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I giovani e le dipendenze

Mar20
da admin il 20 Marzo 2018 alle 11:08
Postato in: Blog

DIPENDENZE: TROPPI GIOVANI SCHIAVI DI ALCOL FUMO E GIOCO D’AZZARDO.

Gli ultimi dati italiani rivelano che alcol, fumo e gioco sono molti diffusi fra i giovani. Ecco allora come prevenire e affrontare le dipendenze

Le dipendenze non risparmiano nemmeno i più giovani. Anzi, sono proprio i ragazzi a rappresentare una delle fasce più vulnerabili da questo punto di vista. La conferma arriva dagli esperti delI’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente di Roma che, sul nuovo numero della rivista “A Scuola di Salute”, lanciano un vero e proprio allarme in merito al consumo di alcol e fumo e alla diffusione del gioco di azzardo fra i ragazzi.

Tutti i numeri del fenomeno
I medici del Bambin Gesù, sulla base dei dati dell’Osservatorio europeo sulle droghe, di Doxa, Istat, Nomisma e Unipol, hanno calcolato che il fenomeno delle dipendenze riguarda almeno il 15% dei ragazzini italiani. Più precisamente, hanno scoperto che:

1. il 20% dei giovani italiani di età compresa tra i 15 e i 34 anni beve abitualmente alcolici,

2. il 16% dei ragazzi fuma fino al compimento dei 24 anni;

3. il 19% dei giovani ha consumato cannabis nell’arco di un anno;

4. il 49% degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni hanno giocato d’azzardo almeno una volta all’anno.

Che cosa possono fare mamma e papà
Prevenire e combattere le dipendenze però non è impossibile. Per prima cosa è essenziale che genitori e insegnanti siano realistici e diventino consapevoli dei pericoli cui sono esposti quotidianamente i ragazzi e degli stimoli che possono “fuorviarli”. Quindi, è bene che propongano modi sani di trascorrere il tempo libero e alternative efficaci per superare eventuali disagi e aumentare la sicurezza in se stessi, come corsi sportivi o artistici. Infine, si consiglia di non giudicare o rimproverare l’adolescente, ma cercare di ascoltarlo e di capire che cosa sta provando.

Occhio a questi segnali
È fondamentale, poi, non trascurare eventuali campanelli di allarme, magari per paura o mancanza di tempo: se, per esempio, il ragazzo fa assenze ingiustificate a scuola, mostra disinteresse verso qualsiasi attività ricreativa, ha comportamenti aggressivi, si isola, è meglio indagare.

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Alcol e giovani

Mar02
da admin il 2 Marzo 2018 alle 10:33
Postato in: Blog

C’E’ POCO IMPEGNO NEL TENERE LONTANI I GIOVANI DALL’ALCOL
L’età dei consumatori di alcol si abbassa inesorabilmente e allo stesso tempo emergono fenomeni nuovi

DOMANDA:
CARO DIRETTORE, a Milano basta fare un giro sui Navigli (e non solo nel fine settimana) per rendersi conto come ormai dell’alcol siano diventati schiavi anche i giovanissimi. Li vedi nei bar o fuori dai locali pubblici, già sazi (anzi: saturi) di alcol nelle prime ore della serata. Nonostante il fenomeno sia evidente a chiunque abbia a che fare con i giovani, dal punto di vista della prevenzione e dell’educazione se ne parla poco, troppo poco. Con il rischio di esporre un’intera generazione a molteplici rischi.

RISPOSTA:
SUL «GIORNO» ce ne siamo occupati anche con l’inchiesta uscita sul numero in edicola ieri. L’età dei consumatori di alcol si abbassa inesorabilmente e allo stesso tempo emergono fenomeni nuovi. Come quello della pericolosissima abbuffata alcolica del fine settimana. Quando, in poche ore, giovani e adolescenti ingurgitano una gran quantità di bevande ad alto tasso alcolico. Sul brevissimo periodo, le conseguenze sono note: abbiamo già scritto troppe volte di ragazzini finiti in coma etilico. Ma al di là della fase acuta, la dipendenza da alcol può poi rovinarti una vita intera. Credo che la scuola e le istituzioni debbano essere più attenti. E che il divieto di somministrazione di alcolici ai minori debba essere fatto rispettare con vigore. Ma ritengo che, anche in questo caso, il compito educativo sia soprattutto dei genitori dei ragazzi. Che dovrebbero parlare di più coi figli, punire i comportamenti scorretti e premiare quelli virtuosi.

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Gli effetti dell’alcol sui giovani

Feb20
da admin il 20 Febbraio 2018 alle 10:17
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A CAUSA DELL’ALCOLISMO SI VIVRA’ DI MENO

​Va in discoteca, si ubriaca, forse assume stupefacenti e finisce in ospedale…
E’ accaduto in un noto locale di Pisciotta. La ragazza a un certo punto della serata ha iniziato a sentirsi male …

Controlli serrati tra Pasqua e Pasquetta da parte dei carabinieri di Sapri, tra Policastro e Palinuro. In azione, dunque, gli uomini dell’Arma insieme al Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Sarno, per contrastare il mercato della droga e verificare i livelli di alcol nel sangue.
Il fenomeno riguarda in misura preoccupante i giovani che frequentano locali notturni e in modalità associata: in comitive o gruppi di amici.

