Alcol e droghe, l’età del primo sballo scende a dodici anni
L’allarme dei medici, il dottor Fabrizio Fagni (Asl Centro) fa il punto: “Non solo sostanze illegali, cresce l’abuso soprattutto nel weekend. Ma il vero pericolo è il mix di più prodotti”
Più della droga, è l’alcool il maggiore indiziato. Poi un fatto, che riguarda indistintamente le due sostanze e che inquadra l’età media dei primi approcci con sostanze, siano queste legali o illegali: in diminuzione, con casi limite registrati che hanno riguardato persino giovani di 12 anni. Bambini, praticamente.
La panoramica la fornisce il dottor Fabrizio Fagni, già responsabile Ser.D (Servizi per le dipendenze) di zona Pistoia e Valdinievole e ora di area Toscana Centro, che il quadro lo ha chiaro e aggiornato, termometro di una situazione che è sostanzialmente allineata provincia per provincia.
“Il grande problema con i giovani continua ad essere il consumo di alcool, non necessariamente evolutosi in dipendenza. Magari consumatori da fine settimana e da occasione, ma ciò non rende quel consumo meno pericoloso. Basti pensare a episodi di violenze, disinibizioni, incidenti stradali collegati a quell’abuso – spiega Fagni -. L’età dei primi approcci si abbassa, si provano spinelli, alcool, nuove sostanze psicoattive. E mentre in passato si parlava di dipendenza ed era piuttosto semplice definire quale fosse la sostanza primaria di consumo, fosse eroina per la maggior parte, cocaina o altro, oggi si assiste di fatto a un policonsumo. Osserviamo in sintesi un cambiamento nello stile dei consumi”.
Oltre alle classiche sostanze, da prendere in considerazione in tema di consumo ci sono anche i farmaci non prescritti, mentre non sembra riguardare i nostri territori – lo dicono le analisi fatte a tappeto – e neppure più in generale il nostro Paese la diffusione del Fentanyl, un oppioide il cui abuso negli Usa è esploso divenendo vera e propria piaga. “Tra le novità, anche il modo di consumare quelle sostanze prima usate in via iniettiva e ora non più, a torto pensando che così facendo l’impatto sia inferiore. In realtà la sostanza resta quella e il danno provocato idem. Funzionale sull’organismo ma anche con ripercussioni sociali, familiari, legali”.
In tema di dipendenze, come ignorare poi il capitolo del gioco d’azzardo – “aumentati gli utenti arrivati al Ser.D, ma il dato sommerso è senza dubbio altra cosa” – e quello del fumo. “Abbiamo centri antifumo in tutte le zone e quindi anche a Pistoia. Assistiamo nell’ultimo periodo a un’aumentata, improvvisa e importante richiesta di un farmaco, il Recigar o citisina, prima a totale carico del paziente ora passato dal Ssn. Occorre ribadire che si tratta sì di un buon farmaco, ma per smettere di fumare niente ha efficacia se non combinato con la reale motivazione”.

