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Alcol, i giovani conoscono le norme statali in materia e le approvano

Giu19
da admin il 19 Giugno 2017 alle 13:50
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È ciò che emerge da una ricerca realizzata dall’Istituto di Ricerca Eclectica sotto la direzione di Franca Beccaria e la supervisione di Franco Prina dell’Università di Torino.

Quando si sente parlare di giovani e di alcol, insieme, nella stessa frase, si pensa immediatamente al peggio. Nella realtà, invece, la maggior parte dei ragazzi italiani, oltre a essere piuttosto informata sulle norme che regolano il consumo di bevande alcoliche, in larga misura (l’87 per cento circa) le approva. Questo è ciò che emerge dalla ricerca Giovani, Alcol e Divieti

LA PAROLA AI GIOVANI
Promossa dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol, l’indagine è stata realizzata dall’Istituto di Ricerca Eclectica sotto la direzione di Franca Beccaria e la supervisione di Franco Prina dell’Università di Torino. Attraverso quasi duemila questionari online (1.815, per la precisione), la creazione di un web forum e la realizzazione di quattro focus group, sono stati intervistati – su un tema che li tocca da vicino ma sul quale raramente vengono interpellati – una serie di giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, residenti in diverse città italiane.

LO SCHELETRO DELLA RICERCA
Oltre ad aver approfondito la loro conoscenza sul tema, facendo riferimento alle leggi vigenti, ai giovani è stata chiesta una valutazione personale della situazione italiana, provando a immagine le possibili conseguenze di un ipotetico inasprimento delle norme in materie di alcol. In particolare sull’età minima per iniziare a bere, sui luoghi, sugli orari, sui prezzi.

L’EFFETTO BOOMERANG DELLE NORME STRINGENTI
I risultati offrono numerosi e importanti spunti di riflessione. Per tutti, dai genitori agli educatori, passando per gli operatori sociosanitari fino ai politici. Secondo gli stessi interessati non è di certo introducendo nuovi e più severi divieti che si limiteranno i danni, considerato che già molti di quelli vigenti sono ampiamente disattesi, soprattutto da chi dovrebbe farli rispettare. I giovani ritengono che ulteriori provvedimenti normativi potrebbero addirittura peggiorare la situazione e ottenere un effetto boomerang, portandoli a perdere la fiducia nei confronti delle istituzioni. Meglio, quindi, puntare sugli interventi diretti, di sensibilizzazione oltre che di prevenzione.

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Abuso di alcol tra i giovani, quasi la metà dei 15enni beve una volta a settimana

Giu13
da admin il 13 Giugno 2017 alle 13:52
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Latina – Un accordo fra Asl e associazione Barmen italiani è stato siglato per portare avanti strategie di contrasto al consumo

