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Italia: lui bestemmia, il giudice lo punisce

Dic21
da admin il 21 Dicembre 2020 alle 17:45
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Cristante, calciatore della Roma, squalificato per blasfemia. Inchiodato dalle riprese tv: ‘Hanno reso le parole udibili e individuabili senza margini di dubbio’ 

Nel calcio italiano basta una bestemmia per finire in fuorigioco. È successo a Bryan Cristante, calciatore della Roma, che si è visto squalificare dal giudice sportivo per “avere proferito un’espressione
blasfema al 23′ del primo tempo” nella sfida di domenica a Bologna. Il ventitreenne centrocampista dovrà così saltare la partita di giovedì in casa, contro il Torino. A inchiodare Cristante, scrive il giudice, sono le “riprese tv, che hanno reso udibili e individuabili senza margini di ragionevole dubbio” le parole del giocatore, dopo un sfortunato autogol.

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INTERVISTA A CLAUDIO ANDREOZZI, NUOVO ALLENATORE DELLA U.S. GROTTESE DI TERZA CATEGORIA.

Dic21
da admin il 21 Dicembre 2020 alle 17:35
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Come mai dopo tanti anni di inattività hai deciso di tornare sul rettangolo verde e di abbracciare il progetto della Grottese Calcio di ripartire dal campionato di terza categoria?

Più che di progetto, termine abusato per qualsiasi tipo di attività, mi piace parlare della finalità di questa iniziativa.

Che intendi per finalità?

Quando a settembre la società mi ha chiamato per propormi questo incarico abbiamo pensato a quali giocatori reclutare per comporre, ex novo, la rosa della squadra ed è qui che è nata l’idea di una squadra fatta di “scarti”.

Spiegati meglio……

Purtroppo nel nostro comprensorio ci sono molti ragazzi che dopo i 17/18 anni, a meno che non siano abbastanza bravi da andare a far parte della rosa della prima squadra (Fermana, Montegiorgese, San Marco Servigliano ecc….) rimangono senza squadra e sono costretti a smettere di giocare.

Qui si è insinuata la nostra idea……Allestire una rosa composta da ragazzi “scartati” da quelle società a cui, per lunghi anni, nel percorso del settore giovanile, hanno versato importanti quote di iscrizione.

Si intravede una “sottile” vena polemica……..

La mia non è polemica ma una constatazione della realtà. A livello generale ho sempre avuto la sensazione che le scuole calcio “a pagamento” siano la “tomba” del calcio italiano. Chiedere ad una famiglia di pagare per poter iscrivere il proprio figlio alla scuola calcio è già di per sé una discriminazione. Ci sono famiglie che non possono permetterselo…..Ricordiamoci sempre che i giocatori più bravi, la storia del calcio ne è testimone, vengono da famiglie povere e che avevano “la strada” come campo di calcio. Anche io, nel mio piccolo, ho avuto la possibilità di fare 15 anni quasi da professionista solo perché, quando ero bambino, nessuno chiedeva denaro alla mia famiglia per farmi giocare, altrimenti mio padre e mia madre, senza patente e senza macchina, e con pochi soldi, che servivano per altre priorità, di certo non me lo avrebbero permesso.

Il calcio, come ogni altro sport di squadra, dovrebbe essere uno sport inclusivo; se per giocare bisogna pagare allora diventa uno sport esclusivo.

Ed ecco il secondo motivo che mia ha convinto ad accettare questo incarico:

La scuola calcio  Grottese è forse l’unica in Italia a non chiedere quote di iscrizione alle famiglie dei ragazzi che vogliono giocare a calcio; è tutto completamente gratuito. Prima della interruzione delle attività giovanili per il Covid 19, ho avuto modo di partecipare ad alcune sessioni di allenamento del nostro settore giovanile e, oltre a constatare la competenza e serietà dello staff tecnico, ho avuto la conferma delle mie convinzioni…..Tanti bambini provenienti da famiglie extracomunitarie, perfettamente integrate nel nostro tessuto sociale, prendono parte agli allenamenti insieme ad altri bambini italiani e nessuno si sente “diverso”….Sarebbe stato lo stesso se la partecipazione fosse stata a pagamento?

Un’altra cosa che ho apprezzato molto è la regola ferrea che si è data la società di non permettere a chiunque metta piede nel rettangolo di allenamento di bestemmiare, pena l’esclusione dalle attività. Oggi i ragazzi usano la bestemmia come un modo per sentirsi grandi ed importanti; far capire loro che, oltre ad essere un peccato grave, è anche una grande volgarità non è impresa da poco. La società, a tale proposito, ha da diversi anni un blog (www.nobestemmia.it) che tratta l’argomento.

Vuoi rivolgere un augurio per l’imminenza di queste feste?

Oltre a tutti i tesserati della Grottese Calcio e alle loro famiglie, permettetemi di rivolgermi  a chi sta dopo di noi….da qualche anno la terza categoria non è più la categoria più bassa, dopo di noi c’è la quarta categoria, campionato per ragazzi con disabilità. E’ a loro che faccio i miei più cari auguri di buon Natale e di un anno migliore perché sono proprio loro che stanno pagando il prezzo più alto al Covid 19.

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Sette persone denunciate, in provincia di Piacenza, per abuso di alcool

Dic15
da admin il 15 Dicembre 2020 alle 14:47
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Un ponte dell’Immacolata all’insegna del “gomito alzato”, quello appena trascorso, secondo quanto emerge dai controlli dei carabinieri sulle principali arterie stradali della provincia di Piacenza e nei centri cittadini. Partiamo da due automobilisti di 34 e 53 anni che sono stati fermati, alla guida delle proprie autovetture ad Alseno e Caorso. Entrambi era sprovvisti del documento di guida perché già da tempo revocato. Le auto sono state sottoposte a sequestro e i due uomini sono stati denunciati per guida senza patente.

