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Spritzeria decide di vendere solo acqua per due ore

Ago10
da admin il 10 Agosto 2020 alle 10:44
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Movida con fiumi di alcol tra giovani: spritzeria decide di vendere solo acqua per due ore
Napoli– Una nota spritzeria dei quartieri spagnoli ha attuato una protesta silenziosa vendendo solo bottiglie d’acqua, e quindi 0 alcolici, per 2 ore durante la serata di sabato sera. I proventi di queste vendite sono stati donati alle mamme di una associazione anti-alcol.

‘Cammarota’ è diventato ormai punto di riferimento dei giovani del centro storico di Napoli con la sua bottega ai Quartieri spagnoli. Sabato ha promossa un’iniziativa solidale ai tanti genitori che si preoccupano dei problemi di alcol dei propri figli, vendendo solo bottiglie d’acqua nella spritzeria. Per questo motivo l’incasso è stato devoluto a un’associazione che si occupa di alcolismo tra giovanissimi.

Queste le sue parole postate sul suo profilo Facebook:

“Con questo post voglio far sapere alle associazioni dei genitori ed alla parte politica della nostra città e Regione che si occupano di questo tipo di problemi che io sono con loro e che sto remando nella loro stessa direzione. Sabato 1º agosto, farò una piccola protesta silenziosa. Dalle ore 20:00 e fino a chiusura (22:00) venderò solo acqua.”

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Il consumo di alcol giovanile: l’allarme sociale

Ago03
da admin il 3 Agosto 2020 alle 17:28
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La quota di giovani che in Italia fa uso e abuso di alcol è in costante aumento. Gli ultimi dati Istat disponibili (Istat, 2019) evidenziano che nel nostro Paese circa il 40% degli adolescenti beve regolarmente vino, il 50% beve birra, il 22,4% beve liquori e il 13,3% (ma tale percentuale sale al 18% nel Sud Italia) afferma di essersi ubriacato almeno una volta sotto i 18 anni. Addirittura il 27,3% dei giovani dichiara di assumere alcol sotto i 16 anni di età, una percentuale ragguardevole se si pensa che in Italia la vendita e il consumo di alcol sotto tale età è vietato dalla legge.
In Italia la diffusione del bere tra i giovani è stata generata da cambiamenti di natura socioculturale, che hanno causato un considerevole mutamento nei modelli di consumo. Riprendendo Ullman (1958), il bere non ha più quel significato “bagnato”, ovvero legato a un ampio sistema di pratiche culturali ed alimentari, ma ha assunto, al giorno d’oggi, un livello più “asciutto”, cioè slegato dal contesto culturale di appartenenza. Si è passati, in definitiva, da un modello culturale del bere inteso in senso mediterraneo, legato alla ritualità dei pasti e alla tradizione, per assumere un valore sempre più comportamentale, di tipo anglosassone, connesso al desiderio dall’adolescente di sentirsi maggiormente disinibito e integrato nel gruppo dei pari o nella società di cui fa parte (Barnao, 2008).

Questi cambiamenti socioculturali legati alla funzionalità del “bere” quale ricerca di una nuova identità personale e sociale, hanno fatto sì che, tra i giovani, comparissero nuove mode alcoliche (Minasi, 2019). Fra queste, la principale è il binge drinking, ovvero l’assunzione episodica e in breve tempo di grandi quantità di alcol fino a raggiungere un completo stato di ubriacatura, diffuso prevalentemente tra i giovani di 11-24 anni e che può causare seri danni alla salute.

Altra moda contemporanea è il drelfie, ovvero il farsi fotografare ubriacati nelle peggiori condizioni, derivata dalla selfie addiction del mondo social, oppure ancora il pub crawl, che consiste nel bere una quantità varia e smisurata di alcolici in una sola sera. L’ultima frontiera, infine, è l’eyeballing, bere alcol attraverso gli occhi, che può provocare cecità e danni permanenti alla retina oculare (Minasi, 2019).

Da queste nuove logiche etnografiche e socioculturali ne derivano una serie di problematiche di natura sociosanitaria che, col passare degli anni, sono diventate sempre più preoccupanti, al punto da far convogliare l’attenzione della sanità sui modelli preventivi e d’intervento precoce delle dipendenze da alcol nei giovani.

Gli aspetti e le conseguenze psicosociali dell’alcol
Ciò che porta un adolescente al consumo spasmodico di alcol può essere afferente a svariate motivazioni psicosociali. L’alcol, e le sue deleterie mode, rappresentano soltanto uno dei metodi privilegiati per i giovani di stare insieme ai suoi pari e costruire con essi un processo identitario (Candio et al., 2012). Tra i compiti dell’adolescenza, infatti, ricordiamo che vi è la costruzione di una propria identità definita e distinta, a livello sia psicologico che fisiologico.

