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ALCOLISMO E GIOVANI

Nov20
da admin il 20 Novembre 2017 alle 10:33
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ALCOLISMO GIOVANI:

Ecco come l’Islanda ha risolto il problema dell’alcol e della droga fra i giovani

Se vent’anni fa i ragazzi islandesi erano completamente fuori controllo, oggi sono i più «puliti» di tutta Europa. È stato possibile incoraggiando i genitori a seguire meglio i ragazzi, proponendo lo sport come alternativa alla dipendenza e obbligando i giovani a tornare a casa presto
Vent’anni fa, i giovani islandesi erano davvero in difficoltà: l’alcol e la droga erano un problema che sembrava senza via d’uscita, completamente fuori controllo. Oggi, invece, sono fra i più «puliti» di tutta Europa. La percentuale di ragazzi di 15 e 16 anni che finivano per ubriacarsi è crollata dal 42% del 1998 al 5% nel 2016. Quella di chi ha fatto uso di cannabis è scesa dal 17% al 7%. E la percentuale di chi fumava sigarette ogni giorno è passata dal 23% al 3%.
Che cosa è successo? È stato avviato un programma rivoluzionario, chiamato «Youth in Iceland», per contrastare il consumo di alcol e droghe. Un piano che prevedeva di cambiare, per prima cosa, l’ambiente in cui i ragazzi vivevano. Per farlo, i genitori, la scuola e lo stato hanno dovuto cominciare a lavorare seriamente insieme e a impostare grandi cambiamenti.

Le mamme e i papà sono stati invitati a partecipare ai colloqui sull’importanza di trascorrere del tempo con i loro figli e di partecipare attivamente alle loro vite. Ma anche le leggi sono state cambiate: è diventato illegale pubblicizzare alcolici e il limite di età per acquistarli è salito a 20 anni. Le sigarette, da allora, possono essere comprate solo dai maggiorenni. Ed è anche stata approvata una legge che proibisce ai bambini tra i 13 e i 16 anni di rimanere fuori casa dopo le 22 in inverno e dopo mezzanotte in estate: è in vigore ancora oggi.

Lo stato ha raccolto fondi per attività ricreative come sport, musica, arte, danza: l’obiettivo era quello di offrire ai ragazzi modi alternativi per far parte di un gruppo e assicurarsi che anche quelli provenienti dalle famiglie a basso reddito potessero partecipare alle iniziative. Oggi a Reykjavik ogni bambino riceve una sovvenzione di 412 euro per le attività ricreative. Il calcio è diventato molto popolare, ma lo sono anche il basket, la ginnastica e persino la musica: i giovani sono incoraggiati a fare parte di gruppi organizzati.

Il merito è soprattutto di un professore di psicologia americano, Harvey Milkman, che aveva studiato le cause della dipendenza. È stato lui a progettare il programma nazionale «Youth in Iceland»: nel 1992 il suo team aveva ricevuto un finanziamento governativo per elaborare un programma per distogliere gli adolescenti da droga e criminalità.

E lui scommette: «Se venisse adottato in altri Paesi – sostiene Milkman – il modello islandese potrebbe restituire benessere psicologico e fisico a milioni di bambini, ma farebbe bene anche alle casse della Sanità pubblica e a tutta la società».

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I GIOVANI E L’ALCOL

Nov14
da admin il 14 Novembre 2017 alle 12:22
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SEMPRE PIU’ GIOVANI CADONO NELLA TRAPPOLA DELL’ALCOL
Aumentano gli under 24 finiti al pronto soccorso perché hanno bevuto troppo In un caso è intervenuto il pediatra perché il ragazzo non aveva ancora 14 anni.
La definiscono una malattia volontaria. Perché sei tu che hai scelto di averla. Una malattia che impegna in ospedale almeno tre sanitari a volta, tra diagnosi e necessità di tenere calmo il paziente. E che finisce per costare al sistema sanitario pubblico come e più delle cure per un malato di tumore.

È l’alcol a causare tutto questo. Una schiavitù che in Versilia fa sempre più vittime. Lo testimoniano i dati degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Lido di Camaiore per abuso di sostanze alcoliche. Aumentano i casi, aumentano quelli gravi e a rischio di coma etilico. Aumentano, soprattutto, i giovani sotto i 24 anni che si sentono male perché hanno bevuto troppo. Con un episodio sconcertante: quello di un ragazzino sotto i 14 anni. Che, vista l’età, ha richiesto l’intervento della pediatria dell’ospedale.

