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Bestemmiatore incontra Padre Pio e accade un fatto incredibile

Gen12
da admin il 12 Gennaio 2021 alle 17:37
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“Bestemmiavo ogni giorno, poi ho incontrato Padre Pio”. Con queste parole, un uomo inizia a raccontare la sua testimonianza.

Da Rosalia Gigliano -04/01/2021
Una storia di conversione avvenuta grazie a un incontro con Padre Pio. Da calunniatore e bestemmiatore, a convertito grazie al Santo frate.
Padre Pio mi ha convertito dalla bestemmiaUna testimonianza di conversione vera. Così un’anima lontana da Dio, che lo calunniava e lo bestemmiava, è arrivata alla conversione. Questa è la storia di un uomo, raccontata nel libro di Don Probo Vaccarini, “Anch’io pendolare dal Padre”.La bestemmia era il suo peccato più grave, le sue imprecazioni non risparmiavano né Dio né la Vergine Maria. In questo caso l’ammonimento di Padre Pio era stato più che mai opportuno: “Ero un grande bestemmiatore e, venuto da Padre Pio per confessarmi, quello fu il primo peccato del quale mi accusai. Il padre s’infuriò molto e me ne disse di tutti i colori, dandomi addirittura del ciuco” – racconta l’uomo.“Se bestemmiavo ancora, mi avrebbe dato un calcio nel sedere”Padre Pio era davvero arrabbiato con quel bestemmiatore ma, notando che l’uomo era sinceramente pentito, gli disse con dolcezza: “Mi ripetè che ero un ciuco e che se bestemmiavo un’altra volta mi avrebbe dato un calcio nel sedere. Infine ebbe il coraggio di darmi l’assoluzione, fissandomi poi come per dire: Fila dritto!”.Ma, si sa, è più facile ricadere nel peccato che mantenere la parola data. E di fatti, così è stato. “Un giorno di mercato mi trovavo in piazza e stringevo un contratto, preso dall’affare, mi scappò una bestemmia alla Madonna. Immediatamente mi sentii un calcio nel sedere tanto potente da sollevarmi da terra.Feci un urlo e mi girai sull’istante per aggredire il provocatore; ma, non vedendo nessuno, mi rigirai e notai che tutti mi guardavano sorpresi, come se fossi impazzito” – ha raccontato l’uomo.Padre Pio l’aveva detto: “Peccai di nuovo e fui punito”L’ammonimento di Padre Pio non era stato ascoltato dall’uomo. Aveva continuato a perseverare nel suo peccato: “Mi venne in mente l’ammonimento del Padre e senza alcun pudore, mi misi a piangere come un bambino per il pentimento e la commozione” – ha concluso.Una vicenda che fa riflettere ma che ci fa, anche, comprendere come il Santo frate leggeva e guardava nella mente e del cuore di coloro che andavano da lui a confessarsi. Sapeva sempre cosa consigliare e cosa dire, anche quando si trattava di ammonirli.Perché voleva la conversione di tutti, voleva che tutti tornassero a Dio, in particolare coloro che lo bestemmiavano. E così è stato.

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L’ABUSO DI ALCOL TRA I GIOVANI DURANTE IL LOCKDOWN È SPECCHIO DI UNA SOCIETÀ CHE LI HA ABBANDONATI

Gen05
da admin il 5 Gennaio 2021 alle 15:23
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Uno degli effetti più gravi e prolungati dei lockdown dell’ultimo anno è l’aumento del consumo di alcolici tra le fasce della popolazione più a rischio, in particolare tra i soggetti con un passato di dipendenze e i minorenni. Il trend è lo specchio del forte disagio psicologico e sociale acuito e cronicizzato dal Covid-19. Concludendo l’ultimo rapporto annuale su Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni, di giugno 2020, l’Istituto superiore di sanità ha messo in guardia su come, già dal primo lockdown del marzo scorso, i canali di vendita online e di home delivery di bevande alcoliche registrassero “incrementi percentuali a tre cifre in tutto il mondo (+180-250%)”, assicurando così “grandi quantità consegnate direttamente nelle case degli italiani” e “incrementando verosimilmente l’esposizione a consumi dannosi e rischiosi di alcol”. “Abitudini”, secondo gli esperti, “che hanno potuto avere tempo e ragioni per consolidarsi in oltre 60 giorni di isolamento”. Da allora in Italia crescono anche le chiamate al numero verde dell’Iss per le dipendenze da alcol, droghe e gioco d’azzardo: gli operatori sanitari dei territori segnalano un disagio in aumento e maggiori richieste di aiuto e di sostegno durante la pandemia.