Per mettere alla prova se stessi e i propri limiti (psicologici, fisiologici e sociali), molto spesso i giovani sono portati istintivamente ad attuare comportamenti a rischio, come lo stesso utilizzo incontrollato di alcol, nell’illusoria ricerca di sentirsi più adulti e rafforzare la propria identità sociale.

Pertanto, da un punto di vista psicologico, in primo luogo può avere la funzione di dimostrare a sé stesso e agli altri di possedere la capacità di scegliere e decidere in maniera autonoma di fronte alle richieste della società adulta; in secondo luogo è sinonimo di ricerca di sensazioni gratificanti, poiché correlate a determinate caratteristiche neuronali in evoluzione (Pergamo e Drogo, 2002). Qualora il consumo di alcol, però, si protragga a lungo termine, questi comportamenti possono portare ad abitudini non salutari e pericolose per lo sviluppo dell’adolescente (Candio et al., 2012).

L’allarme sociale scatta ulteriormente nel momento in cui le condotte legate all’alcol si evolvono in assunzione di droga e altri comportamenti a rischio, problematiche spesso presenti in comorbilità con l’abuso di sostanze alcoliche (Arcidiacono e Caianello, 2008). L’attenzione è anche per gli effetti indiretti, come l’epidemiologia degli incidenti stradali. Il rischio relativo di provocare un incidente stradale grave aumenta, infatti, in misura esponenziale in funzione dello stato di ebbrezza.

Il punto di vista e gli effetti medico-sanitari
È dimostrato che il consumo di alcol nei giovani causi un rischio quattro volte superiore di sviluppare alcol dipendenza in età adulta (Bonino e Cattelino, 2008). L’adolescenza, oltre ad essere un periodo di grandi cambiamenti interiori è, infatti, anche un periodo di cambiamenti strutturali e funzionali a livello cerebrale. È in questo momento di vita che si sviluppa maggiormente la corteccia frontale e prefrontale, deputata alla regolazione emotiva, alle funzioni cognitive ed esecutive.

L’alcol va a ostacolare proprio questa formazione di processi cognitivi, come la pianificazione degli obiettivi, la memoria operativa, il controllo dell’attenzione, la flessibilità del pensiero, la regolazione emotiva e la regolazione dei comportamenti (Spear, 2010; Candio et al., 2012). Ad esempio, la pratica del binge drinking è associata a deficit dell’apprendimento verbale e della memoria (nello specifico quella di lavoro), sia negli adulti che negli adolescenti, oltretutto perché il consumo di alcol, alternato da forti intossicazioni e periodi di astinenza, si presenta maggiormente deleterio per le funzionalità cerebrali, che vengono sottoposte a forte stress (Medina et al., 2008).
Le conseguenze, però, non si evidenziano soltanto a livello cerebrale: l’alcol si associa ad un aumentato rischio, tra gli altri, di cirrosi epatica, di epatocarcinoma primitivo o malattie cardiache. I danni causati dall’alcol, inoltre, specie nell’età tra 18 e 25 anni, comportano a lungo andare anche problematiche gastrointestinali, nonché alterazioni nelle funzionalità polmonari e degli organi sessuali (disfunzione erettile e infertilità).

Impatto sociosanitario dell’alcol: quale metodo di prevenzione?
Secondo le recenti stime, in Italia l’impatto sociosanitario economico del fenomeno è stimato in circa 22 miliardi annui, di cui il 60 % delle spese è afferente al settore sanitario e riguarda la salute di chi ne è dipendente. Soltanto la spesa farmacologica è di circa 8 miliardi di euro (Scafato, 2018). Tutti costi che paga la società e che si potrebbero ulteriormente ridurre se si attivassero strategie e policy di valorizzazione dell’identificazione precoce e di intervento breve per le persone che ne soffrono.

Siamo in presenza di un fenomeno largamente sommerso in cui, tutte le “istituzioni”, dalla famiglia alla scuola, devono svolgere la loro parte in un’ottica preventiva. È necessario attuare una cultura informativa più efficace, in grado di ampliare l’offerta di trattamenti assistenziali adeguati. Il coinvolgimento dei medici di base in questa prospettiva ridurrebbe, ancor più, le problematiche psicosociali dei giovani ma anche la spesa sanitaria, limitando i ricoveri ospedalieri e la mortalità cui la dipendenza da alcol è associata.

