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Alcolismo giovani

Gen16
da admin il 16 Gennaio 2024 alle 20:59
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Attenti allo sballo, si diffonde la piaga dell’alcolismo…

L’alcolismo è una piaga sociale. Nessuna generazione ne è immune, ma sono i giovani a pagare le conseguenze più gravi. Durante il periodo natalizio abbiamo assistito ad una riedizione della moda degli aperitivi, il più delle volte costruita ad arte ed incentivata da grandi marchi produttori di vino e liquori per invogliare i giovani a bere.

Si sono notate masse enormi di ragazze e ragazzi bivaccare ai tavolini dei bar con spritz, vino, prosecco e superalcolici. Raramente sono stati serviti panini ed aranciate.  Un fiume di alcol si è riversato sulle comitive festanti. Nelle strade una folla multicolore, infatti, ha affollato i punti di approvvigionamento alcolico specialmente nei giorni delle vigilie, quando le attese e le speranze sono grandi. Nei luoghi della movida per l’occasione è stata allestita una scenografia artefatta. Musica techno ad alto volume per allietare migliaia di corpi sudaticci che si sono sfiorati e ricompattati. Molti sorrisi e qualche grido sguaiato.  Il rumore improvviso, tonfo e cupo, dei botti, ogni tanto, rompeva il silenzio con un carico di fumo e catrame. Altro che atmosfere ovattate del magico Natale. Gli aperitivi hanno portato una rivoluzione che ogni anno si arricchisce di nuovi particolari. Qualcuno più anziano ha storto il naso e non sono mancate le critiche per gli eccessi.  Nessuno, però, vuole fermare il tempo per indurre rapide marce indietro. I giovani hanno tutto il diritto di vivere e di comportarsi come meglio credono. Anche le generazioni passate sono state aspramente criticate dagli adulti per gli atteggiamenti assunti e per il modo di intendere la socialità. I più anziani ricordano il periodo dei capelloni, quando i giovani furono messi all’indice per il solo fatto di portare i capelli lunghi. In quell’epoca i  Rokes, che interpretavano le atmosfere del momento, cantavano “Ma che colpa abbiamo noi?”.  Esiste, dunque, un confronto dialettico antico quanto il mondo, tra le nuove e le vecchie generazioni, che hanno faticato tanto per intendersi e per trovare punti di accordo. Qualcuno, però, deve anche ricordare ai giovani di evitare gli eccessi che portano solo danni e problemi.  Lo sballo deve essere assolutamente evitato dai giovani quanto dagli anziani.  Le statistiche indicano che i danni creati dall’eccessivo uso di alcol sono in grande aumento. Almeno il 6 per cento dei decessi ogni anno avviene a causa dell’alcolismo, responsabile anche del 25 per cento degli incidenti automobilistici. Molte patologie croniche, che colpiscono soprattutto il fegato e l’apparato nervoso centrale, sono correlate all’abuso di alcol. Va bene divertirsi, dunque, ma attenzione a non alzare troppo il gomito. Per quanto riguarda gli aperitivi potrebbe essere utile sapere che questa moda è quanto di più antiquato possa esserci. Gli spritz furono inventati nel Diciannovesimo secolo quando gli austriaci, che occupavano vaste zone dell’Alta Italia, usavano allungare i vini veneti, considerati molto alcolici con acqua. Inoltre negli anni Ottanta da Liverpool si diffuse l’usanza di ritrovarsi a bere alcol di pomeriggio. I lavoratori inglesi che uscivano dalle fabbriche alle 17, infatti, erano soliti fermarsi a bere nei pub, consumando qualche snack avanzato dalla colazione, non disdegnando di bere birre ed alcol in grande quantità. Questa abitudine, diffusasi rapidamente in tutta Europa fu definita con troppa approssimazione ‘Happy hour’, da cui sono nati gli apericena. Bisogna anche ricordare che l’usanza di bere aperitivi al pomeriggio contraddice il caposaldo della dieta mediterranea, basata su tre pasti principali: colazione, pranzo e cena.

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Condanniamo quegli spot che inducono a bere i nostri giovani!

Dic10
da admin il 10 Dicembre 2023 alle 11:11
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Gli spot ce li presentano sempre in una atmosfera rilassata, con uomini aitanti e donne bellissime, in situazioni che ammiccano un’intesa … intesa che poi viene sottolineata dall’assaggio della vodka, del whisky, del brandy. Gli alcolici e i superalcolici in televisione sono presentati in modo molto affascinante, tanto che conquistano gli adulti, figurarsi i minorenni! L’allarme viene lanciato da Bloomberg e dalla Boston University School of Public Health (USA): questo fascino è deleterio per i ragazzini.

