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Trieste, bestemmia per una multa e ne prende un’altra da 102 euro

Lug19
da admin il 19 Luglio 2019 alle 9:27
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Il curioso episodio si è verificato ieri in piazza della Borsa, fino al 1999 la bestemmia per era reato penale. Vicenda diventata virale.
Un episodio abbastanza singolare si è verificato a Trieste nella mattinata di ieri, precisamente in piazza della Borsa, dove un uomo, di cui non sono state diffuse le generalità per ovvi motivi di privacy, si è visto arrivare ben due multe, una dietro l’altra.

Il motivo della prima contravvenzione risederebbe nel fatto che il soggetto aveva parcheggiato la sua macchina di lavoro nei pressi di una zona adibita al carico e allo scarico merci.
Il veicolo sarebbe quindi rimasto in quella posizione oltre il tempo consentito, per cui la Polizia Locale ha deciso di procedere con la multa.

La situazione è però “precipitata” però quando il soggetto è tornato per riprendere la macchina, e quindi ha visto sul parabrezza il foglietto rosa, il quale appunto indicava che i vigili lo avevano multato.
La bestemmia
L’uomo si è molto adirato, talmente tanto che gli è scappata almeno una bestemmia.
A questo punto gli agenti non ci hanno visto più e gli hanno elevato un’altra sanzione di ben 102 euro. Secondo quanto riporta Il Piccolo di Trieste, pare che tra gli agenti e l’uomo ci sia stata un’animata discussione, e proprio nel corso di quest’ultima il soggetto avrebbe lanciato delle bestemmie.

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Perché i ragazzi bevono troppo alcol

Lug18
da admin il 18 Luglio 2019 alle 17:43
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Aumenta tra i giovani il consumo di alcol nel fine settimana, spesso causa di incidenti stradali. E si diffondono le bevute in compagnia anche tra i minorenni

Il 75% degli italiani consuma abitualmente alcol, soprattutto giovani e minorenni. A lanciare l’allarme è il Codacons, di fronte ai numerosi casi di incidenti stradali che hanno come protagonisti ragazzi che si mettono alla guida dopo aver bevuto alcolici. Tra i casi recenti c’è quello di un 18enne che a Milano ha imboccato un viale trafficato in motorino, contromano. «Il problema degli incidenti stradali legati all’alcol si sta riproponendo dopo anni in cui le cosiddette stragi del sabato sera erano calate, passando dalle 917 vittime del 2011 a meno di 300 nel 2016. Nel 2017 sono tornate a crescere, arrivando a 338 e ora attendiamo i dati del 2018» spiega Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS, l’Associazione Amici Sostenitori della Polizia Stradale.

Ma il problema non riguarda soltanto il weekend: in estate il fenomeno sembra aumentare, a causa della chiusura delle scuole e della maggiore possibilità per i giovani e giovanissimi di trascorrere le serata fuori casa: «Secondo una ricerca condotta qualche tempo fa a Torino su 2000 ragazzi, tra il 10% e il 20% dei giovani di 11-15 anni ammette di essersi ubriacato almeno una volta nell’ultimo anno. Premesso che bere alcolici fa male, specie per i minorenni, non si tratta di un modo per festeggiare in allegria con gli amici, ma della spia di un disagio. C’è chi beve per farsi vedere e fare lo sbruffone, chi invece perché teme di rimanere isolato se non si adegua a quel tipo di comportamento. È frutto, comunque, di un problema relazionale crescente» spiega Roberto Di Monaco, sociologo all’Università di Torino e autore Adolescenti e alcol (Carocci editore) insieme a Silvia Pilutti e a Caterina Puglisi.

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Alcol dipendenza: a rischio 8,6 milioni di italiani. Molti giovani

Lug08
da admin il 8 Luglio 2019 alle 20:42
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Dati preoccupanti da parte dell’Istituto superiore di sanità: i ragazzi fra i 16 e i 17 anni sono tra le categorie più a rischio per alcol dipendenza.

n Italia diminuiscono gli astemi e crescono i consumatori abituali di alcol: otto milioni e 600 mila quelli a rischio di alcol dipendenza, 68 mila le persone prese in carico dai servizi di cura, 4.575 gli incidenti stradali causati dall’uso di alcolici. Nel 2017 la prevalenza dei consumatori a rischio è stata del 23,6% per gli uomini e dell’8,8% per le donne, per un totale di oltre 8.600.000 persone, 6.100.000 maschi e 2.500.000 femmine. Sono i dati dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Minorenni a rischio
Circa 700.000 minorenni, che non dovrebbero neppure poter accedere alle bevande alcoliche, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche da alcoò dipendenza. Nella fascia dei giovani, a differenza degli adulti, non esiste quasi differenza numerica tra maschi e femmine (un ragazzo su cinque e una ragazza su sei). La bevanda alcolica maggiormente consumata è il vino (48,1%), seguito dalla birra (27,1%), dai superalcolici (10,3%) e dagli aperitivi, amari e digestivi (5,5%). Non si arresta la tendenza al bere sino a ubriacarsi, con circa 4 milioni di binge drinker in aumento tra i giovani, e sono stati registrati oltre 39mila accessi in Pronto soccorso per intossicazione etilica. I dati disponibili più recenti sui decessi totalmente attribuibili all’alcol si riferiscono al 2015, anno in cui in Italia sono stati registrati 1.240 decessi, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%). Le due patologie che causano il numero maggiore di morti per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol.

