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Sepe e l’accusa di bestemmia in Juve-Parma

Gen28
da admin il 28 Gennaio 2020 alle 10:20
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Sepe e l’accusa di bestemmia in Juve-Parma
Subito dopo il nuovo vantaggio della Juventus (rete di Cristiano Ronaldo due minuto dopo il pareggio di Cornelius) le telecamere hanno inquadrato Luigi Sepe esprimersi in una frase che sul web è stata indicata come una bestemmia. Il portiere del Parma ha smentito sui social, anche perché rischierebbe una squalifica.
Il rischio squalifica
Una spiegazione volta a sanare la situazione e a placare la rabbia di chi si sia potuto sentire offeso e di chi lo ha tacciato di ignoranza e maleducazione nei commenti sui social network. Anche perché secondo il regolamento in vigore da parte della Federcalcio, Sepe potrebbe essere sottoposto a verifica da parte del Giudice Sportivo e rischiare una squalifica. La bestemmia è in tutto e per tutto un atto ingiurioso e antisportivo, punito dal direttore arbitrale nel momento in cui venga colto in tempo reale. Altrimenti, come in questo caso fosse confermata la frase blasfema, attraverso le immagini con l’utilizzo della prova tv.

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Il contrasto dell’abuso di alcol e droghe da parte di giovani nei locali di svago e aggregazione sociale

Gen20
da admin il 20 Gennaio 2020 alle 13:49
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Divertimento sicuro:
Il contrasto dell’abuso di alcol e droghe da parte di giovani nei locali di svago e aggregazione sociale

Aumentare la consapevolezza sui fenomeni di dipendenza da alcol e droghe per i giovani, informare e responsabilizzare i giovani e le loro famiglie sui danni per la salute e per la vita relazionale derivanti dall’assunzione di alcol e sostanze illegali, sui comportamenti a rischio correlati alla guida dopo l’assunzione di sostanze alcoliche e psicotrope. Ancora, dare contributi ai gestori di locali di intrattenimento che provvedano a dotare il loro esercizio di uno o più defibrillatori semiautomatici, a seconda della capienza autorizzata del locale e di apparati di video sorveglianza all’esterno e all’interno dei locali, gestiti da addetti al controllo, oltreché dispositivi per contapersone e controlli sul livello di alcol.

Questi i contenuti della proposta di legge “Disposizioni regionali per il divertimento sicuro” presentata in Consiglio regionale dal capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli. “Abbiamo lavorato e analizzato il tema dello ’sballo’ dei giovani mediante l’uso di alcol e droghe. Un tema – dice Scaramelli – che dovrebbe occupare l’attenzione e l’impegno di tutti, a partire dalla politica, ben oltre i giorni successivi all’ennesima tragedia del ‘sabato sera’. Questa legge può aiutare, spero, i ragazzi e le loro famiglie ad essere e sentirsi sicuri nei giorni e nei luoghi in cui dovrebbero divertirsi e vivere”. Secondo i dati del Ministero della Salute spesso già a 12 anni arriva la prima sbornia e il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni beve alcolici, il 24% ne ha abusato fino a star male.

“Dati allarmanti che si legano agli incidenti stradali alcol correlati – continua Scaramelli, che aggiunge – la legge punta a informare ma anche a comunicare ovvero non solo a dare conto dei rischi ma anche dell’importanza di essere consapevoli del divertimento. È evidente che il problema è culturale ma anche sociale e psicologico. Per questo la legge non si ferma a normare e promuovere un nuovo approccio al divertimento del sabato sera, ma anche a formare il personale dei locali. Ad esempio gli alcol test all’ingresso, la presenza di soccorritori di livello avanzato, associazioni di volontariato fuori dalle discoteche. Ma anche anticipare l’ingresso e la chiusura di locali, dotare le strutture di strumenti di video sorveglianza e di defibrillatori con personale formato per utilizzarlo. Ma anche strumenti come il conta persone e i metal detector. Su questi punti, che saranno oggetto del “Codice di informazione e comportamento” che dovrà essere siglato tra le associazioni rappresentative di categoria dei gestori dei locali di intrattenimento, la Regione Toscana concederà finanziamenti e un logo che potrà essere esposto per informare i giovani e le loro famiglie delle regole che all’esterno e all’interno di quel locale si devono rispettare”.

