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Studentessa 15enne in coma etilico: nei guai esercizi commerciali per aver venduto alcolici a minorenni

Apr20
da admin il 20 Aprile 2020 alle 14:51
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In stato di incoscienza per coma etilico fu soccorsa dal 118 nella notte tra il 7 e l’8 febbraio: la 15enne fu ritrovata sdraiata in strada vicino ad alcuni locali notturni di Terranuova. Le sue condizioni migliorarono e i carabinieri della stazione di Levane dettero subito il via alle indagini per appurare dove la giovane avesse bevuto gli alcolici.

La titolare, di origine indiana, dell’esercizio commerciale dove la 15enne e i suoi amici si erano riforniti è stata così denunciata all’autorità giudiziaria per aver venduto alcolici e super alcolici a minorenni senza accertarsi dell’effettiva età degli acquirenti, in violazione delle norme vigenti in materia. A seguito della segnalazione dei carabinieri, per l’esercizio commerciale indiano è, inoltre, scattata la chiusura per sette giorni, disposta dal Sindaco di Terranuova a titolo di sanzione accessoria alla denuncia della donna.

I carabinieri dopo aver ascoltato il racconto di numerosi giovani hanno ricostruito la vicenda. Quel sabato notte il gruppetto di amici, dopo aver trascorso la serata in un locale di Terranuova, si fermò all’esterno dell’esercizio pubblico abusando degli alcoolici acquistati nel pomeriggio. La ragazza, collassata sulla strada per una intossicazione acuta da alcol, fu ricoverata poi al pronto soccorso con un tasso alcolemico altissimo, pari a 2.57 mg/l.

Sanzionati amministrativamente con 1000 euro, anche due fratelli imprenditori, entrambi incensurati, titolari di un punto vendita associato ad una catena di supermercati: nel loro esercizio commerciale, secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti dai carabinieri di Levane, in altre occasioni sono state vendute diverse bottiglie di vodka ad altri minorenni di età compresa tra i 16 ed i 17 anni.

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“Furto aggravato” e “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”

Mar30
da admin il 30 Marzo 2020 alle 19:11
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Rubavano alimenti, bevande alcoliche e misuratori per la pressione, denunciati due giovani

“Furto aggravato” e “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”: sono questi i reati di cui dovranno rispondere due giovani di Avellino, denunciati dai Carabinieri.

La pattuglia della Stazione di Atripalda, impegnata in un servizio serale predisposto principalmente per verificare l’attuazione del decreto del Governo in materia del contenimento della diffusione del Coronavirus, è intervenuta presso un noto supermercato della Città del Sabato dove era stata segnalata la presenza di due persone che stavano rubando dei costosi prodotti.
Sul posto i Carabinieri hanno identificato i presunti responsabili: si tratta di due uomini, entrambi sulla trentina, che all’esito della perquisizione sono stati trovati in possesso della merce appena rubata (perlopiù bevande alcoliche e alimenti, ma anche un misuratore di pressione), occultata sotto i loro giubbotti al fine di eludere i controlli all’uscita del negozio.

Alla luce delle evidenze emerse, per i predetti, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino in quanto ritenuti responsabili di furto aggravato nonché del reato di cui all’articolo 650 del Codice Penale, per aver violato le prescrizioni di pubblica sicurezza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per l’emergenza in atto.

La refurtiva recuperata è stata restituita all’avente diritto.

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BESTEMMIA DOPO UN AUTOGOL

Mar30
da admin il 30 Marzo 2020 alle 11:05
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Bestemmia dopo l’autogol, il giudice sportivo ferma Donati per un turno

Il giocatore leccese ha propiziato involontariamente l’uno a zero dell’Atalanta nella partita di ieri. È stato beccato dalle telecamere mentre si esprimeva in maniera blasfema
Il giocatore leccese ha propiziato involontariamente l’uno a zero dell’Atalanta nella partita di ieri. È stato beccato dalle telecamere mentre si esprimeva in maniera blasfema dopo aver causato l’autogol nel match contro l’Atalanta. Per questo Giulio Donati è stato squalificato un turno dal giudice sportivo. Ecco la motivazione completa: “Il Giudice Sportivo, ricevuta dal Procuratore federale rituale segnalazione ex art. 61, comma 3 CGS, a mezzo e-mail pervenuta alle ore 12.51 odierne; in merito alla condotta del calciatore Giulio Donati (Soc. Lecce) consistente nell’aver pronunciato espressione blasfema al 16° del primo tempo; acquisite ed esaminate le relative immagini televisive, di piena garanzia tecnica e documentale; considerato che il calciatore in questione è stato chiaramente inquadrato dalle riprese televisive mentre proferiva un’espressione blasfema, nei termini descritti dalla Procura federale, individuabile senza margini di ragionevole dubbio, e che, pertanto, tale comportamento, deve essere sanzionato ai sensi dell’art. 37 comma 1 lett. a), e della richiamata normativa sulla prova televisiva; delibera di sanzionare il calciatore Giulio Donati (Soc. Lecce) con la squalifica per una giornata effettiva di gara”. L’incontro è poi finito 7 a 2 per la società bergamasca.