La sezione Radiomobile della Compagnia di Piacenza, invece, la scorsa notte ha fermato, alla guida della sua auto, un giovane operaio di 30 anni, nato in Ecuador, residente in città, con alcuni precedenti penali. Stava percorrendo viale Malta contromano, nella corsia opposta al senso di marcia. I carabinieri sono riusciti a fermare la macchina in piazzale Torino ed hanno subito notato che il giovane era palesemente ubriaco. Essendosi rifiutato di sottoporsi all’alcol test gli è stata ritirata la patente di guida ed è stato denunciato per rifiuto di sottoporsi alla misurazione alcolometrica.  Inoltre è stato sanzionato per mancato rispetto delle norme anti Covid.

A Borgonovo, invece, i militari della locale stazione, lungo la SP 412, hanno notato un’auto procedere a zig zag. Alla guida c’era un impiegato di 48 anni, celibe, residente in Pieve Porto Morone (PV), con precedenti penali. Era palesemente ubriaco ed essendosi rifiutato di sottoporsi all’alcol test, gli è stata subito ritirata la patente di guida. Anche il 48enne è stato sanzionato per inosservanza delle disposizioni per il contenimento dell’epidemia.

A Bettola invece domenica 6 novembre, la pattuglia della locale stazione è intervenuta in piazza dove erano stati segnalati alcuni giovani in assembramento dinanzi ad un locale. Effettivamente sul posto vi erano alcuni giovani del luogo ma tutti indossavano la mascherina e rispettavano il distanziamento. Più avanti però, in via Lungo Nure Roma, i militari hanno notato due giovani che importunavano e recavano continuo disturbo ai passanti. I due sono stati controllati ed entrambi si trovavano in evidente stato di alterazione psico-fisica in seguito alla smodata assunzione di bevande alcoliche. I due, di 18 e 19 anni, sono stati sanzionati per ubriachezza molesta.

Lunedì’ 7 dicembre, infine, fuori da una pizzeria di Ferriere, i carabinieri della locale stazione, verso le 19:40 hanno notato un 37enne del luogo, senza mascherina, conosciuto perchè sottoposto all’obbligo di dimora. Appena i due militari gli si sono avvicinati, senza motivo alcuno, ha iniziato a inveire e minacciare uno di loro. Anche lui aveva bevuto troppo: è stato denunciato per resistenza, minacce, oltraggio a pubblico ufficiale e ubriachezza, nonché sanzionato perché sprovvisto della mascherina di protezione.

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Minorenni e alcol: il problema resta da zona rossa

Dic10
da admin il 10 Dicembre 2020 alle 18:46
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MANTOVA – Proseguono le indagini della Polizia locale sulla 15enne trovata in coma etilico l’altro ieri pomeriggio nel passaggio tra Palazzo Te e la massicciata della ferrovia. Gli agenti di viale Fiume che erano intervenuti avevano identificato anche tre giovani, due dei quali maggiorenni, che sarebbero stati con il gruppo di ragazzini di cui faceva parte la 15enne, e ieri pomeriggio si sarebbe presentato al comando della Polizia Locale anche il padre della giovane. L’episodio di sabato scorso riporta in primo piano il problema del consumo di alcolici tra i giovani e in particolare fra i minorenni. Un problema che sembra essersi ulteriormente acuito in questi ultimi mesi segnati dalla pandemia e dai conseguenti lockdown, durante il quale sono emersi da più parti segnali di forte disagio. Solo nelle ultime ore oltre all’episodio della 15enne soccorsa in viale Te, si sono verificati altri due casi più o meno sospetti. A Marmirolo poco dopo la mezzanotte è stato soccorso un 21enne per quello che è stato definito come un gesto di autolesionismo. Poco più tardi, verso le 0.45, è stato invece effettuato un soccorso in via Dottrina Cristiana a un 17enne colto da un non meglio specificato malore. Per entrambi questi casi non risulta che siano intervenute le forze dell’ordine oltre ai mezzi di soccorso.

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La morte di Maradona continua a far discutere: le rivelazioni del legale dell’infermiera

Dic10
da admin il 10 Dicembre 2020 alle 17:09
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Nuovi aggiornamenti sulla morte di Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro è deceduto in seguito ad un arresto cardiorespiratorio, solo qualche giorno prima era stato operato d’urgenza al cervello. Il mondo del calcio è rimasto sconvolto, Maradona è stato il più forte calciatore di tutti i tempi, ovviamente sono arrivati tantissimi messaggi di cordoglio, ma non sono mancate anche le offese ed i momenti di grande tensione con le accuse nei confronti del medico personale. E’ stata aperta un’indagine per provare a fare luce sugli ultimi giorni di vita di Maradona e proprio sulla morte dell’ex Napoli.Rodolfo Baque, avvocato di Dahiana Madrid, una delle infermiere di Maradona ha lanciato nuove acciuse: “il cuore di Maradona poteva resistere nella sua prima casa di Villa Fiorito oppure in un palazzo di Abu Dhabi. Ma non poteva resistere in quella casa e in quelle condizioni. I responsabili erano Luque e Cosachov. Maradona usava antidepressivi, che gli acceleravano il cuore, ma nessuno disponeva niente per abbassarlo”. 

Di Stefano Vitetta

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