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Alcol e giovani

Feb15
da admin il 15 Febbraio 2018 alle 13:52
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Notti alcoliche a Sassari, giovani ubriachi alla guida: 18 denunciati

SASSARI. Mascherati alla guida, simbolo di un carnevale che non si ferma neppure fuori dalla discoteca o dalla festa in un locale qualsiasi. E ubriachi, pieni di alcol al punto da fare decollare l’etilometro che fa registrare dati che generano paura: tre o quattro volte oltre i limiti consentiti dalla legge.Il fine settimana dei giovanissimi e degli adolescenti è una maratona di alcol e superbevute che non hanno fine, dall’una alle sei del mattino è un bollettino di guerra: le pattuglie della polizia stradale in poco meno di sei ore – nella notte tra sabato e domenica – hanno ritirato 18 patenti. I conducenti (in larga parte nella fascia d’eta dei ventenni, oltre a qualche 40enne) sono stati tutti denunciati e dovranno rispondere davanti al giudice del reato di guida in stato di ebbrezza.

Due auto sono state confiscate, accertati anche 12 casi di omessa revisione dei veicoli.I controlli sono stati eseguiti tutti in città, in via Roma, nella zona della stazione e in periferia. Uno dei giovani non si è fermato all’alt degli agenti della polizia stradale e ha proseguito a forte velocità,ha “bruciato” il semaforo rosso rischiando di causare un incidente con conseguenze gravi.

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ALCOL E MINORI

Feb08
da admin il 8 Febbraio 2018 alle 11:06
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Chiuso il minimarket che ha provocato l’intossicazione di una 15enne.

La ragazza aveva comprato la vodka prima di andare in discoteca. Multato il gestore, serrande abbassate per 15 giorni.

Da negozio di giocattoli più amato dai bambini a minimarket dove vendere alcol ai minori. Il locale dell’ex Puccio si macchia di un reato deprecabile: rifilare superalcolici ai minorenni senza verificarne l’età. Tanto da causare l’intossicazione alcolica di una 15enne che ha portato alla multa del gestore e alla chiusura del market per 15 giorni.

Il locale in corso Porta Po 74 – gestito dallo scorso marzo da un cittadino bengalese e situato di fronte alla chiesa di San Benedetto, luogo di ritrovo di numerosi giovani, vicino alle scuole e ad una discoteca – nell’ambiente giovanile e scolastico era conosciuto da tutti i giovani come luogo di vendita di alcolici ai minori senza particolari problemi.

Le voci sono state quindi oggetto di una puntuale verifica da parte degli uomini della polizia di Stato, da sempre impegnati nella lotta contro l’abuso di alcol da parte dei minorenni.

La vicenda risale alla sera del 23 dicembre quando un gruppo di ragazze tra i 14 e i 17 anni, prima di entrare in discoteca, si sono recate presso il minimarket e hanno acquistato una bottiglia di vodka e una di succo di frutta per aromatizzarla. La vendita è stata effettuata dal commerciante che, secondo quanto dichiarato dalle minori, si è raccomandato di nascondere il superalcolico avendo evidentemente capito la giovane età del gruppetto.

Sempre nei pressi del minimarket, le minorenni hanno fatto un cocktail con le due bevande riempiendo delle bottigliette di acqua di plastica (che si erano premunite appositamente) ed hanno bevuto prima di recarsi davanti alla discoteca.

Giunte sul posto, gli addetti alla sicurezza hanno notato che una di queste (classe 2002) era in evidente stato di ebbrezza in quanto barcollava e parlava in modo confuso. La sicurezza l’ha fatta accomodare nell’atrio dell’ingresso per darle assistenza. Poco dopo la ragazza ha accusato una sorta di svenimento e pertanto, con l’aiuto delle amiche, è stato chiamato il padre che preoccupato della sorte della figlia ha richiesto l’intervento dell’ambulanza.

La ragazza ricorderà a lungo quella antivigilia di Natale in quanto, vittima di intossicazione da alcol, l’ha dovuta trascorrere ricoverata presso l’ospedale di Cona per smaltire la sbornia.

