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Direttore di gara bestemmia durante il match

Gen17
da admin il 17 Gennaio 2020 alle 15:55
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Direttore di gara bestemmia durante il match, all.Sorrento: «Mai vista una cosa del genere. Arbitro vergognoso»

Episodio infelice quello accaduto nel corso della partita tra Sorrento e Agropoli. Al termine della gara vinta dai costieri, Vincenzo Maiuri, allenatore della formazione di casa, ha aspramente criticato il comportamento tenuto dal direttore di gara Lorenzo Vacca della sezione di Saronno, accusato di avergli rivolto più volte delle bestemmie: «Vorrei sottolineare un arbitraggio vergognoso da una parte e dall’altra. La gara è stata diretta da un ragazzino inesperto e che ha bestemmiato in campo almeno 7-8 volte e questa è una cosa, ripeto, vergognosa! Non c’è risultato negativo del Sorrento che possa valere quanto le bestemmie di un arbitro. Sono 33 anni che vivo il mondo del calcio e non ho mai sentito un arbitro bestemmiare in campo. L’arbitro dovrebbe essere esempio di correttezza, fair play ed invece l’episodio di oggi è stato una sconfitta vergognosa per tutto il mondo del calcio che non merita di essere rappresentato da personaggi come questo. Al termine della gara ho provato a chiedere spiegazioni all’arbitro e questo ancora continuava a bestemmiare dicendomi che con me non voleva parlare perché gli ero antipatico. Ho voluto precisare questa cosa perché nel calcio c’è gente che mette soldi, ragazzi che per amore di questo sport fanno sacrifici, tifosi che pagano il biglietto e onestamente lo spettacolo del calcio non può essere rovinato da personaggi che con questo sport non hanno nulla a che fare». Questo quanto evidenziato da “Tuttoseried.com”.

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Insulti e bestemmia: tre giornate e 2mila euro di multa a Ninkovic

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2020 alle 17:39
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Nikola Ninkovic, trequartista dell’Ascoli, è stato squalificato per tre giornate. Sostituito al 71esimo, nel ko contro il Pordenone, l’ex Genoa si è scagliato contro l’arbitro una volta uscita dal campo. Questo quando scritto dal Giudice Sportivo: “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Settima sanzione); per avere, al 25° del secondo tempo, rivolto ingiustificatamente ad un Assistente un epiteto insultante e un’espressione blasfema, per avere, inoltre, all’atto del provvedimento di espulsione, reiterato la sua condotta offensiva e ingiuriosa mentre veniva allontanato con forza negli spogliatoi”. Tre giornate e 2mila euro di multa.

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Alcol, binge drinking già a 13 anni. Ecco come evitare i rischi

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2020 alle 17:34
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GIA’ a 13 anni passano le serate bevendo molto per sballarsi. Cinque, sei, sette drink uno dietro l’altro in velocità. Un gioco pericoloso perché i singoli episodi si trasformano presto in una cattiva abitudine che nel tempo mette a rischio la salute. Parliamo di binge drinking, un fenomeno del sabato sera che spaventa sempre più le famiglie e che può avere conseguenze gravi. “Lo scompenso acuto da alcol è un fenomeno preoccupate e insidioso, che si fatica a spiegare. Fra l’altro ha effetti diversi da paziente a paziente perché alcune persone bevono molto, regolarmente, per decenni prima di avere problemi, e ad altre basta un fine settimana di eccessi per sviluppare un danno simile? Si fatica a capirlo, ma si pensa che entrino in gioco fattori genetici. Inoltre in un caso su due questi giovani pazienti ricoverati con forme acute muoiono”, spiega Patrizia Burra, direttore dell’Unità Trapianto multiviscerale Azienda ospedaliero universitaria di Padova.
Un appuntamento per il 43% dei maschi 15enni
Sono preoccupanti i dati relativi a questi episodi di ubriacatura concentrati in singole occasioni, che interessano piu’ di 8 milioni di persone in Italia, inclusa la fascia giovanile tra i 18 ed i 24 anni. I maschi sono più coinvolti delle femmine: nel 2018, il 43% dei 15enni e il 37% delle 15enni ha fatto ricorso al binge drinking. Dello stesso parere anche il professor Antonio Graxì, gastroenterologo dell’università di Palermo. “Il problema è che, anche in Italia, è cambiata la modalità di consumo degli alcolici. Già a 13-14 anni – conferma Craxì – un terzo dei ragazzi e delle ragazze almeno una volta a settimana supera la dose di alcol raccomandata. Come ha dimostrato un recente studio condotto dal Policlinico Gemelli di Roma”, l’1,2% dei ragazzi tra 13 e 20 anni presentava una diagnosi di dipendenza da alcol. “E il danno legato agli alcolici lo vediamo in corsia: un quarto dei letti è occupato da pazienti sotto i 40 anni, spesso sotto i 30 anni. Pazienti con epatiti alcoliche acute e danno epatico, pronti al trapianto. Basti pensare che su 33.000 morti l’anno per cirrosi, 5000 sono legate all’alcol”, aggiunge Craxì.
Un nuovo modo di stare insieme
Per molti giovanissimi il binge drinking è diventato un nuovo modo per stare insieme, in gruppo, con il bicchiere in mano, alle feste, in discoteca, ai ritrovi nelle strade e nelle piazze, ma anche a casa, quando i genitori sono assenti. Ma perché il binge drinking mette così a rischio la salute degli adolescenti? “Perché l’alcol viene metabolizzato per l’80-90% a livello del fegato, dove sono presenti tre sistemi enzimatici che a vari livelli sono responsabili del metabolismo ed eliminazione dell’alcol, che non sono disponibili nell’adolescente, come pure sono presenti sotto forma di isoenzimi variabili in alcune popolazioni piu’ a rischio di altre di sviluppare danni da alcol, vedi gli indiani pellerossa, vedi i giapponesi. Significa che la stessa quantità di alcol ingerito – spiega ancora Burra – che potrebbe venir metabolizzata ed eliminata in un soggetto, non lo e’ in un altro di etnia diversa e cosi pure non lo e’ nell’adolescente verso l’adulto”.

