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Ictus, casi in aumento tra i giovani: tra le cause l’abuso di alcol e droghe

Set25
da admin il 25 Settembre 2017 alle 13:39
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L’ictus cerebrale è una patologia correlata all’età: il rischio aumenta con l’avanzare degli anni. Ma esiste anche nelle persone sotto i 45 anni: in Italia si registrano 4.600 casi all’anno. «Questo sensibile aumento di casi nelle fasce più giovani d’età è da attribuire in gran parte alla maggior diffusione dell’abuso di alcol e droghe, di cui è nota la capacità di determinare l’insorgenza di ictus o di aumentarne il rischio» dice Carlo Gandolfo, professore di Neurologia all’Università di Genova e membro di A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale).

•Alcol
L’abuso di bevande alcoliche, molto frequente tra i giovani, è considerato un fattore di rischio per ictus sia ischemico che emorragico. Agisce sia come fattore di rischio “puro”, aumentando il rischio di 3-4 volte, sia come co-fattore per l’insorgenza dell’evento acuto, in occasione di una forte bevuta. Il rischio aumenta proporzionalmente alla quantità di alcol assunta: i forti bevitori hanno un rischio aumentato di ictus, cosa che non accade invece ai bevitori moderati.
Importanti anche le alterazioni cerebrali legate al cronico abuso di alcol: riduzione di performance ai test di attenzione, di memoria, di funzioni esecutive, rendimento scolastico nettamente inferiore rispetto ai non bevitori.

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Giovani e “binge drinking”, si rischiano danni cerebrali

Set19
da admin il 19 Settembre 2017 alle 13:41
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Dal Portogallo un nuovo studio sulle possibili conseguenze dannose delle “abbuffate alcoliche” fuori dai pasti, abitudine sempre più in voga tra i giovani, anche in Italia. Riscontrate alterazioni simili a quelle rilevate negli alcolisti adulti.

I giovani col vizio del “binge drinking”, che si “abbuffano” regolarmente di alcolici al di fuori dei pasti, rischiano danni cerebrali anche molto gravi. Alcuni ricercatori portoghesi hanno riscontrato nel cervello dei ragazzi con questa abitudine un’attività alterata molto simile a quella che si osserva nel cervello degli adulti con problemi cronici di alcol. Elemento che può indicare non solo un ritardo nello sviluppo del cervello, ma che può essere anche una spia precoce di danni cerebrali più gravi.

Lo studio
Pubblicata su Frontiers Research, la ricerca è stata guidata da Eduardo Lopez-Caneda dell’Università portoghese di Minho. Alcuni studi hanno già evidenziato gli effetti del “binge drinking” nei giovani adulti impegnati in diversi compiti che implicano processi cognitivi come attenzione o memoria. Tuttavia nessuno ha ancora studiato gli effetti sul cervello a riposo. Ed è quello che il team di Lopez-Caneda ha voluto indagare. I ricercatori hanno reclutato degli studenti universitari spagnoli e hanno sottoposto loro un questionario sulle abitudini in fatto di consumo di alcol. Poi, con elettrodi sul cranio, hanno misurato l’attività elettrica di diverse regioni cerebrali dei partecipanti. Solo nei “binge drinker” sono state osservate delle alterazioni, molto simili – dicono gli scienziati – a quelle rilevate nelle persone alcolizzate adulte.

Cos’è il “binge drinking”
L’alcol, sottolineano i ricercatori, è uno dei fattori di socializzazione, soprattutto per i giovani universitari che si incontrano in feste e bar. E il consumo eccessivo, anche nella forma del “binge drinking”, è “molto comune”. Secondo alcune stime si “abbuffa” di alcolici un terzo dei giovani nordamericani ed europei. Anche in Italia questa pratica è in crescita. L’istituto nazionale portoghese per l’alcolismo definisce “binge drinking” il consumo di 5 o più drink alcolici per gli uomini e dai 4 in su per le donne nel giro di un paio d’ore.

