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Alcol e minorenni

Ago31
da admin il 31 Agosto 2020 alle 16:38
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Alcolici a minorenni, i Carabinieri denunciano un barista e sei giovani
Il fatto è accaduto ieri sera nel centro storico, ma non si tratta dello stesso bar il cui gestore è stato denunciato dai Carabinieri e dalla Polizia Locale. Si deduce quindi che ad Anagni esiste il problema della vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni e riguarda più di qualche attività commerciale. Ecco la nota stampa dei Carabinieri. “Nella tarda serata di ieri i Carabinieri della Stazione, coadiuvati dagli agenti della Polizia locale, nell’ambito di un predisposto servizio, hanno deferito in stato di libertà un 30enne del luogo che, in qualità di gestore di un locale commerciale del posto, veniva sorpreso mentre somministrava bevande alcoliche a sei minori, quattro dei quali con età inferiore ai 16 anni.”

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I giovani e l’alcol

Ago26
da admin il 26 Agosto 2020 alle 14:55
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Rimini: due giovani rubavano alcolici per poi rivenderli a pochi euro ai titolari di minimarket
La coppia è stata fermata dalla Polizia Municipale, ripresa in azione dalle telecamere del supermercato
Due giovani, un ragazzo e una ragazza ventenni, sono indagati dopo un doppio furto di bevande al supermercato Conad “Il lago” di via della Fiera a Rimini. Secondo quanto ricostruito dagli uomini di polizia giudiziaria della Polizia Municipale, attraverso la visione delle telecamere di videosorveglianza, il ragazzo rimuoveva le etichette anti-taccheggio dalle bottiglie, per poi lasciarle nel settore per gli animali domestici, un’area meno frequentata del supermercato, mentre la sua complice nascondeva “il bottino” in una capiente borsa rossa. Proprio la borsa, ma anche il tatuaggio sulla spalla della ragazza, alcuni bracciali al polso e alle caviglie, hanno permesso agli agenti di individuare lei e il complice, che nascondevano il volto sotto le mascherine chirurgiche, oggi indagati per furto aggravato in concorso e continuato. Sono stati infatti due i furti, compiuti a inizio settimana, imputati alla coppia, che pare vendesse poi gli alcolici rubati, a pochi euro, ai titolari di alcuni minimarket cittadini. Quest’ultimi rischiano ora un’indagine sul loro capo per il reato di ricettazione.

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Comitiva di giovani con fiumi di alcol

Ago19
da admin il 19 Agosto 2020 alle 15:59
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Comitiva di giovani con fiumi di alcol
Scatta il sequestro

Detenevano alcolici in quantità industriale, gli otto ragazzi alto-atesini fermati dalla Polizia Locale di Torri il 4 agosto scorso: per la prima volta in paese, è stato effettuato un sequestro di alcolici, in questo caso di tutte le lattine e le bottiglie che aveva la comitiva.

Per l’esattezza, i vigili hanno requisito ai ragazzi 26 lattine di birra da 0,33 litri, 11 di birra media, da mezzo litro, 18 birre in bottiglia e altre 3 bottiglie varie, mixate con liquori di diverso genere. Insomma: ben oltre 20 litri di varie bevande alcoliche che, ipotizzando una suddivisione equa tra gli otto ragazzi, fanno una media di oltre due litri di alcolici a testa.

«Poco prima delle 20», ha raccontato il sindaco Stefano Nicotra, «ho ricevuto una telefonata da alcuni residenti che lamentavano schiamazzi di giovani diretti al centro da via per Albisano. A quanto veniva riferito, i ragazzi, tutti tra i 18 e i 20 anni, urlavano e gettavano lattine vuote a terra. Qualcuno di loro avrebbe anche inveito contro le auto in transito su via per Albisano e sulla Gardesana. Ho allertato la Polizia locale che li ha bloccati in pieno centro storico, tra via Dante e piazza Umberto Primo, contestando loro la violazione dell’ordinanza sindacale sul divieto di consumo di alcolici al di fuori di bar, ristoranti, pub e altri locali pubblici».

Degli otto ragazzi, ne è stato multato uno, per 50 euro, perché era quello che deteneva tutti gli alcolici della comitiva in vacanza a Torri.

