





LND – Comitato Reg. Liguria: giro di vite sulle bestemmie, un esempio da seguire in tutta Italia
Il regolamento parla chiaro: regola 12, sezione dedicata alla condotta violenta. All’interno del rettangolo di gioco non è concesso “Bestemmiare o utlizzare il turpiloquio”.
Una postilla decisamente dimenticata nel corso degli anni, ma che nelle ultime settimane i direttori di gara hanno fatto rispettare in maniera precisa e inderogabile. Lasciarsi andare a quello che ormai è diventato (purtroppo) il più comune intercalare sui campi da gioco, costerà davvero caro ai componenti delle squadre dilettanti visto che, solo nello scorso week end, ben tre giocatori solo nella provincia di Savona (fonte svsport.it) sono stati allontanati dal rettangolo verde per aver bestemmiato.
Una rivoluzione non da poco portata avanti dal comitato regionale dell’A.I.A. di Savona, che crediamo debba essere seguita da un maggiore impegno a livello nazionale in tutta Italia.
Peggio un brutto fallo rispetto a una bestemmia? Fisicamente si, ma a livello educativo è un passo necessario per la formazione umana e culturale soprattutto dei giocatori più giovani.
Tutti i genitori dovrebbero leggere con attenzione quest’articolo…
Come accorgersi precocemente se il proprio figlio si è avvicinato all’alcol?
Lo scopriamo dalle parole di Emanuele Scafato, responsabile Osservatorio Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, gastroenterologo, rilasciate al Corriere della Sera
1 – Il primo segnale è la variazione del comportamento e dell’umore. L’alcol è la cartina di tornasole di quello che siamo. Accentua la depressione o l’irascibilità dell’individuo in quanto disinibisce. Infatti parliamo di sbornia triste o eccitata. Se, dunque, specie nel fine settimana, osserviamo nel ragazzo un modo di fare anomalo, dobbiamo sospettare la consuetudine con un certo tipo di sostanze a cominciare dall’alcol che è quella più facilmente disponibile e legalizzata
2 – L’alcol è una sostanza volatile che evapora. Se bevuto lascia traccia nell’alito anche a distanza di tempo. Per mascherare questo effetto non servono mentine né buccia di patata, un presunto rimedio tanto in voga tra i giovani quanto inutile. Volete scoprire se vostro figlio beve? Entrate in camera sua mentre dorme e odorate l’aria
3- Se si sveglia troppo tardi e di cattivo umore: anche queste sono conseguenze di una intossicazione alcolica più o meno importante. Noi la chiamiamo hang over: mal di testa, umore depresso, mancanza di reattività, difficoltà ad alzarsi dal letto. Per smaltire un bicchiere di alcol, vino, birra o whisky che sia, ci vogliono 3 ore. Le donne impiegano il doppio del tempo perché l’organismo femminile possiede minori capacità di metabolizzare la sostanza
4 – Come mettere di fronte all’evidenza il ragazzo che nega? Sono in vendita etilometri da casa di basso costo e palloncini monouso da un euro. Se il ragazzo vuole dimostrarvi che i vostri sospetti sono infondati non avrà problemi ad accettare il test. Bisogna ricordare ai giovani che fino a 21 anni per mettersi alla guida il tasso alcolemico, cioè la quantità di alcol nel sangue, deve essere pari a zero. Fino a 18 anni l’enzima che serve ad eliminare l’alcol, a metabolizzarlo, non esiste. La maturazione completa del sistema enzimatico avviene a 21 anni
Ma soprattutto occorre fare prevenzione, bisogna parlare ai propri figli fin da bambini parlando dell’alcol come di una sostanza tossica, dannosa e pericolosa. In Italia i programmi di prevenzione cominciano alla scuola elementare. Studi scientifici hanno dimostrato che l’alcol consumato tra 12 e 25 anni interferisce con lo sviluppo cerebrale e incide negativamente sulle capacità di memoria e orientamento spaziale!
Oggi vogliamo dare giusta risonanza ad una nuova iniziativa per cercare di allontanare i giovani dalla piaga dell’alcol. Protagonista il Comune di Grosseto…
Infatt, c’è grande attesa per la Serata analcolica, in collaborazione con Coeso Società della salute e Acat, per sabato 27 settembre. E sono già 25 gli esercizi commerciali, associati Confersercenti e Ascom Confcommercio, che hanno deciso di aderire al progetto, scegliendo di servire dalle 19 alle 24 bevande e cocktail senza aggiunta di alcol. “Non bere! La vita ti aspetta” recita lo slogan dell’evento, che vedrà alle 21 in piazza Dante lo spettacolo musicale dei “Gatti Mezzi Quartet” e Daniela Morozzi.