è stato siglato per portare avanti strategie di contrasto al consumoUn accordo fra Asl e associazione Barmen italiani è stato siglato per portare avanti strategie di contrasto al consumo di alcol. In provincia di Latina aumenta la soglia di consumo e di conseguenza le preoccupazioni per la salute. I Registri di Sorveglianza della Popolazione segnalano che circa il 40% dei 15enni pontini consuma alcolici almeno una volta a settimana, che l’11% della popolazione adulta (18-69 anni) ha un consumo di alcol a rischio e che, tra questi, il 16% ha dichiarato di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol negli ultimi 30 giorni. Tra i soggetti a rischio i cosiddetti consumatori fuori pasto e/o consumatori binge, ovvero uomini che bevono 5 o più tra bicchieri di vino, bicchierini di liquore, lattine di birra. Per le donne si intendono 4 di queste quantità. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Latina ha tra i suoi obiettivi la promozione di stili di vita corretti nella popolazione. Per raggiungere tale obiettivo, dal 2005, monitora in continuo lo stato di salute e gli stili di vita della popolazione con la Sorveglianza Passi (18-69 anni) e la Sorveglianza Passi d’Argento (64 anni e più). Da un’indagine condotta proprio dal Dipartimento è risultato che il 51 % degli intervistati dichiara di essere bevitore, ossia di aver consumato negli ultimi 30 giorni almeno un’unità di bevanda alcolica. Il consumo di alcol è più diffuso tra gli uomini, nelle fasce di età più giovani e nelle persone con alto livello di istruzione e nessuna difficoltà economica. Il consumo di alcol a maggior rischio è associato in maniera statisticamente significativa con la giovane età (18-24 anni) e il sesso maschile, senza un particolare gradiente socioeconomico. Nella Regione Lazio la percentuale di bevitori a maggior rischio è del 14%, mentre nel Pool delle Asl la percentuale è del 17%. L’alcol è ritenuto uno dei quattro fattori di rischio evitabili per le principali malattie croniche non trasmissibili. L’Oms (organizzazione mondiale della sanità) sottolinea l’importanza di un approccio multisettoriale e globale al problema, raccomandando il coinvolgimento di tutti i possibili interlocutori istituzionali e non per la messa a punto di strategie ampiamente condivise. Il protocollo d’intesa siglato fra l’Asl di Latina ed i barmen è volto a promuovere e diffondere iniziative di prevenzione del consumo di alcol, per facilitare le conoscenze del bere responsabile e i rischi da alcol-correlato. In particolare il Dipartimento di Prevenzione si impegna a partecipare ai corsi formativi per i Barmen, mentre l’A.B.I. si impegna ad applicare la prevenzione della cultura del bere responsabile, a sperimentare cocktail analcolici e/o slow-alcol, nonché alcune proposte alternative al drink alcolico anche mediante l’utilizzo di prodotti tipici dell’agricoltura locale. Tra gli obiettivi, innanzitutto prevenire gli incidenti stradali, quindi aumentare la consapevolezza e la responsabilizzazione degli addetti alla vendita e somministrazione, in merito a norme che regolamentano la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori. Di conseguenza viene vista come necessaria la realizzazione di interventi formativi e informativi, aventi lo scopo di aumentare la percezione del rischio legato al consumo di alcol. – aumenta la soglia di consumo e di conseguenza le preoccupazioni per la salute. I Registri di Sorveglianza della Popolazione segnalano che circa il 40% dei 15enni pontini consuma alcolici almeno una volta a settimana, che l’11% della popolazione adulta (18-69 anni) ha un consumo di alcol a rischio e che, tra questi, il 16% ha dichiarato di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol negli ultimi 30 giorni. Tra i soggetti a rischio i cosiddetti consumatori fuori pasto e/o consumatori binge, ovvero uomini che bevono 5 o più tra bicchieri di vino, bicchierini di liquore, lattine di birra. Per le donne si intendono 4 di queste quantità. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Latina ha tra i suoi obiettivi la promozione di stili di vita corretti nella popolazione. Per raggiungere tale obiettivo, dal 2005, monitora in continuo lo stato di salute e gli stili di vita della popolazione con la Sorveglianza Passi (18-69 anni) e la Sorveglianza Passi d’Argento (64 anni e più). Da un’indagine condotta proprio dal Dipartimento è risultato che il 51 % degli intervistati dichiara di essere bevitore, ossia di aver consumato negli ultimi 30 giorni almeno un’unità di bevanda alcolica. Il consumo di alcol è più diffuso tra gli uomini, nelle fasce di età più giovani e nelle persone con alto livello di istruzione e nessuna difficoltà economica. Il consumo di alcol a maggior rischio è associato in maniera statisticamente significativa con la giovane età (18-24 anni) e il sesso maschile, senza un particolare gradiente socioeconomico. Nella Regione Lazio la percentuale di bevitori a maggior rischio è del 14%, mentre nel Pool delle Asl la percentuale è del 17%. L’alcol è ritenuto uno dei quattro fattori di rischio evitabili per le principali malattie croniche non trasmissibili. L’Oms (organizzazione mondiale della sanità) sottolinea l’importanza di un approccio multisettoriale e globale al problema, raccomandando il coinvolgimento di tutti i possibili interlocutori istituzionali e non per la messa a punto di strategie ampiamente condivise. Il protocollo d’intesa siglato fra l’Asl di Latina ed i barmen è volto a promuovere e diffondere iniziative di prevenzione del consumo di alcol, per facilitare le conoscenze del bere responsabile e i rischi da alcol-correlato. In particolare il Dipartimento di Prevenzione si impegna a partecipare ai corsi formativi per i Barmen, mentre l’A.B.I. si impegna ad applicare la prevenzione della cultura del bere responsabile, a sperimentare cocktail analcolici e/o slow-alcol, nonché alcune proposte alternative al drink alcolico anche mediante l’utilizzo di prodotti tipici dell’agricoltura locale. Tra gli obiettivi, innanzitutto prevenire gli incidenti stradali, quindi aumentare la consapevolezza e la responsabilizzazione degli addetti alla vendita e somministrazione, in merito a norme che regolamentano la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori. Di conseguenza viene vista come necessaria la realizzazione di interventi formativi e informativi, aventi lo scopo di aumentare la percezione del rischio legato al consumo di alcol.

