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Divertirsi senza alcol: il sober party

Set27
da admin il 27 Settembre 2016 alle 11:25
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All’estero è diventata ormai una moda, che dall’Australia ha contagiato le principali capitali del mondo: lo scopo è rinunciare all’alcol, senza rinunciare al divertimento.

Il sober party è una reazione naturale all’aumento del consumo di alcol fra i giovani, soprattutto durante le feste, secondo la funesta credenza che per divertirsi non si possa fare a meno di bere.

Il sober party – il party sobrio – sfata questo mito: non si rinuncia né al divertimento, né al piacere di bere un drink. Come è possibile? Il segreto sta nella tecnica di preparazione dei cocktail: l’alcol viene fatto evaporare completamente. Anche gli orari sono più naturali: anziché di notte, i party senza alcolici si svolgono di pomeriggio.

Mentre all’estero il party sobrio è diventato una vera e propria moda, in Italia non ha riscosso ancora successo, eccetto qualche pioneristico esperimento. Sicuramente da noi il consumo di alcol non ha raggiunto livelli altamente critici come accade nel Nord Europa o neglio USA; tuttavia è il caso di ragionare su qesto nuovo concetto di party, in cui l’alcol è out, per ragioni educative e di salute pubblica.

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Vigile urbano segnala guasto e lo sottolinea con un bel bestemmione

Set13
da admin il 13 Settembre 2016 alle 15:03
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Il quotidiano La Repubblica, venerdì scorso, ha riportato una notizia che oscilla fra l’agghiacciante e l’esilarante.

A Milano, un vigile urbano, esasperato dal malfunzionamento di una telecamera di sicurezza della zona di sua pertinenza, ha deciso di segnalare per l’ennesima volta il guasto nel suo brogliaccio di servizio, un sorta di verbale da lasciare agli atti, in cui l’agente è tenuto a segnare tutto ciò che accade durante la giornata.

Il vigile, però, ha deciso di segnalare il guasto, eccedendo un po’ con l’enfasi: ha terminato il rapporto con una sonora bestemmia, proprio prima della firma.

L’accaduto non è passato inosservato ai suoi superior chei hanno deciso di multarlo con una sanzione pari a quattro ore lavorative. Il vigile, impenitente, ha per tutta risposta fatto causa al comune, che si è costituito in giudizio, accettando di rivedere la sanzione.

Si può capire l’ira dell’agente, per il guasto mai riparato nonostante le ripetute segnalazioni, ma sicuramente non ha scelto il modo migliore per attirare l’attenzione.

Egli avrebbe accettato un simile comportamento da suo figlio o da uno studente incontrato per strada? No di certo.

E’ assolutamente fondamentale che chi ricopre un ruolo di responsabilità dia il buon esempio. I giovani sono lo specchio degli adulti: genitori, professori, politici, agenti delle forze dell’ordine, etc. etc., debbono essere i primi a fungere da modello esemplare.

Troppo facile dare la colpa ai giovani; troppo semplicistico accusare la superficialità delle nuove generazioni! Ogni effetto ha una causa, ogni generazione è specchio della precedente.

Spezziamo la catena!
nobestemmia

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Un mondo pulito è un mondo senza bestemmie

Set09
da admin il 9 Settembre 2016 alle 15:27
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Il 23, 24 e 25 settembre si svolgerà come ogni anno “Puliamo il Mondo”, il più importante appuntamento di volontariato ambientale: comuni e associazioni di volontariato individuano dei luoghi da ripulire dai rifiuti, coinvolgendo enti, scuole e cittadini.

L’immondizia è una bestemmia: offende con ignoranza la bellezza del nostro paesaggio, delle nostre città e la dignità dei cittadini.

Quante volte vediamo immondizia abbandonata lungo le strade, bottiglie di plastica, mozziconi di sigarette, chewing gum, addirittura rifiuti ingombranti ammassati in discariche abusive, lungo i fossi e i fiumi?

Vivere in un ambiente pulito non è solo una questione di salute ed educazione: dove c’è degrado, la stessa vita si degrada. Le persone perdono il senso del bello, perdono il piacere di vivere in un luogo senza lordura, e soprattutto, perdono il senso della legalità e del rispetto altrui: se tutti gettano immondizia per strada, perché io non dovrei fare lo stesso?

Ma se tutti bestemmiano, allora è lecito bestemmiare?

“Puliamo il mondo” è una bella iniziativa, un’occasione splendida di partecipazione attiva, per tenere pulite le nostre città e le nostre campagne.

Partecipa anche tu! Trova il tuo comune: http://www.puliamoilmondo.it/index.php?option=com_gmapfp&view=gmapfplist&Itemid=269

E se non c’è, scrivi alle autorità cittadine, suggerendo loro di partecipare all’iniziativa. C’è tempo fino al 14 settembre.

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The Best or not the Best?

Ago30
da admin il 30 Agosto 2016 alle 10:44
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george-best1L’irlandese George Best è stato uno dei calciatori più talentuosi del XX secolo, Pallone d’Oro a soli 22 anni.

Best incarnò perfettamente il mito romantico: genio e sregolatezza. Fuoriclasse in campo, assolutamente disordinato nella vita, non riuscì mai a vincere la dipendenza dall’alcol.

Una vita di grandi successi e di grandi eccessi, che lo condussero ad un lento declino, fino al trapianto di fegato nel 2002.

Solo, depresso, povero e dimenticato, morì a Londra nel 2005: su sua esplicita, il tabloid inglese News of the world pubblicò una foto che lo ritraeva sul letto d’ospedale, ormai moribondo, accompagnata dalle sue ultime parole: “Don’t die like me” (“Non morite come me”).

Ancora oggi il mondo del calcio tira giù il cappello quando sente pronunciare il nome di George Best, ma nessuno sa spiegare come sia potuto morire senza niente un uomo che avrebbe potuto avere tutto. Lui la vita la trangugiò come un calice di champagne: scolato l’ultimo sorso d’ebbrezza non resta che il bicchiere vuoto.

L’alcol genera un vuoto incolmabile, un vuoto di disperazione, di solitudine, di dolore, di malattia. Ricordiamo le ultime parole di quel campione, che siano d’esempio per tutti i giovani: “Non morite come me”.

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Liberi di bestemmiare

Ago02
da admin il 2 Agosto 2016 alle 15:27
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Luglio 2015. In Islanda il parlamento approvava la legge presentata dal libertario Partito del Pirati: l’abolizione del reato di blasfemia.

In Islanda esisteva una legge del 1940 che prevedeva anche la reclusione per questo reato. La Chiesa cattolica e la Chiesa pentecostale si erano opposte al provvedimento, sostendo che ciò metteva a rischio l’identità dei credenti. La Chiesa luterana si era invece dichiarata favorevole, sostenendo che una legge di uno stato democratico non poteva limitare la libertà d’espressione dei cittadini.

Diatribe a parte, siamo convinti che non basti una legge ad educare un popolo o ad eliminare un malcostume. Alla legge spesso obbediamo per timore della pena, non per la condivisione degli obblighi che impone.

Prima di obbedire alla legge dello stato, obbediamo alla legge morale che è in noi, la quale ricorda a tutti – sia buoni che cattivi – che la bestemmia è un oltraggio nei confronti degli altri, prima di essere oltraggio nei confronti di Dio.

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