I numeri forniti dall’Asl sono inquietanti da qualsiasi parte li si guardi. È chiaro che a colpire sono soprattutto i dati riguardanti i giovani. Gli under 24 finiti all’ospedale, minorenni compresi, passano dai 94 dei primi dieci mesi del 2016 ai 103 dello stesso periodo di quest’anno. Aumentano anche gli accessi nei fine settimana (da 123 a 143, quindi 20 in più), i giorni considerati più a rischio. Così come aumentano i casi di abuso di alcol nelle ore notturne: dai 204 del 2016 ai 230 del 2017. Quasi la metà di questi sono collegabili a ragazzi giovani o giovanissimi.

Parlando in generale, nel giro di un anno gli accessi in ospedale per abuso di sostanze alcoliche sono aumentati di quasi il 14%: da 290 a 330. Addirittura 45 quelli che registrano un doppio accesso nello stesso periodo: l’anno scorso ci si era fermati a 30. Incrementati anche i casi considerati a rischio di coma etilico – alcuni in effetti ci sono finiti – che passano da 59 a 87. L’unico dato in controtendenza, ma è poco più di una curiosità, è quello relativo al record stabilito da un singolo paziente: nel 2016 c’è stato un uomo che è finito 72 volte in 10 mesi al pronto soccorso per abuso di alcolici. Nel 2017 il numero massimo di accessi raggiunto da una sola persona è stato di 57.

«L’etilismo acuto è una intossicazione volontaria, che in Versilia vede più di una persona al giorno ricorrere alle cure in pronto soccorso – spiega il direttore del pronto soccorso versiliese Giuseppe Pepe – Spesso si tratta di una persona agitata, violenta e molesta. Che a volte nega l’evidenza e sposta l’attenzione verso altri disturbi, pur di non ammettere che è un bevitore o che ha bevuto»

Nelle prime ore di assistenza il caso di abuso di alcol assorbe in pronto soccorso risorse sanitarie importanti. Almeno un medico, un infermiere e un operatore sociosanitario. Che vengono deviati dagli altri ammalati gravi. Prestazioni, esami e farmaci che hanno un costo sempre più elevato.

«La stragrande maggioranza viene gestita in pronto soccorso in Alta intensità di cure, monitorizzata, perché il rischio del coma etilico è sempre alto – prosegue Pepe – Talora c’è bisogno della Rianimazione diretta dal dottor Stefano Buzzigoli, che ricovera i pazienti in coma gravi e che assorbono risorse elevatissime di cure intensive anche per 48 ore consecutive. È sempre un lavoro di squadra con tutto il Versilia: anche con la psichiatria del professor Mario Di Fiorino, sul paziente ubriaco ed etilista, che spesso è anche affetto da patologie psichiatriche. Purtroppo – continua Pepe – anche con il dottor Luigi Gagliardi, la cui equipe di pediatri in pronto soccorso è intervenuta in urgenza brillantemente anche in un caso sotto i 14 anni».

Un lavoro di squadra che consente di intervenire anche in casi in cui l’utente ubriaco crea problemi al triage (il punto di accesso del pronto soccorso dove si smistano i casi in base alla gravità). Ed è incredibile pensare,

spiegano i medici, che un intervento per un caso di etilismo «fa spendere soldi pubblici spesso molto più di un paziente oncologico in pronto soccorso per curare il dolore. E spesso evolve gravemente, rischiando persino di morire».

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ANCORA UNA SQUALIFICA PER BESTEMMIA

Nov13
da admin il 13 Novembre 2017 alle 11:17
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La lezione di Lisuzzo: “Scusatemi, sono mortificato”
Il difensore, appiedato per un turno dal giudice sportivo. “Il mio impegno per ripagare tutti da questa squallida questione sarà raddoppiato sul campo e fuori rendendo onore più che posso a questi colori”.

