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“L’alcol non fa Miracoli”, duemila studenti uniti in una gigantesca catena umana

Gen02
da admin il 2 Gennaio 2014 alle 8:47
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Un’iniziativa da apprezzare, quella di Pisa, insieme alle parole del Ministro dell’Istruzione  Maria Chiara Carrozza, a cui vogliamo dare il giusto risalto e alle quali parole speriamo seguano fatti!

Circa duemila studenti che in piazza dei Miracoli hanno realizzato una catena umana componendo la scritta ”L’alcol non fa miracoli”

”Inseriremo questo impegno – ha aggiunto Carrozza – anche nel semestre europeo di presidenza italiana perché credo che la lotta all’abuso di alcolici deve essere combattuta con forza a livello continentale: dobbiamo batterici tutti per non bruciare la vita di una generazione”. ”La comunicazione con una coreografia fatta dai corpi degli studenti pisani – ha detto il prefetto Francesco Tagliente, “regista” della manifestazione – è un messaggio che può arrivare laddove i moniti e le proibizioni non arrivano. In un mondo dove la comunicazione diventa assuefazione e i messaggi sui temi sociali sono spesso ignorati o sottovalutati l’idea degli studenti pisani è un esempio interessante”.

Intorno alle 9,30, sul tappeto erboso più fotografato del mondo, gli studenti hanno formato scritta “l’alcol non fa miracoli”, la più grande mai composta in Italia. La coreografia è stata immortalata dall’alto con una foto scattata da un elicottero che ha sorvolato la piazza e diventerà uno spot del “bere consapevole”.

 

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Alcol: chi beve energy drink ha piu’ probabilita’ di ubriacarsi

Dic19
da admin il 19 Dicembre 2013 alle 10:09
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Ma a cosa serviranno questi Energy Drink???

I giovani che consumano energy drink hanno anche una probabilita’ maggiore di bere alcolici, e di mixare le due bevande in una stessa sera, una pratica che puo’ portare a danni gravi alla salute. Lo afferma uno studio dell’universita’ del Michigan pubblicato dal Journal of Adolescent Health.

Lo studio e’ stato fatto su 779 studenti universitari che sono stati sottoposti a questionari periodici per tre anni e mezzo sulle loro abitudini e sulle conseguenze degli eventuali eccessi nel bere, corredati dai dati su altezza e peso usati per calcolare il tasso di alcol raggiunto nel sangue.

L’80 per cento dei soggetti studiati ha dichiarato di bere alcol, e il 51 per cento aveva consumato almeno un energy drink durante lo studio. Il 30 per cento ha ammesso di aver usato insieme le due bevande almeno una volta.

Gli studenti che consumavano piu’ energy drink erano anche quelli con un maggiore consumo di alcolici, raggiungevano picchi di alcol nel sangue e avevano una probabilita’ maggiore di ubriacarsi di avere conseguenze negative delle bevute. “Abbiamo scoperto che gli studenti tendono a bere di piu’ e a intossicarsi maggiormente nei giorni in cui usano energy drink e alcol – scrivono gli autori – rispetto a quelli in cui bevono alcol da solo.

Questo probabilmente e’ dovuto al fatto che le bibite alla caffeina diminuiscono la sensazione di ebbrezza, spingendo quindi i soggetti a bere di piu’. E’ importante che le persone sappiano che mescolare questi due ingredienti puo’ essere molto pericoloso!

Un mix devastante per i nostri ragazzi!!!

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‘Cartellino rosso per le bestemmie in campo’. Ma non accade quasi mai…

Dic16
da admin il 16 Dicembre 2013 alle 10:14
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‘Cartellino rosso per le bestemmie in campo. La Federcalcio interverrà con una specifica previsione nelle “decisioni ufficiali della Figc” per punire a tutti i livelli, anche attraverso la prova tv, questo tipo di comportamento.’

Così proclamava la FIGC in data 09/02/2010… Sono ormai passati 4 anni ma la situazione nei nostri campi da gioco non è che sia granchè migliorata!

“Interverremo sulle decisioni ufficiali per chiarire che all’interno di comportamenti offensivi e oltraggiosi rientra anche la bestemmia” dichiarava il presidente della Figc Giancarlo Abete.

“l’arbitro può sanzionare con il cartellino rosso un comportamento del genere. Se tale comportamento non verrà rilevato dal direttore di gara, sarà possibile intervenire attraverso la prova tv con una sanzione successiva”.

