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Alcolismo e ludopatia, patologie dilaganti nei giovani

Mar18
da admin il 18 Marzo 2019 alle 10:20
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Sant’Arsenio: un seminario su alcolismo e ludopatia, patologie dilaganti nei giovani

Si torna a parlare di contrasto alle dipendenze giovanili a Sant’Arsenio. A pochi giorni dall’annuncio dell’apertura di un nuovo importante servizio contro alcolismo e ludopatia presso l’Ospedale SS. Annunziata, si terrà un seminario per addetti ai lavori e famiglie finalizzato ad individuare e trattare al meglio queste patologie dilaganti anche tra i giovani del Vallo di Diano.

Il corso é intitolato “Giovani, famiglie e comunità tra nuove e vecchie droghe. Come promuovere benessere e salute?”, sarà presentato in conferenza stampa, presso la sala convegni di palazzo Fiordelisi in piazza dei Padri Domenicani.

Con il patrocinio del Comune di Sant’Arsenio, il corso è sostenuto da “Famiglie in Gioco“, Arcat (Associazione regionale dei club alcologici territoriali Campania) e Fondazione con il Sud

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CONTRASTO ALLE LUDOPATIE E ALCOLISMO TRA I GIOVANI

Mar05
da admin il 5 Marzo 2019 alle 10:16
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Contrasto alle ludopatie e alcolismo tra i giovani, servizio innovativo a Sant’Arsenio

Un innovativo servizio per contrastare ludopatie ed alcolismo tra i giovani valdianesi vedrà a breve la luce presso l’Ospedale della SS. Annunziata di Sant’Arsenio. Merito di una fattiva collaborazioni tra le strutture dell’Asl Salerno, a tutti i livelli, e la locale Amministrazione comunale.

“Si tratta di un primo passo importante e significativo per il recupero completo del nostro Ospedale” conferma il sindaco Donato Pica “attraverso una serie di atti concordati negli ultimi mesi tra l’Azienda sanitaria locale di Salerno ed il Comune da me rappresentato abbiamo raggiunto questo obiettivo che porterà alla prevenzione ed al contrasto delle dipendenze dell’alcolismo e del gioco d’azzardo tra i giovani e giovanissimi. Il servizio conterà ben 10 posti letto al secondo piano dell’Ospedale di Sant’Arsenio per la somministrazione di terapie e trattamenti”.

L’operazione sarà sostenuta da circa 50mila euro di fondi Asl Salerno. “I miei ringraziamenti” conclude Pica “vanno al commissario dell’Asl Salerno, dott. Iervolino, ed ai direttori dei due dipartimenti di Psichiatria, Corrivetti, e delle Dipendenze, De Luna, del nostro Ospedale. Una menzione speciale infine per il dottor Baselice che è il coordinatore esecutivo del progetto”.

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Il prezzo di essere Harry Potter, Daniel Radcliffe confessa di essere stato un alcolista

Feb26
da admin il 26 Febbraio 2019 alle 14:28
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L’attore interprete della saga più amata al mondo, racconta come la fama lo abbia quasi distrutto

Daniel Radcliffe, ha vuotato il sacco e in una recente intervista ha ammesso che ha dovuto far uso di alcol per far fronte all’enorme fama che le è piombata addosso dopo aver interpretato il primo capitolo di Harry Potter.

Il fatto di bere in età così giovane lo ha portato a diventare quasi un alcolista. “Ovunque andavo ero circondato da persone che mi guardavano, mi avvicinavano e volevano qualcosa da me, e l’unica cosa che mi faceva dimenticare tutto questo era bere e ubriacarmi”

“Il fatto di ubriacarmi però, portava la gente ad osservarmi ancora di più, a bisbigliare o dirmi cose poco piacevoli e l’unico modo per non sentirli era quello di bere ancora di più. In questo modo sono entrato in un giro vizioso che ha rischiato seriamente di danneggiare la mia psiche”

Questo genere di problematica ha portato Daniele a condividere con altre star giovani che avevano lo stesso problema per i suoi stessi motivi. “Non si può lavorare da giovani senza subirne delle conseguenze”.

L’attore è stato molto aiutato ad uscire da questo vortice da amici e parenti e a ritornare ad uno stile di vita normale. Alla fine però ha ammesso quanto comunque sia stata la sua volontà a farlo uscir fuori, perché ha capito che continuar a bere lo avrebbe messo sempre più nei guai.

Ora che è completamente sobrio, ha ammesso di non avere più nessuna tentazione per l’alcol, perché ha sofferto moltissimo in quel periodo e le è capitato molte volte di essere arrivato sul set completamente ubriaco e questa non era una cosa che poteva andare avanti per molto.