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Direttore di gara bestemmia durante il match

Gen17
da admin il 17 Gennaio 2020 alle 15:55
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Direttore di gara bestemmia durante il match, all.Sorrento: «Mai vista una cosa del genere. Arbitro vergognoso»

Episodio infelice quello accaduto nel corso della partita tra Sorrento e Agropoli. Al termine della gara vinta dai costieri, Vincenzo Maiuri, allenatore della formazione di casa, ha aspramente criticato il comportamento tenuto dal direttore di gara Lorenzo Vacca della sezione di Saronno, accusato di avergli rivolto più volte delle bestemmie: «Vorrei sottolineare un arbitraggio vergognoso da una parte e dall’altra. La gara è stata diretta da un ragazzino inesperto e che ha bestemmiato in campo almeno 7-8 volte e questa è una cosa, ripeto, vergognosa! Non c’è risultato negativo del Sorrento che possa valere quanto le bestemmie di un arbitro. Sono 33 anni che vivo il mondo del calcio e non ho mai sentito un arbitro bestemmiare in campo. L’arbitro dovrebbe essere esempio di correttezza, fair play ed invece l’episodio di oggi è stato una sconfitta vergognosa per tutto il mondo del calcio che non merita di essere rappresentato da personaggi come questo. Al termine della gara ho provato a chiedere spiegazioni all’arbitro e questo ancora continuava a bestemmiare dicendomi che con me non voleva parlare perché gli ero antipatico. Ho voluto precisare questa cosa perché nel calcio c’è gente che mette soldi, ragazzi che per amore di questo sport fanno sacrifici, tifosi che pagano il biglietto e onestamente lo spettacolo del calcio non può essere rovinato da personaggi che con questo sport non hanno nulla a che fare». Questo quanto evidenziato da “Tuttoseried.com”.

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Insulti e bestemmia: tre giornate e 2mila euro di multa a Ninkovic

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2020 alle 17:39
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Nikola Ninkovic, trequartista dell’Ascoli, è stato squalificato per tre giornate. Sostituito al 71esimo, nel ko contro il Pordenone, l’ex Genoa si è scagliato contro l’arbitro una volta uscita dal campo. Questo quando scritto dal Giudice Sportivo: “per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Settima sanzione); per avere, al 25° del secondo tempo, rivolto ingiustificatamente ad un Assistente un epiteto insultante e un’espressione blasfema, per avere, inoltre, all’atto del provvedimento di espulsione, reiterato la sua condotta offensiva e ingiuriosa mentre veniva allontanato con forza negli spogliatoi”. Tre giornate e 2mila euro di multa.

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Alcol, binge drinking già a 13 anni. Ecco come evitare i rischi

Gen07
da admin il 7 Gennaio 2020 alle 17:34
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GIA’ a 13 anni passano le serate bevendo molto per sballarsi. Cinque, sei, sette drink uno dietro l’altro in velocità. Un gioco pericoloso perché i singoli episodi si trasformano presto in una cattiva abitudine che nel tempo mette a rischio la salute. Parliamo di binge drinking, un fenomeno del sabato sera che spaventa sempre più le famiglie e che può avere conseguenze gravi. “Lo scompenso acuto da alcol è un fenomeno preoccupate e insidioso, che si fatica a spiegare. Fra l’altro ha effetti diversi da paziente a paziente perché alcune persone bevono molto, regolarmente, per decenni prima di avere problemi, e ad altre basta un fine settimana di eccessi per sviluppare un danno simile? Si fatica a capirlo, ma si pensa che entrino in gioco fattori genetici. Inoltre in un caso su due questi giovani pazienti ricoverati con forme acute muoiono”, spiega Patrizia Burra, direttore dell’Unità Trapianto multiviscerale Azienda ospedaliero universitaria di Padova.
Un appuntamento per il 43% dei maschi 15enni
Sono preoccupanti i dati relativi a questi episodi di ubriacatura concentrati in singole occasioni, che interessano piu’ di 8 milioni di persone in Italia, inclusa la fascia giovanile tra i 18 ed i 24 anni. I maschi sono più coinvolti delle femmine: nel 2018, il 43% dei 15enni e il 37% delle 15enni ha fatto ricorso al binge drinking. Dello stesso parere anche il professor Antonio Graxì, gastroenterologo dell’università di Palermo. “Il problema è che, anche in Italia, è cambiata la modalità di consumo degli alcolici. Già a 13-14 anni – conferma Craxì – un terzo dei ragazzi e delle ragazze almeno una volta a settimana supera la dose di alcol raccomandata. Come ha dimostrato un recente studio condotto dal Policlinico Gemelli di Roma”, l’1,2% dei ragazzi tra 13 e 20 anni presentava una diagnosi di dipendenza da alcol. “E il danno legato agli alcolici lo vediamo in corsia: un quarto dei letti è occupato da pazienti sotto i 40 anni, spesso sotto i 30 anni. Pazienti con epatiti alcoliche acute e danno epatico, pronti al trapianto. Basti pensare che su 33.000 morti l’anno per cirrosi, 5000 sono legate all’alcol”, aggiunge Craxì.
Un nuovo modo di stare insieme
Per molti giovanissimi il binge drinking è diventato un nuovo modo per stare insieme, in gruppo, con il bicchiere in mano, alle feste, in discoteca, ai ritrovi nelle strade e nelle piazze, ma anche a casa, quando i genitori sono assenti. Ma perché il binge drinking mette così a rischio la salute degli adolescenti? “Perché l’alcol viene metabolizzato per l’80-90% a livello del fegato, dove sono presenti tre sistemi enzimatici che a vari livelli sono responsabili del metabolismo ed eliminazione dell’alcol, che non sono disponibili nell’adolescente, come pure sono presenti sotto forma di isoenzimi variabili in alcune popolazioni piu’ a rischio di altre di sviluppare danni da alcol, vedi gli indiani pellerossa, vedi i giapponesi. Significa che la stessa quantità di alcol ingerito – spiega ancora Burra – che potrebbe venir metabolizzata ed eliminata in un soggetto, non lo e’ in un altro di etnia diversa e cosi pure non lo e’ nell’adolescente verso l’adulto”.