Da febbraio viviamo in uno stato di ansia e di insicurezza costanti. I nostri contatti sociali sono stati quasi azzerati e l’alcol si è rivelato come uno degli psicofarmaci più accessibili. Così, anche in modo inconsapevole, si è iniziato a bere la sera come surrogato di convivialità, ma l’aperitivo fai da te è diventato presto un appuntamento irrinunciabile per trovare la spinta per lavorare in  smart-working il giorno dopo, o per le lezioni di scuola a distanza. I dipartimenti Asl e gli osservatori delle regioni raccolgono sempre più spesso confessioni di abitudini che sono diventate dipendenze: a ottobre la Società italiana di Alcologia (Sia) ha lanciato l’allarme sul 20% circa degli alcolisti vittime di una “una ricaduta” tra febbraio e giugno, e sull’“aumento del 15% di nuovi dipendenti da alcol”. Fabrizio Fanella, membro dell’Osservatorio regionale del Lazio sul gioco d’azzardo patologico, denuncia come la solitudine di questi mesi provochi “peggioramenti nelle condizioni di persone dipendenti dal gioco o dalla droga. E un incremento esponenziale del consumo di alcol”. Si percepisce “un’accentuazione di disagio, ansia, aggressività, nonché il moltiplicarsi e l’aggravarsi di tensioni familiari latenti. Situazioni magari anche preesistenti al Covid-19”, ma “scoppiate con le restrizioni”.

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La piaga dell’alcol dilaga in Camerun. L’assist del calcio

Dic29
da admin il 29 Dicembre 2020 alle 16:11
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Bustine di liquori scadenti a pochi cent hanno invaso il mercato ed è esploso l’alcolismo fra i giovani. Gli ex giocatori della Nazionale scendono in campo.

Il sole tramonta sul villaggio di Mintom, nel sud del Camerun, una delle regioni dell’Africa centrale famosa per la più alta concentrazione di popolazione pigmea. Il cielo diventa arancione e rosso e decine di ragazzi e ragazze si riuniscono per giocare più partite contemporaneamente, condividendo un piccolo campo di calcio vicino alla scuola elementare del villaggio.

Si è appena conclusa la prima giornata del Baka Alcohol-Free Championship, un torneo di calcio che fa da sfondo a un progetto che mira a sensibilizzare i giovani sul consumo di alcolici e a offrire loro una sana alternativa per il tempo libero.

L’alcol è diventato un problema serio per i giovani del Camerun, aggravatosi quando alcuni anni fa sono comparsi sul mercato piccoli sacchetti di plastica contenenti 5 millilitri di whisky, gin o vodka. Il loro basso prezzo, equivalente a 15 centesimi di euro a confezione, li rende accessibili a tutti. Nel 2014 il governo camerunese ha promosso una legge che vieta l’importazione, la produzione e la vendita di questo tipo di alcol a causa dei gravi danni alla salute pubblica, in parte dovuti all’uso del metanolo come materia prima, al posto dell’etanolo. Questa sostanza chimica è pericolosa per il corpo e può portare alla morte per insufficienza respiratoria. Il Governo, all’epoca, offrì ai produttori una moratoria di 24 mesi, che terminò nel settembre 2016, per esaurire le scorte. Ma la realtà è che, per strada, la vendita non si è fermata. Il governo sa chi produce e dove viene venduto l’alcol, ma non fa nulla per fermarlo. In pratica, dopo la legge sul divieto, niente è cambiato, anzi, la situazione è di gran lunga peggiorata.

Le bustine di alcolici di bassa qualità diventano un prodotto molto consumato tra i giovani, che trovano un modo accessibile per fuggire dalla realtà e dimenticare i loro problemi. Rielaborando i dati ufficiali provenienti dal Ministero della salute camerunense, negli ultimi 7 anni l’abuso di alcol nella popolazione è cresciuto a ritmi spaventosi portando a ricadute drammatiche: la cirrosi epatica è divenuta in poco tempo la prima causa di morte negli ospedali di Yaoundé, Douala e Bafoussam. Tra il 2017 e il 2020 più di 74mila pazienti sono stati curati negli health centers a causa di problemi dovuti all’abuso di alcolici. Inoltre, il numero di coma etilici è cresciuto esponenzialmente, così come quello delle violenze domestiche. Le conseguenze della diffusione dell’alcol non risparmiano neppure i più giovani: già durante la gravidanza, la dipendenza delle madri può arrecare danni al feto. Vi è inoltre l’abitudine di sostituire i pasti giornalieri dei figli con alcol imbevuto. L’assuefazione inizia presto, dunque, come testimoniano molti casi di alcolismo pediatrico e coma etilico tra i giovanissimi.