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Le bestemmie al momento del rigore della Roma contro la Fiorentina

Ago03
da admin il 3 Agosto 2020 alle 16:50
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Nel corso del match di Serie A del pomeriggio di ieri, è stato impossibile non notare le bestemmie Roma-Fiorentina al momento del rigore concesso ai giallorossi. L’assenza di tifosi sugli spalti, come spesso accade, permette ai microfoni posizionati a bordo campo di captare tutti gli scambi di battute tra calciatori e tra lo staff tecnico e i calciatori. Per dire: nei giorni scorsi, grazie al silenzio assordante che c’è negli stadi, si è potuto assistere al violento scambio di battute tra Sinisa Mihajlovic e Gian Piero Gasperini. Ieri, invece, è stata la volta delle bestemmie.
Le bestemmie si sono sentite sia subito dopo il secondo calcio di rigore concesso ai giallorossi (nella protesta del portiere viola Terracciano), sia durante la sua esecuzione. Proprio a questo punto della partita, quando il silenzio era massimo anche tra i calciatori e la concentrazione di Veretout dal dischetto imponeva una pausa, quando è arrivata una bestemmia dalla panchina, il commentatore tecnico di Sky Lele Adani ha commentato quello che ha ascoltato con la parola Amen. Quasi a sottolineare ironicamente quello che aveva sentito e a prendere in questo modo le distanze da ciò.

Bestemmie Roma-Fiorentina, la polemica politica
Tuttavia, le bestemmie che si sono sentite ben distinte nel corso di Roma-Fiorentina sono destinate a diventare un piccolo caso politico. Mario Adinolfi, leader e portavoce del Popolo della Famiglia, ha denunciato sui social l’accaduto, citando un precedente e contrario. Già nella serata di ieri, rivolgendosi direttamente a Sky che aveva trasmesso la partita, Adinolfi aveva parlato di «sciatteria evitabile». Questa mattina, invece, ha citato un vecchio scontro tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini.
«Quando Sarri diede del frocio a Mancini gli si fece un processo e fu costretto a scusarsi. Qui si bestemmia su Sky Calcio 5 volte e non succede niente. Anzi. Ho ricevuto decine di bestemmie irridenti in risposta. Fossero stati insulti “omofobi”, mi avrebbero chiuso il profilo» – ha scritto Adinolfi. Il tema del cattivo gusto della bestemmia ascoltata a bordo campo, in questo caso, è stata unita a una velata polemica nei confronti della legge anti-omofobia che è attualmente in discussione alla Camera.

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Consumo di alcol in forte aumento fra i giovani dopo il lockdown

Lug27
da admin il 27 Luglio 2020 alle 17:04
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L’Ausl: “Osserviamo la tendenza alla ricerca di sostanze eccitanti come cocaina e crack che sono molto diffusi sul territorio, cannabis, droghe sintetiche, alcol e l’eroina”. I primi contatti con le sostanze già tra gli 11 e i 14 anni.

Dopo la fine del lockdown, con le scuole chiuse e le attività sportive, culturali e ricreative spesso sospese, per i più giovani sono venute meno importanti occasioni di socializzazione: in questo vuoto, l’alcol ha trovato spazio venendo usato come facilitatore della socializzazione in una movida che non conosce regole e finalità se non quella di cercare un’alterazione attraverso l’eccesso nell’uso di sostanze psicotrope e di bevande alcoliche.

A Parma “con la dottoressa Antonioni, responsabile del servizio per le dipendenze, ci siamo confrontati molto seriamente intorno alle conseguenze che il lockdown e il post lockdown potevano avere sui giovani rispetto all’uso e all’abuso di sostanze”, riferisce la dottoressa Silvia Riccardi, medico psichiatra del SerDP (Servizi per le dipendenze) di Parma: “Se inizialmente si pensava che i consumi di sostanze e alcol avrebbero rallentato, oggi sappiamo che in realtà si sono mantenuti e in alcuni casi, come per l’alcol, sono anzi aumentati. Essendo l’alcol disponibile nei supermercati, durante il lockdown è diventato, di fatto, la sostanza di più facile accesso”.

Il fenomeno del binge drinking (vere e proprie “abbuffate alcoliche”) per quanto riguarda i giovani, soprattutto quelli che vivono in famiglia, “è stato in parte contenuto durante il lockdown essendo venute meno le occasioni ossia le serate in cui questa pratica molto dannosa viene usata con la funzione di facilitatore sociale ma alla fine del periodo di confinamento c’è stata una ripresa con ricadute anche molto pesanti”.

Dopo le rigide limitazioni della socialità vissute dai ragazzi, confinati in casa per mesi senza scuola e senza poter praticare attività sportiva, i luoghi di incontro in cui la socializzazione avviene con il bicchiere in mano sono tra i pochi rimasti a disposizione offrendosi come una pericolosa scorciatoia per ridurre le distanze e tornare a sentirsi parte di un gruppo.

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Terracciano bestemmia dopo i rigori concessi in Roma-Fiorentina? Rischio squalifica

Lug27
da admin il 27 Luglio 2020 alle 10:25
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Pietro Terracciano, portiere della Fiorentina, rischia la squalifica qualora il Giudice Sportivo ritenesse sanzionabili le imprecazioni di cui si è reso protagonista in occasione dei due calci di rigore concessi alla Roma nella sfida dell’Olimpico. Le sue parole, in occasione di entrambi i rigori, si sono sentite chiaramente nel silenzio dello stadio a porte chiuse.

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