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Alcolismo giovani

Dic17
da admin il 17 Dicembre 2024 alle 10:12
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Giovanissimi sempre più fragili: è boom di alcol, droga, azzardo. E crescono le violenze
L’ultimo rapporto sui lombardi tra i 15 e i 19 anni è allarmante. L’81% ha bevuto, il 61% lo fa ogni mese, il 44% ammette di ubriacarsi. Aumenta il consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica

Alcol e droghe sempre più diffuse tra i giovanissimi e le giovanissime, insieme a psicofarmaci presi senza prescrizione medica. E, anche per effetto dell’uso di queste sostanze, tendono ad esser più violenti. Un quadro abbastanza fosco quello che arriva dal Rapporto Espad®Italia 2023 condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc). Il rapporto “Navigare il Futuro: dipendenze, comportamenti e stili di vita tra gli studenti italiani“ analizza ogni anno i fenomeni di maggiore impatto sociale tra i giovani di età compresa fra i 15 e i 19 anni, monitorando in particolare dipendenze e comportamenti a rischio.

“Il rapporto mette in luce anche un aumento nei comportamenti violenti, con un numero crescente di studenti che partecipa a zuffe, danneggia beni pubblici o privati, e ricorre a forme di violenza fisica. Tali comportamenti – spiega Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca Cnr-Ifc e responsabile dello studio Espad®Italia – spesso correlati ad altri fenomeni come il consumo di alcol o sostanze psicoattive evidenziano una fragilità diffusa, in cui il disagio e la tensione si esprimono in modi sempre più preoccupanti”.

Per quanto riguarda la Lombardia, la prevalenza nell’uso di alcol, fumo, cannabinoidi, ma anche gioco d’azzardo, pongono la regione tra i primi posti in Italia. L’81% dei giovani fra i 15 ed i 19 anni, ad esempio, ha utilizzato bevande alcoliche nel corso della vita, il 61,4% le consuma mensilmente, oltre il 44,2% si è ubriacato almeno una volta, il 2% ha ubriacatore frequenti. Tra le ragazze si registrano percentuali più elevate di consumo di alcol (che, secondo l’Istituto superiore di sanità, non dovrebbe essere mai consumato a tutela della salute): ben il 46,1% si è ubriacata almeno una volta nella vita, l’82% ha fatto uso di bevande alcoliche in generale. Il binge drinking, ovvero l’assunzione di più bevande alcoliche in poco tempo, è un fenomeno che riguarda di più i ragazzi, ma nel complesso quasi 1 giovane lombardo tra i 15 e i 19 anni su 3 lo ha sperimentato almeno una volta.

Ampiamente diffuso anche il consumo di energy drink, con il 66,8% dei ragazzi e delle ragazze li utilizzano (77,5% tra i maschi), così come è un campanello di allarme che ben il 20,5% abbia consumato psicofarmaci senza prescrizione medica (il 27% tra le ragazze, il 14,1% tra i ragazzi). Le percentuali si riducono per il consumo frequente (3,4%), ma si tratta comunque di un dato in crescita. Più ridotta la prevalenza dell’uso di cannabis e allucinogeni (ma del resto l’accessibilità è inferiore rispetto all’alcol). In Lombardia, ha consumato cannabis almeno una volta nella vita il 30,2% dei giovani tra 15 e 19 anni; il 3,8% ha già sperimentato anche cocaina e crack. Preoccupa anche la crescita del gioco d’azzardo: il 58,1% lo ha provato almeno una volta, con punte maggiori tra i maschi (60,6%).

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Bestemmia calcio

Dic03
da admin il 3 Dicembre 2024 alle 9:56
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Allenatore protesta per le bestemmie di un avversario: espulso lui (e poi squalificato)

È successo durante una partita di Seconda categoria, tra il Pozzo e il Real Carugate. L’allenatore del Real ha protestato con l’arbitro perché un giocatore del Pozzo aveva bestemmiato, ma l’arbitro ha espulso il “mister” e poi il giudice sportivo lo ha squalificato.

