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CALCIATORI E BESTEMMIE

Ott10
da admin il 10 Ottobre 2017 alle 11:06
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Brescia senza
Gastaldello: squalificato
per BESTEMMIA
Non poca sorpresa, ieri, nel leggere il comunicato ufficiale della Lega Serie B sui provvedimenti del Giudice sportivo. Tra gli squalificati, alla voce «calciatori non espulsi», figura Daniele Gastaldello, «per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, proferito espressioni blasfeme; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura federale».
Traduzione in italiano: Gastaldello è stato squalificato per aver bestemmiato.

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Cresce l’abuso di alcol tra i giovani, Ausl: ‘La sbornia è cercata’

Ott09
da admin il 9 Ottobre 2017 alle 13:55
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Lo rivela una ricerca condotta in città. ‘I ragazzi hanno pochi soldi, il mercato si è adeguato con alcolici a basso costo o con i venditori abusivi. Ma sta prendendo piede anche il fai da te’“

Cresce sia il consumo quotidiano sia l’abuso occasionale di alcol tra i giovani. Lo rivela Raimondo Pavarin, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell’Ausl di Bologna: “I ragazzi sono informati e conoscono benissimo i rischi che corrono e i problemi che possono avere”, per cui arrivano a “pianificare i momenti in cui avranno questo tipo di atteggiamenti”, la fine della giornata per non interferire con le attività di lavoro o studio e in base agli impegni del giorno dopo. Un quadro che emerge da una ricerca presentata oggi e realizzata nell’ambito del progetto “AllCool”, finanziato dalla Ue con lo scopo di contrastare appunto la tendenza alle grandi bevute occasionali (heavy episodic drinking) tra i giovani a basso reddito e laureati disoccupati in Italia, Portogallo e Spagna.

Quindi una sbornia cercata per lo più per lo sballo, per divertirsi, come per le sostanze stupefacenti e, l’unico vero freno sarebbe il denaro: “I ragazzi hanno pochi soldi a disposizione per ubriacarsi e quindi escono coi i soldi contati (10 o 15 euro). Allo stesso tempo, però, si è adeguato il mercato, o con alcolici a basso costo (i famosi cicchetti a un euro) o con i venditori abusivi. Ma sta prendendo piede anche il fai da te. I ragazzi si preparano a casa i cocktail che poi portano in giro dentro a bottiglioni di plastica, il più delle volte nascosti nello zaino, anche per evitare le multe” quindi “non c’è neanche più bisogno di entrare nel locale” e poi “balotta fuori dai locali che fanno tendenza- spiega Pavarin- e poi ci si sposta da un posto all’altro”.

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LE DONNE MARCHIGIANE AL PRIMO POSTO PER ECCESSO DI ALCOL CONSUMATO A TAVOLA

Ott04
da admin il 4 Ottobre 2017 alle 10:55
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Sono i dati Istat del 2016 sui consumi di alcolici in Italia. Di alcolismo si parlerà a Fabriano in un incontro aperto alla cittadinanza organizzato dai gruppi familiari Al-Anon

Secondo i dati Istat, nelle Marche, il 16,1% della popolazione sopra gli 11 anni è a rischio per consumo eccessivo che può arrivare al cosiddetto binge drinking (da sei bicchieri in su in un’unica occasione). Più i maschi (24,6%) che le femmine (8,2%) ma alle marchigiane va il poco gratificante primato nazionale di bevitrici più accanite a tavola: il 79,8% ha un consumo abituale eccessivo, rispetto alle quantità raccomandate dal Ministero della Salute (2 unità alcoliche al giorno per l’uomo; 1 unità alcolica al giorno per la donna; 1 unità alcolica al giorno per gli anziani di 65 anni e più; il consumo di almeno una bevanda alcolica nell’anno per i giovani al di sotto dei 18 anni), ma solo durante i pasti. Abitudini che alla lunga possono portare a pericoli per la salute e, nella peggiore delle ipotesi, a fenomeni di alcolismo. Proprio di dipendenze si parlerà domani, sabato 30 settembre, a Fabriano presso la sala consiliare dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi per un incontro dal tema “Come mi ha aiutato Al-Anon ad affrontare l’alcolismo”. Organizzato dal gruppo di supporto per familiari di alcolisti Al-Anon, il programma, dalle 15.45, prevede gli interventi del vescovo di Fabriano, monsignor Stefano Russo, del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, Ugo Pesciarelli (presidente comitato sindaci dell’Unione Montana), Maurizio Bevilacqua (direttore Area Vasta 2), Simona Lupini (assessore Servizi Sociali del Comune di Fabriano), Carlo Ciccioli (direttore Dipartimento Dipendenze dell’Area Vasta 2), Paolo Schiavo (responsabile Unità Operativa Dipendenze di Fabriano), Carla Pierini ed Elisabetta Gasparri (Centro Alcologia Clinica del Dipartimento Dipendenze Patologie di Ancona).