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ALCOL, WEB, GIOCO: LE DIPENDENZE DEI GIOVANI

Feb18
da admin il 18 Febbraio 2019 alle 13:30
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Dal “binge drinking” al fenomeno “Hikikomori”: esperti a confronto a Perugia

Dalla pratica del “binge drinking”, ovvero il consumo di molti alcolici bevuti tutti d’un fiato fino allo stordimento, alle giornate intere passate davanti al computer, agli smartphone e ai social network che possono degenerare nel cosiddetto effetto “Hikikomori”, vale a dire il comportamento di chi si isola completamente per rifugiarsi nel mondo digitale straniandosi da qualsivoglia relazione diretta con le persone.

Le dipendenze da alcol e droghe spesso si legano alle cosiddette nuove dipendenze, quelle legate alle nuove tecnologie talvolta meno riconoscibili ma altrettanto dannose. Un dato particolarmente preoccupante è che la fascia più vulnerabile dal punto di vista delle dipendenze è quella dei giovani. Basti pensare che in Umbria tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni il 41,4% gioca d’azzardo e che, sempre in questa fascia di età, sono circa 1.500 i giovani che fanno uso di cannabis o altre sostanze stupefacenti.

Per affrontare questo tema tanto attuale quanto complesso la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha organizzato un convegno dal titolo “Usa la bussola” che si tiene domani, mercoledì 13 febbraio, alle 16.30, presso la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori al quale interverranno esperti che a vario titolo ogni giorno si confrontano con tali fragilità sociali. Come dice il titolo stesso, “Usa la bussola” vuole essere un’occasione di orientamento sulle tipologie e sulle evoluzioni delle vecchie e nuove forme di dipendenze, sui fattori di rischio e sulle inevitabili ripercussioni non solo sui ragazzi ma anche sulle famiglie, sul mondo della scuola e sull’intero contesto sociale.

“Usa la bussola” è anche il nuovo bando a tema inserito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia nella programmazione 2019 destinato a sostenere progetti di prevenzione per arginare i fenomeni di dipendenza. Il bando verrà presentato domani stesso nel corso del convegno.

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia Edi Cicchi, della Vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo, e del Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, seguirà una tavola rotonda coordinata dall’esperto in progettazione Giorgio Sordelli alla quale interverranno: Claudio Sgaraglia, Prefetto di Perugia, Fausto Cardella, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello Perugia e Pietro Paolo Fausto D’Egidio, Presidente Nazionale FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze).

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ALCOL: UN’OIDEA GENIALE, EVENTI SENZA ALCOL

Feb11
da admin il 11 Febbraio 2019 alle 12:10
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ROVIGO. RED ROOM: IDEA GENIALE DI DUE GIOVANI INTRAPRENDENTI. EVENTI SENZA ALCOOL

ROVIGO. Era il 27 Gennaio 2018 quando prese vita un progetto davvero senza precedenti nato dall’idea di Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto. Parentesi musicali serali con poche ma precise regole d’oro: divertirsi con the e succhi di frutta e niente maggiorenni.

Se avete più di 20 anni, forse non avete mai sentito parlare di RED ROOM o forse se ne avete sentito parlare, è perchè avete dei figli fra i 13 e i 18 anni.
RED ROOM è il nome di un evento, diventato un format, fatto di feste completamente no alcool, riservate esclusivamente ad un target under, nato da una brillante idea, di due ventenni rodigini, Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto. Una ispirazione mentre commentavano le poche opportunità di divertimento sano che la provincia offriva ai giovani ed il consumo sempre più precoce e smisurato di alcool. Successiva dunque la proposta di organizzare una festa in cui fosse vietata proprio la circolazione di bevande alcoliche, con un preciso obiettivo: lanciare il messaggio che divertirsi senza bere è possibile!

Una scelta la loro fatta con una gran dose di coraggio sociale, sfidando la concorrenza che pubblicizzava svaghi più allettanti, visto il gran numero di giovani che risultavano e, risultano tutt’ora, essere dipendenti da alcool.
Ed ecco che in Polesine hanno pensato di ribaltare stereotipi e pregiudizi sui giovani con un favoloso party che contò ben 400 partecipanti. Uno «Student Party» con free bar analcolico organizzato ‘quel’ famoso sabato 27 gennaio da Nicholas Gresele e Andrea Mazzetto e che riscosse un grandissimo successo. L’evento inizialmente doveva essere ospitato nel teatro della parrocchia di Boara Polesine ma vista la grande affluenza, gli organizzatori decisero di affittare una sala della discoteca «Studio 16» di Arquà Polesine.

