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BESTEMMIA CALCIO

Ott14
da admin il 14 Ottobre 2022 alle 17:10
Postato in: Blog

Uefa, ma che combini? Nel video si sente una bestemmia

Le bestemmie sono una delle cose più fastidiose e indegne del mondo, per questo nessuno pensava che la Uefa cadesse in un simile errore.

Non ci sono assolutamente dubbi sul fatto che bestemmiare sia una delle più grandi vergogne che ci possano essere in un campo da calcio e non solo, ma quando l’errore lo commette una delle più importanti federazioni come la UEFA tutti rimangono increduli.

Sono sempre di più i casi in questi ultimi anni dove una serie di giocatori vengono squalificati per aver deliberatamente bestemmiato in campo, un qualcosa che giustamente deve essere punito.

In Italia infatti si usa davvero molto il pugno di ferro per poter contrastare questo tipo di azioni davvero vergognose, per questo motivo la squalifica ha colpito tanti giocatori.

Il problema però è che tante volte all’estero non ci si rende conto della gravità delle parole, soprattutto perché questo tipo di blasfemia viene tenuto in considerazione solamente nel Belpaese.

Fuori dai confini nazionali infatti non esiste questo tipo di imprecazione, infatti tutti coloro che non sono italiani pensano che possa essere un tipo di insulto esattamente come ce ne sono tanti altri, per questo motivo spesso accadono degli errori.

Purtroppo è quello che è successo al UEFA, la più importante federazione calcistica a livello europeo, con la pubblicazione di un video dedica a uno dei più grandi campioni del calcio: Luis Figo.

Di recente infatti la federazione ha deciso di realizzare una serie di video che potessero far vedere a tutti i gol realizzati da grandissimi campioni in Champions League, con il fenomeno portoghese che è stato anche lui uno di quelli di recente omaggiati.

Sono quasi sette minuti di video davvero meraviglioso, con il lusitano che ha dimostrato il suo grandissimo talento con le maglie di Barcellona, Real Madrid e Inter in Champions League, peccato però che a un certo punto ci sia un problema.

Il penultimo gol realizzato da Figo in Champions League, l’ultimo con la maglia del Real Madrid, è stato un vero e proprio capolavoro contro la Roma peccato però che la partita forse porta chiusa.

Dopo aver saltato il difensore giallorosso con uno splendido dribbling ha calciato di destro incrociando sul secondo palo e battendo Pellizzoli, ma non essendoci il pubblico si è evidentemente sentita una bestemmia.

L’Uefa pubblica i gol di Figo, ma la bestemmia è evidente

Non possiamo dire con certezza chi sia stato a pronunciare la blasfemia, anche se sembrerebbe arrivare proprio dal portiere giallorosso che non è riuscito a intervenire sulla conclusione del lusitano.

Ovviamente non ci poteva essere la squalifica in questo il caso, trattandosi di una partita di una competizione internazionale e con l’arbitro che non ha assolutamente capito quello che si stava dicendo.

Fa davvero però molto strano che lui non si sia accorta di questo dettaglio, con la straordinaria rete realizzata da Figo che poteva essere fatta con un sottofondo diverso.

Non si tratta assolutamente di un’impresa impossibile quella di poter mettere in sottofondo un altro tipo di audio, dando così l’opportunità di poter non sentire certe certe frasi davvero vergognose.

Come detto in precedenza la bestemmia è una cosa nota e conosciuta solamente in Italia, per questo motivo probabilmente all’estero nessuno se ne è reso conto, ma fa davvero strano che nessun italiano abbia evidenziato il problema del video.

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ALCOLISMO GIOVANI

Ott14
da admin il 14 Ottobre 2022 alle 17:08
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Preoccupa molto l’abuso di alcol fra i giovani

In Europa ogni giorno 800 persone (48 in Italia) perdono la vita a causa di patologie in qualche modo correlate all’alcol: tumori (29%), cirrosi (20%), malattie cardio-vascolari (19%) e incidentalità (18%) e un decesso su quattro si registra tra i giovani di 20-24 anni. L’alcol non è mai innocuo ma la pericolosità aumenta con il consumo giornaliero superiore a 20 gr nel sesso femminile (oltre un bicchiere di vino) e 30-40 gr nel sesso maschile. È importante sapere che le femmine sono più vulnerabili a causa della carenza di difese enzimatiche nello stomaco e per un minore volume corporeo di distribuzione. Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandi l’astinenza assoluta dall’alcol nell’età dello sviluppo, dei quasi 9 milioni di Italiani che consumano elevate quantità di alcol, la maggioranza sono adolescenti di 16-17 anni e over 65.

