• Blog
  • DONA IL 5 X MILLE
  • Aziende Sostenitrici
  • Società supporter
  • Contatti
RSS
              

Allarme alcol tra i giovani

Giu21
da admin il 21 Giugno 2021 alle 18:32
Postato in: Blog

Dopo le limitazioni legate alla pandemia che hanno impedito ai giovani di riunirsi tra loro e far baldoria, riemerge il fenomeno dell’abuso di alcol e droga tra i giovani, spesso, considerato e valutato come una semplice tendenza alla trasgressione.

Di fatto, i preoccupanti episodi di intossicazioni per consumo di alcolici dovrebbero far riflettere e registrare il fallimento o la scarsa influenza educativa della scuola, della famiglia e della società.

La difficoltà ad interiorizzare precisi stili di vita costituisce, sotto certi aspetti, una sorta di buco nero dove si annidano forze contrarie ad ogni qualsivoglia forma di rispetto di sé e degli altri.

A questo punto il “j’accuse”, è inevitabile. In pratica, non si può non riconoscere che l’abbandono di alcune buone pratiche educative, fatto in nome di una più agevole crescita nella libertà, possa aver favorito un orientamento trasgressivo, sconvolto la scala dei valori, annullato ogni regola e responsabilità morale.

Ma quali possono essere le effettive cause di queste complesse, inspiegabili e ingiustificabili tendenze? Sicuramente, il consolidato allentamento dei freni inibitori, l’ottundimento delle coscienze, l’antica tentazione dell’ uomo di rompere le regole, di respingere ogni tipo di responsabilità, la negazione di ogni norma morale, l’ ostacolo ai propri arbitrari desideri ecc.,
incidono notevolmente nella costruzione di una mentalità che induce a vedere le cose da un punto di vista prettamente egoistico, a volere ciò che si desidera, anche se ciò comporta danni e rischi.

Può capitare che, a volte, si trasgredisce senza avere la chiara consapevolezza di commettere una trasgressione: fumo, alcol e droghe non vengono più percepiti negativamente, perché manca l’interiorizzazione di uno stile di vita fondato sulle regole, su una chiara percezione e distinzione del bene e del male. Non solo. In alcuni casi viene addirittura negata la esistibilità di una regola oggettiva, di ciò che può far bene e ciò che può far male.

Si può dire che è in atto una vera e propria rivoluzione di genetica morale dove la forza del soggettivismo ha il potere di ridurre la coscienza al silenzio: faccio quello che mi piace fare, che mi è gradito fare, ma non farò nulla di ciò che mi viene richiesto. In questo modo, genitori, docenti e tutti coloro i quali sono chiamati a guidare, ad orientare, a consigliare, a far rispettare determinate regole, si trovano in serie difficoltà.

Errati condizionamenti sociali, ideologie, falsi miti ecc., spingono, dunque, i giovani a non ricercare più valori assoluti, bensì a raggiungere precari, falsi e ingannevoli equilibri interiori (trasgredisci, fai del male, fatti del male, se questo ti gratifica e ti fa star bene). Si può dire che il benessere diffuso non solo sta offuscando i sani principi morali, ma sta anche diffondendo la cultura del disvalore. Pertanto, è profondamente necessario un ritorno e un richiamo costate, sia dal punto di vista etico, sia dal punto di comportamentale ad alcune fondamentali regole di vita: rispetto della persona, solidarietà, amore, impegno, assistenza, disponibilità, correttezza dei comportamenti sociali, riconoscimento dell’autorità, ecc.. In pratica, si tratta di far comprendere che ogni inosservanza di una regola comporta il male sul piano morale e la devianza sul piano del diritto.

In questa prospettiva, di fronte ad una trasgressione, all’infrazione di una regola, il giusto non sta nel mero richiamo, ma nell’ intrinseco valore della regola come norma di condotta, nella sua connotazione morale e giuridica insieme, nel suo essere caratteristica fondamentale della condizione umana. Il richiamo o la sanzione si pongono come conseguenza morale necessaria della trasgressione in sé.

