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CALCIATORI E BESTEMMIE: i più indisciplinati sul campo:

Ott17
da admin il 17 Ottobre 2017 alle 11:36
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Donnarumma evita il provvedimento, Buffon in passato ha chiesto scusa, Siligardi si è preso la squalifica per blasfemia. Tra esperti di labiale, cartellini azzurri e consonanti cambiate: ecco i giocatori beccati in flagrante dalle telecamere

Gigio Donnarumma graziato dal giudice sportivo per «mancanza di certezza assoluta». Le bestemmie tornano sotto i riflettori del mondo del calcio, ricercate ma non sempre certificate dalla prova tv. A farne le spese, questa settimana, è stato il vice allenatore della Roma Francesco Tomei, mentre il giovane portiere del Milan è riuscito a evitare la fastidiosa squalifica per espressioni blasfeme. D’altronde la norma esiste, è in vigore da tanti anni e, seppur da molti considerata severa, i giudici di gara è normale che tentino di applicarla.
Certo, i calciatori devono dare il buon esempio, ma il troppo rigore rischia di rovinare la partita.

Ne sanno qualcosa due squadre dilettantistiche del bergamasco, che si sono viste espellere tre giocatori in meno di un quarto d’ora: che a leggere il tabellino uno penserebbe ad una rissa furibonda e invece, a quanto pare, la partita non è neppure stata violenta. Magari nella foga, tra un contrasto e l’altro, si sono fatti sfuggire una parolina di troppo e l’arbitro ha applicato alla lettera il regolamento. Certo, se accadesse anche in Serie A probabilmente tra i tifosi succederebbe il finimondo, ma qualche esempio nel professionismo comunque c’è.

Il più celebre è il cartellino rosso che si beccò l’attaccante Marco Pacione nel 1993, a pochi secondi dal fischio d’inizio: «Un difensore mi colpì sul ginocchio, di lì la mia reazione». In passato hanno pagato – ma a partita finita – giocatori del massimo campionato come Luca Siligardi e Sergio Pellissier, quest’ultimo addirittura pizzicato dagli arbitri mentre imprecava negli spogliatoi. C’è anche chi si è salvato trasformando Dio in «zio» o in «diaz», come testimoniato dagli esperti di labiale chiamati a intervenire: certo, l’intenzione non cambia.

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Chi beve lo fa con più intensità e per solitudine.

Ott16
da admin il 16 Ottobre 2017 alle 11:04
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GIOVANI E ALCOL:
“Chi beve lo fa con più intensità e per solitudine.
Presentata l’indagine condotta sugli studenti tra i 13 e i 16 anni dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Basilicata, il Servizio delle dipendenze dell’Asp e l’Aisp di Basilicata. Forti legami tra il fenomeno e i rapporti in famiglia.

Diminuiscono i giovani potentini che fanno uso di alcolici ma quelli che bevono lo fanno con maggiore intensità e per risposta a un malessere diffuso, dovuto soprattutto a un senso di solitudine. È quanto emerge dall’indagine “Alcol e giovani” sulla diffusione dell’uso di bevande alcoliche tra la popolazione studentesca della città di Potenza e la percezione che gli studenti hanno dei rischi legati a questo tipo di sostanza. Un lavoro frutto di una partnership tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Basilicata, il Servizio delle dipendenze (Ser.D.) dell’Azienda sanitaria di Potenza e l’Associazione italiana di sociologia professionale (Aisp) di Basilicata.

Per le scuole medie inferiori sono stati intervistati 114 ragazzi con età media di 13 anni su un campione di 590 studenti mentre per le scuole medie superiori, su un campione di 1995 ragazzi, sono stati selezionati 468 studenti con un età media di 16 anni. Il confronto dei dati emersi da un analogo studio realizzato dal Ser.D. durante l’anno scolastico 2002/03, ha permesso di ricavare indicazioni utili sul rapporto tra il fenomeno e i cambiamenti socio-economici del territorio e della struttura familiare .

“Oggi i ragazzi vivono sulle sabbie mobili perché sono venuti a mancare quei riferimenti certi, necessari per superare le difficoltà che la vita a ciascuno riserva – ha detto Vincenzo Giuliano, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Basilicata – Occorre riappropriarsi del ruolo genitoriale e non scaricare sui figli le proprie deficienze. La famiglia, nonostante sia continuamente messa in crisi, costituisce il luogo primario più importante per lo sviluppo dell’individuo.

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CALCIATORI E BESTEMMIE

Ott10
da admin il 10 Ottobre 2017 alle 11:06
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Brescia senza
Gastaldello: squalificato
per BESTEMMIA
Non poca sorpresa, ieri, nel leggere il comunicato ufficiale della Lega Serie B sui provvedimenti del Giudice sportivo. Tra gli squalificati, alla voce «calciatori non espulsi», figura Daniele Gastaldello, «per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, proferito espressioni blasfeme; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura federale».
Traduzione in italiano: Gastaldello è stato squalificato per aver bestemmiato.

