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Alcool e giovani, gli ultimi preoccupanti dati

Giu01
da admin il 1 Giugno 2015 alle 10:00
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Gli ultimi preoccupanti dati aggiornati che testimoniano il degrado sociale dei nostri giovani e il loro sempre più stretto rapporto con l’alcol.

Sono più di di 8,5 milioni di italiani che consumano alcol in modo eccessivo. Preoccupano soprattutto gli adolescenti trai gli 11 e i 17 anni, che per legge non dovrebbero neanche consumare bevande alcoliche.
Negli ultimi dieci anni molti italiani hanno cambiato il comportamento del consumo dell’alcol: è sempre meno diffusa l’abitudine di bere i vini nell’ora del pasto (anche se persiste tra adulti e anziani), mentre si consolida il consumo occasionale e fuori pasto.

Nel 2013 il 63,9% degli italiani (pari a 34,6 milioni di persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, e il consumo fuori pasto ha riguardato 14 milioni di persone.

In Italia bevono quotidianamente 12,3 milioni di persone.Tuttavia in Europa l’italia è tra i paesi con meno consumo complessivo di alcol. Il consumo annuo di alcol in Italia è di 6,10 litri.

Secondo me l’alcol non è una cosa brutta se si beve con moderazione e con cautela, ma lo diventa se chi beve sviluppa una dipendenza, ovviamente: l’alcolismo è senza dubbio uno dei problemi sociali più preoccupanti in varie parti del mondo. Oltre tutto un alcolizzato al volante può creare grossi pericoli al prossimo (e anche a se stesso) oppure può creare una rissa improvvisa in un locale, e in entrambi i casi potrebbe causare danni permanenti alle persone che hanno avuto la sfortuna di incrociare la sua strada.

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#Staisobrio: Marco di Vaio incontra gli studenti al Nosadella contro l’alcolismo

Apr27
da admin il 27 Aprile 2015 alle 9:46
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E’ questo il tipo di sport e sportivi che il nostro blog vuole promuovere, un plauso a Marco Di Vaio e all’iniziativa voluta dall’ACI Bologna dello scorso 15 Aprile.

L’incontro con gli studenti ha visto protagonista Marco Di Vaio, Club Manager del Bologna, impegnato come testimonial del progetto che ha lo scopo di sensibilizzare i giovani sull’importanza della lotta all’alcolismo e alla guida in stato d’ebbrezza, per renderli utenti della strada più consapevoli. In sala anche il Direttore ACI Bologna Daniele Bellucci, insieme a numerosi rappresentanti della Polizia di Stato e della Polizia Municipale di Bologna.

#Staisobrio, Prima le Vite, voluto da ACI Bologna col sostegno del Lions Club Bologna San Luca e con il Patrocinio del Comune di Bologna e dell’Ufficio Scolastico Regionale, è anche un concorso rivolto agli studenti degli istituti superiori della città. Ai ragazzi è richiesto di elaborare uno spot con un disegno, foto o video che consenta di promuovere il messaggio dissuasivo dall’eccesso di alcol e dalla guida in stato di ebbrezza. Ci sarà tempo fino all’8 maggio per inviare gli elaborati, le premiazioni avverranno il 22 maggio.

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I danni della cultura binge drinking tra i giovani, qualcosa si muove….

Apr07
da admin il 7 Aprile 2015 alle 10:56
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Facciamo oggi il nostro elogio al Gruppo PIR di Modena, studenti volontari degli ultimi anni che educano i loro compagni di scuola più giovani ai pericoli dell’alcol. Da seguire come esempio!

Non c’è dubbio, rispetto a pochi anni fa, il target che più consuma alcol è quello dei giovanissimi, tra cui un numero di minorenni in preoccupante aumento. Per questo la campagna di sensibilizzazione contro l’uso dell’alcol è stata indirizzata agli under 18. Da Milano e dal nord Europa il binge drinking è diventato un’usanza diffusa anche tra i giovani modenesi, si tratta dell’assunzione di bevande superalcoliche in un lasso di tempo limitato. “Il corpo umano fino alla sua piena maturazione – ha spiegato il dott. Claudio Annovi, responsabile progetto Alcol dell’Azienda Usl di Modena – cioè fino ai 20-21 anni, non è in grado di metabolizzare l’alcol in maniera efficace, per effetto della mancanza di enzimi”, ricordando che dal 2013 è illegale servire bevande alcoliche agli under 18.

Il Servizio Sanitario scatta una fotografia preoccupante della nostra provincia. L’iniziazione all’alcol avviene tra gli 11 e 12 anni, mentre la regolarità di assunzione è per il 10% delle ragazze e il 12,4% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni. Comportamenti di binge drinking si manifestano dai 16 anni, rappresentando il 6,3% della popolazione con almeno 11 anni, sottolineando che i più precoci e i più a rischio sono i maschi. La diffusione di alcol più ampia è nei giovani appena maggiorenni (18-24 anni) di cui il 54% assume più o meno regolarmente nel weekend bevande alcoliche. Le conseguenze negative sono evidenti nei 1.375 casi esaminati dall’Usl di Modena, con 255 nuovi casi rispetto all’anno precedente.