Sappiamo già che i minorenni bevono, e bevono sempre più presto. Uno studio condotto dai ricercatori americani ha dimostrato che i più giovani e accaniti bevitori hanno cominciato per provare le splendide sensazioni suggerite dalla pubblicità. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Alcoholism: Clinical and Experimental Research” e spiegano un percorso iniziato con la verifica della esposizione a specifiche marche di alcolici tramite pubblicità; tale pubblicità veniva trasmessa su 20 programmi televisivi popolari tra i giovani. Si è dunque controllata la diffusione di quella particolare marca tra i minorenni.

Ed era tutto vero. La pubblicità spingeva a comprare proprio quel prodotto e i giovani coinvolti (età compresa tra 13 e 20 anni) mostravano il triplo di possibilità di consumare gli alcolici e diventare dipendenti da essi, rispetto ai ragazzi che bevevano spinti da un amico o per pura curiosità del momento. Questo è un indizio importante per i creativi che dovranno cambiare qualcosa negli spot per gli alcolici, magari rendendoli più asettici e meno “interessanti”. Oppure -dato che lo spot serve al prodotto- le TV dovranno spostare certe pubblicità in orari “da adulti” … magari a notte tarda o durante il brunch di pausa dall’ufficio!

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Alcolismo giovani

Nov29
da admin il 29 Novembre 2023 alle 18:09
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Atti vandalici in aumento e baby gang in azione: “Tra i giovani cresce l’uso di alcol e droghe”

Convegno organizzato dal Lions al quale hanno partecipato anche magistrati e forze dell’ordine.

Troppi atti vandalici, anche al patrimonio pubblico, come quello sotto al Loggiato comunale ancora impunito, dove un ignoto ha spaccato a colpi di martello la vetrata dei reperti, e poi danneggiamenti all’arredo urbano dal post pandemia a oggi a opera di baby gang o giovanissimi. Osimo ne è stata interessata per mesi. Molti dei colpevoli erano minorenni, non vissuti in un contesto difficile ma “solo” annoiati. “Non possiamo più illuderci che la nostra provincia, intesa come area periferica tranquilla, sia un’isola felice immune dall’influenza di dinamiche negative con giovani responsabili”, ha detto il presidente del Lions club Nazzareno Donzelli all’incontro organizzato dal gruppo nella sede della Lega del filo d’oro per parlare proprio di giovani e legalità. A fargli eco portando i fatti Giovanna Lebboroni, procuratore della Repubblica al tribunale dei minorenni di Ancona, il vice prefetto Simona Calcagnini, Samuele Rossi, vice questore aggiunto della Polizia di Stato e comandante del Commissariato di Osimo, il comandante della compagnia dei carabinieri locale Gianluca Giglio, il sindaco e il governatore del Distretto Lions 108 Marco Candela.

“E’ aumentato anche da noi in maniera diffusa, oltre al disorientamento valoriale di fronte a modelli culturali e sociali di riferimento non sempre positivi – hanno detto gli ospiti intervenuti -, il disagio psicologico dei giovani, è aumentata l’insicurezza e l’isolamento, la difficoltà di comunicazione interpersonale: tutti aspetti che hanno a loro volta incrementato i fenomeni già noti del bullismo, del cyberbullismo, dell’assunzione di alcol e droghe e dell’incremento di forme di dipendenza, dell’abuso dei social e dei videogame fino a comportamenti violenti individuali e di gruppo che si configurano come atti di criminalità minorile, di microdelinquenza, o di veri e propri reati”. Di questa situazione sono consapevoli, oltre alle istituzioni, le agenzie educative che hanno in carico preadolescenti, adolescenti e giovani, e soprattutto la famiglia. Dopo l’incontro, il Club ha organizzato un service, condiviso con gli operatori scolastici, per i giovani delle classi terminali dei licei e del tecnico di Osimo su un tema formativo fondamentale e sensibile come l’orientamento e in particolare sul rapporto scuola-impresa con la partecipazione di Enrico Loccioni, imprenditore e formatore del territorio.

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Bestemmia calcio

Nov29
da admin il 29 Novembre 2023 alle 18:02
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Concorrente di Amici nei guai: bestemmia sui social e rischia grosso. Chi è

La cantante Mew è finita nella bufera per una serie di tweet blasfemi, pubblicati prima del suo ingresso nella scuola. Ora gli autori dovranno prendere provvedimenti.

Una delle concorrenti più amate di Amici 23 rischia grosso. Spulciando tra i suoi vecchi messaggi di Twitter, pubblicati prima che entrasse nella scuola di Maria De Filippi, qualcuno ha scoperto diversi tweet in cui apparivano delle bestemmie. La colpevole è Mew (il suo vero nome è Valentina), cantante che fino ad oggi si era distinta (in positivo) solo per le sue brillanti esibizioni e per la splendida voce. Ma adesso in molti chiedono agli autori del programma di intervenire con seri provvedimenti, e nonostante Mew si sia scusata pubblicamente, per lei le cose rischiano di mettersi male. Vediamo di seguito tutti i dettagli.