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Cresce l’abuso di alcol tra i giovani, Ausl: ‘La sbornia è cercata’

Ott09
da admin il 9 Ottobre 2017 alle 13:55
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Lo rivela una ricerca condotta in città. ‘I ragazzi hanno pochi soldi, il mercato si è adeguato con alcolici a basso costo o con i venditori abusivi. Ma sta prendendo piede anche il fai da te’“

Cresce sia il consumo quotidiano sia l’abuso occasionale di alcol tra i giovani. Lo rivela Raimondo Pavarin, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell’Ausl di Bologna: “I ragazzi sono informati e conoscono benissimo i rischi che corrono e i problemi che possono avere”, per cui arrivano a “pianificare i momenti in cui avranno questo tipo di atteggiamenti”, la fine della giornata per non interferire con le attività di lavoro o studio e in base agli impegni del giorno dopo. Un quadro che emerge da una ricerca presentata oggi e realizzata nell’ambito del progetto “AllCool”, finanziato dalla Ue con lo scopo di contrastare appunto la tendenza alle grandi bevute occasionali (heavy episodic drinking) tra i giovani a basso reddito e laureati disoccupati in Italia, Portogallo e Spagna.

Quindi una sbornia cercata per lo più per lo sballo, per divertirsi, come per le sostanze stupefacenti e, l’unico vero freno sarebbe il denaro: “I ragazzi hanno pochi soldi a disposizione per ubriacarsi e quindi escono coi i soldi contati (10 o 15 euro). Allo stesso tempo, però, si è adeguato il mercato, o con alcolici a basso costo (i famosi cicchetti a un euro) o con i venditori abusivi. Ma sta prendendo piede anche il fai da te. I ragazzi si preparano a casa i cocktail che poi portano in giro dentro a bottiglioni di plastica, il più delle volte nascosti nello zaino, anche per evitare le multe” quindi “non c’è neanche più bisogno di entrare nel locale” e poi “balotta fuori dai locali che fanno tendenza- spiega Pavarin- e poi ci si sposta da un posto all’altro”.

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LE DONNE MARCHIGIANE AL PRIMO POSTO PER ECCESSO DI ALCOL CONSUMATO A TAVOLA

Ott04
da admin il 4 Ottobre 2017 alle 10:55
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Sono i dati Istat del 2016 sui consumi di alcolici in Italia. Di alcolismo si parlerà a Fabriano in un incontro aperto alla cittadinanza organizzato dai gruppi familiari Al-Anon

Secondo i dati Istat, nelle Marche, il 16,1% della popolazione sopra gli 11 anni è a rischio per consumo eccessivo che può arrivare al cosiddetto binge drinking (da sei bicchieri in su in un’unica occasione). Più i maschi (24,6%) che le femmine (8,2%) ma alle marchigiane va il poco gratificante primato nazionale di bevitrici più accanite a tavola: il 79,8% ha un consumo abituale eccessivo, rispetto alle quantità raccomandate dal Ministero della Salute (2 unità alcoliche al giorno per l’uomo; 1 unità alcolica al giorno per la donna; 1 unità alcolica al giorno per gli anziani di 65 anni e più; il consumo di almeno una bevanda alcolica nell’anno per i giovani al di sotto dei 18 anni), ma solo durante i pasti. Abitudini che alla lunga possono portare a pericoli per la salute e, nella peggiore delle ipotesi, a fenomeni di alcolismo. Proprio di dipendenze si parlerà domani, sabato 30 settembre, a Fabriano presso la sala consiliare dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi per un incontro dal tema “Come mi ha aiutato Al-Anon ad affrontare l’alcolismo”. Organizzato dal gruppo di supporto per familiari di alcolisti Al-Anon, il programma, dalle 15.45, prevede gli interventi del vescovo di Fabriano, monsignor Stefano Russo, del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, Ugo Pesciarelli (presidente comitato sindaci dell’Unione Montana), Maurizio Bevilacqua (direttore Area Vasta 2), Simona Lupini (assessore Servizi Sociali del Comune di Fabriano), Carlo Ciccioli (direttore Dipartimento Dipendenze dell’Area Vasta 2), Paolo Schiavo (responsabile Unità Operativa Dipendenze di Fabriano), Carla Pierini ed Elisabetta Gasparri (Centro Alcologia Clinica del Dipartimento Dipendenze Patologie di Ancona).

Nel corso dell’incontro si presenterà anche il Gruppo Familiari Al-Anon di Fabriano che si è attivato dallo scorso marzo. Ad Ancona, invece, il Gruppo Alcolisti Anonimi organizzerà un incontro analogo il prossimo 22 ottobre al teatro della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. Gli incontri pubblici non sono rari per questi gruppi di auto mutuo aiuto anche se, la maggior parte, si svolgono a porte chiuse. In stanze separate, addirittura, dividendo i gruppi di alcolisti con quelli dei familiari. Nella Provincia di Ancona sono attivi ad Ancona (ce ne sono due), Jesi e Senigallia. La scorsa primavera, come detto, si è aggiunta Fabriano. C’è anche un numero verde (800.087.897) per informarsi. Anche la Regione Marche ha recentemente riattivato un numero verde (800.012.277) che offre consulenze per le dipendenze patologiche. A rispondere, nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, saranno psicologhe che dialogheranno e orienteranno i pazienti attraverso i vari servizi degli Ambiti territoriali, dall’Asur e del privato-sociale accreditato ai servizi non solo su problematiche legate all’alcolo ma anche a rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti, psicotrope (legali e illegali) e sulle altre forme di dipendenza come il gioco d’azzardo o l’uso eccessivo di social network.

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