La serata sarà il punto di partenza simbolico per lanciare un progetto più vasto, di durata quinquennale, che ha l’obiettivo di migliorare gli stili di vita e i comportamenti dei giovani e delle loro famiglie e proprio nell’ottica di dimostrare che è possibile divertirsi anche promuovendo stili di vita sani. È per questo che molti bar della città si sono resi disponibili a servire solo cocktail analcolici per 5 ore e partecipare così al concorso per stabilire qual è la migliore “ricetta” preparata. Nei giorni precedenti e durante la Serata analcolica, infatti, saranno distribuite 30mila cartoline che serviranno da tagliando per individuare il miglior cocktail analcolico. Le cartoline dovranno essere riconsegnate al Punto Informagiovani del Comune (in corso Carducci 1), che effettuerà un’apertura serale straordinaria proprio per l’occasione.
E sempre all’Informagiovani i ragazzi potranno ritirare la propria maglietta con lo slogan della serata, offerta dalle catene di supermercati Conad, Pam, Simply e Unicoop Tirreno. “Il nostro obiettivo – spiega Antonella Goretti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Grosseto – è quello di sensibilizzare attraverso un momento di festa e divertimento la città su tematiche molto più importanti. Abbiamo deciso di rivolgerci ai giovani, in primo luogo, perché è agendo sulle abitudini e le convinzioni che si formano da ragazzi, che si hanno risultati maggiori per quanto riguarda stili di vita e comportamenti individuali”.
La sensibilizzazione sull’uso dell’alcol e sui problemi ad esso legati, infatti, è solo uno degli aspetti che saranno sviluppati dal progetto; ampia attenzione, infatti, sarà data anche all’alimentazione e ad altre consuetudini dannose per la salute, come l’abitudine al fumo.
Sabato 27, quindi, tutta la città sarà mobilita per questo momento di festa e informazione: sin dalla mattinata le quattro catene di supermercati promuoveranno attività nei loro punti vendita, distribuendo anche materiale informativo, ma anche i molti esercizi commerciali daranno vita ad attività di animazione. E’ sempre possibile manifestare la propria adesione al progetto: basta rivolgersi alle associazioni di categoria o ai loro enti bilaterali.
Gli spot ce li presentano sempre in una atmosfera rilassata, con uomini aitanti e donne bellissime, in situazioni che ammiccano un’intesa … intesa che poi viene sottolineata dall’assaggio della vodka, del whisky, del brandy. Gli alcolici e i superalcolici in televisione sono presentati in modo molto affascinante, tanto che conquistano gli adulti, figurarsi i minorenni! L’allarme viene lanciato da Bloomberg e dalla Boston University School of Public Health (USA): questo fascino è deleterio per i ragazzini.
Sappiamo già che i minorenni bevono, e bevono sempre più presto. Uno studio condotto dai ricercatori americani ha dimostrato che i più giovani e accaniti bevitori hanno cominciato per provare le splendide sensazioni suggerite dalla pubblicità. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Alcoholism: Clinical and Experimental Research” e spiegano un percorso iniziato con la verifica della esposizione a specifiche marche di alcolici tramite pubblicità; tale pubblicità veniva trasmessa su 20 programmi televisivi popolari tra i giovani. Si è dunque controllata la diffusione di quella particolare marca tra i minorenni.
Ed era tutto vero. La pubblicità spingeva a comprare proprio quel prodotto e i giovani coinvolti (età compresa tra 13 e 20 anni) mostravano il triplo di possibilità di consumare gli alcolici e diventare dipendenti da essi, rispetto ai ragazzi che bevevano spinti da un amico o per pura curiosità del momento. Questo è un indizio importante per i creativi che dovranno cambiare qualcosa negli spot per gli alcolici, magari rendendoli più asettici e meno “interessanti”. Oppure -dato che lo spot serve al prodotto- le TV dovranno spostare certe pubblicità in orari “da adulti” … magari a notte tarda o durante il brunch di pausa dall’ufficio!