Gli accertamenti successivi svolti dall’Ufficio Minori e dalla Polizia Amministrativa hanno consentito di risalire all’esatta ricostruzione dei fatti. Ovvero che, senza possibilità di equivoci, l’operatore del minimarket aveva venduto una bevanda di superalcolico a soggetti minorenni, senza richiedere l’esibizione del documento di identità per l’accertamento della maggiore età cosi come previsto dalla legge Balduzzi.

Il bengalese, classe 1984, è stato sanzionato per quella vendita illegale con verbale di contestazione pari a 333 euro ma il questore di Ferrara ha ritenuto doveroso e opportuno procedere anche alla chiusura per motivi di ordine e sicurezza pubblica applicando l’articolo 100 del Tulps per il pericolo effettivo sulla salute dei minori e per la tranquillità dei cittadini.

Le minori coinvolte nella vicenda sono state sentite a sommarie informazioni testimoniali alla presenza dei genitori e ovviamente hanno appreso i dettagli della serata solo davanti agli ispettori della Polizia Amministrativa.

Questo fenomeno purtroppo non è isolato per la città di Ferrara in quanto una recente indagine sull’intera Regione Emilia Romagna nelle giornate dei sabato sera i pronto soccorso delle città si riempiono di minori di 12, 13 e 14 anni colti da intossicazione acuta da alcol con gradi di tasso da etanolo pari a 2 o 3 grammi/litro.

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I PERICOLI DELL’ALCOL

Gen29
da admin il 29 Gennaio 2018 alle 14:16
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Il consumo di alcol da ragazzi aumenta il rischio di cirrosi da adulti

Sono le conclusioni di una ricerca, condotta in Svezia, incrociando i dati di 49 mila giovani, di leva negli anni 1969-70, con quelli dei Registri di morte del 2009

Che l’eccessivo consumo di alcol sia responsabile di cirrosi epatica non è certo una novità, ma adesso uno studio, durato quasi 40 anni, condotto in Svezia, ci dice quanto e come l’uso di bevande alcoliche in età giovanile sia legato allo sviluppo, da adulti, di danni al fegato. L’analisi retrospettiva, pubblicata in gennaio sul Journal of Hepatology, ha coinvolto tutti i giovani svedesi di leva negli anni 1969 e 1970 (quando il servizio militare era obbligatorio ed era escluso, per gravi motivi di salute, o disabilità, solo il 2-3 % dei ragazzi), in totale 49 mila persone tra i 18 e i 20 anni.

Rischio dose-correlato
Nel 20o9 sono stati incrociati i nomi di quei giovani militari con quelli del Registro Nazionale sui decessi e le cause di morte; si è così visto che dopo 39 anni erano morti per cirrosi epatica, ascite, carcinoma epatocellulare, varici esofagee , sindrome epatorenale, encefalopatia epatica , collasso del fegato e altre patologie epatiche 383 uomini. E i dati sul consumo di alcol, raccolti durante la visita di leva, indicavano che più precoce era stato questo consumo, maggiori erano state le probabilità di decesso per cause epatiche. E il rischio ( dopo aver eliminato le cause «confondenti»: indice di massa corporea, uso di tabacco, stupefacenti, capacità cognitive e efficenza cardiovascolare) è risultato dose-dipendente, cioè più alto in chi beveva due drink al giorno, pari a circa 20 grammi di alcol. Per intenderci: due lattine di birra o due bicchieri di vino o due bicchierini di un superalcolico. L’indagine, avvertono però i ricercatori, è stata condotta solo su uomini e dovrebbe essere estesa anche alla donne, la cui tolleranza all’alcol però già sappiamo essere molto ridotta rispetto a quella dei maschi.

Le conclusioni
Che conclusioni trarre da questo studio? Davanti al fatto che nonostante l’abuso di alcol coinvolga un alto numero di persone , ma non sia ancora trovata una cura specifica, «non resta che puntare sulla prevenzione, specie in età adolescenziale , rivedendo le dosi considerate attualmente «sicure» — commenta Alexandre Louvet, del Servizio di malattie dell’apparato digestivo dell’Ospedale Huriez a Lille, in Francia, nell’editoriale che ha accompagna l’articolo — e ricordando che le raccomandazioni che possono fare i medici e le campagne di educazione rivolte alla popolazione generale, debbono essere accompagnate da politiche sull’accesso all’alcol, puntando su aumento dei prezzi e controllo dell’informazione pubblicitaria e su interventi a livello individuale. Secondo l’Organizzazione mondiale dell Sanità, nel 2014, per cirrosi riconducibili all’alcol, sono morte in tutto il mondo 493.oo persone. E se l’alcolismo è una patologia che se non si può curare in modo specifico, si può però prevenire al 100 per cento.