I rischi non solo per il fegato
E così sempre di più medici ospedalieri segnalano un incremento dei casi di giovani adulti che vengono inviati in reparto soprattutto da altri ospedali, in quanto presentano forme acute di insufficienza epatica causate dall’abuso di bevande alcoliche. “Questi casi hanno un rischio di mortalità a sei mesi del 60% dei casi, in quanto le terapie mediche approvate non sempre sono risolutive. Sono pazienti a rischio di morte per insufficienza epatica e per infezioni, ad esempio polmoniti severe, in quanto il sistema immunitario e’ alterato dal consumo di alcol e dalla malattia epatica”, aggiunge Burra. Ma quali sono i danni irreversibili per l’organismo? “Il fegato è la principale sede del metabolismo dell’alcol, pertanto è anche l’organo primariamente colpito in questi casi. Però l’alcol puo’ influire negativamente anche su altri organi, come il cuore, il pancreas, il sistema nervoso centrale e periferico”.
Non si rischia solo il coma etilico
Non si tratta solo di un problema italiano. Secondo un report inglese dell’Office of National Statistics del 2018, in Gran Bretagna il 57% delle persone di eta’ superiore a 16 anni, assume bevande alcoliche, più di 29 milioni di persone. Un dato positivo è che i giovani tra 16 e 24 anni bevono meno degli adulti, ma quando lo fanno, le quantità sono molto più elevate. Nelle situazioni più estreme questi ragazzini rischiano il coma etilico e la vita. Chi riesce a riprendersi deve comunque affrontare problemi seri di salute. “L’assunzione di quantità esagerate di alcol nei giovani può causare alterazioni neurologiche severe, fino al coma. Questo è il rischio più comune. Poi ovviamente nel tempo possono andare incontro ad insufficienza della funzione del fegato ed arrivano alla nostra osservazione con epatite acuta, ittero, astenia franca. Il rischio di mortalità è del 60% a 6 mesi, ed e’ su questa base che il nostro centro a Padova coordina uno studio pilota sul trapianto di fegato precoce in casi selezionati di epatite acuta alcolica”.
Un fenomeno in crescita
L’alcol continua a fare danni e se ne parla ancora troppo poco. Un problema globale che coinvolge milioni di persone. Secondo un recente studio, pubblicato su The Lancet, entro il 2030 la metà degli adulti in tutto il mondo sarà considerata bevitrice (dal 45% del 1990) mentre solo il 40% non toccherà mai un alcolico. E fra una decina di anni il binge drinking coinvolgerà il 23% degli adulti almeno una volta al mese (nel 1990 erano il 18,5%).
Puntare sulla prevenzione
Per evitare che soprattutto i più giovani mettano inconsapevolmente a rischio la loro salute è bene lavorare sulla prevenzione. Ricordare quanto bere alcolici e superalcolici provochi danni alla salute. Perché spesso i ragazzini sono inconsapevoli dei rischi che affrontano durante le loro bevute. Molto possono fare le famiglie, ma anche a scuola. “La prevenzione va fatta andando nelle scuole. I medici della nostra unità per oltre 20 anni – conclude Burra – sono andati nelle scuole per fare prevenzione sulle sostanze da abuso, incluso l’alcol, in accordo con gli insegnanti ed i presidi. In alcuni incontri sono stati invitati anche i genitori, perché la cultura dello stile di vita degli adolescenti va diffusa in accordo con i genitori e gli insegnanti. Alcol, fumo, droghe, alimentazione, attività fisica e sportiva.