I ragazzi sono una categoria molto vulnerabile
I giovani rappresentano un target di popolazione estremamente vulnerabile al consumo di alcol che risulta, per minori, adolescenti e giovani adulti, la prima causa di mortalità, morbilità e disabilità (incidenti stradali, tumori, cirrosi epatica e malattie cardiovascolari). Diminuiti gli alcoldipendenti in carico ai servizi, sono circa 68mila (il 27% composto da nuovi utenti), poco meno del 10% dei 690mila consumatori che hanno già un danno da alcol che richiederebbe un trattamento, perché non vengono intercettati dalle strutture e dal personale del Servizio sanitario nazionale, in sofferenza per il forte aumento complessivo delle dipendenze.

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Tra i giovanissimi il boom delle “abbuffate alcoliche”

Lug05
da admin il 5 Luglio 2019 alle 16:02
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Hanno tra i 18 e i 35 anni, bevono almeno 5 drink ogni settimana e preferiscono consumare superalcolici lontano dai pasti e in grande velocità. È il profilo dei giovani italiani tracciato da una ricerca dell’Istituto Toniolo e pubblicata per il Mulino all’interno del volume La condizione giovanile

LO STUDIO
Il testo che è appena arrivato in tutte le librerie dello Stivale, evidenzia come solo un giovane su 10 non sia solito bere nel corso di una settimana tipo mentre addirittura l’87,6%, consumi in media 5,3 drink alla settimana (con i maschi che tendono a bere più delle femmine, rispettivamente 6,1 contro 4,5 drink a settimana). Ma soprattutto la ricerca curata da Elena Marta, professore di psicologia sociale e comunità all’università Cattolica di Milano, delinea un profilo piuttosto preoccupante per quanto riguarda la sempre maggiore diffusione del fenomeno del binge drinking.

Vale a dire del consumo smodato di bevande alcoliche – principalmente drink realizzati con superalcolici e amari – concentrato in brevissimi periodi di tempo. Un’abitudine ormai consolidata per i weekend di almeno il 20% dei ragazzi italiani che, liberi da impegni scolastici e lavorativi, si lasciano andare in particolare il sabato (81,6%).
Al fenomeno delle abbuffate alcoliche però, fa da contraltare la ridotta percentuale di giovani, il 13,6% per l’esattezza, che beve alcolici ogni giorno (non necessariamente abusandone). Un dato che di fatto contraddice quella che è una caratteristica tipica della cultura del bere mediterranea tradizionale che prevederebbe il classico bicchiere di vino consumato durante i pasti. «La perdita di questo associazione dell’alcol ai momenti di conviviali – spiega la docente – è preoccupante perché in qualche modo abbassa le difese dei nostri ragazzi».
Lo studio conferma anche come il consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti sia la condizione più dannosa per le patologie e le problematiche legate all’alcol. Correlazione che peraltro, circa un anno fa, era stata dimostrata da una Relazione del Ministro della Salute Giulia Grillo al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol. In quell’occasione era anche stato evidenziato come in Italia siano particolarmente esposti gli adolescenti, che sono infatti considerati la fascia di popolazione più a rischio.

LE INDICAZIONI
A fronte di un’indicazione medica per cui fino ai 18 anni è decisamente sconsigliato consumare bevande alcoliche, secondo il Ministero ad oggi ben 800mila minorenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.
Quella dell’eccessivo consumo di alcol è una cattiva abitudine che i giovani italiani acquisirebbero fin dall’adolescenza, età in cui avviene il loro esordio alcolico. In Italia, nonostante anche per motivi culturali si tenda ad avere delle prime esperienze alcoliche piuttosto precoci – basta pensare al classico sorso di vino offerto da un nonno o un genitore in qualche occasione particolare – il primo approccio con bevande alcoliche per un ragazzo su tre (33,5% del campione) avviene tra i 15 e i 16 anni e mezzo. Ma c’è anche una fetta consistente di loro (circa il 18%) che inizia a farlo addirittura prima dei 15 anni. «Non solo, tra i più giovani abbiamo anche rilevato che – continua la ricercatrice – il consumo di alcol delle femmine sia in netto aumento rispetto al passato. Quasi si trattasse di un modo per cercare di essere accettate dai loro coetanei con la differenza però che le reazioni e le conseguenze, a causa della diversa struttura fisica, sono senza dubbio più gravi».

Il Rapporto però mostra anche come la quantità di alcol consumata si modifichi a seconda delle diverse fasce di età. In particolare il consumo aumenta in maniera significativa dai 24 anni, raggiungendo un picco tra i 27 e i 29 anni, per poi osservare una flessione a partire dai 30. Un andamento, quello del consumo maggiore tra i 24 e i 29 anni, che è valido anche i comportamenti a rischio come il binge drinking e le ubriacature.

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Napoli, De Laurentiis: “Sarri urla e bestemmia, non so come si adeguerà alla Juve”

Lug03
da admin il 3 Luglio 2019 alle 21:22
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Napoli, De Laurentiis: “Sarri urla e bestemmia, non so come si adeguerà alla Juve”
Parole pesanti del presidente azzurro sull’ex allenatore: “Sarà bello vedere Ancelotti battere Maurizio”

Aurelio De Laurentiis risponde virtualmente a Sarri proprio nei minuti in cui l’ex allenatore azzurro si stava presentando alla Juventus: “La differenza tra Sarri e Ancelotti? Il primo è un uomo da stadio, da curva, uno che piace ai tifosi; Ancelotti è invece un’aziendalista. Sarà ancora più bello vedere quando Ancelotti batterà la Juve sul campo”. Il presidente azzurro attacca: “Sarri sta sempre in tuta, urla e bestemmia, vorrei proprio capire come si adeguerà allo stile della sua nuova squadra”.

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