Ha protestato contro l’arbitro per le ripetute bestemmie di un giocatore avversario, ma ha avuto “la peggio”: è stato espulso e ora squalificato fino a febbraio. La disavventura è successa ad Andrea Latorre, allenatore del Real Carugate, formazione di Seconda categoria, girone “O”, dopo l’incontro con il Pozzo disputato a Pozzo d’Adda domenica 24 novembre.

Il calcio dilettante riserva talvolta qualche sorpresa e notizie curiose o particolari. Come in questa occasione. La partita è finita 2-2 e non è stato un grande risultato per entrambe le squadre, che si trovano ai piani (molto) bassi della classifica. Una sfida diretta per non retrocedere, insomma, ma alla fine le formazioni si sono “annullate” a vicenda, come si suol dire.

Dopo il 90′, in pieno recupero, il Pozzo ha agguantato il pareggio. La rete è stata attribuita al giocatore del Pozzo che ha deviato la palla all’ultimo momento in gol, scatenando l’ira del giocatore (sempre del Pozzo) che aveva tirato. Questi, a quel punto, avrebbe urlato diverse bestemmie, che sono state avvertite da Latorre, contrario alla blasfemia in campo tanto da aver l’abitudine di multare, per questo motivo, i suoi stessi giocatori.

Le proteste e l’espulsione

Latorre ha protestato con l’arbitro per segnalargli le bestemmie del calciatore avversario, che sono vietate dal regolamento. Il “fischietto”, tuttavia, ha deciso di espellere l’allenatore. E qui, chiaramente, manca un pezzo alla storia, perché non sappiamo in che modo l’allenatore del Real Carugate si sia rivolto all’arbitro per chiedere l’applicazione del regolamento contro il giocatore del Pozzo.

Fatto sta che, dopo l’espulsione in campo, qualche giorno fa è arrivato anche il provvedimento disciplinare per Latorre: squalificato fino al 10 febbraio 2025.

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Alcolismo giovani

Nov06
da admin il 6 Novembre 2024 alle 9:37
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Alcol, fumo, farmaci sempre più diffusi tra i minorenni: uno su tre fuma abitualmente, uno su quattro si ubriaca spesso

In crescita il consumo di psicofarmaci “da banco”: ne fa uso abituale uno studente su dieci. Preoccupante il fenomeno del “binge drinking”: tre su dieci assumono tanto alcol in poche ore almeno una volta al mese. Sembra invece arrestarsi l’ascesa delle sigarette senza combustione.

Altro che smart drugs: le “nuove droghe”, che dilagano tra i giovani, sono in realtà vecchie conoscenze – legalizzate – come alcol, fumo e farmaci da banco usati in maniera impropria. A lanciare l’allarme è l’edizione 2024 della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, predisposta dal Governo e presentata lo scorso giugno. Il portale studentesco Skuola.net ne ha esaminato i principali punti di attenzione sui giovani emersi nel corso del 2023.

Segnalando come: oltre un terzo (34%) degli under 18 è un fumatore abituale, un quarto (25%) ha avuto almeno un’ubriacatura pesante (nell’arco di dodici mesi) e oltre uno su dieci – ma tra le ragazze i numeri quasi raddoppiano – nello stesso periodo di tempo ha assunto uno o più psicofarmaci, tra quelli acquistabili senza prescrizione medica.

Consumo di alcol: si inizia presto e si prosegue a ritmi elevati

Partendo dai fenomeni in maggiore crescita, come il consumo di alcol: il report segnala che, in generale, sono stati ben 2 milioni i giovani studenti – presi come punto di riferimento per l’analisi – ad aver riferito di aver consumato bevande alcoliche almeno una volta nella vita. Si tratta dell’81% della platea di riferimento. E non si tratta di episodi sporadici: nel solo 2023, infatti, la quota è stata del 75% (oltre 1,8 milioni di soggetti).

