• Blog
  • DONA IL 5 X MILLE
  • Aziende Sostenitrici
  • Società supporter
  • Contatti
RSS
              

I danni della cultura binge drinking tra i giovani, qualcosa si muove….

Apr07
da admin il 7 Aprile 2015 alle 10:56
Postato in: Blog

Facciamo oggi il nostro elogio al Gruppo PIR di Modena, studenti volontari degli ultimi anni che educano i loro compagni di scuola più giovani ai pericoli dell’alcol. Da seguire come esempio!

Non c’è dubbio, rispetto a pochi anni fa, il target che più consuma alcol è quello dei giovanissimi, tra cui un numero di minorenni in preoccupante aumento. Per questo la campagna di sensibilizzazione contro l’uso dell’alcol è stata indirizzata agli under 18. Da Milano e dal nord Europa il binge drinking è diventato un’usanza diffusa anche tra i giovani modenesi, si tratta dell’assunzione di bevande superalcoliche in un lasso di tempo limitato. “Il corpo umano fino alla sua piena maturazione – ha spiegato il dott. Claudio Annovi, responsabile progetto Alcol dell’Azienda Usl di Modena – cioè fino ai 20-21 anni, non è in grado di metabolizzare l’alcol in maniera efficace, per effetto della mancanza di enzimi”, ricordando che dal 2013 è illegale servire bevande alcoliche agli under 18.

Il Servizio Sanitario scatta una fotografia preoccupante della nostra provincia. L’iniziazione all’alcol avviene tra gli 11 e 12 anni, mentre la regolarità di assunzione è per il 10% delle ragazze e il 12,4% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni. Comportamenti di binge drinking si manifestano dai 16 anni, rappresentando il 6,3% della popolazione con almeno 11 anni, sottolineando che i più precoci e i più a rischio sono i maschi. La diffusione di alcol più ampia è nei giovani appena maggiorenni (18-24 anni) di cui il 54% assume più o meno regolarmente nel weekend bevande alcoliche. Le conseguenze negative sono evidenti nei 1.375 casi esaminati dall’Usl di Modena, con 255 nuovi casi rispetto all’anno precedente.

“Sono gli adolescenti quelli più a rischio e per questo abbiamo creato strutture che vengano loro incontro – ha ricordato Federica Ronchetti, referente Centri Adolescenza Ausl Modena – si tratta dei Centri Adolescenza, dove accogliamo ragazzi sia con dubbi sulle conseguenze dell’alcol, sia di chi ritiene di abusarne e sentire fisicamente conseguenze negative. In collaborazione anche con Spazio Giovani, dove ci sono molte ragazze che vengono a chiederci aiuto dato che nel weekend abusano di alcol e sono meno restie a comportamenti sessuali promiscui”.

Per riuscire a sensibilizzare i giovani servono altri giovani. E’ questo il concetto chiave del Gruppo PIR, cioè studenti degli ultimi anni che educano i loro compagni di scuola più giovani ai pericoli dell’alcol. Negli ultimi anni i volontari del Gruppo sono aumentati del 40% nel 2013 rispetto all’anno precedente, superando le 500 unità nel 2014. Questa è una delle politiche contro l’alcol messe in campo dal Comune, come sottolinea l’assessore alle politiche giovanili, Giulio Guerzoni: “Nel centro giovanili si fanno ricerche affinché gli enti pubblici educhino i giovani andando controcorrente. Basti pensare che nei luoghi di divertimento pubblici non si distribuisce alcol”.

“Il problema dell’alcol deve essere affrontato in maniera adeguata – prosegue Guerzoni – se lo trattiamo come un’emergenza andremmo incontro ad un fallimento. Deve essere considerato come un problema culturale, la cui soluzione si trova in un’educazione culturale dei giovani. Queste però non bastano, perché la politica deve intervenire alzando i prezzi e diminuendo le possibilità di accesso alle bevande alcoliche per i minorenni”. Alla domanda: cosa ne pensa del sistema nord europeo che prevede taxi già pagati nel biglietto d’entrata nelle discoteche, Guerzoni spiega: “Il taxi è importante, ma non risolve il problema. Se mettessimo la regola del taxi significa che abbiamo fallito le politiche contro l’abuso di alcol”.

 Comment 

Calciatore tredicenne squalificato per quasi un anno, gomitata nello stomaco all’arbitro!