“Sono gli adolescenti quelli più a rischio e per questo abbiamo creato strutture che vengano loro incontro – ha ricordato Federica Ronchetti, referente Centri Adolescenza Ausl Modena – si tratta dei Centri Adolescenza, dove accogliamo ragazzi sia con dubbi sulle conseguenze dell’alcol, sia di chi ritiene di abusarne e sentire fisicamente conseguenze negative. In collaborazione anche con Spazio Giovani, dove ci sono molte ragazze che vengono a chiederci aiuto dato che nel weekend abusano di alcol e sono meno restie a comportamenti sessuali promiscui”.

Per riuscire a sensibilizzare i giovani servono altri giovani. E’ questo il concetto chiave del Gruppo PIR, cioè studenti degli ultimi anni che educano i loro compagni di scuola più giovani ai pericoli dell’alcol. Negli ultimi anni i volontari del Gruppo sono aumentati del 40% nel 2013 rispetto all’anno precedente, superando le 500 unità nel 2014. Questa è una delle politiche contro l’alcol messe in campo dal Comune, come sottolinea l’assessore alle politiche giovanili, Giulio Guerzoni: “Nel centro giovanili si fanno ricerche affinché gli enti pubblici educhino i giovani andando controcorrente. Basti pensare che nei luoghi di divertimento pubblici non si distribuisce alcol”.

“Il problema dell’alcol deve essere affrontato in maniera adeguata – prosegue Guerzoni – se lo trattiamo come un’emergenza andremmo incontro ad un fallimento. Deve essere considerato come un problema culturale, la cui soluzione si trova in un’educazione culturale dei giovani. Queste però non bastano, perché la politica deve intervenire alzando i prezzi e diminuendo le possibilità di accesso alle bevande alcoliche per i minorenni”. Alla domanda: cosa ne pensa del sistema nord europeo che prevede taxi già pagati nel biglietto d’entrata nelle discoteche, Guerzoni spiega: “Il taxi è importante, ma non risolve il problema. Se mettessimo la regola del taxi significa che abbiamo fallito le politiche contro l’abuso di alcol”.

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Calciatore tredicenne squalificato per quasi un anno, gomitata nello stomaco all’arbitro!

Mar20
da admin il 20 Marzo 2015 alle 11:30
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Ecco fin dove arriva il calcio giovanile di oggi, esasperato da media, genitori, allenatori. Ricordiamoci allora di dare, noi in primis, il buon esempio ai nostri ragazzi!

E’ accaduto domenica 12 marzo durante la gara valida per il campionato Giovanissimi B 2001, quindi tra piccoli calciatori neppure quattordicenni, tra la Virtus Poggioletto e l’Aullese sul terreno di gioco della Rinchiostra. Praticamente alla fine di una gara senza particolari tensioni con il punteggio nettamente a favore della formazione lunigianese che si è aggiudicata il match per sei a uno, un giovane giocatore dell’Aullese si rendeva protagonista di un episodio censurabile. Come si evince dal comunicato ufficiale Figc di Massa Carrara numero 34 del 12 marzo 2015, il Giudice Sportivo ha comminato una squalifica di quasi un anno, esattamente fino al 16 gennaio 2016, ad un calciatore neroverde con la seguente motivazione: «Per aver colpito il direttore di gara con una gomitata allo stomaco che gli provocava leggero ed istantaneo dolore. Alla notifica dell’espulsione si toglieva la maglia e la lanciava a terra con violenza.». Lapidario il commento del delegato Figc di Massa Carrara, Andrea Antonioli: «Non ero f al corrente dell’accaduto ma sono stato avvisato dal comitato telefonicamente. Stiamo lavorando tutti nella direzione di un calcio all’insegna del fair play. Quando viene colpito un arbitro giusta sempre e comunque la squalifica. Certi gesti non vanno mai giustificati sia si tratti di un adulto che di un ragazzo»

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Crescono tra i giovani le psicopatologie legate all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti

Feb23
da admin il 23 Febbraio 2015 alle 11:08
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E’ l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI).

“L’assunzione di droghe – spiega il Professor A. Carlo Altamura, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche (solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone), come schizofrenia e disturbo bipolare”.

La droga compromette il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Inoltre, come evidenzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella fascia d’età considerata la prima causa di malattia e disabilità è la depressione, a cui seguono gli incidenti stradali. Molte volte esito estremo di una grave depressione è invece il suicidio, terza causa di morte tra gli adolescenti.

“In questi ultimi anni – prosegue il Professor Altamura – tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. Dobbiamo porre un freno a questa pericolosissima deriva e rinforzare le strategie volte a migliorare la salute ed il futuro delle giovani generazioni: questo può avvenire solo grazie ad assistenza e cure mirate”.

Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi, che certificano questa vera e propria piaga sociale. Ad esempio, da una ricerca sull’abuso di sostanze (alcol, caffè ed energy drink) che sarà presentata all’incontro internazionale e condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking (il binge drinking è l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana), nel campione complessivo la percentuale di binge drinkers si attesta al 48,1%. Dunque, dal campione emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore binge.

Un altro studio si sofferma poi sugli effetti dell’uso di cannabis e la loro relazione con sintomi psicotici. Lo studio rileva come, dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati. Dalla ricerca è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. Fondamentale, dunque, il ruolo della prevenzione primaria e secondaria sugli effetti dell’uso di cannabis tra quanti sono a rischio per disturbi psicotici.

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