Ancora più preoccupanti sono i dati relativi alla quantità e alla frequenza con cui si assumono bevande alcoliche: circa 1 milione di studenti (41%) ha riferito di essersi ubriacato come minimo una volta nella vita, 750 mila nel corso dell’anno (30%). E quasi 43mila lo hanno fatto almeno 10 volte negli ultimi trenta giorni (1,7%). Di nuovo, le percentuali maggiori si registrano tra le ragazze.

Anche l’età della prima ubriacatura dimostra una crescente precocità: più del 30% dei giovani la colloca prima dei 15 anni, il 64% tra i 15 e i 17 anni. Sono i valori più alti mai registrati, segno che andando avanti nel tempo le cose stanno peggiorando.

E poi c’è chi, purtroppo, trasforma la bevuta in una “sfida” col proprio fisico. Sono quasi 710 mila – il 29% del totale – gli studenti che hanno riferito di aver consumato nei trenta giorni precedenti l’indagine “cinque o più bevande alcoliche in un intervallo ristretto di tempo”, nel giro di poche ore, (il cosiddetto “binge drinking”). Una pratica che, peraltro, si fa sempre più diffusa al crescere dell’età. In questo, invece, sembrano più “specializzati” i maschi, ma le ragazze seguono a ruota.

Fumo: le sigarette tradizionali ancora battono quelle “alternative”

Passando a osservare l’altro grande “nemico legale” per la salute, l’uso di tabacco, questo ha già attirato oltre 1,2 milioni di giovani, quasi il 50% della popolazione studentesca. Tanti, infatti, dicono di aver fumato una sigaretta almeno una volta nella vita. Quasi un milione – 950 mila, ovvero il 39% del totale – lo hanno fatto nel corso del 2023. La metà di questi – 480 mila ragazze e ragazzi, pari al 19% – racconta di aver fumato almeno una sigaretta al giorno nell’ultimo anno; un’abitudine, pure questa, che aumenta al crescere delle età. E, ancora, le quote più elevate si registrano tra le studentesse.

Pure qui la precocità la fa da padrona. Tra quanti hanno fumato sigarette almeno una volta nella vita, più della metà (57%) lo ha fatto per la prima volta a meno di 14 anni e il 40% tra i 15 e i 17 anni.

Parallelamente, parlando di fumo, vanno necessariamente messi sotto la lente d’ingrandimento anche i nuovi ritrovati: le sigarette senza combustione. Sono 480 mila (19%) gli studenti che riportano di averle provate in almeno un’occasione. La stragrande maggioranza di loro, quasi 410 mila lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno.

Ma, va detto, la bolla sembra già essere esplosa: il 2023 registra, infatti, una riduzione dell’utilizzo di questi prodotti, dopo un trend di crescita che ha toccato i livelli più elevati nel 2022. Molto meno diffuse sono, invece, le altre tipologie di consumo alternativo di nicotina, come pipa ad acqua e tabacco da sniffo.

Completano il quadro le sigarette elettroniche. E qui i numeri tornano a farsi notevoli: 1,2 milioni di ragazzi (48%) le hanno utilizzate una volta nella vita e oltre 900 mila (37%) lo hanno fatto nel corso del 2023. Sono, per l’ennesima volta, le ragazze a portare in alto i consumi. Più della metà degli “svapatori” ha fumato la prima sigaretta elettronica nella fascia d’età 15-17 anni, il 40% addirittura prima dei 15 anni.

Mettendo il tutto a sistema, se ne ricava che nell’ultimo anno il 59% degli studenti ha utilizzato uno o più prodotti a base di nicotina.

Psicofarmaci “da banco”: si assumono soprattutto per dormire o per concentrarsi

Chiudiamo con le sostanze legali forse più subdole. In quanto apparentemente benefiche: tutti quei prodotti che vanno sotto il nome di psicofarmaci ma che non richiedono la ricetta medica per essere acquistati. I numeri, qui, per fortuna sono contenuti, ma non vanno comunque presi sotto gamba.