Mar20
da admin il 20 Marzo 2015 alle 11:30
Postato in: Blog

Ecco fin dove arriva il calcio giovanile di oggi, esasperato da media, genitori, allenatori. Ricordiamoci allora di dare, noi in primis, il buon esempio ai nostri ragazzi!

E’ accaduto domenica 12 marzo durante la gara valida per il campionato Giovanissimi B 2001, quindi tra piccoli calciatori neppure quattordicenni, tra la Virtus Poggioletto e l’Aullese sul terreno di gioco della Rinchiostra. Praticamente alla fine di una gara senza particolari tensioni con il punteggio nettamente a favore della formazione lunigianese che si è aggiudicata il match per sei a uno, un giovane giocatore dell’Aullese si rendeva protagonista di un episodio censurabile. Come si evince dal comunicato ufficiale Figc di Massa Carrara numero 34 del 12 marzo 2015, il Giudice Sportivo ha comminato una squalifica di quasi un anno, esattamente fino al 16 gennaio 2016, ad un calciatore neroverde con la seguente motivazione: «Per aver colpito il direttore di gara con una gomitata allo stomaco che gli provocava leggero ed istantaneo dolore. Alla notifica dell’espulsione si toglieva la maglia e la lanciava a terra con violenza.». Lapidario il commento del delegato Figc di Massa Carrara, Andrea Antonioli: «Non ero f al corrente dell’accaduto ma sono stato avvisato dal comitato telefonicamente. Stiamo lavorando tutti nella direzione di un calcio all’insegna del fair play. Quando viene colpito un arbitro giusta sempre e comunque la squalifica. Certi gesti non vanno mai giustificati sia si tratti di un adulto che di un ragazzo»

 Comment 

Crescono tra i giovani le psicopatologie legate all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti

Feb23
da admin il 23 Febbraio 2015 alle 11:08
Postato in: Blog

E’ l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI).

“L’assunzione di droghe – spiega il Professor A. Carlo Altamura, Professore Ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e di Salute Mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – oltre agli effetti immediati provoca gravi danni al cervello e, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche (solo in Italia colpiscono circa 2 milioni di persone), come schizofrenia e disturbo bipolare”.

La droga compromette il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. Inoltre, come evidenzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella fascia d’età considerata la prima causa di malattia e disabilità è la depressione, a cui seguono gli incidenti stradali. Molte volte esito estremo di una grave depressione è invece il suicidio, terza causa di morte tra gli adolescenti.

“In questi ultimi anni – prosegue il Professor Altamura – tra i ragazzi che non hanno ancora compiuto 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. Dobbiamo porre un freno a questa pericolosissima deriva e rinforzare le strategie volte a migliorare la salute ed il futuro delle giovani generazioni: questo può avvenire solo grazie ad assistenza e cure mirate”.

Ad avvalorare l’allarme lanciato dalla SOPSI sono diversi studi, che certificano questa vera e propria piaga sociale. Ad esempio, da una ricerca sull’abuso di sostanze (alcol, caffè ed energy drink) che sarà presentata all’incontro internazionale e condotta su 3011 adolescenti e giovani adulti italiani di entrambi i sessi di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, emerge che il 53,6% consuma bevande alcoliche; tra questi, l’89,6% ha avuto comportamenti di binge drinking (il binge drinking è l’ingestione di 5 o più bevande alcoliche, 4 per le donne, in un’unica occasione, almeno una volta a settimana), nel campione complessivo la percentuale di binge drinkers si attesta al 48,1%. Dunque, dal campione emerge che quasi il 90% dei giovani adulti consumatori di alcol è anche bevitore binge.

Un altro studio si sofferma poi sugli effetti dell’uso di cannabis e la loro relazione con sintomi psicotici. Lo studio rileva come, dei 116 soggetti reclutati, il 50% abbia fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita e il 22% sia attualmente consumatore. I consumatori abituali di cannabis sono più spesso maschi e disoccupati. Dalla ricerca è emerso che quanti fanno uso di cannabis provano allucinazioni visive e rallentamento del tempo, mentre la percezione di spavento è associata all’interruzione del consumo, così come l’esperienza di allucinazioni uditive è legata all’assunzione di cannabis oltre 50 volte nell’arco della propria vita. Fondamentale, dunque, il ruolo della prevenzione primaria e secondaria sugli effetti dell’uso di cannabis tra quanti sono a rischio per disturbi psicotici.