Pisa, 9 novembre 2017 – «Il mio impegno per ripagare tutti da questa squallida questione sarà raddoppiato sul campo e fuori rendendo onore più che posso a questi colori. Scusatemi, sono mortificato». Firmato Andrea Lisuzzo. «Il Sindaco» ha chiesto scusa. Lo ha fatto nella tarda serata di ieri, con una nota scritta di suo pugno e affidata al profilo facebook ufficiale del giocatore. Avrebbe potuto anche accampare mille attenuanti e solleticare la solidarietà dei tifosi: una bestemmia dopo un rete subita all’ultimo secondo, per una papera del portiere e che ha impedito di portare a casa una vittoria meritata, per la stragrande maggioranza dei calciofili rientra nell’ambito delle cose che, non dovrebbero, ma possono capitare. Andrea Lisuzzo, però, non decide per convenienza: tre anni fa la soluzione più semplice sarebbe stato andarsene, come chiedeva a gran voce una parte della tifoseria dopo l’esito fallimentare dell’ultimo anno della gestione Battini. Invece lui scelse di restare e partì per il ritiro di Bientina: voleva dimostrare di meritare la maglia del Pisa. E c’è riuscito. Ieri, invece, la cosa più facile sarebbe stata assecondare le tante critiche piovute sullo zelante commissario federale che, al novantesimo, ossia una manciata di secondi dopo la rete che ha condannato il Pisa al pari, messo nero su bianco lo sfogo infelice del difensore nerazzurro. Nulla di tutto questo. Lisuzzo ha preso carta e penna senza sottrarsi alle proprie responsabilità: «E’ doveroso e razionale farlo ogni giorno e ogni qualvolta se ne presenta la necessità presentandosi umilmente dinanzi alle ripercussioni che esse comportano e affrontandole in silenzio, lavorando sulla propria moralità affinché non si commettano più certi errori – ha scritto – .Il mio “sfogo “ di fine gara non è giustificabile ma nello stesso tempo umano e comprensibile, pertanto (questa la parte che mi piace sottolineare) il dispiacere di procurare un danno alla mia squadra e alla mia tifoseria, bambini compresi nonché un danno d’immagine alla mia società, da un uomo maturo quale sono, ma pur sempre un “uomo”, non ha attenuanti».

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ALCOL E MINORI

Nov06
da admin il 6 Novembre 2017 alle 12:42
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Floriana Croce Futuro Aretino: “Ci deve scappare il morto per svegliarsi?”
La presidente dell’associazione Giovani Futuro Aretino, Floriana Croce, prende la parola dopo i dati diffusi sulla stampa e riguardanti il numero di interventi 118 su minorenni ubriachi la notte di Halloween.

“Come presidente dell’Associazione Giovani Futuro Aretino e come mamma sento il dovere di scrivere questa lettera aperta. Il mio è un appello a tutta la cittadinanza di Arezzo. È urgente e necessario creare una fitta rete collaborativa e di protezione tra famiglie, scuola, associazioni, gestori , istituzioni e pubblica sicurezza per il bene dei nostri figli. Sì perché nessuno è esente da questa piaga sociale che è l’alcolismo giovanile e solo con la collaborazione di tutti noi potremo provare a sconfiggerla. Non possiamo più girarci dall’altra parte: ieri sono stati 20, domani saranno 40 ad andare in coma etilico. Ci deve scappare il morto per svegliarsi? Dire che s’è sempre bevuto, ma non così tanto e così giovani, non è una giustificazione: i dati sono allarmanti e peggiorano. Un grande impegno comune è improcrastinabile.
Sono tanti i motivi per cui un giovane si trova ad abusare di alcolici e li conosciamo tutti: diamoci una mossa. Esiste tanta informazione , ma poca formazione. L’unico obiettivo è il loro bene”.

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BESTEMMIA IN DIRETTA RADIO

Nov02
da admin il 2 Novembre 2017 alle 10:51
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BESTEMMIA IN DIRETTA: bufera sullo Zoo di 105

Dopo 20 anni il deejay Marco Mazzoli, fondatore dello “Zoo”, lascia Radio 105. Anzi no.
Una decisione “sofferta”, maturata, dopo dissidi con l’emittente in seguito a quanto accaduto nei giorni scorsi in diretta, quando sono stati mandati in onda scherzi telefonici non filtrati (quindi senza bip), dove si è udita una bestemmia.

Ma, a quanto pare, dopo giorni di “confusione”, lo speaker avrebbe fatto dietrofront, forte anche dell’affetto dei suoi supporter.
Il programma, inizialmente sospeso, dovrebbe riprendere regolarmente lunedì.
L’Agcom starebbe però valutando il caso e potrebbe multare l’emittente, con una sanzione compresa tra i 25mila e i 300mila euro.
“Non so davvero cosa dire, per la prima volta, io che vivo di parole, non ne ho”, ha commentato Mazzoli dopo l’accaduto. “Sono confuso, spaventato e stanco. Non so mentire, non voglio nemmeno nascondervi nulla, ho solo bisogno di tempo e di staccare la spina per fare chiarezza!”, ha detto Mazzoli.
Lo speaker ha anche attaccato i giornalisti, rei di aver in un primo momento riportato la notizia che a bestemmiare fosse stato lui stesso.

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