Perché il 18% dei giovanissimi – circa 440 mila persone – segnala l’assunzione di almeno una tipologia di sostanze psicoattive “da banco” nel corso della vita, oltre 280 mila (11%) sono gli utilizzatori nel corso dell’anno precedente il report e per 58 mila (2,3%) studenti si è trattato di un consumo frequente (almeno dieci volte in trenta giorni).

Il consumo di queste sostanze, però, dopo il calo del 2020, sta tornando a crescere tra gli studenti. Gli psicofarmaci maggiormente assunti dai giovani? Senza dubbio quelli per dormire o rilassarsi (8,3%), seguono quelli per l’attenzione e/o l’iperattività (3,5%), per dimagrire (2,6%) e per l’umore (2,5%). Ma tra le ragazze il tutto si raddoppia e, se si osservano i consumi di quelli per dormire e ancor più quelli per le diete, le quote femminili sono almeno triple rispetto a quelle dei coetanei maschi.

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Alcolismo giovani

Ott29
da admin il 29 Ottobre 2024 alle 14:34
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Digiuno e alcol a volontà, il “trend” per non ingrassare e avere effetti immediati: cos’è la drunkoressia. Allarme tra i giovani

«Nell’immaginario collettivo l’alcol, essendo una sostanza legale, non viene percepito come altre sostanze d’abuso e il suo consumo nei contesti ricreativi sembra una pratica normale»

Una delle ultime tendenze, che ha preso piede in USA e che ormai è molto presente anche nel nostro paese è la drunkoressia. Una cattiva e pericolosa abitudine che prende in causa l’alcolismo e l’anoressia e che riguarda i giovani. Il “trend” consiste nell’assumere grandi quantità di alcol in poco tempo senza, però, aver mangiato precedentemente. Ma cosa spinge i giovani verso questo comportamento?

Drunkoressia: effetti e cause

Gli adolescenti, soprattutto le ragazze, sentono l’esigenza di assumere poche calorie e questo spiega il digiuno. Mentre è risaputo che assumere dell’alcol senza mangiare velocizza notevolmente l’arrivo degli effetti: tra cui euforia, entusiasmo e perdita dei freni inibitori. Insomma, sono sempre di più i ragazzi che scelgono questa strada, quella dell’abbuffata alcolica. Come riportato dal Corriere della Sera, il fenomeno è in aumento come dimostrano gli accessi nel Ser.D., il Servizio per le Dipendenze di Bari. 

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I dati

In base agli accessi registrati al Servizio per le Dipendenze è emerso che nel 2023 sono stati registrati 125 accessi di under 25 per consumo di alcol. Da gennaio 2024, il dato è più che raddoppiato e si contano 304 under 25, di cui 54 ragazzi sotto i 19 anni che hanno manifestato sintomi di un abuso di alcol da occasionale a problematico. Come spiegato da Guido Di Sciascio, direttore ad interim del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl barese, il problema della dipendenza da alcol è dovuto dalla differente percezione del rischio: «Nell’immaginario collettivo l’alcol, essendo una sostanza legale, non viene percepito come altre sostanze d’abuso e il suo consumo nei contesti ricreativi, anche in età adolescenziale, sembra una pratica normale». 

Il direttore del Dipartimento prosegue spiegando quali sono le dipendenze dei casi che vengono accolti quotidianamente: «Diversi accessi al Ser.D., spesso, sono per dipendenza da cannabinoidi o cocaina, salvo, poi, in fase di anamnesi emerge che alla base c’è un abuso uso di alcol che precede il consumo di sostanze illegali abbassando la percezione dei rischi e, dunque, favorendo l’uso di droghe. C’è poi una grossa parte di questo mondo giovanile che fa uso di alcol con binge drinking nel weekend, ma che non giunge mai all’osservazione clinica.

Questo comporta altre implicazioni non sanitarie, ma un costo indiretto per il Paese come interruzione degli studi, problematiche giudiziarie e di altro genere». 