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L’ALCOL TRA I GIOVANI

Gen08
da admin il 8 Gennaio 2018 alle 14:30
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Troppi casi di coma etilico. Giovani che bevono troppo, genitori senza risposte
A spaventare è l’età. Tutti al di sotto dei vent’anni, alcuni addirittura non arrivano ai quindici. Giovani e adolescenti, quindi. Ragazzini, verrebbe da dire. Ragazzini che la notte di San Silvestro si sono ubriacati al punto da finire in coma etilico. All’ospedale Cardarelli di Napoli ne sono giunti una ventina. Altri, in codice rosso, sono stati trasportati in altri nosocomi. Eravamo preparati, entrati nell’anno nuovo, ad ascoltare le dolorose notizie di persone rimaste ferite dai botti o da qualche colpo di pistola che qualcuno si ostina a definire “vagante”.

I feriti ci sono stati anche quest’ anno. Nel Napoletano a un giovane sono stati amputate tre dita di una mano; un bambino rischia di perdere un occhio; un dodicenne è stato ferito da un colpo di pistola sul balcone di casa. Ma non è su questo dramma che vogliamo soffermare la nostra attenzione, bensì sui giovanissimi finiti in coma etilico. Come etilico vuol dire che questi ragazzi si sono ubriacati al punto che il loro organismo non ce l’ha fatta a sopportare una tale quantità di alcol e ha ceduto.

Coma etilico vuol dire che questi nostri ingenui figli non sono stati capaci di gestire l’euforia di una serata come quella di san Silvestro. Coma etilico vuol dire che essi necessitano dell’aiuto degli adulti. Adulti che in questo momento, invasi dal dolore e dai sensi di colpa, si stanno facendo mille domande cui non riescono a dare una risposta. «Dove abbiamo sbagliato? Che cosa sta accadendo e che non riusciamo a vedere? Che cosa possiamo fare? Da dove dobbiamo cominciare? Chi ci deve aiutare?» si chiedono spesso i genitori.

I ragazzi non li ascoltano, anzi, sovente, mostrano verso di loro segni di insofferenza. Occorre andarci piano, soprattutto quando minacciano di scappare via di casa o commettere qualcosa di peggio. In genere sono inseriti in qualche gruppo che detta loro le linee guida cui si adeguano volentieri. Dicono di voler andare controcorrente, di essere anticonformisti, di non tenere in alcun conto i giudizi altrui e non si accorgono di allinearsi meglio di un plotone di soldati. Così intruppati, emettono ed eseguono ordini; inventano neologismi e gesti propri, si chiamano “fratelli”, si baciano come fanno i fidanzati. Anche l’ acconciatura dei capelli, i disegni dei tatuaggi, gli orecchini, i pantaloni strappati che vorrebbero imitare quelli degli straccioni, ma che costano somme esorbitanti, servono a fare di loro un gruppo. Quel gruppo. La pena prevista per chi non si adegua è essere emarginato. E l’ emarginazione li spaventa.

Bevono i ragazzi. Tanto. Troppo. Perché? A qualcuno certamente l’ alcol piace, lo eccita, gli fa dimenticare i problemi, lo sbarazza della timidezza. E gli altri? Gli altri lo fanno perché così fan tutti. E bevono, anche controvoglia, bevono. Per darsi delle arie, per non rimanere indietro, per non essere isolati, bevono. Anche quando il loro organismo si ribella e chiede aiuto, bevono. Bere diventa un modo di essere, una sfida. A se stessi, agli altri, alla società. Una sorta di manifestazione di potenza, di forza, di grandezza, di menefreghismo. Sono caduti in trappola ma non se ne sono accorti. Hanno bisogno di essere aiutati ma non lo sanno. Occorre metterli in guardia; insegnare loro, a scuola, a casa, in chiesa, che cos’è l’ alcol, che cosa sono le varie droghe, come funzionano, quali effetti hanno sui loro organi interni. A quali danni, a volte irreparabili, può portare l’ alcolismo o l’assunzione di una droga.