Nicholas Gresele, uno degli organizzatori, subito spiegò il DNA della formula evento agli innumerevoli giornalisti accorsi data la news:
“Le regole? Niente maggiorenni, genitori inclusi, questo perché i ragazzi possano sentirsi a loro agio. E poi ci sarà un notevole controllo all’entrata dove verranno visionati con attenzione tutti i documenti e lasciato fuori chi, sebbene in possesso di biglietto prevendita, si dovesse presentare in stato alterato”.

Come riportò il blog rovigo.italiani.it attraverso la penna di Federica Boniolo.

La prima serata si rivelò un successo al punto da
pensare di riprendere il tutto durante la stagione invernale, progettando il tutto fin da ottobre 2018. Eventi a dir poco unici che si sono susseguiti tra ottobre e novembre confermando la positività di tali straordinarie occasioni di aggregazione sociale e musicale.

Un progetto che fu accolto favorevolmente anche dal SER.D, Dipartimento per le Dipendenze dell’Ulss 5 Polesana, che mise a disposizione un servizio navetta gratuito. Infatti sia all’andata che al ritorno, ai ragazzi era garantito un passaggio da vari comuni dell’alto e del basso Polesine. Una comodità ed una garanzia di sicurezza anche per i genitori, considerato che si parla di un target ancora privo di patente di guida.

Purtroppo il tutto ha subito una battuta d’arresto dovuta ad alcuni problemi con il locale e la proprietà che fino a quel momento li aveva ospitati. Da allora sono dunque fermi con l’organizzazione di altri eventi simili ma attivi nella ricerca di un nuovo locale anche se a Rovigo non è semplice per nulla.

Ritenendo la loro idea di partenza un grande esempio per tanti addetti ai lavori che come loro credono nel potere pulito della musica e della integrità sociale, ecco l’intervista di uno dei ‘padri’ del nuovo ‘modus’ di fare e vivere la musica, Nicholas Gresele, 23 anni, che da sette lavora a contatto con la musica ed i locali. Dapprima è stato pr e capo-pr in locali di Rovigo e Ferrara, poi ha lavorato per un’agenzia di eventi e comunicazione di Milano. Per lui la musica è qualcosa di serio, è cultura.

I: La richiesta di tale eventi c’è tutt’ora? Con amministrazioni comunali avete provato a ripresentare il progetto?

N: Il comune direttamente non si è mai fatto avanti. Abbiamo avuto un’unica approvazione che consisteva in un progetto tra comune e ospedale, dove un busnavetta passava da tutti i comuni limitrofi con un servizio andata e ritorno completamente gratuito e permetteva ai genitori di stare “tranquilli”.

I: Posso chiedere da cosa è nato il tutto? Da una precisa esigenza? Da un fatto accaduto che vi ha portato alla riflessione?

N: Mi permetto di risponderle così. Gira mai nel centro della sua città? Magari con la sua famiglia o anche solamente con amici? Il degrado giovanile è alle porte, nel bene e nel male. È nato tutto quasi per gioco. Non credevamo potesse diventare qualcosa di così grande ma in parte ci siamo riusciti. Per circa un anno siamo stati un punto di riferimento per più di 600/700 giovani tra 14 e i 17 anni di tutta la provincia. Poi si sa, la clientela maggiore andava per i 14/15. I ragazzini di 16/17 e alcuni già a 13/14 vogliono fumare, bere.. fare i grandi!

I: Volete lanciare un appello a chi leggerà questo Articolo?

N: Forse si, i ragazzi vengono definiti il nostro futuro (io stesso ho 23 anni), ma se si prosegue così siamo alla frutta. A partire dalla scuola, sport, famiglia, sono tre cose importantissime nella vita di un adolescente e se andiamo ad analizzare delle VERE statistiche i dati potrebbero far più male di quel che ci si aspettava.

Quanto scritto possa rappresentare non solo una lente mediatica ma un impegno, non solo giornalistico ma una vera e propria richiesta di riflessione a quanti hanno smesso di credere in questo progetto senza precedenti,
affinché siano riaccesi i riflettori su questa parentesi di stile sociale che non vive la società come ostile ma investe nella stessa trasformando il silenzio e l’avversione sociale in qualcosa di straordinariamente positivo e unico. Un aggregazione che non minaccia la crescita e la coscienza sociale, bensì la alimenta rendendo complici le famiglie e la presa di coscienza di queste ultime così come dei loro figli.
Si rifletta dunque e si potenzi una volontà così costruttiva come RED ROOM.

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