Gli effetti dell’abuso di alcol
I cambiamenti rilevati nell’attività cerebrale dei “binge drinker” secondo i ricercatori potrebbero indicare una minore capacità di rispondere a stimoli e sterni e potenziali difficoltà nell’elaborare le informazioni. Potrebbero rappresentare alcuni dei primi segnali di danni cerebrali causati dall’alcol. Il cervello degli adolescenti è in pieno sviluppo, sottolineano gli scienziati, ecco perché potrebbe essere più vulnerabile.

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ALCOL E SPINELLI, VILLA CANNNONI LA NUOVA PIAZZA DELLO SBALLO GIOVANILE

Set09
da admin il 9 Settembre 2017 alle 13:32
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Di giorno il piccolo giardino che si trova alle spalle del Municipio è il luogo del divertimento per i bambini. Ma di notte la centralissima villetta dedicata all’architetto Berardino Musenga cambia volto e diventa una sorta di bar a cielo aperto, nel quale i giovanissimi campobassani possono consumare fiumi di alcol e ’fumare’ lontano da occhi indiscreti. Campobasso non fa eccezione: come in tante altre città, non viene rispettata la legge che vieta di vendere alcolici ai minori.
Campobasso. «Presto, chiamate un’ambulanza». Un gruppo di giovani accerchia preoccupato il ragazzo disteso per terra, adagiato quasi immobile su uno dei marciapiedi di piazza Vittorio Emanuele. Ha ‘collassato’, come si dice nel loro gergo. Il 118 arriva e lo porta in ospedale.
Scene che si iniziano a vedere sempre più spesso anche a Campobasso, una città notoriamente ‘pigra’ e che arriva un po’ ritardo a recepire mode e nuove tendenze. Il consumo di alcol fa forse eccezione.

Per rendersene conto basta fare un giro di sera in villa dei Cannoni, da pochi anni dedicata all’architetto campobassano Berardino Musenga, luogo di svago per tanti bambini che, accompagnati dai genitori, si divertono sulle giostrine. Questo avviene di giorno. Di notte il piccolo giardino presente nel cuore della città cambia volto.

Di giovani ce ne sono a decine. Siedono sulle panchine in ferro battuto o su quelle di legno destinate ai più piccoli. Altri trovano posto sui mattoncini che delimitano le aree verdi. Altri si stendono sull’erba. In mano hanno bottiglie di alcol: soprattutto birre, ma anche qualche bottiglia di amaro. Addirittura qualche sera fa due ragazzine hanno stappato due bottiglie di spumante divertite e soddisfatte di poter bere come un adulto qualsiasi. Chissà se dovevano festeggiare il compleanno. E poi sigarette ‘normali’, ma forse anche spinelli. L’odore non è quello del tabacco. I ragazzi restano lì fino a notte inoltrata, lontani da occhi indiscreti e sotto le luci fioche del parco prima di tornare a casa quasi ‘devastati’ da una serata ‘trasgressiva’.

Soprattutto d’estate, quando il clima è più piacevole, Villa dei cannoni diventa la nuova piazza dello sballo giovanile. Frequentata più dagli studenti campobassani che dagli universitari, che invece prediligono l’arcinota ‘strada dei pub’, via Ferrari, mentre i ‘vecchi’ Monti erano la meta preferita dalle generazioni precedenti. Probabilmente in via Ferrari gli esercenti dei vari locali stanno attenti a non somministrare alcolici ai minori di 18 anni, come prevede una legge nazionale entrata in vigore pochi mesi fa e che stabilisce multe salate per i commercianti che trasgrediscono. Invece manca una specifica ordinanza comunale per evitare episodi legati all’abuso di alcol o di disturbo della quiete pubblica. «Vale la normativa nazionale», fanno sapere dal Municipio di Campobasso.