Due sono i principali comportamenti che aumentano il rischio di danni da alcol: il consumo abituale è quello, in crescita vertiginosa, del «binge drinking» cioè il consumo smodato episodico che determina ubriacatura. Gli eventi più drammatici si registrano nei soggetti «binge drinker», con la insorgenza improvvisa di insufficienza epatica acuta su preesistente danno epatico cronico da alcol o altra patologia, evento spesso mortale se non trattato tempestivamente con trapianto di fegato. In Lombardia, la metà dei trapianti di fegato interessa pazienti con malattia da alcol. La lotta all’alcol deve essere un imperativo di valore sociale, poiché i danni dell’alcol non si limitano al consumatore, ma si ripercuotono anche sulle famiglie e sulla comunità in generale attraverso il deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, i comportamenti criminali, la perdita di produttività e i costi a carico dell’assistenza sanitaria stimati, a livello planetario, in 25 miliardi di euro l’anno.

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ALCOLISMO GIOVANI

Set22
da admin il 22 Settembre 2022 alle 17:07
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Alcol dilaga tra i giovani, Confcommercio aumenta il suo impegno

Fipe-Confcommercio prosegue nel proprio impegno per la prevenzione e la lotta all’abuso di alcol che dilaga tra i giovani. Il fenomeno baby gang riguarda l’intera società.

“Da anni ci siamo trasformati in controllori e cerchiamo di svolgere al meglio la nostra funzione sociale anche sostituendoci in molti casi alle figure familiari. Siamo stati i primi ad avviare le campagne contro l’abuso di alcol ed ora, nel post pandemia, stiamo facendo un intenso lavoro di sensibilizzazione in tutti i locali associati della provincia.”

A parlare è Dania Sartorato, presidente di Fipe-Confcommercio e dell’Unione provinciale, che ha appena preso carta e penna per ricordare nuovamente, a tutti gli esercenti, le norme in materia di bevande alcoliche e le relative sanzioni.

“Come Fipe” – prosegue la presidente Sartorato – “abbiamo sempre posto come priorità la prevenzione ed abbiamo contribuito, nei locali o andando nelle scuole, collaborando con le forze dell’Ordine, a favorire la consapevolezza dei danni da abuso di alcol, assumendoci anche responsabilità sociali e umane che non ci competono esplicitamente. Un conto è essere un buon gestore che rispetta le norme, un conto è trasformarsi in controllore di un processo che va ben oltre le porte dei nostri locali. Le baby gang sono un fenomeno sociale generale che sta scoppiando nel post pandemia, che passa attraverso i social e che poggia sulla fragilità delle famiglie, iniziato ben prima del Covid. Per contrastarlo non serve far rimbalzare le colpe, ma un’alleanza tra tutti i soggetti: scuole, famiglie, istituzioni, azienda sanitaria. La complessità che stiamo vivendo ci chiede di stabilire nuove relazioni e come Fipe diamo la massima disponibilità, in primis ai Sindaci che stanno affrontando il fenomeno con competenza e determinazione”.

“Se la norma è chiara, nelle pieghe si nasconde anche la possibilità di aggirarla da parte dei consumatori, mentre le sanzioni a carico dell’esercente sono rilevanti sotto tutti i punti di vista. Molti episodi nascono da varie furbizie amministrative e sappiamo bene che i gruppi di adolescenti delegano il maggiorenne all’acquisto, creando così una situazione in cui il problema non è il singolo, ma il gruppo, che sa aggirare le norme e mette in moto pericolose dinamiche di emulazione, con conseguente carico di responsabilità anche morale in capo all’esercente”.