Tuttavia, «il calcio è diventato un catalizzatore, un modo per raggiungere i giovani e renderli consapevoli di quanto l’alcol sia dannoso nella loro vita», dice Michel Kaham, ex calciatore della nazionale del Camerun, che ha promosso, assieme ad altri eroi della squadra che disputò i mondiali del 1982 in Spagna, il Baka Alcohol Free Championship. «È grazie al calcio che siamo in grado di raggiungere un settore della popolazione molto a rischio, normalmente molto difficile da intercettare». Nell’aprile del 2018, Elie Onana, uno dei pilastri della squadra che a Vigo fece tremare l’Italia di Bearzot, bloccandola sul pareggio, è morto devastato proprio dall’alcol nella miseria più assoluta. «L’abbiamo scoperto con ritardo colpevole – racconta Kaham – ma è stata la scintilla per cercare di trovare una soluzione al problema, o almeno tentare di fare qualcosa di concreto. Assieme a Nkono, Milla, Kunde e Tokoto abbiamo deciso di porre un freno al consumo smodato tra i giovani promuovendo il pallone, lo sport universalmente praticato. Lo facciamo per sostenere le generazioni future e in memoria di un compagno di squadra sbriciolato e ucciso dai demoni dell’alcol».

Per una settimana, 120 ragazzi e ragazze provenienti da diversi villaggi della zona, divisi in otto squadre, partecipano al torneo, che quest’anno festeggia la sua sesta edizione. L’obiettivo è quello di lavorare in profondità con i giovani sulle cause e le conseguenze del consumo di alcolici in un quadro di sport, convivenza con altri gruppi etnici e partecipazione. La mattina i calciatori partecipano a conferenze e workshop su vari temi legati alla promozione della salute e all’alcolismo, mentre nel pomeriggio si giocano partite di calcio sia nella categoria maschile sia in quella femminile. Per anni, questo torneo è diventato un punto di riferimento in Camerun, e centinaia di persone vi partecipano, cantando e ballando per sostenere le loro squadre. «Le cose stanno lentamente cambiando – aggiunge il leggendario portiere Thomas Nkono, che oggi vive a Girona, in Spagna, ma che non fa mancare il proprio contributo economico alla causa -. Nella prima edizione si potevano vedere gli spettatori stessi che consumavano alcolici mentre guardavano le partite. Oggi tutti sono sobri e si divertono a giocare a calcio». Il campionato è sostenuto nelle ultime due edizioni anche dalla «Fecafoot», la federcalcio locale, che ha permesso all’organizzazione di fare un decisivo salto di qualità e ha attirato l’attenzione delle autorità e dei media del Paese. 

«Lasciare l’alcol è stata una delle decisioni più importanti della mia vita – ammette Fabrice Bodiong, atleta che ha partecipato a tutte le edizioni fin qui disputate -. Posso sostenere meglio la mia famiglia, e a casa non creo più problemi come una volta». Da diversi anni Fabrice lavora affinché nella sua città natale, Akom, i giovani possano rinunciare all’alcol e cercare di costruire un futuro più promettente: «Se continuiamo con il lavoro – dice con il sorriso sulle labbra – la situazione cambierà».

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Buffon bestemmia, niente squalifica. I tifosi della Roma: “Perché solo Cristante?”

Dic29
da admin il 29 Dicembre 2020 alle 16:05
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I tifosi giallorossi furiosi per il mancato provvedimento da parte del Giudice Sportivo: “Due pesi e due misure”

ROMA – Non bastava la pesante sconfitta contro l’Atalanta, i tifosi della Roma sono furiosi anche per la mancata squalifica di Buffon dopo le frasi blasfeme proferite dal portiere nel match contro il Parma. Il motivo è semplice: Bryan Cristante era stato fermato un turno dal Giudice Sportivo per aver pronunciato una frase blasfema dopo l’autogol commesso nel match contro il Bologna. La Roma non aveva presentato ricorso e il giocatore era stato costretto a saltare il match successivo contro il Torino. Sabato pomeriggio si è ripetuta la situazione, questa volta però con il portiere bianconero che, inquadrato, ha bestemmiato in diretta rivolgendosi verso Manolo Portanova, giovane difensore della Juve. Eppure questo pomeriggio nel referto del Giudice Sportivo non è arrivata la tanto attesa (dai tifosi della Roma e non solo) squalifica per frasi blasfeme: “Perché Cristante fermato e Buffon no?”, si sono chiesti i tifosi sui social. “È evidente, ci sono due pesi e due misure”. Tra le proteste qualche tifoso ha ironizzato sull’accaduto: “Ormai la Juventus non se la vede neanche il Giudice Sportivo”. Insomma, un fine settimana amaro per i tifosi della Roma: la sconfitta contro l’Atalanta e anche la beffa di Buffon.