I rischi non solo per il fegato
E così sempre di più medici ospedalieri segnalano un incremento dei casi di giovani adulti che vengono inviati in reparto soprattutto da altri ospedali, in quanto presentano forme acute di insufficienza epatica causate dall’abuso di bevande alcoliche. “Questi casi hanno un rischio di mortalità a sei mesi del 60% dei casi, in quanto le terapie mediche approvate non sempre sono risolutive. Sono pazienti a rischio di morte per insufficienza epatica e per infezioni, ad esempio polmoniti severe, in quanto il sistema immunitario e’ alterato dal consumo di alcol e dalla malattia epatica”, aggiunge Burra. Ma quali sono i danni irreversibili per l’organismo? “Il fegato è la principale sede del metabolismo dell’alcol, pertanto è anche l’organo primariamente colpito in questi casi. Però l’alcol puo’ influire negativamente anche su altri organi, come il cuore, il pancreas, il sistema nervoso centrale e periferico”.
Non si rischia solo il coma etilico
Non si tratta solo di un problema italiano. Secondo un report inglese dell’Office of National Statistics del 2018, in Gran Bretagna il 57% delle persone di eta’ superiore a 16 anni, assume bevande alcoliche, più di 29 milioni di persone. Un dato positivo è che i giovani tra 16 e 24 anni bevono meno degli adulti, ma quando lo fanno, le quantità sono molto più elevate. Nelle situazioni più estreme questi ragazzini rischiano il coma etilico e la vita. Chi riesce a riprendersi deve comunque affrontare problemi seri di salute. “L’assunzione di quantità esagerate di alcol nei giovani può causare alterazioni neurologiche severe, fino al coma. Questo è il rischio più comune. Poi ovviamente nel tempo possono andare incontro ad insufficienza della funzione del fegato ed arrivano alla nostra osservazione con epatite acuta, ittero, astenia franca. Il rischio di mortalità è del 60% a 6 mesi, ed e’ su questa base che il nostro centro a Padova coordina uno studio pilota sul trapianto di fegato precoce in casi selezionati di epatite acuta alcolica”.
Un fenomeno in crescita
L’alcol continua a fare danni e se ne parla ancora troppo poco. Un problema globale che coinvolge milioni di persone. Secondo un recente studio, pubblicato su The Lancet, entro il 2030 la metà degli adulti in tutto il mondo sarà considerata bevitrice (dal 45% del 1990) mentre solo il 40% non toccherà mai un alcolico. E fra una decina di anni il binge drinking coinvolgerà il 23% degli adulti almeno una volta al mese (nel 1990 erano il 18,5%).
Puntare sulla prevenzione
Per evitare che soprattutto i più giovani mettano inconsapevolmente a rischio la loro salute è bene lavorare sulla prevenzione. Ricordare quanto bere alcolici e superalcolici provochi danni alla salute. Perché spesso i ragazzini sono inconsapevoli dei rischi che affrontano durante le loro bevute. Molto possono fare le famiglie, ma anche a scuola. “La prevenzione va fatta andando nelle scuole. I medici della nostra unità per oltre 20 anni – conclude Burra – sono andati nelle scuole per fare prevenzione sulle sostanze da abuso, incluso l’alcol, in accordo con gli insegnanti ed i presidi. In alcuni incontri sono stati invitati anche i genitori, perché la cultura dello stile di vita degli adolescenti va diffusa in accordo con i genitori e gli insegnanti. Alcol, fumo, droghe, alimentazione, attività fisica e sportiva.

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