I gestori sono soggetti al rispetto di varie norme con riflessi sia amministrativi che penali. In sintesi:

  • SOMMINISTRAZIONE O VENDITA A MINORE DI ANNI 18 (illecito amministrativo)

L’art. 14-ter della L. n. 125/2001 così come modificato dall’art. 12 D.L. n. 14/2017 prescrive un divieto di vendita e di somministrazione di bevande al­coliche a minori di anni 18. L’esercente deve chiedere il documento di identità. L’inosservanza può comportare una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro. Se il fatto è commesso più di una volta si applica una sanzione pecuniaria più consi­stente (da 500 a 2.000 euro) e si prevede la sospensione dell’attività da quindici giorni a tre mesi.

  • SOMMINISTRAZIONE A MINORE DI ANNI 16 (illecito penale)

Se la bevanda alcolica viene somministrata ad un minore di anni 16, in luogo pubblico o aperto al pubblico, l’operatore incorre in una responsabilità penale, che può comportare la condanna alla pena pecuniaria dell’ammenda da euro 516 a euro 2.582 o alla pena della permanenza domiciliare da quindici giorni a quarantacinque giorni, ovvero, alla pena del lavoro di pubblica utilità da venti giorni a sei mesi (cfr. art. 689 c.p., comma 1, e art. 52, comma 2, lettera b), D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274), oltreché alla sospensione dall’esercizio (in caso di reiterazione è prevista altresì la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 25.000).

Ciò vale anche nei casi in cui la somministrazione al minore di anni 16 avvenga tramite un distributore au­tomatico che non consenta la rilevazione dei dati anagrafici mediante sistemi di lettura ottica dei docu­menti.

  • DIVIETO DI ADIBIRE MINORI ALLA SOMMINISTRAZIONE AL MINUTO DI BEVANDE ALCOLICHE

LA NORMATIVA VIGENTE PONE IL DIVIETO DI ADIBIRE MINORI DI ANNI 18 ALLA SOM­MINISTRAZIONE AL MINUTO DI BEVANDE ALCOLICHE.

Altri divieti riguardano la somministrazione di bevande alcoliche a persone che appaiono affette da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità o in stato di manifesta ubriachezza, pena la sospensione dell’esercizio.

Altro aspetto non di poco conto è l’obbligo di servizio, secondo il quale gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio eser­cizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.

In tema di orari, è bene ricordare che sono tutt’ora in vigore, le norme regionali che vietano la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 03:00 alle ore 6:00, la violazione prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 20.000 Euro.

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BESTEMMIA CALCIO

Set13
da admin il 13 Settembre 2022 alle 17:06
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Caorle, bestemmia scritta con la panna sulla pizza: dipendente sospeso

Il caso in un noto locale: la recensione con tanto di immagini e descrizione è finita su TripAdvisor. Il titolare: «Volevo licenziarlo ma poi ci ho ripensato»

Una pizza servita con tanto di bestemmia scritta con la panna. È quanto di bizzarro è accaduto qualche sera fa in un noto locale del centro di Caorle (Venezia) dove il pizzaiolo, senza un motivo, si è «divertito» a scrivere la frase blasfema con l’ingrediente bianco.

La recensione

A raccontare quanto avvenuto è stato proprio il cliente in una recensione pubblicata su TripAdvisor dove, per la verità, il locale con cinquant’anni di attività gode di ottime recensioni. La segnalazione della pizza con bestemmia inclusa – che per la cronaca è valsa una sola stella – non è passata inosservata, tra lo stupore dei tanti clienti che frequentano l’ambiente. Enrico, questo il nome del cliente, ha fotografato quel piatto e ha postato tutto online, spiegando di aver ordinato due pizze, una per lui e l’altra per la persona che lo accompagnava. Nella recensione sottolinea: «il pizzaiolo ha avuto la brillante idea di scrivere una bestemmia. Tutto il resto non lo descrivo, titolare compreso che ha messo in dubbio la mia parola. Fortunatamente avevo già fatto la foto». Il cliente poi ha aggiunto: «Ho anche pagato il conto perché sono un signore, mentre il titolare non si è degnato nemmeno di offrire un caffè». Altri clienti hanno sottolineato: «Si tratta di una delle migliori pizzerie di Caorle. Ogni sera c’è la fila di clienti in attesa di un posto e la titolare offre a tutti un bicchierino di prosecco mentre aspettano all’esterno. Qui siamo tutti increduli».