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Ubriachi d’amore: alcol e innamorante producono gli stessi effetti sul cervello

Dic23
da admin il 23 Dicembre 2020 alle 15:11
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Quando si dice “ubriachi d’amore” non si sbaglia, perché sembra che l’innamoramento abbia gli stessi effetti dell’alcol sul cervello. Da ubriachi ci si sente spossati, storditi, confusi, esattamente le sensazioni procurate dall’amore. 

Infatti l’innamoramento è accompagnato da tutta una serie di intense e travolgenti sensazioni ed emozioni, particolarmente all’inizio del rapporto amoroso: la potenza dell’attrazione è tale che basta l’immagine dell’amato o dell’amata per causare brividi e scossoni. Questo dipende dall’attivazione di una vera e propria tempesta chimica, per cui alcune aree del nostro cervello sono responsabili della produzione di ormoni caratteristici. 

In particolare, si tratta dell’ossitocina, ormone coinvolto nel travaglio, nel parto e responsabile di consolidare fin dal primo sguardo la relazione tra mamma e neonato, nonché elemento chiave nelle interazioni di tipo sociale e nelle relazioni di coppia, tanto da essersi meritato l’appellativo di “ormone dell’amore” o della felicità. 

Un recente studio condotto dall’University College di Londra ha dimostrato che l’ossitocina ha effetti sul nostro cervello simili all’alcol; infatti entrambi, sebbene in modalità diverse, intercettano recettori del cervello che agiscono da freni inibitori, depotenziandone l’azione. Non è un caso che quando ci troviamo di fronte una situazione carica di aspettative o di ansia un bicchiere vino possa contribuire a rendere tali situazioni meno spaventose. È forse il caso di dire che l’alcol può fungere da “coraggio liquido” per le persone maggiormente inibite in situazioni di imbarazzo.

Quindi entrambe le sostanze, contribuendo a scaricare l’ansia, lo stress e paura, tutti sentimenti negativi, ci rendono più inclini alla socievolezza, più aperti agli altri e ovviamente più disponibili a flirtare. 

Sin nell’antichità, sia nella cultura greca che in quella romana, alcune virtù legate alla capacità di alleviare le tensioni e le sofferenze degli uomini grazie al vino e ai piaceri fisici e mentali venivano associate ai riti di adorazione di Dioniso. Nella tragedia le Baccanti, di Euripide sono descritti gli effetti associati al culto di Dioniso, il quale inizialmente fu un dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante, in seguito fu identificato come dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi. 

Bisogna però prestare attenzione agli eccessi, infatti si parla di effetti collaterali nella sessualità soprattutto legati all’alcol; finchè esso è consumato in piccole dosi può essere considerato come un afrodisiaco: rilassa, attenua le inibizioni e mette le ali alla fantasia. Ma può essere un freno al rapporto sessuale, perché il nettare di Bacco provoca una dilatazione dei vasi sanguigni, impedendo i processi di eccitazione sia maschili che femminili. Sebbene i problemi vengono quando la dose è eccessiva o quando se ne abusa cronicamente, l’alcol diminuisce la possibilità di eccitarsi e quella di provare piacere in entrambi i sessi.

In definitiva, i processi cerebrali alla base dell’attrazione e del desiderio seguono vie preferenziali che se attivate in maniera opportuna possono portare ad un consolidamento del rapporto tra due persone. Naturalmente, così come dal “risveglio” da stati di forte inebriatezza da alcol, anche dopo la prima fase di innamoramento il rapporto tra i due innamorati si consolida sulla base di affetti ed intimità condivise; l’iniziale passione euforica lascia lo spazio a nuovi piaceri e nuove emozioni, altrettanto intense, legate alla progettualità, alla serenità, al senso di sicurezza e sostegno del partner, di fronte qualsiasi difficoltà.

Lo sapevi che …

Anche gli animali bevono alcolici
Ottenere degli alcolici non è difficile, basta lasciare della frutta in acqua perché gli zuccheri siano metabolizzati. Nei Paesi dei Caraibi alcuni animali cercano questa frutta proprio per berne l’alcol: alcune farfalle lo cercano per disinfettare il proprio corpo prima di deporre le uova, mentre i moscerini della frutta lo cercano se sono stati respinti dalla propria partner. Le scimmie ne sono ghiotte e lo rubano agli uomini per berlo.

Bere non serve per dimenticare
Di sicuro avrete cercato qualche volta di ubriacarvi per dimenticare una delusione d’amore, per smettere di pensare ai problemi economici o per qualsiasi altro motivo. Tuttavia, l’effetto delle bevande alcoliche è esattamente l’opposto. Infatti l’alcol stimola le aree del cervello incaricate dei ricordi e dell’apprendimento. Per queste ragioni spesso si finisce per sentirsi più tristi a causa di un amore non corrisposto o per la fine di un rapporto, esattamente il contrario di ciò che volevamo ottenere.

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