In questa prospettiva, è opportuno ridefinire e riesplorare il significato dell’educazione e il valore della formazione e puntare al ristabilimento oggettivo di un ordinamento di regole che, facilmente, continua ad essere perturbato dalle continue trasgressioni giovanili.

Il vero grande problema, è quello della salvaguardia della cultura pedagogica, fiore all’occhiello della tradizione scolastica. Per fare ciò, è indispensabile la sinergia con i professionisti dell’educazione (pedagogisti), operatori veramente in grado di aiutare i ragazzi a gestire positivamente la propria esistenza, a vivere pienamente la propria identità, non in ordine ad un meccanicistico e formale rigore etico e normativo, ma per compiacersi del proprio vissuto gustando norme interiori così cariche di bellezza, di sapienza e di immediata concretezza.

In questo modo, la perversa logica del “a me piace”, si diffonde e si ramifica in maniera subdola e pericolosa. Un apparato educativo inadeguato e l’insegnamento di valori non condivisi accresce la voglia di trasgressione e allontana i ragazzi dall’amore per le cose buone. La nostra cultura è ormai pervasa da un pauroso permissivismo, da una fuga dalle responsabilità, dal rigetto di ogni regola che favoriscono e alimentano, non solo in ambito scolastico, la sub-cultura dell’irresponsabilità. Colpisce e impressiona il venir meno dei freni inibitori, la caduta progressiva “della cultura dell’osservanza delle regole”, il desiderio di agire in modo gratuito, distruttivo e destrutturante.

 Comment 

‘Festini’ a base di alcol con i giovani giocatori molestati

Giu08
da admin il 8 Giugno 2021 alle 16:19
Postato in: Blog

Si delineano in aula penale a Lugano gli abusi sessuali compiuti dall’ex allenatore dell’Hcl su alcuni ragazzini. Fra questi, anche il figlio.

Invitava ragazzini a casa, dove potevano giocare, bere alcolici e guardare film pornografici. E dove sarebbero avvenute le molestie sessuali delle quali è accusato il 57enne ex aiuto allenatore delle giovanili dell’Hockey Club Lugano (Hcl). Ambiente dal quale provenivano le giovani presunte vittime. Tutte tranne una: il figlio, che per primo ha subito gli abusi dell’uomo a processo oggi alle Assise criminali di Lugano.

‘Penso che non mi rendevo conto’

Durante l’interrogatorio condotto dal presidente della Corte Mauro Ermani stanno emergendo i contorni di quanto commesso dall’ex municipale di Canobbio, arrestato nell’autunno del 2016 dopo che i fatti sono emersi in famiglia. L’uomo appare parzialmente reo confesso. Ammette in particolar modo gli abusi commessi sul figlio, iniziati quando quest’ultimo aveva soltanto nove anni e commessi in ambito domestico, quando la madre era in un altro Paese. Da iniziali toccamenti si è passati al sesso orale fino ad arrivare alle penetrazioni. Un centinaio di atti sessuali corrispondenti a una quarantina di episodi, durante sei mesi circa ormai vent’anni fa. «Sono reati molto condannati socialmente, anche più di altri puniti più severamente dal Codice penale, proprio perché hanno come vittime bambini indifesi. Non ha mai pensato che suo figlio fosse indifeso?» gli ha chiesto il giudice. «No, penso che non mi rendevo conto. Spesso ci penso e probabilmente sì era indifeso», la replica.

