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Nuovo fenomeno da combattere: il ‘binge drinking’

Gen29
da admin il 29 Gennaio 2014 alle 8:27
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«Il ‘binge drinking’, modalità di bere di origine nord-europea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in breve tempo, si è ormai diffuso stabilmente in Italia, registrando un costante aumento in entrambe i sessi, soprattutto tra i giovani». Lo riferisce il Ministro della Salute Lorenzin.

Infatti, «il quadro epidemiologico conferma che il tradizionale modello di consumo alcolico, caratterizzato da consumi quotidiani moderati, è sempre meno diffuso nel nostro Paese, mentre tra i giovani e giovani adulti prevale il consumo occasionale e fuori pasto»

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2011 le persone che hanno consumato bevande alcoliche in modalità a rischio sono state oltre 8 milioni, di cui 6,2 milioni di maschi e 1,9 milioni di femmine. Nonostante ciò, osserva Lorenzin, «il nostro Paese occupa il posto più basso nella graduatoria europea relativa al consumo procapite di alcol.»

Una posizione che non dobbiamo assolutamente perdere, diremo noi, un fenomeno contro il quale combattere sempre più aspramente e con tutte le nostre forze, denunciando abusi, eccessi, episodi negativi e positivi.

Aspettiamo anche il vostro contributo, scriveteci le vostre esperienze e le vostre opinioni all’indirizzo iolottocontrolablasfemia@gmail.com e le pubblicheremo qui all’interno del nostro blog!

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Ahi Ahi Mister!

Gen29
da admin il 29 Gennaio 2014 alle 8:20
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Un’altra vittima illustre cade nella trappola della blasfemia e noi ne diamo giustamente nota denunciandone il fatto, opportunamente punito dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio

La scorsa giornata sanzione contro il tecnico del Bologna Davide Ballardini, il quale, «al 26′ del primo tempo del match contro il Napoli, ha ”proferito un’espressione blasfema». L’allenatore del Bologna è stato squalificato per una giornata.

Ahi Ahi Mister! Speriamo lei abbia imparato e non dia più questo cattivo esempio ai nostri ragazzi!

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Occhio al DNA dei nostri giovani!

Gen20
da admin il 20 Gennaio 2014 alle 10:28
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Abusare di alcool nel fine settimana può influenzare il DNA nei giovani, secondo un studio pionieristico diretto da un ricercatore dell’UPV/EHU in collaborazione con l’Università autonoma di Nayarit, Messico, che ha analizzato il loro effetto sui lipidi che costituiscono la membrana cellulare e il DNA.

La ricerca ha valutato il danno ossidativo causato dal consumo di bevande alcoliche nei giovani. Per fare questo, gli studenti sono stati divisi in due gruppi: il gruppo di controllo formato da giovani che non hanno bevuto alcool e il gruppo di coloro che hanno bevuto durante il fine settimana.

Per verificare che non era portatori sani di altre malattie o dipendenze che avrebbero potuto alterare i risultati dello studio sono stati effettuati esami del sangue. La giovane età compresa tra i 18 e i 23 anni, e il consumo medio di alcol era di 118 g, un litro e mezzo di birra.

Finora non era mai stato documentato il danno subito dal materiale dell’involucro nucleare delle cellule nelle prime fasi dell’alcolismo, ma solo nelle ultime fasi, con persone che consumano alcol così eccessivamente per anni.
È stata così misurata l’attività dell’enzima alcol deidrogenasi, responsabile della comparsa dell’etanolo ad acetaldeide, acetone e acetoacetato.

Il danno ossidativo è valutato mediante un’analisi biochimica TBAR completa che riflette la lipoperossidazione di cui soffre la membrana a causa dell’effetto dell’etanolo nel sangue come prodotto dell’azione dell’enzima etanolo di acetaldeide. È stato osservato che coloro che avevano bevuto avevano subito due volte di più il processo ossidativo rispetto al gruppo che non aveva consumato alcol.

Per verificare se era stato anche influenzato il DNA, è stata estratto il nucleo della cellula linfocitaria del sangue e sottoposta ad elettroforesi. E, infatti, la cromatina del gruppo esposto a sinistra, nota come ‘coda aquilone’, è risultata molto maggiore, rispetto al gruppo di controllo. I risultati hanno mostrato danni nell’8% delle cellule nel gruppo di controllo e 44% nel gruppo esposto. Pertanto, il gruppo esposto aveva cellule 5.3 volte più danneggiate.
Il percorso di come l’alcol raggiunge e altera il DNA non è ancora noto. Ma questo sarà il prossimo passo della ricerca.

Ancora una volta studi scientifici dimostrano gli effetti devastanti sulla salute di chi beve.
È importante, quindi, rendere noti i risultati delle ricerche per far comprendere ai giovani, ma anche ai loro genitori ed educatori che è nelle prime fasi della vita che bisogna evitare di bere perché le conseguenze negative per la salute si possono verificare anche dopo anni.

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Un fenomeno da non sottovalutare…

Gen13
da admin il 13 Gennaio 2014 alle 16:35
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Il consumo eccessivo di alcool fra gli adolescenti. I dati evidenziano che colui che inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21 anni. L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda la totale astensione dal consumo di alcool prima dei 16 anni.

In Italia, siamo fra i peggiori, il primo contatto con le bevande alcoliche avviene in età molto precoce: i ragazzi di 11, 13 e 15 anni, sono infatti ai primi posti per il consumo settimanale di alcool.

Vigilare ed istruire i nostri ragazzi diviene oggi un obbligo per tutti noi!

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Il sistema Don Pierino

Gen06
da admin il 6 Gennaio 2014 alle 8:49
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Sono cresciuto all’Oratorio Salesiano. Don Pierino – che spesso alzava la tonaca ed arbitrava le gare – aveva già quaranta anni orsono adottato un severo regolamento anti-turpiloquio. La parolaccia faceva scattare un’ammonizione, e se uno bestemmiava erano guai: cartellino rosso, uno scappellotto sul cuzzetto ed un rigore contro. E don Pierino non aveva bisogno della prova televisiva; aveva orecchio fino e mani pesanti. Di bestemmie, così, anche durante le competizioni più accese non ne volavano mai nel cortile.

Sarebbe bello poter schierare, invece dell’arbitro e della moviola tv, tanti don Pierino sui campi di calcio italiano restituendo il pallone ad una sana dimensione di divertimento oratoriano. Temo, però, che la nobile idea di bandire la bestemmia – che riteniamo un’avvilente bestialità – finirà nel limbo delle buone intenzioni non appena sarà beccato qualche bestemmiatore eccellente.

Ed allora ci pensino i protagonisti a far proponimento per l’anno nuovo: niente bestemmie e così magari neanche i tifosi continueranno a far chiudere gli stadi con gli insulti più beceri.

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