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Spritzeria decide di vendere solo acqua per due ore

Ago10
da admin il 10 Agosto 2020 alle 10:44
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Movida con fiumi di alcol tra giovani: spritzeria decide di vendere solo acqua per due ore
Napoli– Una nota spritzeria dei quartieri spagnoli ha attuato una protesta silenziosa vendendo solo bottiglie d’acqua, e quindi 0 alcolici, per 2 ore durante la serata di sabato sera. I proventi di queste vendite sono stati donati alle mamme di una associazione anti-alcol.

‘Cammarota’ è diventato ormai punto di riferimento dei giovani del centro storico di Napoli con la sua bottega ai Quartieri spagnoli. Sabato ha promossa un’iniziativa solidale ai tanti genitori che si preoccupano dei problemi di alcol dei propri figli, vendendo solo bottiglie d’acqua nella spritzeria. Per questo motivo l’incasso è stato devoluto a un’associazione che si occupa di alcolismo tra giovanissimi.

Queste le sue parole postate sul suo profilo Facebook:

“Con questo post voglio far sapere alle associazioni dei genitori ed alla parte politica della nostra città e Regione che si occupano di questo tipo di problemi che io sono con loro e che sto remando nella loro stessa direzione. Sabato 1º agosto, farò una piccola protesta silenziosa. Dalle ore 20:00 e fino a chiusura (22:00) venderò solo acqua.”

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Il consumo di alcol giovanile: l’allarme sociale

Ago03
da admin il 3 Agosto 2020 alle 17:28
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La quota di giovani che in Italia fa uso e abuso di alcol è in costante aumento. Gli ultimi dati Istat disponibili (Istat, 2019) evidenziano che nel nostro Paese circa il 40% degli adolescenti beve regolarmente vino, il 50% beve birra, il 22,4% beve liquori e il 13,3% (ma tale percentuale sale al 18% nel Sud Italia) afferma di essersi ubriacato almeno una volta sotto i 18 anni. Addirittura il 27,3% dei giovani dichiara di assumere alcol sotto i 16 anni di età, una percentuale ragguardevole se si pensa che in Italia la vendita e il consumo di alcol sotto tale età è vietato dalla legge.
In Italia la diffusione del bere tra i giovani è stata generata da cambiamenti di natura socioculturale, che hanno causato un considerevole mutamento nei modelli di consumo. Riprendendo Ullman (1958), il bere non ha più quel significato “bagnato”, ovvero legato a un ampio sistema di pratiche culturali ed alimentari, ma ha assunto, al giorno d’oggi, un livello più “asciutto”, cioè slegato dal contesto culturale di appartenenza. Si è passati, in definitiva, da un modello culturale del bere inteso in senso mediterraneo, legato alla ritualità dei pasti e alla tradizione, per assumere un valore sempre più comportamentale, di tipo anglosassone, connesso al desiderio dall’adolescente di sentirsi maggiormente disinibito e integrato nel gruppo dei pari o nella società di cui fa parte (Barnao, 2008).

Questi cambiamenti socioculturali legati alla funzionalità del “bere” quale ricerca di una nuova identità personale e sociale, hanno fatto sì che, tra i giovani, comparissero nuove mode alcoliche (Minasi, 2019). Fra queste, la principale è il binge drinking, ovvero l’assunzione episodica e in breve tempo di grandi quantità di alcol fino a raggiungere un completo stato di ubriacatura, diffuso prevalentemente tra i giovani di 11-24 anni e che può causare seri danni alla salute.

Altra moda contemporanea è il drelfie, ovvero il farsi fotografare ubriacati nelle peggiori condizioni, derivata dalla selfie addiction del mondo social, oppure ancora il pub crawl, che consiste nel bere una quantità varia e smisurata di alcolici in una sola sera. L’ultima frontiera, infine, è l’eyeballing, bere alcol attraverso gli occhi, che può provocare cecità e danni permanenti alla retina oculare (Minasi, 2019).

Da queste nuove logiche etnografiche e socioculturali ne derivano una serie di problematiche di natura sociosanitaria che, col passare degli anni, sono diventate sempre più preoccupanti, al punto da far convogliare l’attenzione della sanità sui modelli preventivi e d’intervento precoce delle dipendenze da alcol nei giovani.

Gli aspetti e le conseguenze psicosociali dell’alcol
Ciò che porta un adolescente al consumo spasmodico di alcol può essere afferente a svariate motivazioni psicosociali. L’alcol, e le sue deleterie mode, rappresentano soltanto uno dei metodi privilegiati per i giovani di stare insieme ai suoi pari e costruire con essi un processo identitario (Candio et al., 2012). Tra i compiti dell’adolescenza, infatti, ricordiamo che vi è la costruzione di una propria identità definita e distinta, a livello sia psicologico che fisiologico.