Fatto inspiegabile

Quanto accaduto è un fatto inspiegabile anche per il proprietario che in tanti anni di attività non si era mai trovato ad affrontare situazioni simili. «Il cliente può aver pensato a uno scherzo di cattivo gusto ma non è così – chiarisce, mortificato – il pizzaiolo, che lavora qui da più di vent’anni, ha una situazione familiare molto difficile e la scritta sulla pizza, che ritengo inammissibile e intollerabile, è stato un disperato grido di aiuto». Proprio considerando lo stato di difficoltà e prostrazione del suo dipendente, il gestore della pizzeria ha cambiato idea sui provvedimenti da prendere nei suoi confronti. «Sulle prime ero convinto di licenziarlo visto la bufera in cui ci ha catapultato, per quel suo gesto d’iniziativa da cui prendiamo le distanze – continua il titolare della società con venticinque dipendenti – Ora però sto cercando di fare in modo che rimanga a casa a risolvere i suoi problemi, continuando comunque a percepire lo stipendio. Così potremmo aiutarlo».

«Ho tentato di scusarmi»

Quanto al cliente, il gestore ha tentato di contattarlo, al momento senza esito. Ha subito risposto alla sua recensione su TripAdvisor e lo ha anche contattato in privato, sul suo profilo social, senza però avere finora risposte. «Sono il titolare e non so esprimere il mio più profondo rammarico dell’accaduto, sono rimasto così sconvolto e tutto è successo così in fretta che non sono riuscito a mettere a fuoco una situazione mai e ripeto mai successa in quasi cinquanta anni di attività, ponendo il cliente sempre al primo posto della nostra attenzione» il messaggio in Rete del proprietario del locale che parla di problemi di vita privata e comunque non «giustifica certi comportamenti che possono andare a influire sul nostro lavoro e sulla nostra professionalità e quella degli altri». Di qui le scuse e la richiesta, al cliente, a richiamare, «per aver modo di scusarmi in privato con lei e la sua signora. Vorrei avere la possibilità di rimediare e di poter chiarire di persona con lui e scusarmi».

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ALCOLISMO GIOVANI

Set13
da admin il 13 Settembre 2022 alle 17:04
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Dj Aniceto e i ragazzi morti in incidenti stradali: «Non solo alcol e droga, colpa anche della trap»

Il popolare dj anti-alcol e anti-droga dice la sua su un triste fenomeno, sempre più diffuso

Sono sempre di più gli incidenti mortali che coinvolgono giovani e giovanissimi, spesso nel fine settimana. Incidenti tragici, spesso causati dall’abuso di alcol e droga. Dj Aniceto, però, sostiene che le responsabilità vadano imputate anche ad altri fattori, come la musica trap.

Dj Aniceto: «Incidenti colpa anche della trap»

Il popolare disc-jockey, da molto tempo impegnato nel sociale ed esperto di new generation, è testimonial di di una campagna per la guida sicura denominata «SeGuidiNonBere» dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada (AFVS). E dopo l’ultima tragedia, quella della 17enne Irene, morta in un incidente in provincia di Brescia mentre viaggiava sull’auto guidata da un amico ubriaco, Dj Aniceto dice la sua: «Sono sempre di più i giovani che si mettono alla guida dopo aver fumato uno spinello o aver bevuto qualche drink. Questo è un problema serio, perché non solo mettono a rischio la propria vita, ma anche quella degli altri. La colpa è da imputare anche alla musica trap, la più ascoltata dalle nuove generazioni».

Secondo Dj Aniceto, molte canzoni trap «parlano proprio di questi temi», ossia droga e alcool, «ne glorificano gli effetti ed innescano a loro volta nuove mode come quella della bibita Lean formata da Sprite e sciroppo per la tosse (Codeina) non vendibile senza ricetta medica. Così, i giovani ascoltando queste canzoni finiscono per emularne i comportamenti, senza riflettere sulle conseguenze». 

Dj Aniceto: «La politica si è dimenticata dei problemi»

Aniceto sostiene che la politica, si è dimenticata «della prevenzione, delle problematiche giovanili, (…) delle dipendenze» e auspica che il nostro Paese si avvicini «al sistema americano dove per incidenti del genere si fanno più di 30 anni di carcere invece dei 5/9 anni di detenzione che al massimo si fanno in Italia».

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