Ammette di soffrire di pedofilia

In effetti, in aula si è parlato a lungo del percorso psichiatrico intrapreso dall’imputato in carcere – due anni e mezzo circa in prigione tra carcerazione preventiva ed esecuzione anticipata della pena –, che sta continuando anche ora che è a piede libero. «Sono una brutta persona per quello che ha fatto – ha confessato – Ho capito di aver fatto un grandissimo errore ma sono soddisfatto del percorso che sto facendo e non so se posso fare qualcosa a favore delle vittime». L’uomo ha inoltre ammesso di soffrire di pedofilia: «Un bambino non può subire queste cose, perché può avere dei problemi che si ripercuotono poi sulla sua vita. Si va a turbare la sfera sessuale e lo sviluppo del bambino». Malgrado questa consapevolezza, sono numerosi i vuoti, i silenzi, i «non ricordo», nella sua ricostruzione.

A casa dell’imputato film porno e toccamenti

E questo vale in particolar modo per gli atti compiuti con i giovani giocatori. Molestie meno pesanti, fatte più che altro di toccamenti, che tuttavia l’accusato contesta. Secondo l’atto d’accusa stilato da Chiara Borelli, mentre i ragazzini – tra i 12 e i 14 anni – guardavano film porno, l’uomo avrebbe allungato le mani. Ma il 57enne nega, dicendo che quando questo avveniva lui li lasciava soli. Le presunte molestie sarebbero state invece più pesanti nei confronti di uno di questi ragazzi in particolare. Un giovane con una situazione famigliare delicata e socialmente non molto integrato, con il quale l’imputato ha stretto un rapporto molto stretto, aiutandolo nello sport e con la scuola. Un legame grazie al quale l’allenatore era diventato un punto di riferimento imprescindibile per il ragazzino. Un legame del quale l’uomo avrebbe approfittato, andando oltre i toccamenti fino ai rapporti orali. E quando questo rapporto si è interrotto, il 57enne avrebbe reagito molto male, scrivendo messaggi a mesi di distanza al 13enne che si era allontanato.

 Comment 

Droghe sintetiche, alcol e azzardo: ecco i rischi per i giovani italiani ai tempi della pandemia

Mag11
da admin il 11 Maggio 2021 alle 16:57
Postato in: Blog

Lo rivela l’indagine dell’European School Survey Project. Boom per le Nuove Sostanze Psicoattive. La ministra Dadone: “Servono ristori per i giovani”.

Alcol, nuovi stupefacenti (di facile reperibilità grazie al dark web) e scommesse: sono questi i rischi a cui sono più esposti i giovani italiani almeno secondo la fotografia scattata dall’indagine ESPAD Italia, European School Survey Project, elaborata dal CNR e che è stata mostrata durante l’audizione della ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone all’interno della Commissione parlamentare per l’infanzia. Alle tradizionali dipendenze da sostanze stupefacenti e alcol si sono aggiunte per i giovani nel corso degli ultimi anni le dipendenze alimentari e i disturbi di percezione di sé, fortemente collegati alla distorsione della propria immagine anche a causa di modelli estetici e comportamentali sempre più influenti e veicolati soprattutto dai social network.

Le droghe

Il mondo delle sostanze stupefacenti si è evoluto e modificato. Sembrano essere molto in voga tra i giovani le cosiddette NPS-Nuove Sostanze Psicoattive: droghe sintetiche, create in laboratorio e difficili da identificare anche per le loro caratteristiche velocemente modificabili. Il digitale e lo spazio web, soprattutto quello sommerso, il dark e il deep sono luoghi virtuali utilizzati, anche per reperire prodotti illeciti, il più delle volte sconosciuti. E questo il nuovo mercato delle sostanze psicoattive si integra a quello tradizionale: così alle bevande alcoliche, al tabacco e alla cannabis, ma anche alle note cocaina, eroina, amfetamine e allucinogeni, si affiancano le nuove sostanze, ma anche psicofarmaci, semi e piante. “Le NPS hanno dimostrato di avere una forte attrattiva tra i più giovani – ha spiegato la ministra Dadone – tanto che il 9,5% degli studenti riporta di averle utilizzate almeno una volta nella vita. Per la maggior parte si è trattato di cannabinoidi sintetici, comunemente conosciuti come ‘spice’ (5% degli studenti), ma anche di Salvia Divinorum, oppioidi sintetici o, ancora, di ketamina (tutte attorno all’1%)”.