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CONSUMO DI ALCOLICI: GIOVANI DENUNCIATI

Mar25
da admin il 25 Marzo 2020 alle 16:08
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Si ritrovano ai giardini per consumare alcolici nonostante i divieti: giovani denunciati.

Il comando provinciale dei carabinieri di Piacenza ha intensificato, d’intesa con le altre forze dell’ordine, i controlli finalizzati all’applicazione della vigente disciplina sulla mobilità, con lo scopo di rendere sempre più efficaci le misure di contenimento dell’emergenza Coronavirus.

A seguito dei controlli effettuati nella giornata di ieri, 18 marzo, sono nuovamente emerse ingiustificabili trasgressioni: automobilisti diretti verso attività commerciali oggetto di sospensione o collocate fuori dal comune di residenza, un gruppo di giovani provenienti da diversi comuni riunitosi per consumare alcolici nei giardini pubblici di Podenzano e un secondo gruppo di giovani sorpresi a Rottofreno nel dehor di un ristorante regolarmente chiuso.

Tutti saranno segnalati all’autorità giudiziaria. Il monitoraggio degli esercizi commerciali soggetti a limitazioni non ha invece fatto emergere violazioni. Per l’esigenza, sono stati impiegati anche alcuni militari del 14° battaglione carabinieri “Calabria”, giunti in questa provincia per sostenere le attività di controllo.

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Incontriamoci e portate tanto alcol

Mar17
da admin il 17 Marzo 2020 alle 9:56
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Così i ragazzi sfidano il Coronavirus: “Incontriamoci e portate tanto alcol”
I giovani non riescono a stare in casa e affrontano il virus senza alcuna paura, spesso con il totale disinteresse dei genitori
“Le misure individuali di limitazione dei contatti sociali sono fondamentali per poter contrastare il Coronavirus, facciamo appello al senso di responsabilità di tutti”.
Questo il messaggio lanciato recentemente da Silvio Brusaferro, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Nelle tv, attraverso le radio e sui social non si fa altro che sentire la stessa richiesta: evitare di uscire e di avere contatti. Sollecitazioni che però spesso sono completamente inascoltate dai ragazzi, che in diverse occasioni hanno dimostrato poco buonsenso: sfidare il virus senza alcuna paura è un atto di totale incoscienza. Così come è successo a Chieti, dove via Telegram è stato diffuso un invito a incontrarsi nella notte per bere grandi quantità di alcol e stare insieme.

Nel messaggio in possesso in esclusiva de ilGiornale.it si può leggere: “Per combattere il Coronavirus in quel di Chieti Botellón (ci si scambia alcol in abbondanza e si fa tanta amicizia) sulla piazza dietro il fuoricorso, dalle 23 in poi. Portate tanto alcol. Un bacio”. E nel giro di pochi minuti si sono registrate diverse adesioni: “Ci sono”; “Grandi raga”. Un ruolo importante e cruciale lo svolgono anche i genitori, che troppe volte assecondano le richieste dei figli a causa della paura di dire “no”. Il termine spagnolo “botellón” sta a indicare un fenomeno in cui i ragazzi si ritrovano in gruppi numerosi per consumare all’aperto bevande alcoliche.

Quando il coraggio è incoscienza
Agli adolescenti sicuramente risulta difficile chiedere di restare a casa, di rallentare la socialità, ma non sono assolutamente giustificati per le avventate scelte di superare l’ostacolo, fregandosene dei richiami da parte della autorità sanitare che da giorni stanno pregando per una vita meno frenetica che potrebbe contribuire ad allentare i contagi. Come riportato dal Corriere della Sera, i giovani milanesi che si sono trovati nel cuore della zona rossa non hanno alcuna intenzione di ascoltare gli appelli che rimbalzano quotidianamente sui canali di comunicazione: “Da ieri a oggi non è cambiato niente, continuerò a vedermi con il mio gruppo di amici nel pieno rispetto dell’emergenza sanitaria. Cambiare la abitudini di vita sarebbe controproducente. Il peso è soprattutto sui nostri genitori, che cedendo all’allarmismo ci vorrebbero chiusi in casa”. E poi c’è chi precisa di “evitare locali affollati”, ma non demorde e sminuisce le pericolosità del Coronavirus: “Non penso che sia una cosa di cui avere paura e di conseguenza barricarsi in casa. Le nostre abitudini di socialità cambieranno poco”.

Ma fortunatamente esiste anche una parte di ragazzi che ha colto perfettamente il senso dell’emergenza. Ad esempio il 20enne Rocco Vita si è messo a disposizione per fare volontariato in famiglia: “Faccio la spesa a mio nonno malato oncologico. Non voglio che esca di casa, è troppo pericoloso”. Così come la 15enne Silvia che, dopo diverse chiacchierate con sua madre, ha compreso come i giovani possano essere veicolo per il virus ai danni dei nonni: “Inizialmente non ci davo peso, ma ora ho capito e mi sembra irresponsabile che alcuni miei coetanei continuino a darsi appuntamenti in giro”.

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