Saranno gli adulti di domani con l’uso esagerato e precoce di bevande alcoliche. A questa accoppiata hanno dedicato un articolo gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, apparso sulla rivista Alcohol and alcoholism, puntando il dito sugli effetti nefasti per il fegato. «Aumentano malattie croniche e progressive. Ci troveremo di fronte a una generazione di giovani adulti con malattie epatiche che oggi si vedono nei 70enni».

Valerio Nobili, responsabile della struttura semplice di Epatopatie metaboliche e autoimmuni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, spiega senza esitazioni: «In questo momento siamo di fronte a un allarme sociale. Fra i giovanissimi osserviamo due patologie che stanno crescendo in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni: l’uso e l’abuso di bevande alcoliche e l’obesità. Se un bambino è obeso, ha quindi un’elevata probabilità di avere un fegato grasso, e se in età adolescenziale diventa anche un bevitore subisce l’effetto di due danni che non si sommano fra loro, ma si moltiplicano in modo esponenziale». Impossibile non legare questi comportamenti all’aumento, che pure rilevano Nobili e colleghi, di malattie croniche e progressive del fegato, come infiammazioni, steatosi (o “fegato grasso”) e fibrosi.

«Ai ragazzi in sovrappeso – aggiunge Nobili – bisogna sommare i 3-400mila 14-16enni che fanno uso e abuso di alcol». Fra i comportamenti a rischio che i pediatri del Bambin Gesù hanno avuto modo di rilevare, c’è la «scoperta» del bere a stomaco vuoto, chiamata con un brutto neologismo drunkoressia. «Dopo un digiuno prolungato l’alcol viene assorbito completamente, con danni acuti gravi e potenzialmente letali (encefalopatia alcolica) e con danni a lungo termine se il comportamento è ripetuto. Questi ragazzi rischiano di arrivare a 35 anni con un fegato gravemente compromesso».

«Negli anni ’90 avevamo un acme dei fegati cirrotici intorno ai 60-70 anni, oggi si colloca in anticipo di 20 anni almeno. Ecco perché abbiamo scritto che questi bambini compromettono le loro aspettative di vita di almeno 20 anni. Una previsione – ricorda Nobili – tristemente avanzata già nel 2005 in un articolo sul New England Journal of Medicine: la generazione attuale di bambini sarà forse la prima dal dopoguerra ad avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori».

Che fare? «Occorre unire gli sforzi, insieme alle istituzioni e ai pediatri – riassume Nobili -. Qualche esempio? Portare la frutta nelle scuole, promuovere il consumo di pesce (gli acidi grassi Omega-3, di cui è ricco specialmente il pesce azzurro, sono dei potenti “sgrassanti” naturali per il fegato e nella dieta dei bambini italiani la loro quantità è pari a un quinto di quella raccomandata). Bisogna trovare spazi per l’attività fisica, promuovere gli spostamenti a piedi. Tutto questo costa, denaro e impegno, ma il costo futuro di milioni di giovani adulti malati sarà infinitamente più alto.

Questo per la prevenzione. Per quel che riguarda invece gli interventi di recupero, c’è bisogno che i Piani sociali di zona prendano in carico il problema e attivino percorsi sperimentali per tentare di accompagnare fuori dalla zona a rischio soprattutto i giovani delle scuole superiori.

Anche i dirigenti scolastici dovrebbero farsi parte in causa nel sensibilizzare gli studenti che si apprestano ad organizzare i famosi Mak P (la festa scolastica organizzata in Italia al termine del quinto anno di scuola superiore, cento giorni prima della fine dell’anno scolastico) a limitare in modo consapevole l’uso di bevande alcoliche e far sottoscrivere ai partecipanti un impegno ad autocontrollarsi nell’uso di sostanze stupefacenti. Questo in considerazione del fatto che a questa “cerimonia” la stragrande maggioranza dei partecipanti sono minorenni in quanto la festa è aperta anche agli allievi delle classi inferiori a quella dell’ultimo anno.

Senza contare, poi, agli intrusi esterni che in molti casi vengono fatti entrare solo per implementare l’incasso della serata.

Insomma, prevenire invece che curare mi sembra ancora la migliore cura. Quando il vaso si sarà rotto, per quanto si è bravi ad incollare i cocci, sarà sempre un vaso rattoppato.