Per mettere alla prova se stessi e i propri limiti (psicologici, fisiologici e sociali), molto spesso i giovani sono portati istintivamente ad attuare comportamenti a rischio, come lo stesso utilizzo incontrollato di alcol, nell’illusoria ricerca di sentirsi più adulti e rafforzare la propria identità sociale.

Pertanto, da un punto di vista psicologico, in primo luogo può avere la funzione di dimostrare a sé stesso e agli altri di possedere la capacità di scegliere e decidere in maniera autonoma di fronte alle richieste della società adulta; in secondo luogo è sinonimo di ricerca di sensazioni gratificanti, poiché correlate a determinate caratteristiche neuronali in evoluzione (Pergamo e Drogo, 2002). Qualora il consumo di alcol, però, si protragga a lungo termine, questi comportamenti possono portare ad abitudini non salutari e pericolose per lo sviluppo dell’adolescente (Candio et al., 2012).

L’allarme sociale scatta ulteriormente nel momento in cui le condotte legate all’alcol si evolvono in assunzione di droga e altri comportamenti a rischio, problematiche spesso presenti in comorbilità con l’abuso di sostanze alcoliche (Arcidiacono e Caianello, 2008). L’attenzione è anche per gli effetti indiretti, come l’epidemiologia degli incidenti stradali. Il rischio relativo di provocare un incidente stradale grave aumenta, infatti, in misura esponenziale in funzione dello stato di ebbrezza.

Il punto di vista e gli effetti medico-sanitari
È dimostrato che il consumo di alcol nei giovani causi un rischio quattro volte superiore di sviluppare alcol dipendenza in età adulta (Bonino e Cattelino, 2008). L’adolescenza, oltre ad essere un periodo di grandi cambiamenti interiori è, infatti, anche un periodo di cambiamenti strutturali e funzionali a livello cerebrale. È in questo momento di vita che si sviluppa maggiormente la corteccia frontale e prefrontale, deputata alla regolazione emotiva, alle funzioni cognitive ed esecutive.

L’alcol va a ostacolare proprio questa formazione di processi cognitivi, come la pianificazione degli obiettivi, la memoria operativa, il controllo dell’attenzione, la flessibilità del pensiero, la regolazione emotiva e la regolazione dei comportamenti (Spear, 2010; Candio et al., 2012). Ad esempio, la pratica del binge drinking è associata a deficit dell’apprendimento verbale e della memoria (nello specifico quella di lavoro), sia negli adulti che negli adolescenti, oltretutto perché il consumo di alcol, alternato da forti intossicazioni e periodi di astinenza, si presenta maggiormente deleterio per le funzionalità cerebrali, che vengono sottoposte a forte stress (Medina et al., 2008).
Le conseguenze, però, non si evidenziano soltanto a livello cerebrale: l’alcol si associa ad un aumentato rischio, tra gli altri, di cirrosi epatica, di epatocarcinoma primitivo o malattie cardiache. I danni causati dall’alcol, inoltre, specie nell’età tra 18 e 25 anni, comportano a lungo andare anche problematiche gastrointestinali, nonché alterazioni nelle funzionalità polmonari e degli organi sessuali (disfunzione erettile e infertilità).

Impatto sociosanitario dell’alcol: quale metodo di prevenzione?
Secondo le recenti stime, in Italia l’impatto sociosanitario economico del fenomeno è stimato in circa 22 miliardi annui, di cui il 60 % delle spese è afferente al settore sanitario e riguarda la salute di chi ne è dipendente. Soltanto la spesa farmacologica è di circa 8 miliardi di euro (Scafato, 2018). Tutti costi che paga la società e che si potrebbero ulteriormente ridurre se si attivassero strategie e policy di valorizzazione dell’identificazione precoce e di intervento breve per le persone che ne soffrono.

Siamo in presenza di un fenomeno largamente sommerso in cui, tutte le “istituzioni”, dalla famiglia alla scuola, devono svolgere la loro parte in un’ottica preventiva. È necessario attuare una cultura informativa più efficace, in grado di ampliare l’offerta di trattamenti assistenziali adeguati. Il coinvolgimento dei medici di base in questa prospettiva ridurrebbe, ancor più, le problematiche psicosociali dei giovani ma anche la spesa sanitaria, limitando i ricoveri ospedalieri e la mortalità cui la dipendenza da alcol è associata.

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