Occorre convincerli che certe cattive abitudini come fumare, drogarsi, bere, giocare di azzardo, una volta radicate sono faticosissime da essere estirpate. Meglio tenersene alla larga prima. E rimanere liberi. Prevenire è meglio che curare. Aiutiamo i nostri giovani. Diamo loro testimonianza di una vita vissuta all’ insegna della serenità, della gioia, della sobrietà, della condivisione. E per chi crede, della fede. Vederli in ospedale in coma etilico, a Capodanno o ogni sabato notte, fa veramente tanto male al cuore.

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ALLARME “BINGE DRINKING”

Dic19
da admin il 19 Dicembre 2017 alle 11:32
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Alcol sfrenato fra i giovani: è allarme “binge drinking
Arriva dal Nord Europa la moda di “trangugiare rapidamente”. A 11 anni il primo contatto con vino o birra

Bere tanto in poco tempo, per lo più durante le notti alcoliche del fine settimana. Un consumo massiccio concentrato in determinate brevi occasioni come accade nei Paesi del Nord Europa secondo il fenomeno cosiddetto del “binge drinking”. E’ la modalità di consumo di alcol che si sta diffondendo tra i giovani fiorentini, che ad un moderato consumo abituale di vino o birra prediligono dei“blitz alcolici” durante i weekend, dimostrando di avere, tra le altre cose, scarsa percezione del rischio collegato alla guida in stato di ebbrezza.

Il quadro emerge da una ricerca su alcol, giovani e stili di consumo condotta durante i mesi scorsi dalla cooperativa sociale Coop 21 e dall’associazione Ideazione tra 850 ragazzi tra i 13 e i 30 anni aderenti al servizio di educativa di strada nei Comuni dell’area Fiorentina sud-est e nel Valdarno aretino. Lo studio è stato presentato oggi a Bagno a Ripoli. Ad illustrare i risultati, accanto ai rappresentanti di Coop 21 e Ideazione, erano presenti il sindaco Francesco Casini, presidente della Conferenza dei sindaci della Zona fiorentina sud-est, gli amministratori del territorio e i referenti delle Aziende Usl Toscana Centro e Usl 8 Valdarno.

Del campione, composto da 850 ragazzi tra i 13 e i 30 anni (18,24 anni di media; 50,2% maschi, 40,5% femmine), nove ragazzi su dieci hanno dichiarato di consumare bevande alcoliche (87,7%). All’aumentare dell’età aumenta anche il consumo: dal 61,4% della fascia più giovane (13-15 anni) fino al 98,2% dei giovani adulti (22-30 anni). Il primo contatto con l’alcol avviene intorno agli 11 anni, ma si può supporre che il consumo di alcol, che poi si stabilizzerà durante il periodo dell’adolescenza, inizi a partire dai 15 anni. Il 40,4% del campione beve alcol nel fine settimana, mentre il 31,9% ha una frequenza di consumo inferiore ad una volta alla settimana. Dall’altra parte l’11,8% e il 3,6% dichiara di bere alcolici, rispettivamente, 3 o 4 volte alla settima e tutti i giorni.

Il 50% dei ragazzi dichiara di bere almeno due cocktail nel weekend. Tutte le tipologie di bevande sono maggiormente consumate durante il weekend. Ma il dato che fa più effetto è che il 43% del campione dichiara di aver avuto un episodio di “binge drinking” negli ultimi 30 giorni. La percentuale di chi ha avuto un episodio di binge drinking nell’ultimo mese non varia con l’età. Il 52,7% del campione ha la patente: il 32,4% guida la macchina mentre il 20,3% può guidare solo il motorino. Tra questi il 29,5% ha guidato dopo aver bevuto: il 10,2% dei guidatori ha dichiarato di essersi messo più volte alla guida dopo aver bevuto.“

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