Mew nei guai, spuntano vecchi tweet con delle bestemmie

Finora una delle migliori concorrenti ad Amici 23, Mew rischia di terminare la sua corsa nel talent in maniera brusca (e piuttosto disonorevole). Si è infatti scoperto che la cantante, in passato, aveva pubblicato sul suo account Twitter diversi messaggi accompagnati da bestemmie, e adesso rischia di incorrere in seri provvedimenti. Le frasi incriminate erano state pubblicate da Mew come uno sfogo, in riferimento a situazioni molto diverse tra loro.

In un caso, la cantante si lamentava dell’arrivo del suo ciclo mestruale: “Ho il ciclo irregolare da quando ho ricordi, ma questo mese che doveva arrivare sabato 15 agosto indovinate un po’?!?! Preciso come un orologio svizzero”. E a seguire un’imprecazione. In un’altra circostanza, Mew se l’era presa con chi l’attaccava: “Se non sai cosa sta passando una persona nel suo privato come ca**o ti permetti di essere arrogante e pretendere di sapere?”. E anche in questo caso, il tweet si concludeva con una bestemmia (scritta a caratteri cubitali).

Ora che questi spiacevoli “incidenti” sono emersi, Mew ha deciso di scusarsi pubblicamente per il suo comportamento scorretto, sempre tramite il suo profilo Twitter. “Buonasera a tutti. Volevo scusarmi pubblicamente per le cose che trovate nel mio profilo Twitter”, ha scritto la concorrente di Amici, “giuro che sono una brava persona. Sono solamente veneta”. Difficile però che le sue scuse mettano fine alla questione. Tantissimi fan del programma Mediaset hanno già chiesto agli autori di prendere seri provvedimenti, e anche Maria De Filippi avrà una bella gatta da pelare nel decidere il da farsi. Se Mew venisse cacciata dalla scuola, il talent perderebbe uno degli elementi di punta di questa stagione. D’altro canto, se alla fine questo incidente passasse sotto silenzio, si creerebbe un pericolosissimo precedente. Staremo a vedere cosa accadrà.

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Bestemmia calcio

Nov07
da admin il 7 Novembre 2023 alle 17:39
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Arbitro-calciatore prende 5 giornate. Bestemmia e poi applaude il collega

È accaduto negli Allievi provinciali durante la partita tra Fortis Arezzo e Cortona Camucia finita 0-3. Il primo caso di un giocatore minorenne con doppio tesseramento stangato dal giudice sportivo.

Arbitro bestemmia in campo e ironizza verso un altro arbitro e rimedia ben 5 giornate di squalifica. Si potrebbe pensare ad un errore o ad uno scherzo ed invece non lo è. La vicenda, per molti versi surreale, è accaduta nel campionato Allievi provinciali under 17, durante la partita tra la Fortis Arezzo e i pari età del Cortona Camucia di domenica 22 ottobre finita 3-0 per gli ospiti.

Il protagonista, in negativo, del fatto finito con la sanzione da parte del giudice sportivo, è un calciatore della formazione aretina, ma al tempo stesso e – qui entra in gioco il lato paradossale e curioso della storia – è anche un arbitro della sezione di Arezzo grazie al regolamento introdotto negli ultimi due anni che permette a ragazze e ragazzi, di diventare arbitri di calcio continuando anche a giocare nelle rispettive società.

Un doppio tesseramento a tutti gli effetti che recentemente il Consiglio Federale della Figc ha esteso fino al compimento del 19esimo anno per permettere ai ragazzi di praticare calcio nella doppia veste e scegliendo in seguito quale strada intraprendere. E’, appunto, il caso del 16enne della Fortis che alterna le partite con la maglia della propria squadra e quelle che dirige con il fischietto in bocca e la divisa della sezione arbitri di Arezzo. Nell’occasione quindi è stato il collega arbitro ad espellerlo dal terreno di gioco per aver proferito “un linguaggio blasfemo” come si legge nel bollettino.

Le motivazioni del giudice sportivo poi proseguono spiegando che “mentre lasciava il terreno di gioco si complimentava in modo ironico con il direttore di gara e nel contempo lo applaudiva”.

Ma le curiosità non finiscono qui. Già perché due sono stati compagni nell’ultimo corso arbitri e, sicuramente, non avrebbero mai immaginato di ritrovarsi in questa situazione.

Oltre allo stop come calciatore, adesso il ragazzo rischia anche una lunga sospensione dall’attività arbitrale. Per la cronaca, nella stessa partita degli allievi, sono state comminate squalifiche pesanti di alcuni mesi ad un dirigente della Fortis Arezzo e a un altro calciatore. Quando fu introdotto il doppio tesseramento venne motivato con l’obiettivo di portare cultura calcistica all’interno delle sezioni arbitrali e dall’altro di diffondere le regole del gioco del calcio nelle società.

Un fine nobile per promuovere e favorire la cultura sportiva tra i giovani atleti, ma che in questo caso ha, invece, sortito un effetto boomerang.

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