Alcol e gioco d’azzardo

Per quanto riguarda il consumo di alcolici l’indagine mostrata in Commissione spiega che il 41% dei 15-19enni si è ubriacato almeno una volta nel corso della propria vita e il 12% lo ha fatto nel mese antecedente l’indagine, senza differenze tra i generi. Questa prevalenza raggiunge il 37% se si considerano le cosiddette ‘abbuffate alcoliche’ o binge drinking: il 41% dei ragazzi e il 32% delle ragazze ha infatti bevuto 5 o più alcolici di seguito in un’unica occasione. Anche la pratica del gioco d’azzardo rientra tra i comportamenti a rischio assunti da una buona parte dei giovani: Il 45,2% degli studenti, compresi i minorenni, ha giocato somme di denaro nel 2019, acquistando soprattutto ‘gratta e vinci’ e lotterie a vincita immediata, facendo scommesse, soprattutto sportive, giocando a carte, a Lotto e Superenalotto o ancora alle Slot machine/ Videolottery (VLT). L’accesso al gioco d’azzardo è favorito dalla costante connessione a internet: il 10,4% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha puntato soldi reali nel mondo virtuale accedendo attraverso lo smartphone, senza esclusione per i minorenni i quali, utilizzando un ‘falso profilo’ o quello di un genitore o di un maggiorenne, riescono a superare le restrizioni imposte dalla legge.

“Servono ristori per i giovani”

“Le giovani generazioni sono tra le più penalizzate dalla pandemia e dalle conseguenze della pandemia – ha detto la ministra Dadone – penso che la vita quotidiana solitaria vissuta nel contesto della pandemia abbia deprivato giovani e giovanissimi di ciò che più li fortifica e contribuisce alla loro crescita e anche a loro dobbiamo “ristori”, “sostegni” e” indennizzi”, per non indebolire il loro spirito e il loro futuro, che coincide con quello del Paese”

 Comment 

Giovani: sesso non protetto e super alcolici

Mag04
da admin il 4 Maggio 2021 alle 17:37
Postato in: Blog

Secondo un sondaggio effettuato da “Fondazione Pro” a 1000 ragazzi napoletani tra i 16 e i 19 anni, previsto nel progetto “La maleducazione sentimentale dei giovani”, solo un ragazzo su cinque si è sottoposto a una visita dall’urologo, il 65% dei giovani non ha mai parlato di sessualità con il proprio padre, 8 su 10 visitano siti pornografici e uno su quattro ha rapporti sessuali non protetti. 

Secondo il presidente della “Fondazione Pro”: “I numeri ci dicono che una ragazza su tre e uno su due assumono regolarmente superalcolici nel weekend, la metà degli adolescenti passa su internet più di 5 ore al giorno Dad esclusa, il 25% delle giovani e il 18% dei loro amici fumano abitualmente, il 25% dei maschi e il 10% delle femmine ha fatto uso di droghe leggere, una su due e uno su tre non praticano alcun tipo di sport. Una generazione inoltre lontanissima dalla copertura contro l’Hpv: a essersi vaccinati sono meno della metà delle adolescenti contro il 12% dei loro coetanei. Partiamo dai primi dati epidemiologici presentati oggi alla Fondazione Banco di Napoli per capire come invertire la rotta, parlando con i ragazzi e fornendo loro gli strumenti necessari per vivere una vita sana e piena”. 

Ma viene pure ricordato che negli ultimi 40 anni, il numero di adolescenti obesi è aumentato di 10 volte e in Italia la percentuale si è quasi triplicata rispetto al 1975.