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Alcol tra i giovani, a Treviglio i ragazzi spiegano ai coetanei i rischi dell’abuso

Giu05
da admin il 5 Giugno 2017 alle 10:04
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Con la tecnica della “Peer Education” alcuni ragazzi formati svolgeranno attività di informazione e prevenzione contro l’abuso di alcol verso i loro coetanei.

Per combattere la piaga del consumo di alcool tra giovani e giovanissimi il comune di Treviglio in collaborazione con “Spazio Giovani”, i componenti del servizio comunale Pre.Gio – Prevenzione Giovani – e gli istituti scolastici Oberdan e Zenale – Butinone danno vita al programma “Peer Education Alcohol Project”.

Formare una serie di 6/8 ragazzi degli istituti scolastici che collaborano col progetto i quali organizzeranno, in un ambito di alternanza scuola – lavoro, attività di informazione e prevenzione contro l’abuso di alcol dirette ai loro coetanei per sensibilizzarli su questa importante tematica.

E’ questa la base del progetto PEAP che vedrà la sua piena operatività nei mesi tra settembre e dicembre 2017. La prima parte del programma vedrà una fase di ricerca di circa 20 ore, in cui giovani volontari raccoglieranno materiale informativo legato al fenomeno dell’abuso di alcol tra i giovanissimi – in questo caso sarà importante la collaborazione con ATS Bergamo che fornirà supporto nel processo di ricerca – mentre la seconda fase si svilupperà in un ambito di comunicazione espressa dai giovani e diretta ai loro pari – da qui la dicitura “peer”, “pari” in inglese – per fare in modo che il messaggio sia lanciato direttamente da persone “uguali” a loro, per età, stile di vita e caratteristiche socio culturali.

La tecnica della “Peer Education” infatti è largamente diffusa nel campo sociale e della prevenzione, dove alla base della proposta c’è appunto l’idea di far lanciare il messaggio che si vuole far recepire a persone che, per caratteristiche sociali, sono vicine a chi deve ricevere il messaggio stesso stimolando cosi l’assimilazione della proposta.

“Si tratta di un progetto di contrasto all’abuso di alcol – afferma l’assessore e vicesindaco Pinuccia Prandina -, sempre più i dati rivelano un’assunzione di alcolici sempre meno legata al consumo del pasto tra i giovani e questo crea grande preoccupazione tra educatori e famiglie”.

Massimo Rotini di Spazio Giovani invece spiega: “Si tratta di un’idea che va un po’ al contrario, cosi come del resto è il servizio Pre.Gio. Va al contrario perchè di fatto non saremo noi gli educatori, operatori sociali esperti, ad andare a insegnare ai ragazzi tutta una serie di nozioni rispetto a un fenomeno cosi preoccupante e complesso come l’abuso di alcol. L’idea invece è quella di lavorare con dei ragazzi considerandoli come se fossero degli esperti sui temi su cui andremo a lavorare, e in effetti abbiamo deciso di andare a lavorare sull’aspetto dell’alternanza scuola lavoro proprio per questo”.

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GLI ADOLESCENTI: LA DROGA, IL FUMO E L’ALCOL

Mag24
da admin il 24 Maggio 2017 alle 11:42
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scritto da una ragazza di 3° media:
L’uso di droghe è molto diffuso tra i giovani e provoca serie conseguenze. La maggior parte dei decessi (per incidenti, omicidi o suicidi) tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni è causata dall’abuso di alcol, di fumo o di droghe. L’uso di queste sostanze influisce anche su reati di natura violenta, come rapine e abusi sessuali.

Quasi un adolescente su due, il 42% di ragazzi tra i 14 e i 19 anni, ha già fatto uso di droghe; nella maggioranza dei casi, il 90%, si tratta di marijuana ma non mancano ragazzi che sono già entrati in contatto con la cocaina. L’età in cui ci si fa la prima “canna” si abbassa costantemente, infatti il 12% dei casi è di 14 anni.