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Fenomeno abuso alcool notte capodanno, 26 giovani in ospedale

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2020 alle 17:32
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Nessun ferito grave da scoppio di petardi nella notte di San Silvestro : è quanto emerge daile segnalazioni giunte al 118 regionale dell’Umbria, che ha il quadro completo riguardo agli eventi di urgenza-emergenza. Identico risultato, come informa una nota dell’ospedale di Perugia, dagli accessi presso il Pronto Soccorso dove, in alcuni casi negli anni passati, qualche ferito veniva accompagnato da mezzi privati in caso di ustioni di modesta entità.

L’unico caso di ferite di modesta entità è segnalato dal Pronto soccorso dell’ospedale di Assisi dove è stata medicata una donna di 63 anni che, poco prima della mezza notte, mentre si trovava in strada a Bastia Umbra, ha riportato leggere abrasioni causate da una piccola scheggia di un petardo. Le lesioni, come riferisce il dottor Borgognoni, hanno riguardato il collo della donna, che dopo la medicazione è stata subito dimessa.

Prevalente è stata invece l’attività di soccorso per abuso di bevande alcoliche. L’ attività della centrale del 118 regionale – prosegue la nota dell’ospedale di Perugia – ha riguardato essenzialmente proprio questo fenomeno, sempre di difficile gestione , viste anche le numerose richieste di intervento arrivate dalle più diverse località della regione.

“ i nostri infermieri della centrale 118 hanno intercettato 26 richieste di soccorso – sintetizza l’attività degli operatori sanitari del turno di notte il responsabile della Centrale Francesco Borgognoni-: in alcuni casi è stato necessario l’intervento dei nostri operatori, con trasferimento in ospedale di persone di più fasce di età, essenzialmente giovani, tra cui sei ragazze, negli ospedali di Perugia, Branca, Foligno e Terni. Per i casi meno gravi, il trasporto in ospedale o direttamente nelle abitazioni è avvenuto con autovetture di parenti e amici”.

Al Pronto soccorso di Perugia- dove ha svolto servizio un’equipe composta da personale femminile, le dottoresse Iolanda Levato e Paola Lepri e le infermiere Anastasia Baldoni, Nicoletta Pericoli,

Giulia Belleri, Chiara Casciari, Alessandra Pieroni- i ricoveri per disturbi legati al l’abuso di alcool hanno riguardato sei giovani, di età compresa tra i 16 e 32 anni. Le loro condizioni, riferiscono i sanitari, non sono gravi. Verranno trattenuti in osservazione per tutta la giornata presso la unità di degenza dello stesso Pronto soccorso.

Viene infine segnalata una rissa che ha visto coinvolti due giovani di 33 e 29 anni, che si trovavano in un locale del comune di Assisi : trasportati al Pronto soccorso di Perugia sono stati medicati per traumi provocati da calci e pugni.

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Nicola Legrottaglie: ‘nella mia vita voglio servire Dio’

Dic09
da admin il 9 Dicembre 2019 alle 17:08
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In tanti campi la fede può essere motivo di scontro ed inimicizia con altre persone, ma quando questa si presenta in un campo da calcio…lì viene messa ancora di più alla prova.

Legrottaglie, ex calciatore ed ora allenatore, non ha mai nascosto la sua fede, anzi la professava quando il suo mondo, quello dello sport, lo derideva e lo definiva diverso.

Riprendendo un’intervista de “Il Posticipo” fatta all’attuale allenatore del Primavera Pescara, leggiamo che ancor prima che calciatore, si presenta come “Servitore di Dio nel sociale”, in un’intervista afferma che “organizzo incontri sui valori e sui principi cristiani. Anche qui a Cagliari cerco di dare la possibilità alle persone di conoscersi, di vivere una vita più piena. Aiutarli a vivere una relazione spirituale con sé stessi, in modo da godere appieno del mondo che li circonda.”

La sua fede, mai nascosta nel campo da calcio, gli è valsa l’appellativo molto spesso del “diverso” ma il calciatore ricorda queste persone come maleducate e arrabbiate con sé stesse, per cui nelle trappole che gli tendevano “i bulli” come lui stesso li definisce, non lo hanno mai fatto cadere anzi afferma “Non mi sono mai vergognato e mai lo farò. Non certo perché qualcuno mi definisce diverso da lui.”.

Commentando il nuovo regolamento del calcio che prevede il cartellino rosso e le squalifiche per chi bestemmia in campo, si esprime cosi “Metterei dei paletti su tutto ciò che concerne l’insegnamento e l’educazione. Non solo per la bestemmia. Anche per la maleducazione. Abolirei inoltre tante altri atteggiamenti di dubbio gusto: simulazioni, perdite di tempo. Spesso vedo raccattapalle che rubano secondi nascondendo i palloni. È una cultura che mira a ‘fregare’ l’avversario. È gravemente antisportivo. Il calcio è uno degli sport dove c’è meno fair play. In altre discipline c’è molta più onestà. Noi dobbiamo crescere anche in questo.”

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