occasionali e fuori pasto mentre calano quelli giornalieri ed a fronte di un leggero aumento del consumo generale di alcol nell’anno, a fare registrare la crescita maggiore sono soprattutto le donne.

Nei giovani preoccupa l’abitudine del binge drinking 

 E’ il quadro che emerge dalla “Relazione del ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 n. 125 in materia di alcol e problemi alcol correlati – anno 2023”.

Nel 2021 il fenomeno del binge drinking – il consumo smodato di alcol in un arco temporale ristretto – riguardava il 14,8% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età. Nel 2022 il fenomeno ha riguardato il 15% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età (18,9% maschi e il 10,8% femmine). “A tutt’oggi – commenta il ministro Orazio Schillaci nel documento – il consumo dannoso di alcol resta una criticità, tanto da indurre molti Paesi ad adottare raccomandazioni sul consumo di bevande alcoliche, suggerendo la prudenza, come esprime con chiarezza il concetto condiviso dalla Comunità Scientifica Internazionale che si sintetizza con la frase Less is better”. 

Alcol, “Fermati, pensaci un minuto”

La campagna di comunicazione: Rai e Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri scendono in campo per sensibilizzare i più giovani sui rischi e pericoli connessi all’uso di droghe.

I numeri del fenomeno

Secondo i dati Istat, evidenzia la Relazione, nel corso del 2022 il 67,1% della popolazione italiana di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica (pari a 35 milioni e 918 mila persone), con una prevalenza maggiore tra i maschi (77,4%) rispetto alle femmine (57,5%). Il 19,3% dei consumatori (10 milioni 310 mila persone) beve quotidianamente (28,4% tra i maschi e 10,7% tra le femmine). Nel 2022 è in lieve aumento, rispetto all’anno precedente, il consumo di alcol nell’anno (66,3% nel 2021 e 67,1% nel 2022), ma tale aumento “si osserva esclusivamente tra le donne (passate dal 56,1% al 57,5%)”. Inoltre, si sottolinea, nel decennio la quota di donne consumatrici per il consumo occasionale passa dal 39,3% al 46,9%, mentre le donne che consumano alcol fuori pasto passano dal 15,6% al 23,2%. In generale, è stabile il consumo giornaliero (19,4% nel 2021 e 19,3% nel 2022), mentre in aumento il consumo fuori pasto (30,7% nel 2021 e 31,7% nel 2022) e il consumo occasionale (46,9% nel 2021 e 47,9% nel 2022).

Il tipo di alcolici consumati

Quanto al tipo di alcolici, nel 2022 beve vino il 54,9% della popolazione di 11 anni e più, di cui 65,1% maschi e 45,2% femmine. Nella stessa popolazione considerata, beve birra il 51,3%, con una prevalenza dei consumatori di sesso maschile pari al 63,7% rispetto al 39,6% di quella femminile. Gli aperitivi alcolici, amari e superalcolici sono consumati dal 48% della popolazione di 11 anni e più (58,5% degli uomini e il 38,0% delle donne). 

Il consumo è più forte nel Centro-Nord

In generale, il consumo è più forte nel Centro-Nord (il 69,3%) e preoccupano i giovani: nel 2022, il 47,6% dei ragazzi e il 42,1% delle ragazze di età compresa tra 11 e 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno. Tra i comportamenti a rischio tra i giovani il binge drinking rappresenta l’abitudine più diffusa.

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