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ALCOL E DROGA: UN COCKTAIL FATALE

Ott23
da admin il 23 Ottobre 2015 alle 9:27
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Proprio in questi giorni, si sta parlando ancora della morte dello studente liceale, precipitato il 15 ottobre dalla finestra dell’hotel in cui risiedeva, durante una gita scolastica all’Expo di Milano (per pudore e rispetto della famiglia, non ne riportiamo il nome).

Dalle ultimissime indagini, si sta concretizzando l’ipotesi che il ragazzo abbia perso l’equilibrio, mentre cercava di riprendersi respirando aria fresca alla finestra, dopo una notte trascorsa a bere alcolici e fumare spinelli.

Questa tragica vicenda ci dà l’opportunità di segnalare quanto il consumo di sostanze alcoliche diventi pericoloso, se abbinato all’assunzione di stupefacenti. Negli adolescenti, poi, il pericolo è ancora maggiore, perché il funzionamento dell’enzima che permette di metabolizzare l’alcol non ha ancora raggiunto la piena maturità.

Purtroppo – il dato è allarmante – il consumo di alcolici e sostanze stupefacenti è aumentato fra la popolazione di età compresa fra i 15 e i 34 anni. Basta dare uno sguardo alle statistiche: se nel 2011 sono state oltre 1,5 milioni le persone che hanno assunto droghe, nel 2014 siamo arrivati a 3,5 milioni, cioè l’8,7 della popolazione ( Fonte: Ipsad, Italian population survey on alcohol and other drugs).

Come nostro consueto, vogliamo sottolineare l’importanza dell’educazione, ancora troppo timida su questi temi. Scuola, famiglia e sport dovrebbero farsi carico di educare i giovani al consumo responsabile di alcol e prevenire il consumo di sostanze stupefacenti, attraverso la divulgazione degli effetti fisici e sociali, che ne conseguono.

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QUANDO I SOCIAL TUTELANO CHI OFFENDE LA RELIGIONE

Ott19
da admin il 19 Ottobre 2015 alle 13:25
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Qualche tempo fa, alcuni utenti di Facebook hanno segnalato alla polizia postale di Mantova, una fan page dal contenuto blasfemo: “Gesù il nostro amico immaginario”.

Gli agenti, esaminando il contenuto della pagina, hanno riscontrato una chiara ipotesi di reato, a causa del linguaggio scurrile adottato: non semplici opinioni o giudizi, ma commenti blasfemi, scritti con un linguaggio estremamente volgare e offensivo. La polizia ha peraltro individuato tutti gli autori di post e commenti, passibili di sanzioni per blasfemia.

Il fascicolo redatto è stato inviato alla Procura di Mantova, che ha prontamente inviato una richiesta di “congelamento” della pagina alla sede europea di Facebook, in Irlanda. Il congelamento, che ha durata di tre mesi, ha in tali casi la funzione di creare un intervallo temporale, durante il quale individuare l’autore (o gli autori) dei contenuti incriminati, ottenere tutte le autorizzazioni e procedere all’oscuramento della pagina.

Nonostante la solerzia dei giudici, la risposta di Facebook è stata a dir poco agghiacciante: il colosso americano ha negato alla nostra Procura l’accesso ai dati della pagina, sostenendo che questa non viola nessuna regola della community o normativa vigente in Italia. In effetti, nel nostro paese il reato di blasfemia è stato depenalizzato nel 1999: ad oggi esiste soltanto una sanzione amministrativa, che va dai 51 ai 309 euro.

Noi ci sentiamo di rispettare in pieno la legge del nostro paese e la policy decisa da Facebook. Riteniamo però che, prima della legge, sia fondamentale adottare un comportamento guidato dal buon senso. Una pagina, con contenuti chiaramente offensivi e ingiustificabili, andrebbe chiusa o – quantomeno – andrebbero eliminati i post più volgari.

Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente la nostra Polizia postale, che lotta giornalmente con successo contro il cyber-crimine.

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AUMENTA IL NUMERO DELLE VITTIME DELL’ALCOL

Ott13
da admin il 13 Ottobre 2015 alle 11:04
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Nella cronaca abruzzese, è comparsa nei giorni passati una notizia che deve far riflettere: nella Marsica, il Sert d’Avezzano, diretto da Adelmo Di Salvatore, ha riscontrato un preoccupante aumento dei casi di alcolismo. Gli iscritti al programma di ricupero, infatti, sono arrivati a quota 1412: di questi, 182 provengono da altre Asl della regione e regioni limitrofe.