Alcol e minori

Il Dipartimento ha anche attivato il Centro di Diagnosi Precoce a causa della forte presenza di pazienti giovani, sotto i 25 anni, in molti casi minorenni. «Abbiamo così la possibilità di avviare un programma terapeutico precoce nei confronti del minore, che viene seguito in spazi dedicati nel rispetto della privacy dello stesso, e anche interventi di sostegno nei confronti dei genitori o degli accompagnatori» ha detto Angela Lacalamita, dirigente psicologa del Dipartimento Dipendenze Patologiche Asl Bari. Inoltre la prevenzione viene fatta anche direttamente nelle scuole del territorio. 

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Alcolismo giovani

Ott16
da admin il 16 Ottobre 2024 alle 11:34
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Alcol e tumori: un legame (poco noto) che potrebbe spiegare i casi di cancro in crescita fra i giovani

Il nuovo report dell’Associazione sul Cancro americana lancia un allarme. Sono almeno sei i tipi di cancro collegati all’eccesso di alcolici e 6mila in casi ogni anno in Italia

Oncologi ed esperti hanno sollevato il problema più volte negli ultimi anni e questa volta a dare l’allarme, nel suo ultimo report pubblicato pochi giorni fa, è l’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR):  il consumo di bevande alcoliche è responsabile di un numero crescente di casi di tumore e potrebbe spiegare anche l’aumento di neoplasie al seno e al colon che si è registrato in persone giovani, prima dei 50 anni. «Ancora moltissime persone non sono consapevoli del legame tra cancro e alcol, nonostante sia stato ormai ampiamente dimostrato proprio come quello fra cancro e fumo – scrivono gli autori della pubblicazione statunitense -. Servono campagne di sensibilizzazione insieme a strategie di ampio impatto, come ad esempio le etichette di avvertenza specifiche per il cancro applicate sulle bevande alcoliche, perché più persone siano informate che tutte le bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) fanno crescere il pericolo d’insorgenza di diversi tipi tumore e che la probabilità di sviluppare una neoplasia aumenta con l’aumentare della quantità di alcol consumata». 

Il nuovo report americano

Secondo quanto riportato nel Cancer Progress Report 2024 dell’AACR, negli Stati Uniti, il 40% dei casi di cancro è associato a fattori di rischio modificabili, tra cui il consumo eccessivo di alcol al quale è stato attribuito il il 5,4% del totale dei casi diagnosticati negli Usa nel 2019 (l’anno più recente per il quale sono disponibili dati). Un crescente numero di ricerche, riassunte nel volume, ha chiarito l’impatto di questo legame in particolare con sei tipi di neoplasie: testa e collo (in particolare bocca, faringe e laringe), esofago, seno, stomaco,  colon retto e fegato. 
Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato un’associazione tra la quantità (moderata ed elevata) di alcol consumata durante la gravidanza e la probabilità che il bambino sviluppi la leucemia dopo la nascita.
E ancora: sono state raccolte anche le prove che l’assunzione di alcol da giovani e giovanissimi fa lievitare il rischio di cancro più avanti nella vita.

6mila casi di cancro ogni anno in Italia dovuti all’alcol

«Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale di sanità (Oms) in Italia sono attribuibili all’alcol tra 5 e 10 casi per 100mila abitanti ogni anno —dice  Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) —. Questo vuol dire, grosso modo, tra i 3mila e i 6 mila nuovi casi dei 365 mila diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. Può sembrare un numero relativamente piccolo, ma in realtà un’adeguata campagna di prevenzione e di informazione sui rischi dell’alcol contribuirebbe a salvare molte vite, tenendo anche conto del fatto che l’alcol non aumenta solo il rischio di tumore, ma è responsabile anche di migliaia di decessi che si registrano anche per cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e incidenti stradali per guida in stato d’ebbrezza».  Sono stati descritti diversi meccanismi attraverso i quali gli alcolici favoriscono lo sviluppo di diverse neoplasie, ma quello che è certo è che i danni per la salute aumentano notevolmente al crescere delle quantità consumate: bere una birra una volta a settimana non implica gli stessi rischi di bere una bottiglia di vino oppure super-alcolici ogni giorno.

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