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Alcol e giovani

Feb15
da admin il 15 Febbraio 2018 alle 13:52
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Notti alcoliche a Sassari, giovani ubriachi alla guida: 18 denunciati

SASSARI. Mascherati alla guida, simbolo di un carnevale che non si ferma neppure fuori dalla discoteca o dalla festa in un locale qualsiasi. E ubriachi, pieni di alcol al punto da fare decollare l’etilometro che fa registrare dati che generano paura: tre o quattro volte oltre i limiti consentiti dalla legge.Il fine settimana dei giovanissimi e degli adolescenti è una maratona di alcol e superbevute che non hanno fine, dall’una alle sei del mattino è un bollettino di guerra: le pattuglie della polizia stradale in poco meno di sei ore – nella notte tra sabato e domenica – hanno ritirato 18 patenti. I conducenti (in larga parte nella fascia d’eta dei ventenni, oltre a qualche 40enne) sono stati tutti denunciati e dovranno rispondere davanti al giudice del reato di guida in stato di ebbrezza.

Due auto sono state confiscate, accertati anche 12 casi di omessa revisione dei veicoli.I controlli sono stati eseguiti tutti in città, in via Roma, nella zona della stazione e in periferia. Uno dei giovani non si è fermato all’alt degli agenti della polizia stradale e ha proseguito a forte velocità,ha “bruciato” il semaforo rosso rischiando di causare un incidente con conseguenze gravi.

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ALCOL E MINORI

Feb08
da admin il 8 Febbraio 2018 alle 11:06
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Chiuso il minimarket che ha provocato l’intossicazione di una 15enne.

La ragazza aveva comprato la vodka prima di andare in discoteca. Multato il gestore, serrande abbassate per 15 giorni.

Da negozio di giocattoli più amato dai bambini a minimarket dove vendere alcol ai minori. Il locale dell’ex Puccio si macchia di un reato deprecabile: rifilare superalcolici ai minorenni senza verificarne l’età. Tanto da causare l’intossicazione alcolica di una 15enne che ha portato alla multa del gestore e alla chiusura del market per 15 giorni.

Il locale in corso Porta Po 74 – gestito dallo scorso marzo da un cittadino bengalese e situato di fronte alla chiesa di San Benedetto, luogo di ritrovo di numerosi giovani, vicino alle scuole e ad una discoteca – nell’ambiente giovanile e scolastico era conosciuto da tutti i giovani come luogo di vendita di alcolici ai minori senza particolari problemi.

Le voci sono state quindi oggetto di una puntuale verifica da parte degli uomini della polizia di Stato, da sempre impegnati nella lotta contro l’abuso di alcol da parte dei minorenni.

La vicenda risale alla sera del 23 dicembre quando un gruppo di ragazze tra i 14 e i 17 anni, prima di entrare in discoteca, si sono recate presso il minimarket e hanno acquistato una bottiglia di vodka e una di succo di frutta per aromatizzarla. La vendita è stata effettuata dal commerciante che, secondo quanto dichiarato dalle minori, si è raccomandato di nascondere il superalcolico avendo evidentemente capito la giovane età del gruppetto.

Sempre nei pressi del minimarket, le minorenni hanno fatto un cocktail con le due bevande riempiendo delle bottigliette di acqua di plastica (che si erano premunite appositamente) ed hanno bevuto prima di recarsi davanti alla discoteca.

Giunte sul posto, gli addetti alla sicurezza hanno notato che una di queste (classe 2002) era in evidente stato di ebbrezza in quanto barcollava e parlava in modo confuso. La sicurezza l’ha fatta accomodare nell’atrio dell’ingresso per darle assistenza. Poco dopo la ragazza ha accusato una sorta di svenimento e pertanto, con l’aiuto delle amiche, è stato chiamato il padre che preoccupato della sorte della figlia ha richiesto l’intervento dell’ambulanza.

La ragazza ricorderà a lungo quella antivigilia di Natale in quanto, vittima di intossicazione da alcol, l’ha dovuta trascorrere ricoverata presso l’ospedale di Cona per smaltire la sbornia.

Gli accertamenti successivi svolti dall’Ufficio Minori e dalla Polizia Amministrativa hanno consentito di risalire all’esatta ricostruzione dei fatti. Ovvero che, senza possibilità di equivoci, l’operatore del minimarket aveva venduto una bevanda di superalcolico a soggetti minorenni, senza richiedere l’esibizione del documento di identità per l’accertamento della maggiore età cosi come previsto dalla legge Balduzzi.

Il bengalese, classe 1984, è stato sanzionato per quella vendita illegale con verbale di contestazione pari a 333 euro ma il questore di Ferrara ha ritenuto doveroso e opportuno procedere anche alla chiusura per motivi di ordine e sicurezza pubblica applicando l’articolo 100 del Tulps per il pericolo effettivo sulla salute dei minori e per la tranquillità dei cittadini.

Le minori coinvolte nella vicenda sono state sentite a sommarie informazioni testimoniali alla presenza dei genitori e ovviamente hanno appreso i dettagli della serata solo davanti agli ispettori della Polizia Amministrativa.

Questo fenomeno purtroppo non è isolato per la città di Ferrara in quanto una recente indagine sull’intera Regione Emilia Romagna nelle giornate dei sabato sera i pronto soccorso delle città si riempiono di minori di 12, 13 e 14 anni colti da intossicazione acuta da alcol con gradi di tasso da etanolo pari a 2 o 3 grammi/litro.

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