È un fenomeno molto preoccupante, che tuttavia costituisce solo la punta dell’iceberg: molte persone che restano vittime dell’alcol si ostinano a non chiedere aiuto, andando a costituire un pericoloso mondo sommerso, in cui dominano soltanto la disperazione, la solitudine e l’isolamento.

Spesso, il motivo che spinge le persone a non chiedere aiuto a nessuno è la vergogna. L’alcolismo, infatti, oltre ad avere effetti devastanti sull’organismo, mina irreparabilmente le relazioni sociali di chi ne abusa. L’alcolista tende a richiudersi in se stesso: il bere diventa l’unico modo per lenire la sofferenza e per dimenticare – anche se per breve tempo – il dolore di familiari e amici. Quest’ultimi non possono che sentirsi impotenti, di fronte ad un nemico subdolo e crudele. Dopo la famiglia, i danni provocati dall’alcol si riversano sull’intera società: pensiamo – in primis – soltanto ai frequenti incidenti stradali, provocati proprio a causa dell’abuso di sostanze alcoliche.

Per tutti questi motivi, è fondamentale combattere e prevenire il fenomeno, attraverso campagne educative di sensibilizzazione, per fornire alla gente un quadro completo sull’alcolismo, che comprenda informazioni di natura medica, sociale e psicologica.

Anche quest’anno, il Sert di Avezzano sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione, iniziata il 12 ottobre, che terminerà il 17 ottobre. Saranno predisposti dei corsi di “sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcol-correlati”. Le lezioni interattive si svolgeranno presso l’Istituto tecnico “Majorana” di Avezzano, in via Moro ( per informazioni: 0863-499864).

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EDUCHIAMO I NOSTRI GIOVANI A BERE RESPONSABILMENTE

Ott02
da admin il 2 Ottobre 2015 alle 9:46
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Mercoledì 23 settembre, a Torino, presso la sala Viglione di palazzo Lascaris, si è svolta la presentazione del bel progetto “Antialcolismo giovanile”. Di fronte al Consiglio Regionale del Piemonte, le sezioni Torino Valsusa, Torino e Torino Est della Fidapa Bpw Italy (Federazione Italiana Donne Professioni ed Affari) hanno presentato il loro progetto educativo, destinato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado.

Tale iniziativa ci pare di grande valore, poiché i giovani, soprattutto nella fascia d’età compresa fra i 16 e i 18 anni, costituiscono una categoria a rischio: per prima cosa, non hanno ancora pienamente sviluppato la capacità fisiologica di metabolizzare l’alcol; per secondo, non hanno la maturità necessaria per gestirne correttamente il consumo.

L’abuso di alcol, specialmente in giovane età, ha conseguenze devastanti non soltanto a livello fisico, ma anche psichico: può provocare alterazione dello stato di coscienza, rallentamento dei riflessi, aggressività. A causa di un abuso prolungato, possono anche manifestarsi attacchi di panico e depressione, legata sia al deperimento dei tessuti cerebrali, sia alle conseguenze sociali dell’alcolismo (diminuzione della capacità di comunicare con gli altri, diminuzione dell’autostima e della capacità di giudizio).

La responsabilizzazione dei giovani al consumo di bevande alcoliche è quindi fondamentale: più che la proibizione, è essenziale una capillare ed efficace opera di educazione, i cui attori principali sono la scuola e la famiglia.

Noi crediamo che anche lo sport debba fare la sua parte, promuovendo uno stile di vita sano, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista sociale. Fare movimento, alimentarsi correttamente, stare con gli altri, sviluppare relazioni sociali forti e durature, mette i nostri ragazzi al riparo dai pericoli legati al consumo di alcol e stupefacenti.

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Una bestemmia disturba la diretta della partita Frosinone-Roma

Set18
da admin il 18 Settembre 2015 alle 21:48
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Nel derby Frosinone-Roma, di sabato 12 settembre, tenutosi allo Stadio Matusa di Frosinone, è capitato un ennesimo grave episodio di blasfemia.
Durante una pausa di gioco, si è udita chiaramente in diretta una bestemmia, gridata da un tifoso. L’evento ha creato notevole imbarazzo, tanto che il telecronista Sky si è sentito in dovere di scusarsi con i telespettatori: purtroppo, i microfoni prossimi alle gradinate, hanno raccolto le oscene parole.
Questi accadimenti gettano sempre più discredito sul mondo del calcio, eletto ormai ad indiscusso simbolo di volgarità, ignoranza e maleducazione.
Chi lotta per uno sport pulito deve indignarsi e pretendere che la blasfemia, come il razzismo e la violenza, sia severamente punita. L’educazione deve essere una priorità dello sport, di tutto lo sport, prima della tecnica e dell’allenamento.

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