 Comment 

#Staisobrio, un meritevole concorso per studenti organizzato a Bologna

Feb16
da admin il 16 Febbraio 2015 alle 12:16
Postato in: Blog

Diffondere tra i giovani il messaggio che l’abuso di alcol e la guida in stato d’ebbrezza possono avere conseguenze tragiche, sensibilizzarli sull’importanza della lotta all’alcolismo, renderli utenti della strada più consapevoli. Questi sono gli obiettivi del concorso “#Staisobrio – Prima le Vite”. Secondo l’ultimo rapporto ACI-Istat, nonostante nel 2013 si sia registrato un calo degli incidenti e delle vittime, con 56,2 morti per incidente ogni milione di abitanti l’Italia supera la media europea. I sinistri legati al consumo di alcol sono la prima causa di morte tra i giovani fino a 24 anni. In provincia di Bologna nel 2013 si sono registrati 3.901 incidenti con 62 morti e 5.565 feriti. Per questo motivo Lions Club Bologna San Luca e Aci Bologna, convinti che una buona educazione stradale cominci a scuola, hanno rivolto il concorso agli studenti delle scuole superiori della città. Testimonial di #Staisobrio – Prima le Vite è la bandiera del Bologna Calcio, Marco Di Vaio. Soddisfatto il sindaco Virginio Merola: “Sono molto contento di questa iniziativa perché si concentra su un tema che troppo spesso viene sottovalutato. Il tema delle dipendenze riguarda tutte le sostanze, non solo le droghe, e l’abuso di alcol tra i nostri giovani è il fenomeno più preoccupante. Reagire rendendo protagonisti i giovani è un fattore di intervento educativo fondamentale, per questo ringrazio tutti i partner del progetto”. Per Marco Di Vaio l’abuso di alcol tra i giovani è un tema che “deve interessare tutte le famiglie. Sensibilizzare i ragazzi di quell’età è complicato, il principio di emulazione è forte e la grande diffusione dell’alcol ne rende difficile il controllo. Stiamo dunque con le orecchie aperte, andiamo nelle scuole e ascoltiamo cosa i giovani ci vogliono dire, saranno loro a spiegarci come vedono il problema e a sensibilizzare i propri coetanei”. Ai partecipanti è richiesto di elaborare uno spot con un disegno, foto o video della durata massima di 1 minuto, che consenta di promuovere il messaggio dissuasivo dall’eccesso di alcol e soprattutto dalla guida in stato di ebbrezza. Gli elaborati dovranno essere consegnati personalmente, per posta o via mail a usp.bo@istruzione.it, inderogabilmente entro le 12 dell’8 maggio 2015 presso la sede dell’Ufficio scolastico provinciale di Bologna, via Castagnoli 4. I vincitori saranno premiati il 22 maggio al Teatro Manzoni di Bologna nell’ambito del Congresso Nazionale LIONS. Il primo classificato per la categoria Under 16 si aggiudicherà un corso di Inglese di due settimane presso la Bell Bloxam (Oxfordshire), per la categoria Over 16 presso la Bell School di Cambridge.

 Comment 

La bestemmia ‘mascherata’ è da condannare

Gen26
da admin il 26 Gennaio 2015 alle 9:06
Postato in: Blog

Per una volta, siamo pienamente in accordo con gli organi di giustizia federali FIGC, in merito ad un caso occorso poco tempo fa.

Il fatto è accaduto ad un allenatore della zona pratese, nocchiero di lungo corso del football giovanile e dilettantistico di quella zona che oggi allena gli Juniores e che nei giorni scorsi si è presentato direttamente davanti alla Corte d’Appello federale di Firenze per sostenere il ricorso in seguito alla squalifica che sta scontando. Egli, durante il gioco, nella sua blasfemia aveva sostituito una consonante e secondo l’”accusa” il tecnico avrebbe mantenuto un comportamento «altamente diseducativo con frasi offensive verso il direttore di gara accompagnate da frasi blasfeme».

E noi siamo d’accordo, l’inappropriatezza e la diseducatività del gesto e delle sue parole vanno aldilà di una semplice consonante…

 Comment 
  • Page 81 of 89
  • « First
  • «
  • 79
  • 80
  • 81
  • 82
  • 83
  • »
  • Last »
Tweets di @LottoBlasfemia

©2013-2026 No Bestemmia | Powered by WordPress with Easel | Subscribe: RSS | Back to Top ↑