Nel corso dell’incontro si presenterà anche il Gruppo Familiari Al-Anon di Fabriano che si è attivato dallo scorso marzo. Ad Ancona, invece, il Gruppo Alcolisti Anonimi organizzerà un incontro analogo il prossimo 22 ottobre al teatro della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. Gli incontri pubblici non sono rari per questi gruppi di auto mutuo aiuto anche se, la maggior parte, si svolgono a porte chiuse. In stanze separate, addirittura, dividendo i gruppi di alcolisti con quelli dei familiari. Nella Provincia di Ancona sono attivi ad Ancona (ce ne sono due), Jesi e Senigallia. La scorsa primavera, come detto, si è aggiunta Fabriano. C’è anche un numero verde (800.087.897) per informarsi. Anche la Regione Marche ha recentemente riattivato un numero verde (800.012.277) che offre consulenze per le dipendenze patologiche. A rispondere, nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, saranno psicologhe che dialogheranno e orienteranno i pazienti attraverso i vari servizi degli Ambiti territoriali, dall’Asur e del privato-sociale accreditato ai servizi non solo su problematiche legate all’alcolo ma anche a rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti, psicotrope (legali e illegali) e sulle altre forme di dipendenza come il gioco d’azzardo o l’uso eccessivo di social network.

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Ictus, casi in aumento tra i giovani: tra le cause l’abuso di alcol e droghe

Set25
da admin il 25 Settembre 2017 alle 13:39
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L’ictus cerebrale è una patologia correlata all’età: il rischio aumenta con l’avanzare degli anni. Ma esiste anche nelle persone sotto i 45 anni: in Italia si registrano 4.600 casi all’anno. «Questo sensibile aumento di casi nelle fasce più giovani d’età è da attribuire in gran parte alla maggior diffusione dell’abuso di alcol e droghe, di cui è nota la capacità di determinare l’insorgenza di ictus o di aumentarne il rischio» dice Carlo Gandolfo, professore di Neurologia all’Università di Genova e membro di A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale).

•Alcol
L’abuso di bevande alcoliche, molto frequente tra i giovani, è considerato un fattore di rischio per ictus sia ischemico che emorragico. Agisce sia come fattore di rischio “puro”, aumentando il rischio di 3-4 volte, sia come co-fattore per l’insorgenza dell’evento acuto, in occasione di una forte bevuta. Il rischio aumenta proporzionalmente alla quantità di alcol assunta: i forti bevitori hanno un rischio aumentato di ictus, cosa che non accade invece ai bevitori moderati.
Importanti anche le alterazioni cerebrali legate al cronico abuso di alcol: riduzione di performance ai test di attenzione, di memoria, di funzioni esecutive, rendimento scolastico nettamente inferiore rispetto ai non bevitori.

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Giovani e “binge drinking”, si rischiano danni cerebrali

Set19
da admin il 19 Settembre 2017 alle 13:41
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Dal Portogallo un nuovo studio sulle possibili conseguenze dannose delle “abbuffate alcoliche” fuori dai pasti, abitudine sempre più in voga tra i giovani, anche in Italia. Riscontrate alterazioni simili a quelle rilevate negli alcolisti adulti.

I giovani col vizio del “binge drinking”, che si “abbuffano” regolarmente di alcolici al di fuori dei pasti, rischiano danni cerebrali anche molto gravi. Alcuni ricercatori portoghesi hanno riscontrato nel cervello dei ragazzi con questa abitudine un’attività alterata molto simile a quella che si osserva nel cervello degli adulti con problemi cronici di alcol. Elemento che può indicare non solo un ritardo nello sviluppo del cervello, ma che può essere anche una spia precoce di danni cerebrali più gravi.

Lo studio
Pubblicata su Frontiers Research, la ricerca è stata guidata da Eduardo Lopez-Caneda dell’Università portoghese di Minho. Alcuni studi hanno già evidenziato gli effetti del “binge drinking” nei giovani adulti impegnati in diversi compiti che implicano processi cognitivi come attenzione o memoria. Tuttavia nessuno ha ancora studiato gli effetti sul cervello a riposo. Ed è quello che il team di Lopez-Caneda ha voluto indagare. I ricercatori hanno reclutato degli studenti universitari spagnoli e hanno sottoposto loro un questionario sulle abitudini in fatto di consumo di alcol. Poi, con elettrodi sul cranio, hanno misurato l’attività elettrica di diverse regioni cerebrali dei partecipanti. Solo nei “binge drinker” sono state osservate delle alterazioni, molto simili – dicono gli scienziati – a quelle rilevate nelle persone alcolizzate adulte.

Cos’è il “binge drinking”
L’alcol, sottolineano i ricercatori, è uno dei fattori di socializzazione, soprattutto per i giovani universitari che si incontrano in feste e bar. E il consumo eccessivo, anche nella forma del “binge drinking”, è “molto comune”. Secondo alcune stime si “abbuffa” di alcolici un terzo dei giovani nordamericani ed europei. Anche in Italia questa pratica è in crescita. L’istituto nazionale portoghese per l’alcolismo definisce “binge drinking” il consumo di 5 o più drink alcolici per gli uomini e dai 4 in su per le donne nel giro di un paio d’ore.

Gli effetti dell’abuso di alcol
I cambiamenti rilevati nell’attività cerebrale dei “binge drinker” secondo i ricercatori potrebbero indicare una minore capacità di rispondere a stimoli e sterni e potenziali difficoltà nell’elaborare le informazioni. Potrebbero rappresentare alcuni dei primi segnali di danni cerebrali causati dall’alcol. Il cervello degli adolescenti è in pieno sviluppo, sottolineano gli scienziati, ecco perché potrebbe essere più vulnerabile.

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