E dunque per divertirsi i giovanissimi si organizzano: l’alcol si acquista nei supermercati o nei bar, poi si consuma liberamente all’aria aperta. Due, tre, quattro bicchieri ‘a flash’, cicchetti ingeriti in un sorso solo senza la minima preoccupazione di quello che potrà avvenire. Quando ci si sente male, è già troppo tardi. Si beve così tanto da rischiare il coma etilico o comunque da richiedere l’intervento del 118, costretto a soccorrere sempre più di frequente i ragazzi intossicati dall’alcol o da qualche spinello. Pure Campobasso, dunque, scopre la voglia di emozioni estreme tra i ragazzi che evidentemente riescono a sfuggire sempre di più facilmente al controllo dei loro genitori. Al mattino, le macchie dei conati ‘punteggiano’ parecchi punti di strade e marciapiedi del centro. Il ricordo di una nottata di bagordi.

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Cagliari – Borriello: rottura (anche) per colpa di una BESTEMMIA? Le versioni

Set08
da admin il 8 Settembre 2017 alle 13:35
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Improvvisa, quanto inaspettata, rottura tra il Cagliari e Borriello. Secondo quanto riportato da Sky, ci sarebbero due versioni, in questo momento, in grado di spiegare la fine di un feeling che, dopo i numeri della scorsa stagione, sembrava invece destinato a continuare.

Secondo quanto riportato dalla società, i motivi sarebbero da individuare al momento della sostituzione nella partita di Coppa Italia contro il Palermo, quando Borriello avrebbe polemizzato eccessivamente al momento dell’uscita dal campo, motivo avrebbe poi portato Rastelli e la società ad escludere il centravanti dalla partita con la Juventus. Secondo quanto riportato dall’entourage del giocatore, invece, alla base della rottura ci sarebbero mancanza di motivazioni e di entusiasmo.

Peraltro, secondo quanto riportato da blogcagliaricalcio1920, al momento della sostituzione contro il Palermo, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata una BESTEMMIA, espressione che evidentemente sarà stata associata a qualche altro tipo di protesta che ha poi portato alla rottura.

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Istituzioni e associazioni contro l’abuso di alcool, una campagna per i più giovani

Ago08
da admin il 8 Agosto 2017 alle 13:38
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Un protocollo d’intesa per la promozione di una campagna di informazione per infondere consapevolezza rispetto al consumo di alcool, droghe, ma anche al gioco d’azzardo e fumo è stato sottoscritto dalla Prefettura di Crotone, Provincia, Asp, Camera di Commercio e Confcommercio Crotone e i comuni costieri di Crotone, Cirò Marina, Cirò, Crucoli, Isola Capo Rizzuto, Melissa e Strongoli.

L’intento del protocollo, siglato proprio in prefettura, è quello di raggiungere i giovani nei luoghi di maggiore intrattenimento e di aggregazione sociale, il sostegno collaborazione con gli operatori del settore, per far diffondere forme di divertimento creative che non portino a rischi eccessivi per la salute propria e quella degli altri.

Ad illustrare l’iniziativa il Prefetto, Vincenzo De Vivo, alla presenza dei rappresentanti dei sindaci costieri, della Camera di commercio e Confcommercio, che hanno ideato l’iniziativa, ma anche l’Asp di Crotone ed i vertici delle forze dell’ordine provinciali. Dagli interventi che si sono susseguiti è emersa la necessità di puntare, molto, anche sulla prevenzione del fenomeno, che sta sempre più coinvolgendo anche i giovanissimi, con il coinvolgimento delle scuole, ma anche una maggiore formazione degli operatori, affinchè non somministrino bevande alcoliche a minorenni.

Si è, così, di dar vita ad una capillare attività informativa, con pubblicizzazione delle iniziative sui siti istituzionali web dei soggetti firmatari e sui social network, insieme a bacheche divulgative all’interno delle aree private di ritrovo o alle principali manifestazioni estive. A tutto ciò, poi, saranno affiancate anche politiche commerciali di incentivazione di comportamenti responsabili e ad una periodica formazione dei gestori, con il supporto di personale delle Asp, per tenere alta l’attenzione su un fenomeno spesso sottovalutato.

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