“Il nostro obiettivo – precisa il presidente della Fondazione –  è parlare di prevenzione, sottolineando l’importanza del rapporto padre-figlio e ricordando che prevenire non significa vietare, ma optare per giuste abitudini e scelte, promuovere l’adozione di stili di vita corretti, passando per una sana alimentazione, una buona attività fisica ed una corretta attività sessuale. E che bisogna fidarsi più di quello che si impara in prima persona che di ciò che circola in rete”.

 Comment 

Bestemmie nel calcio: quella squalifica nel campionato Vaticano

Apr19
da admin il 19 Aprile 2021 alle 16:23
Postato in: Blog

Il dibattito dietro le bestemmie nel calcio prosegue: non solo Buffon e Serse Cosmi, prima di loro anche nel campionato Vaticano una squalifica per blasfemia

Due giorni fa sul Fatto Quotidiano il comico e giornalista Luttazzi ha suggerito una serie di varianti alla bestemmia, riaprendo così il dibattito sulle blasfemie anche nel calcio.

La bestemmia in Italia non è più considerata reato dal ‘99, ma un illecito amministrativo per cui è prevista una multa. Nel calcio, secondo la guida AIA, norma 12, punto 52, l’uso di un linguaggio e gesti osceni, come volgarità e blasfemie, valgono squalifica e sanzioni. 

Lo sanno bene Buffon, Lazzari e Serse Cosmi che nei mesi scorsi sono stati sanzionati dalla FIGC con un turno di squalifica e sanzioni fino a 5000 euro. 

Peggio è andata invece ad un giocatore del campionato di calcio del Vaticano che ha bestemmiato durante una partita rischiando il licenziamento.

Le bestemmie nel calcio iniziano a essere sanzionate nel 2001 in seguito ad una serie di imprecazioni di Silvio Baldini, allora allenatore dell’Empoli. È in quegli anni che il commissario della FIGC Gianni Petrucci inizia a punire le bestemmie nelle partite di campionato.

Non si fecero attendere le proteste del sindacato dei giocatori FifPro che invocava la libertà di espressione. Dalla loro parte anche Serse Cosmi che recentemente nella partita contro il Torino è stato allontanato dal campo per una bestemmia, e che ha ribadito il suo pensiero davanti ai giornalisti sostenendo come “viviamo in un paese laico”.

Se prima le imprecazioni erano coperte dai cori dei tifosi, ora con gli stadi vuoti, microfoni e telecamere ovunque, a giocatori e allenatori non è più concesso sbagliare. 

Lo ha imparato a proprie spese Gianluigi Buffon, recidivo e fresco di squalifica. Il portiere della Juventus era stato pizzicato a bestemmiare prima contro il Parma, imprecazione che gli è costata un turno di squalifica nel derby con il Torino e 5000 euro di multa, e poi in Inter-Juventus, registrato dai microfoni di bordo campo. 

E se la bestemmia fosse scappata ad un prete?

Bestemmie nel calcio Vaticano

Anche nel campionato Vaticano capita di perdere le staffe, ma la dirigenza del Vatican City Championship sulle bestemmie non transige. Per il Vaticano una imprecazione di troppo potrebbe anche costare il licenziamento. 

Qualche anno fa al giocatore che aveva bestemmiato durante una partita del campionato Vaticano era stata imposta una squalifica per una stagione intera, anche dopo le scuse pubbliche rivolte a fine partita ai giocatori, arbitro e tifosi. 

Ad oggi il calciatore ha ripreso il suo posto in campo e secondo Nicola Vignola, vicepresidente di Sport Vaticano, la punizione al ragazzo è servita ad esempio anche per gli altri giocatori del campionato.

 Comment 
  • Page 28 of 90
  • « First
  • «
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • »
  • Last »
Tweets di @LottoBlasfemia

©2013-2026 No Bestemmia | Powered by WordPress with Easel | Subscribe: RSS | Back to Top ↑