Un regolamento che esiste ma che, ancora, non viene quasi mai applicato… ed i nostri bambini e ragazzi, che assistono alle partite insieme a noi, sono i primi a pagarne le conseguenze (Uno spiacevole esempio sono i bambini in curva di Torino di ieri…)

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Dietro l’alcolismo giovanile…

Dic12
da admin il 12 Dicembre 2013 alle 10:46
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Ecco alcuni passi tratti dalle dichiarazioni di Roberta Agabio, responsabile del Centro di Studio dell’Abuso Alcolico dell’Università di Cagliari, e Clara Cicalò, managing editor della rivista «Medicina delle Dipendenze» ed autrici dello studio pubblicato nel volume “Io e l’alcolismo”…

«L’alcolismo non è un vizio ma una malattia cronica, influenzata da fattori genetici, psicosociali e ambientali. In altre parole il figlio di un alcolista non nasce tale ma è “predisposto” all’alcolismo, con una probabilità quattro volte più alta rispetto al figlio di genitori non alcolisti. In generale l’assunzione di alcol è più diffusa tra gli uomini che tra le donne. In Italia è stato valutato che il consumo a rischio è più frequente per gli uomini nelle classi medio-basse, mentre per le donne nelle classi medio-alte».

Una patologia che è anche una piaga sociale che coinvolge sopratutto i più giovani. «In genere, la prima bevanda alcolica viene assunta tra i 12 e i 14 anni e il primo episodio di intossicazione da alcol si verifica tra i 14 e i 18. I primi problemi correlati al bere si manifestano tra i 18 e i 25 anni, l’alcolismo si instaura tra i 23 e i 33 anni. Verso i 40 anni si ricerca un trattamento presso una struttura sanitaria».

Ed infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’alcol “il killer numero uno per i giovani”: «in Europa – aggiungono le autrici – il 25% delle morti di giovani di sesso maschile, sotto i 30 anni di età, è dovuto all’alcol. A causa dell’inesperienza nella guida, gli incidenti stradali legati al consumo di questa sostanza costituiscono la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni».

Incidenti stradali ma non solo. «Qualsiasi quantità di alcol, assunta sia in un tempo breve (in acuto) che ripetutamente nel tempo (cronicamente) comporta dei rischi per la salute, direttamente correlati all’entità della dose. In acuto, l’alcol riduce l’attenzione, la vigilanza, il senso di giudizio e la capacità di prendere una decisione, con una gravità correlata alla quantità assunta. Le principali conseguenze del consumo di alcol in acuto sono rappresentate dall’aumentato rischio di incidenti sia stradali sia in ambito lavorativo, o di situazioni pericolose quali, ad esempio, rapporti sessuali non protetti, risse, aggressioni, utilizzo di sostanze psicoattive illegali o crimini. In particolare, è stato calcolato che oltre la metà di tutti gli omicidi viene effettuata sotto l’effetto dell’alcol (assunto dagli assassini o dalle vittime), come pure il 60% delle violenze sessuali e circa il 40% delle aggressioni».

Tanti però sono i rimedi a disposizione. «I migliori risultati si ottengono sfruttando tutti gli strumenti disponibili, ovvero la terapia farmacologica, le terapie di supporto psicosociale e i gruppi di auto-aiuto. Globalmente, i risultati dei trattamenti dell’alcolismo sono incoraggianti. È stato calcolato che, nei dodici mesi successivi a un trattamento, un quarto dei pazienti si astiene completamente e gli altri comunque riducono il proprio consumo di alcol»

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Troppe bestemmie: cinque espulsi e sconfitta a tavolino

Dic09
da admin il 9 Dicembre 2013 alle 9:36
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Non si può certamente non essere d’accordo con questo direttore di gara, molte più partite dovrebbero avere lo stesso esito finale…

Incredibile ma vero, è successo nella provincia di Trento. La partita tra Vermiglio e Ozolo Maddalene, gara di recupero dell’ultima giornata del girone D del torneo di Seconda Categoria, è durata poco meno di 70 minuti. Poi il direttore di gara (il cui nome è sconosciuto: nessuna delle due società ricordava il nome dell’arbitro e sul sito dell’Aia non è presente la designazione della gara in oggetto) ha dovuto sospendere il match. Campo impraticabile? Assolutamente no. Un grave infortunio che impediva ai calciatori di proseguire la partita con la giusta serenità? Nemmeno. Problemi legati alla sicurezza personale con l’arbitro che si sentiva minacciato da giocatori o spettatori (ogni tanto, purtroppo, capita)? Acqua acqua. Il motivo è molto più semplice: l’Ozolo Maddalene, che in quel momento conduceva la gara per 1 a 0, era rimasto con sei giocatori sul terreno di gioco. La rosa corta e gli infortuni non c’entrano proprio nulla in questo caso: la squadra nonesa ha infatti subito cinque espulsioni (più quella del tecnico e del direttore sportivo dalla panchina) nell’arco di trequarti di gara. E tutte (tranne quelle dei due “panchinari”) per la medesima motivazione: linguaggio blasfemo. E a quel punto arriva anche il triplice fischio.

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