Tra i ragazzi, dunque, di droga ne gira parecchia. A fare uso di droghe sono i ragazzini che vanno a scuola, che incontriamo per strada, i meno sospettabili.
L’uso regolare di droghe leggere può provocare diversi problemi, quali ansia e depressione che spesso si pensa invece di combattere.. L’uso di tabacco e di alcol tra gli adolescenti è talvolta il primo passo che porta verso sostanze come marijuana, cocaina, allucinogeni, inalanti ed eroina. Spesso la curiosità, la propensione per il rischio e le pressioni sociali impediscono all’adolescente di rifiutare la droga.

Gli adolescenti con precedenti in famiglia di abuso di alcol o di droghe, privi inoltre di attitudini sociali, sono quelli più a rischio, ma non è da dimenticare però che il problema interessa anche gli adolescenti senza precedenti in famiglia. Non è infatti possibile stabilire con certezza chi abuserà di droghe o ne diventerà dipendente.

L’uso di sostanze è prevalentemente una via di fuga senza progettualità, l’impossibilità di trovare un’uscita di emergenza; per cui non si può parlare di “prevenzione del danno“, ciò che si deve e si può prevenire è il coinvolgimento nell’uso, soprattutto quello precoce, fornendo ai giovani l’opportunità di trovare risposte più valide ai loro problemi- compiti di sviluppo.

Il rischio di fumare e di consumare sostanze stupefacenti e alcol aumenta di più per i ragazzi con problemi di sovrappeso, infatti gli adolescenti in sovrappeso consumano circa il doppio di sostanze illegali rispetto a quelli normopeso.
Io non mi riconosco più in questa generazione, una generazione dove si fanno cose senza senso per essere un minimo considerati dagli altri o per essere “alla moda”.

Per esempio anche a me piace divertirmi, ma in modo moderato. Non capisco perchè i giovani debbano rinchiudersi nel mondo delle droghe, del fumo e dell’alcol per essere felici. Sono consapevole che ognuno di noi ha i propri problemi o le proprie esperienze negative, ma a me non è mai venuto in mente di farmi canne, ubriacarmi o fumare solo per sentirmi accettata. Con le droghe non si è più se stessi, ci si sente di essere qualcuno di diverso perchè non riusciamo più ad accettarci.

Sembra che non riusciamo più a divertirci in modo “normale” per esempio con una pizza, con gli amici o semplicemente con le feste. I giovani non pensano alle conseguenze delle proprie azioni, e soprattutto non pensano se le cose sono giuste o sbagliate da fare, seguono tutti la massa, e sono davvero pochi/e le/i ragazzi che riescono a pensare con la propria testa senza aver bisogno di quella degli altri.

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Ministro della Salute: consumo di alcol tra i giovani in crescita, dati elaborati dall’ONA allarmanti

Mag12
da admin il 12 Maggio 2017 alle 11:56
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Nel 2016, certifica l’Istat, aumentano il consumo occasionale di alcol (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e il consumo lontano dai pasti (dal 26,1% al 29,2%)

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2017/04/ministro-della-salute-consumo-alcol-giovani-crescita-dati-elaborati-dallona-allarmanti/890800/#PVf5cyBfRmbFSh2G.99
Nel 2016, certifica l’Istat, aumentano il consumo occasionale di alcol (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e il consumo lontano dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). A eccedere più frequentemente sono gli over 65, i giovani di 18-24 anni e gli adolescenti di 11-17 anni. La popolazione giovane è quella più a rischio per il binge drinking, ovvero consumare 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione.

Una tendenza rilevata anche in provincia di Bergamo: lo studio ESPAD commissionato da ATS Bergamo all’IFC-CNR di Pisa con la collaborazione del suo Osservatorio Dipendenze, mostra come tra i 15 e i 19 anni diminuisca in generale il consumo di alcol (dall’82% del 2011 al 79% del 2016), ma aumenti il consumo fuori pasto e occasionale, anche tra minorenni. L’86,2% degli studenti ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita, il 54,8% dei minorenni ha consumato alcol negli ultimi 30 giorni e il 4,5% lo ha fatto frequentemente nel 2016 (20 o più volte). Il 42,5% degli studenti della provincia ha riferito di aver bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto.

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